BEAT: BEAT. Bestseller
La passione di Artemisia
Susan Vreeland
Libro: Libro in brossura
editore: BEAT
anno edizione: 2019
pagine: 320
"La passione di Artemisia" narra dell'incessante lotta della prima grande pittrice celebrata e riconosciuta nella storia dell'arte: Artemisia Gentileschi, la donna che, in un mondo ostile alle donne, riuscì a imporre la sua arte e a difendere strenuamente la sua visione dell'amore e dell'esistenza. Violentata dal suo maestro, Artemisia subì, nel corso della sua vita, non soltanto l'onta di un processo pubblico nella Roma papalina, e l'umiliazione di un matrimonio riparatore con Pietro Stiattesi, artista mediocre, ma anche un duro, terribile confronto con il suo avversario più temibile: il grande pittore Orazio Gentileschi, suo padre.
L'arte di ascoltare i battiti del cuore
Jan-Philipp Sendker
Libro: Libro in brossura
editore: BEAT
anno edizione: 2019
pagine: 304
A Kalaw, una tranquilla città annidata tra le montagne birmane, vi è una piccola casa da tè dall'aspetto modesto, che un ricco viaggiatore occidentale non esiterebbe a giudicare miserabile. Il caldo poi è soffocante, così come gli sguardi degli avventori che scrutano ogni volto a loro poco familiare con fare indagatorio. Julia Win, giovane newyorchese appena sbarcata a Kalaw, se ne tornerebbe volentieri in America, se un compito ineludibile non la trattenesse lì, in quella piccola sala da tè birmana. Suo padre è scomparso. La polizia ha fatto le sue indagini e tratto le sue conclusioni. Tin Win, arrivato negli Stati Uniti dalla Birmania con un visto concesso per motivi di studio nel 1942, diventato cittadino americano nel 1959 e poi avvocato newyorchese di grido... un uomo sicuramente dalla doppia vita se le sue tracce si perdono nella capitale del vizio, a Bangkok. L'atroce sospetto che una simile ricostruzione della vita di suo padre potesse in qualche modo corrispondere al vero si è fatto strada nella mente e nel cuore di Julia fino al giorno in cui sua madre, riordinando la soffitta, non ha trovato una lettera di suo padre. La lettera era indirizzata a una certa Mi Mi residente a Kalaw, in Birmania, e cominciava con queste struggenti parole: "Mia amata Mi Mi, sono passati cinquemilaottocentosessantaquattro giorni da quando ho sentito battere il tuo cuore per l'ultima volta".
Real world
Natsuo Kirino
Libro: Libro in brossura
editore: BEAT
anno edizione: 2025
pagine: 280
Nella periferia di Suginami, a Tokyo, dove le tradizionali case di legno hanno lasciato il posto a villette bifamiliari e condomini, quattro studentesse trascorrono un’estate caldissima preparandosi ad affrontare gli esami per l’ammissione all’università. Sono molto amiche e molto diverse: Toshi è affidabile e sicura, Yūzan riservata e un po’ malinconica, Terauchi ha un grande talento per gli studi, Kirarin occulta dietro la dolcezza un’attrazione morbosa per i comportamenti più estremi. Un giorno, all’improvviso, una notizia sconvolge il quartiere. Il vicino – quel ragazzo mingherlino, con gli occhi sfuggenti e l’andatura sghemba che tutti chiamano “il Vermiciattolo” – ha ucciso sua madre. Fuggito con la bicicletta di Toshi, il Vermiciattolo è diventato un fantasma inseguito dalla polizia e, insieme, una presenza ossessiva nei notiziari. Ma più l’assassino vede moltiplicarsi il proprio volto sugli schermi, più si scopre attratto dalla sua nuova identità malvagia. Mentre la società intera nei salotti televisivi cerca di spiegare l’inspiegabile, il Vermiciattolo induce le quattro amiche col ricatto a fare qualcosa di terribile: scrivere per lui un racconto, una poesia, un manifesto filosofico che giustifichi la sua follia lucida, la sua ribellione definitiva. Tra sospetto e fascinazione, paura e tradimenti, le ragazze si scoprono pedine di un gioco crudele, in cui la linea che separa la vittima dal carnefice si fa sempre più sottile, e l’amicizia si trasforma in un campo di battaglia invisibile, fra segreti, silenzi e desideri inconfessabili. Un piano inclinato verso l’inevitabile. Dall’autrice de Le quattro casalinghe di Tokyo, un romanzo magnetico e disturbante sul potere dei media, sull’erosione dei legami e sulla sottile attrazione del male, dove la giovinezza brucia ogni cosa, anche l’innocenza.
