Adelphi: PICCOLA BIBLIOTECA ADELPHI
La vana fuga degli dei
James Hillman
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 1991
pagine: 192
Trattato del ribelle
Ernst Jünger
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 1990
pagine: 144
La scheggia. Racconto su lei e ancora su lei
Vladimir Zazubrin
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 1990
pagine: 144
Lacrime e santi
Emil M. Cioran
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 1990
pagine: 112
Breviario di estetica-Aesthetica in nuce
Benedetto Croce
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 1990
pagine: 272
Oltre la linea
Ernst Jünger, Martin Heidegger
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 1990
pagine: 192
L'arte di vedere
Aldous Huxley
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 1989
pagine: 218
Senza domani
Dominique-Vivant Denon
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 1989
pagine: 90
Contributo alla critica di me stesso
Benedetto Croce
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 1989
pagine: 138
Giunto alla piena maturità della sua vita, quando già aveva scritto alcune delle sue opere maggiori, come l’«Estetica» e «Teoria e storia della storiografia», Croce si pose un interrogativo che Goethe aveva così formulato: «Perché ciò che lo storico ha fatto agli altri, non dovrebbe fare a se stesso?». Nella sua pacatezza, un interrogativo insolente: poiché presuppone, di fronte ai dati della propria esistenza, la stessa capacità di mettere a fuoco, la stessa distanza strategica dell’occhio che lo storico si conquista di fronte alle testimonianze di un’età remota. Con quella «calma» che fu l’acquisizione della maturità di Croce, ma celava in sé un costante e prezioso nutrimento di «angoscia», Croce affrontò la sfida implicita nell’interrogativo di Goethe e la vinse, stilando in pochi giorni, nell’aprile del 1915, questo «Contributo alla critica di me stesso»: una «autobiografia mentale» (così definita dall’autore) dove «un pathos rattenuto, una commozione non spenta ma vinta e superata» (Contini) danno alle pagine un timbro inconfondibile di verità.

