Arcana: Universale Arcana
Grunge. Il rock dalle strade di Seattle
Claudio Todesco
Libro
editore: Arcana
anno edizione: 2018
pagine: 256
America, anni Novanta. Nirvana, Pearl Jam, Soundgarden e Alice in Chains monopolizzano le classifiche di vendita, la programmazione musicale, le pagine delle riviste di moda. Seattle è la nuova terra promessa del rock, la culla di uno stile musicale eccitante e controverso chiamato grunge. È l’ultima rivoluzione musicale del Novecento. Il rock torna a scuotere le coscienze in nome del verismo, dell’intensità, dell’indipendenza. È una storia esaltante e drammatica: l’ascesa e la caduta di un gruppo di reietti il cui stile ribelle nato ai margini della società viene frainteso e trasformato in una moda globale. Ma cos’è stato veramente il grunge? Perché è nato a Seattle e non altrove? E come ha dialogato con la città? Servendosi di testimonianze di prima mano di musicisti, produttori, discografici, giornalisti e osservatori locali, il libro illustra il contesto nel quale è maturato il Seattle Sound e cala la musica grunge nel reticolo geografico della città, scoprendone le radici più autentiche.
Adriano e Celentano. Un po' artista, un po' uomo
Sergio Cotti
Libro: Libro in brossura
editore: Arcana
anno edizione: 2018
pagine: 335
Dal primo Festival del Rock and Roll, il 18 maggio 1957, all'ultimo disco inciso in coppia con Mina: questo libro racconta i sessant'anni di carriera di Adriano Celentano attraverso la sua imponente discografia. Nel volume sono analizzati tutti i suoi album (comprese le raccolte ufficiali) e spiegate tutte le canzoni. Autore e interprete di centinaia di brani, molti dei quali fanno parte del patrimonio musicale italiano dal dopoguerra a oggi, ma anche attore, regista, showman e predicatore, Celentano è senz'altro uno degli artisti italiani più prolifici e apprezzati, nonostante da più vent'anni le sue apparizioni si siano fatte sempre più rare. Primo a portare il rock dall'America sul finire degli anni Cinquanta, l'eterno molleggiato ha attraversato i decenni mantenendosi costantemente ai vertici del successo e della popolarità per oltre mezzo secolo. Questo libro è arricchito anche di interventi di alcuni personaggi dello spettacolo che in questi sessant'anni hanno lavorato con lui, oltre che di aneddoti e rarità, che ne fanno uno strumento indispensabile per ammiratori e collezionisti. Alcuni capitoli sono dedicati alla storia del Clan, la casa discografica che Celentano ha creato nel 1961 e che ancora oggi è la più longeva etichetta italiana indipendente, ai programmi televisivi che lo hanno visto protagonista come conduttore e ai messaggi che lo stesso Adriano ha lanciato attraverso le colonne dei più autorevoli quotidiani italiani.
Come si scrive una canzone. Lezioni di composizione pop
Stefano Scatozza
Libro: Libro in brossura
editore: Arcana
anno edizione: 2018
pagine: 375
Nel corso degli ultimi trent'anni il mercato editoriale, soprattutto anglosassone, ha visto una proliferazione di libri dedicati a una particolare attività musicale: lo scrivere canzoni. Sebbene non ancora in numero superiore ai manuali per i vari strumenti, questi testi si sono rivelati molto utili per avere un'infarinatura sui principali aspetti formali, le strategie narrative e la consapevolezza lessicale; nessuno di essi, però, si è rivelato un riferimento costante e durevole: primo, perché la pop song cambia abito a seconda delle stagioni; secondo, perché, sebbene tutti possano farlo, scrivere una canzone non è cosa semplice, né banale. Insegnare come si fa, poi, è difficilissimo. In Italia, invece, ci si è limitati a pochi libri, centrati esclusivamente sulla stesura di un testo, buoni per approfondire il discorso sulla metrica, sulla rima e sul verso. Ma non ci sarebbe canzone se i testi non poggiassero su una musica. E qui entra in gioco questo libro, che si schiera apertamente dalla parte della musica, e spiega quali sono gli elementi da conoscere, le tecniche da utilizzare, gli obiettivi da raggiungere. Un libro pieno di idee, nozioni, spunti, tecniche e umorismo. Leggibile anche da chi non ha una formazione teorica.