Dentro soffia il vento
Francesca Diotallevi
Libro: Libro in brossura
editore: BEAT
anno edizione: 2025
pagine: 224
In una conca tra le montagne della Valle d’Aosta è adagiato il borgo di Saint-Rhémy: una striscia di case di pietra dominate da un campanile. Tra i boschi silenziosi che circondano il villaggio vive Fiamma, la ragazza dai capelli rossi davanti alla quale tutti abbassano lo sguardo. Di lei si sussurra che faccia gelare i raccolti, tolga il latte alle vacche e possa addirittura scuotere la montagna: ma è da lei che, al calare della notte, ogni anima del villaggio si reca in segreto. Come faceva sua madre, Fiamma prepara decotti per curare ogni male: infusi d’erbe che, in bocca alla gente del borgo, diventano pozioni di una strega che ha venduto l’anima al diavolo. Da quando Raphaël Rosset, il suo unico amico, è partito per la Grande Guerra senza fare ritorno, la solitudine la divora lentamente. Così, ogni sera alla stessa ora, Fiamma si spinge al limitare del bosco, a guardare da lontano la fattoria dei Rosset prima di rituffarsi nel buio della notte. Ma qualcun altro guarda lei da lontano: Yann, che non sa perdonarsi di non essere partito per il fronte insieme a suo fratello Raphaël. Finché un giorno di vento scompiglia la pace apparente, portando in paese un gruppo di nomadi: capelli d’inchiostro e sopracciglia come ali di corvo, uomini e donne con addosso l’odore di terre lontane. Hanno accenti misteriosi e, per vivere, riparano pentole. La gente li chiama zingari stagnini e a Saint-Rhémy nessuno ha dimenticato l’ultima volta che gli stranieri si sono accampati tra quelle montagne.
Il mio Novecento
Angelo Del Boca
Libro: Libro in brossura
editore: BEAT
anno edizione: 2025
pagine: 576
Nato nel maggio del 1925, ma con ricordi che vanno indietro di almeno un decennio a causa di un padre ossessionato dalle mattanze della Prima guerra mondiale, Angelo Del Boca ha attraversato il secolo breve con lo sguardo lucido e partecipe di chi ha saputo trasformare l’esperienza individuale in coscienza storica. Giornalista, partigiano, inviato speciale e infine storico, si è imposto come una voce imprescindibile nel panorama storiografico contemporaneo, distinguendosi come pioniere negli studi sul colonialismo italiano in Africa. Questa autobiografia è molto più di un racconto personale: è la narrazione vibrante di un secolo feroce, segnato da due conflitti mondiali, dalla Shoah, dai gulag, da guerre senza fine e dall’inarrestabile divario tra un Occidente opulento e il resto del mondo sempre più povero. Con la penna affilata e il passo del grande reporter, Del Boca intreccia la propria vicenda con quella dell’umanità intera, restituendo una testimonianza preziosa e ineludibile del nostro passato più recente. Queste pagine, tuttavia, non si limitano al solo ricordo ma ricorrono a reportage d’epoca, diari, appunti vergati sul campo. Ne nasce un libro raro, capace di cogliere uomini e momenti del Novecento nel preciso istante in cui si fanno Storia. Da un pallido e sfinito Benito Mussolini che il 16 luglio 1944, a Münsingen, in Germania, passa in rivista la divisione Monterosa di cui fa parte l’autore diciannovenne, ad Albert Schweitzer, premio Nobel per la pace, che tra le foreste del Gabon accoglie Del Boca al suono struggente dell’organo; da Madre Teresa, curva e infaticabile tra i lebbrosi di Kalighat, a Muammar Gheddafi, teatrale e stravagante nel suo ampio burnus nero. Protagonisti e comparse di un secolo sfilano come su un palcoscenico in un libro che diventa la prova concreta di come una vita possa consistere, tutta intera, nello schierarsi, con coraggio e passione, dalla parte giusta della Storia.
Jane Seymour. La regina più amata. Le sei regine Tudor
Alison Weir
Libro: Libro in brossura
editore: BEAT
anno edizione: 2025
pagine: 544
Cresciuta a Wulfhall, una tenuta immersa nella campagna del Wiltshire, la giovane Jane Seymour coltiva una sola aspirazione: prendere i voti e ritirarsi nella quiete di un monastero. Il suo desiderio, tuttavia, non potrà mai avverarsi: cedendo alle pressioni della sua ambiziosa famiglia e, grazie all’intercessione di un lontano cugino, Sir Francis Bryan, verrà inviata a corte come damigella della regina Caterina d’Aragona, devota moglie di Enrico VIII. Il suo arrivo precede di poco lo scandalo che travolgerà l’Inghilterra: re Enrico ripudia Caterina per sposare la maliziosa Anna Bolena, provocando una drammatica rottura con la Chiesa. Ma ben presto l’inquieto sguardo del re si posa proprio su Jane, divenuta nel frattempo dama di compagnia della nuova regina. Tanto Anna è brillante e indomabile, quanto Jane appare dolce e pacata, virtuosa. E agli occhi di Enrico emana la bellezza di una perfetta rosa inglese. Sollecitata dalla sua famiglia a ricambiare l’affetto del sovrano, Jane viene coinvolta in un pericoloso gioco politico che la porta sul trono appena undici giorni dopo la decapitazione di Anna Bolena. Con questo romanzo, Alison Weir continua la serie delle regine Tudor con il ritratto inedito della terza moglie di Enrico VIII, una donna compassionevole eppure determinata, a cui la vita riserverà un inaspettato e tragico destino.
Intrigo bretone. Omicidio a Pont-Aven. Il primo caso del commissario Dupin
Jean-Luc Bannalec
Libro: Libro in brossura
editore: BEAT
anno edizione: 2025
pagine: 240
È una magnifica giornata d’estate a Concarneau, la maestosa “città blu” gioiello della Bretagna, e il commissario Georges Dupin siede ai tavoli dello storico ristorante Amiral. Da quando, due anni e sette mesi prima, è stato trasferito da Parigi alla remota provincia, beve qui ogni mattina il suo petit café dedicandosi alla lettura dei quotidiani locali: un rigoroso rituale che può aiutarlo a familiarizzare con gli insoliti costumi di quella gente “ai confini del mondo”. Quel giorno, tuttavia, a disturbare la sua lettura è l’insistente squillo del cellulare. All’altro capo, l’insopportabile voce di Kadeg, il più zelante dei suoi ispettori, lo informa di un fatto straordinario: un brutale omicidio ha sconvolto l’idilliaco paesino di Pont-Aven, rinomato borgo di artisti. La vittima è Pierre-Louis Pennec, nonuagenario proprietario dell’Hotel Central: un albergatore leggendario, un’istituzione nel Finistère. Dupin sa che il caso va risolto alla svelta: l’assassinio di un personaggio tanto stimato ha colpito i bretoni al cuore e le pressioni delle autorità locali non tarderanno a farsi sentire. Costretto a districarsi tra l’ostinato silenzio degli indigeni e il loro stile di vita, del tutto inconcepibile per un parigino doc, il commissario Dupin non tarderà a rendersi conto che la vita apparentemente irreprensibile di Pierre-Louis Pennec nascondeva in realtà un incredibile segreto.