Pink Floyd. La folle logica. Dall'epica del suono all'etica nella forma-canzone
Raimondo Simonetti
Libro: Libro in brossura
editore: Arcana
anno edizione: 2018
pagine: 235
In un articolo del 1988 il giornalista Maurizio Baiata scrisse: «La materia Pink Floyd è vastissima e io sono convinto che tutto ciò che essi hanno espresso ha una sua folle logica che non è possibile ancora oggi analizzare». Il proposito di questo studio è di spiegare quella folle logica, la singolare alchimia dicotomica che ha caratterizzato la musica dei Pink Floyd fin dagli esordi. A quarant'anni dalle prime apparizioni dal vivo, questo libro – attraverso un modello che si avvale di strumenti estetico-filosofici e musicologici – indaga lo sviluppo semantico del gruppo cogliendo l'essenza dell'arte dei Pink Floyd, che cela molto di più di quanto sveli in superficie, e restituisce all'intera discografia l'intima trama inconscia che ne ha accompagnato l'evoluzione nel corso degli anni, passando dal "cielo stellato" sopra di sé alla "legge morale" dentro di sé. Un percorso affascinante che non tralascia alcun aspetto della produzione del gruppo, per una conoscenza totale del fenomeno Pink Floyd. Un viaggio da compiere all'infinito, come infinita è la musica di questa band leggendaria.
Good vibrations. La storia dei Beach Boys
Roberta Maiorano, Aldo Pedron
Libro: Libro in brossura
editore: Arcana
anno edizione: 2018
pagine: 381
Tre fratelli (Brian, Dennis e Cari Wilson), un cugino (Mike Love) e un amico dei tempi del liceo (Al Jardine), uniti da un'innata passione per la musica e trascinati dall'estro di Brian Wilson, controverso, sofferente, rivoluzionario, timido, geniale, fra i più grandi musicisti del secolo scorso. Signori, ecco i Beach Boys, la più grande band d'America. Come su una tavola da surf, i quattro ragazzi hanno cavalcato le onde del successo e del fallimento a più riprese: dall'allegria di “Surfin' USA” passando per l'immensità di “Pet sounds” e il mistero mai svelato di SMILE, l'album che avrebbe dovuto cambiare la storia del rock e che invece non vide mai la luce. Mai diventati icona generazionale, ma band in continua evoluzione e involuzione, i Beach Boys hanno attraversato trionfi e cadute, risalite e clamorosi fallimenti, crisi mistiche e amicizie pericolose, dischi d'oro e battaglie legali, separazioni e ricongiungimenti. Questo è il primo libro scritto in Italia sui Beach Boys. Non semplicemente una storia di Brian Wilson e compagni, ma un vero e proprio tesoro di informazioni: tutto, ma proprio tutto, quello che avreste voluto sapere su concerti, dischi, libri, film, Dvd, con un corredo di notizie, curiosità, statistiche, una mappa turistica dei luoghi frequentati dai Beach Boys in gioventù, premi, riconoscimenti, riflessioni e narrazione. Una nota scritta di suo pugno da Brian Wilson e la prefazione del più grande storico della band, l'americano David Leaf, completano questa opera indispensabile per ogni serio appassionato di musica. Prefazione di David Leaf.