La casa sull'estuario
Daphne Du Maurier
Libro: Libro in brossura
editore: BEAT
anno edizione: 2025
pagine: 320
Dick Young è un giovane inglese con un modesto impiego in una casa editrice londinese e un’ambiziosa moglie americana che lo vorrebbe a New York, a lavorare nella fiorente impresa editoriale di suo fratello. Un giorno Dick viene invitato a cena dall’amico storico dei tempi di Cambridge, Magnus Lane, divenuto nel frattempo un luminare della biofisica. Durante la cena Magnus accenna alla possibilità di ospitare l’amico e la sua famiglia a Kilmarth, nella casa in Cornovaglia ereditata dai genitori. Un’offerta allettante e, per Dick, certamente preferibile alla prospettiva di un trasferimento newyorkese. Un’offerta che tuttavia sembra celare ben più della promessa di lunghe giornate a poltrire in un giardino o a veleggiare nella baia. Una volta raggiunta la casa sull’estuario, infatti, Dick viene introdotto da Magnus in un macabro laboratorio popolato di embrioni sottovetro e teste di scimmia, dove l’amico gli rivela di aver messo a punto una straordinaria droga capace di trasportare direttamente nel passato. Dick si ritrova così a testare la pozione e, subito dopo, a vagare sconcertato nella Cornovaglia del XIV secolo, al cospetto di dame e cavalieri, spettatore invisibile di drammatiche vicende, di intrighi e aperte rivalità, di amori e segreti inconfessabili. La scoperta di Magnus Lane potrebbe stravolgere le sorti del mondo se non fosse che, con l’uso prolungato della pozione, passato e presente finiscono per sovrapporsi in una pericolosa spirale, trascinando il gioco del tempo verso la tragedia.
La mediocrazia
Alain Deneault
Libro: Libro in brossura
editore: BEAT
anno edizione: 2025
pagine: 240
«Non c’è stata nessuna presa della Bastiglia, niente di paragonabile all’incendio del Reichstag, e l’incrociatore Aurora non ha ancora sparato un solo colpo di cannone. Eppure di fatto l’assalto è avvenuto, ed è stato coronato dal successo: i mediocri hanno preso il potere». Così questo libro annuncia l’oggetto delle sue pagine: la presa del potere da parte dei mediocri e l’instaurazione globale del loro regime, la mediocrazia, in ogni ambito della vita umana. La trattazione che ne segue è una sorta di genealogia di questo evento che, nella prosa accattivante di Deneault, tocca campi differenti – dalla politica (affidata ormai al «centrismo» dei mediocri) all’economia, al sistema dell’educazione, alla stessa vita sociale – offrendo differenti modulazioni di questa forma di potere. Tuttavia, per Deneault, l’avvento della mediocrazia è impensabile senza l’avvento dell’industrializzazione del lavoro – sia manuale che intellettuale – e, in particolare, della sua espressione ultima, quella «Corporate Religion», la religione d’impresa che pretende, nella nostra epoca, di unificare tutto sotto la sua egida e fa sì che i mestieri cedano il posto a una serie di funzioni, le pratiche a precise tecniche, la competenza all’esecuzione pura e semplice. Per affacciarsi nel mondo, oggi, occorrerebbe soltanto dunque occupare il punto di mezzo e abbracciare nozioni feticcio quali «provvedimenti equilibrati», «giusto centro» o «compromesso». Insomma, essere perfettamente, impeccabilmente mediocri.