In the court of the Crimson King
Alessandro Staiti
Libro: Libro in brossura
editore: Arcana
anno edizione: 2018
pagine: 191
“In the court of the Crimson King” segna una forte discontinuità con la psichedelia e il blues revival, e le varie forme miste, popolari in Inghilterra verso la fine degli anni Sessanta. Supera cliché estetici e filosofici ormai in crisi e inaugura una nuova era del rock non solo per mezzo di strumenti mai utilizzati prima come il mellotron, ma anche con sonorità e stilemi del tutto originali come quelli della chitarra elettrica di Fripp o del sax di McDonald. I King Crimson decidono di non abbeverarsi più al pozzo della musica americana, ma di attingere alla musica colta europea, al jazz e al folk con tutte le sue suggestioni medievali. In questa monografia dedicata a ”In the court of the Crimson King”. Staiti ripercorre anno dopo anno, aneddoto dopo aneddoto, le vicende umane e artistiche dei cinque componenti originari della band fino alla nascita dei King Crimson, alla registrazione del disco e al tour americano che provoca lo scioglimento di quella incredibile band dopo soli nove mesi. Tuttavia, soprattutto grazie a Robert Fripp, i King Crimson - pur con diversi cambi di organico e di direzione musicale - hanno continuato fino ai nostri giorni a influenzare la scena internazionale. Nel libro anche un'intervista esclusiva rilasciata da Jakko Jakszyk - secondo chitarrista e cantate degli attuali King Crimson - e il racconto dell'ottava incarnazione della band che ripropone i brani dal primo album mai più suonati in concerto fin dal 1969.
Shine on... you, crazy diamond. Viaggio virtuale all'interno di un emblema pinkfloydiano
Fabio Zaccaria
Libro
editore: Arcana
anno edizione: 2018
pagine: 144
"Shine on you crazy diamond", considerato da molti sostenitori e critici uno dei capolavori musicali degli ultimi quarant'anni, rappresenta senza dubbio un capitolo a sé stante all'interno del vasto panorama discografico dei Pink Floyd. Il brano rappresenta uno struggente, anche se indiretto, omaggio all'ex componente che fu il primo vero compositore dei pezzi originali del gruppo, ovvero il geniale Syd Barrett, diamante pazzo. La lunga suite si apre con un celeberrimo motivo di appena quattro note, definite “Syd's Theme”, che hanno costituito un pezzo di storia della popular music di tutto il pianeta. Pianeta in senso fisico, perché esse hanno poi attraversato nei decenni tutte le aree geografiche del mondo in senso trasversale, tramite dischi, libri, concerti, tv, onde radio e rete. Attraverso una minuziosa analisi armonico-melodica delle parti in cui è suddivisa la suite (I-V e VI-IX), raccontata in forma di viaggio virtuale, questo lavoro vuole testimoniare quanto l'estro compositivo dei Pink Floyd sia stato in grado di accogliere, al suo interno, elementi poi rivelatisi decisivi per il patrimonio stilistico della musica successiva. Uno stimolante spunto di approfondimento per chitarristi e musicisti di ogni genere, studenti impegnati o professionisti. Uno strumento anche utile per uno studio e soprattutto un'esecuzione musicale più consapevoli e meno prettamente imitativi, come invece spesso accade. Una lettura, infine, che, pur contenendo diversi passaggi tecnicamente più complessi, è destinata anche al lettore appassionato ma non musicista, permettendogli di scoprire più da vicino l'immenso e affascinante, quanto complesso, “mondo parallelo” che si cela dietro tutto ciò che si ascolta ogni giorno.
Miles Davis. Principe delle tenebre
Gianfranco Nissola
Libro: Libro in brossura
editore: Arcana
anno edizione: 2017
pagine: 287
A novant’anni dalla nascita, e venticinque dalla morte, Miles Davis resta un enigma. Nonostante la messe di lavori, studi, analisi e ricostruzioni biografiche, e i fiumi di inchiostro che hanno provato a raccontarne l’esistenza leggendaria e a spiegarne la musica inarrivabile, per molti il trombettista di Alton, Illinois, si colloca nella sfera dei misteri ancora da decifrare. Ci prova anche un film, "Miles ahead", scritto e diretto da Don Cheadle, a testimoniare quanto sia ancora indelebile la figura di Miles Davis nell’immaginario collettivo – musicale e non – del ventunesimo secolo. Questo libro, che appare in una nuova edizione aggiornata e ampliata, ha come scopo primario quello di parlare di Miles Davis a tutti: non solo agli appassionati, che pure troveranno informazioni dettagliatissime e non sempre rinvenibili altrove, quanto piuttosto a chi non lo conosce, affinché sia possibile comprendere come la magia di quella musica sia nata prima di tutto da una vita intensa, dura, formidabile. Un tuffo nelle tenebre, quindi, per riscoprire l’esistenza e la creatività di Miles Davis, genio dell’arte afroamericana, pietra miliare del jazz. C’è tanto di lui in questo libro, delle sue donne, della sua musica, del suo continuo morire e rinascere. La narrazione lascia emergere la figura di un uomo orgoglioso delle sue origini etniche, artista nero, fiero, combattivo, e ne traccia – grazie all’analisi delle incisioni così come del contesto umano in cui esse prendono forma – un ritratto finalmente preciso, definito, chiaro.
Quante strade. Bob Dylan e il mezzo secolo di «Blowin' in the wind»
Alberto Crespi
Libro: Libro in brossura
editore: Arcana
anno edizione: 2017
pagine: 239
La canzone più celebre di Bob Dylan fu pubblicata nel 1963 sul suo secondo album, "The freewheelin' Bob Dylan". Nel giro di poche settimane divenne popolarissima, grazie anche alle fortunatissime cover di Joan Baez e del trio folk Peter, Paul & Mary. Si affermò come la canzone simbolo del movimento per i diritti civili, dopo che Dylan la eseguì davanti a Martin Luther King durante un’epocale manifestazione di protesta a Washington. Poi scomparve o quasi dal repertorio live di Dylan negli anni della sua clamorosa svolta elettrica, che suscitò entusiasmi e polemiche oggi difficilmente immaginabili. Riapparve alla ribalta sul palco del concerto per il Bangladesh, nel 1971, dove Dylan tornò a suonare dal vivo dopo il misterioso incidente di moto del 1966 ed eseguì di nuovo il suo “inno”, su richiesta di George Harrison. Da allora, Dylan l’ha eseguita centinaia di volte, cambiandone spesso l’arrangiamento; e le versioni di altri artisti si sono moltiplicate, da Stevie Wonder a Neil Young, da Marlene Dietrich a Duke Ellington, facendone una delle canzoni più “reinterpretate” nella storia della musica pop. Al tempo stesso, la fama di "Blowin’ in the wind" si è intrecciata ripetutamente alla storia del XX e del XXI secolo. Basti pensare che ha provocato una disputa politico teologica fra due papi e ha incrociato le vittorie di Barack Obama nelle elezioni presidenziali Usa. "Quante strade" non parla “solo” di Bob Dylan e di musica rock: analizza il significato, la fortuna e l’eredità della canzone per raccontare i cinquant’anni di storia che ha attraversato, e anche per tornare indietro, all’Ottocento americano, il passato dal quale la canzone proviene, perché la melodia è la stessa di "No more auction block", una ballata popolare sullo schiavismo risalente ai tempi della guerra di secessione, e che Dylan ben conosceva. E perfino al futuro, a ogni occasione in cui ci sarà bisogno di affiancare una melodia alla difesa dei diritti civili e alla lotta per la pace
Vasco, Fabrizio e i Beatles spiegati a mio figlio