Natale con i fantasmi
Libro: Libro in brossura
editore: BEAT
anno edizione: 2024
pagine: 240
Quando le giornate si accorciano e i crepuscoli si fanno lividi, è il momento di raggomitolarsi sul divano, accendere le candele e lasciarsi conquistare da un racconto spettrale. Rese popolari da artisti del calibro di Charles Dickens, Wilkie Collins e Henry James, le storie di fantasmi sono ricorrenti nella letteratura e sono tradizionalmente legate alle feste natalizie. In questa raccolta alcuni dei più grandi scrittori contemporanei – tutti maestri del terrore – riportano in vita questa antica tradizione con una serie di racconti che fanno venire i brividi. Dai vivaci mercatini di Natale di Covent Garden alle gelide brughiere dello Yorkshire, queste storie di splendide dimore che di notte si trasformano nel più spaventoso degli incubi, di sinistre presenze che si aggirano in stanze dimenticate e di terribili segreti custoditi tra le pagine ingiallite di un libro saranno vostre compagne nelle lunghe notti d’inverno. Dalla penna di Bridget Collins, Imogen Hermes Gowar, Kiran Millwood Hargrave, Andrew Michael Hurley, Jess Kidd, Elizabeth Macneal, Natasha Pulley e Laura Purcell, otto racconti da leggere tutti d’un fiato. Magari con la luce accesa.
L'ufficio degli affari occulti
Éric Fouassier
Libro: Libro in brossura
editore: BEAT
anno edizione: 2024
pagine: 336
Parigi, 1830. Nella residenza di Charles-Marie Dauvergne, deputato alla Camera di fresca nomina, si festeggia il fidanzamento di Lucien Dauvergne con la figlia di un industriale normanno. Lucien è un giovane frivolo, un dandy elegante e bohémien. Nel corso della serata, sale al piano superiore della casa e scompare letteralmente dalla festa. Temendo un capriccio del suo incorreggibile rampollo, Madame Dauvergne si avventura anche lei al primo piano, e lo trova inginocchiato dinanzi a un grande specchio di Venezia con la cornice dorata. Il giovane si alza, abbozza un saluto, poi avanza con passo sicuro verso la finestra e si getta nel vuoto. L’inchiesta sulla tragica, illogica morte del figlio di un personaggio illustre è questione delicata e suscita non pochi timori nelle alte sfere del potere. Alla Sûreté viene perciò convocato e istruito in tutta fretta Valentin Verne, giovane ispettore della Buon costume, il servizio di protezione della morale. A Valentin, che sotto l’apparenza eterea cela una determinazione tagliente quanto il filo di una lama, non resta che accettare il nuovo incarico, anche se comporta, per il momento, la rinuncia a venire in aiuto di Damien, un or - fano indifeso caduto nelle grinfie del mostro che si fa chiamare il Vicario. Accolto da uno straordinario successo di critica e di pubblico, L’ufficio degli affari occulti è un romanzo irresistibile in cui i generi si uniscono in un intrico fatto di esoterismo e scienza, misteri e codici da decifrare.
I Melrose
Edward St. Aubyn
Libro: Libro in brossura
editore: BEAT
anno edizione: 2024
pagine: 928
Figlio di un padre sadico e autoritario e di una madre abituata a voltare altrove lo sguardo, Patrick Melrose, moderno dandy che vive tra agi e ricchezze, tenta con tenacia di porre fine alla sua esistenza abusando di alcol e droga, combattuto tra il disgusto per il mondo e il desiderio di lasciarsi alle spalle la crudeltà sregolata del passato. A circondarlo, un’irresistibile galleria di titolati snob, ubriaconi, dementi, tiranni e tossicomani, nuovi demoni della contemporaneità. Il ciclo narrativo contenuto in queste pagine, composto da cinque romanzi sorretti da uno stile infallibile e da una rara penetrazione psicologica, cinque capitoli di un unico, formidabile, blasfemo romanzo di formazione, ha destato enorme scalpore nei paesi in cui è apparso, lasciando un segno profondo nella narrativa di questi anni. Edward St Aubyn è stato accostato dalla critica britannica e statunitense a Evelyn Waugh, Oscar Wilde e ad altri grandi della letteratura. Tuttavia, come ha sottolineato la New York Times Book Review, nei Melrose aleggia «un’aristocratica atmosfera di caustico orrore» mai così ben rappresentata, tanto da spingere una scrittrice come Zadie Smith a dichiarare che nulla «può reggere il confronto con la cruda, ironica ricchezza del mondo di St Aubyn e con la densità filosofica delle sue pagine».