Marcello Giannotti, Paolo Giordano
Libro: Libro in brossura
editore: Arcana
anno edizione: 2017
pagine: 144
Le avventure di un jazzista-filosofo
Arrigo Cappelletti
Libro: Libro in brossura
editore: Arcana
anno edizione: 2017
pagine: 192
Il jazz ha sempre diffidato della parola. Il vecchio Benny Carter dichiarava brutalmente: «Io non scrivo e non leggo nulla sulla musica. Il mio compito è crearla, se ci riesco». Oggi le cose sono un po’ cambiate. Oggi i musicisti jazz devono sapersi interrogare e ridiscutere continuamente e un pianista come Brad Mehldau tiene lezioni di fronte a filosofi e scrittori in cui mostra i fondamenti filosofici della sua poetica. Non è solo la voglia di filosofia che caratterizza questi nostri anni sempre più incerti e avvelenati e che spinge sempre più persone di cultura non elevata a partecipare ai convegni dei filosofi. È l’aver capito che il jazz muore se si definisce come semplice ri-combinazione fluida e in tempo reale di pattern ereditati dal passato, se rinnega l’improvvisazione e la sua vocazione a scardinare schemi e regole ereditate. La sfida, il paradosso dell’improvvisazione jazzistica sta qui: nell’insegnare a essere liberi in modo ordinato e rigoroso, senza rinunciare a darsi una forma, ma anche nell’insegnare a non ghettizzarsi, nel guardare fuori dal proprio stretto ambito. E ciò senza montare in cattedra, ma sentendosi eredi di una tradizione che ha sempre contestato qualsiasi discorso normativo e astratto. Questo, esattamente questo fa Arrigo Cappelletti, jazzista, e filosofo, in un libro di riflessioni, scritti d’occasione, approfondimenti teorici, pensieri e brevi saggi attraverso i quali restituisce una visione vivace, intelligente, dotta e divertita del jazz: quasi un irresistibile zibaldone di improvvisazioni su vita, musica, scrittura, ma anche sesso, città del mondo, incontri e musiche eventuali.
Visti da dietro. La musica raccontata dai batteristi
Francesco Rondolini
Libro: Libro in brossura
editore: Arcana
anno edizione: 2017
pagine: 400
Diciamocelo: nell’immaginario collettivo la figura del batterista non gode di stima universale. Il grande jazzista Lester Young passò dalla batteria al sax dopo aver constatato che mentre lui smontava tamburi e piatti i suoi colleghi corteggiavano le fanciulle presenti in sala. Negli Stati Uniti, addirittura, sono i protagonisti di un corpus di barzellette sarcastiche (“il batterista è un tizio qualunque al quale piace farsi vedere in giro con i musicisti”). Eppure, provate a eliminare la batteria da ogni tipo di musica, e nulla sarà com’era. Perché, nonostante tutto, i batteristi sono essenziali, indispensabili, necessari e insostituibili. Senza di loro non ci sarebbero ritmo, sensibilità, forza; senza di loro non si ballerebbe, non si batterebbe il piede a tempo, non ci si sincronizzerebbe con il respiro della musica. Non solo. Per la posizione peculiare che occupano sul palco, sempre un po’ indietro, sottratti al proscenio, hanno una visione privilegiata di tutto quello che succede, e soprattutto sono gli unici che guardano gli altri musicisti di spalle, compresi i cantanti. A loro, a chi sopporta di stare fuori dal cono dei riflettori, è dedicato questo libro. Più di cinquanta grandi strumentisti italiani – senza distinzione di genere musicale – raccontano le loro esperienze, la loro vita vissuta a dare il tempo agli altri. Ci sono tutti i grandi stilisti – da Gatto a Di Cioccio, passando per Golino, Meyer, De Piscopo, Rivagli, Bandini – e i giovani che ne hanno raccolto l’eredità; quelli che hanno trascorso la propria carriera guardando da dietro i cantanti di grido, e alcuni formidabili personaggi come Sauro Rocchi, per anni con Casadei, e Franchino Camporeale, oggi novantenne, ma ancora alle prese con piatti e tamburi. Senza ignorare gli indimenticabili Giancarlo Golzi e Massimo Buzzi, due leggende della batteria italiana.

