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Abscondita: Carte d'artisti

Memorie

Memorie

Sergej M. Ejzenstejn

Libro: Libro in brossura

editore: Abscondita

anno edizione: 2021

pagine: 192

«Nel febbraio del ’46 ebbi un attacco di cuore. Per alcuni mesi, per la prima volta, fui bruscamente imbrigliato. Inchiodato a un letto e a un regime da infermo. La circolazione del sangue batteva fiacca. I pensieri procedevano a rilento. Dinanzi a me, vari mesi di un ambiente irrimediabilmente uguale. Mi sentivo perfino contento. Pensavo che finalmente mi sarei guardato attorno, avrei meditato e cambiato le mie idee. E avrei capito tutto su me stesso. Sulla vita. Sui quarantotto anni vissuti. Dirò subito che non capii nulla. Né sulla vita. Né su me stesso. Né sui quarantotto anni vissuti. Nulla, tranne forse una cosa. Che la vita l’avevo percorsa al galoppo. Senza voltarmi a guardare indietro. Come una serie di trasbordi da un treno all’altro. Come una corsa per prendere un treno, dopo essere sceso dall’altro. Con l’attenzione incessantemente rivolta alla lancetta dei secondi. Arrivare a tempo in un posto. Non arrivare troppo tardi in un altro. Far presto qui. Riuscire a svignarsela di là. Come dal finestrino di un treno, sfrecciano via brandelli d’infanzia, scampoli di gioventù, momenti di maturità. Vividi, rutilanti, vorticosi, policromi. E d’un tratto una sensazione orribile. Che non si è afferrato niente. Lo si è solo sfigurato. Mai bevuto sino in fondo. Di rado s’è inghiottito qualcosa, ma senza gustarlo».
22,00

Quando ero fotografo

Quando ero fotografo

Félix Nadar

Libro: Libro in brossura

editore: Abscondita

anno edizione: 2021

pagine: 256

"Signore, sono così spaventato del risultato che abbiamo ottenuto che sono a pregarvi nei termini più insistenti e che sollecito come un favore, di distruggere tanto le prove che potete avere come la lastra. Non ho bisogno di dirvi come sarei dispiaciuto nel sapere che una sola di quelle tristi effigi potesse essere nota. Sono ancora sofferente e spero d'essere in migliore stato fra qualche giorno: ma in nome del cielo, non lasciate sussistere, per amicizia per me, il risultato di quel momento. [...]" (Lettera di Eugène Delacroix a Nadar, 9 luglio 1858)
24,00

Piero della Francesca

Piero della Francesca

Henri Focillon

Libro: Copertina morbida

editore: Abscondita

anno edizione: 2021

pagine: 160

Questo volume dedicato a Piero della Francesca uscì postumo, a Parigi, nel 1952. Il materiale fu vagliato e messo insieme da alcuni allievi sulla base di un consistente brogliaccio e di molte note conservate. La scansione dello scritto che Focillon dedicò in forma opportunamente didattica e breve a Piero possiede anche una metrica giustamente elementare. Così, all'apertura di paese e di geografia della storia, di momento storico non metafisico e neppure cronologico, fa seguito la vita dell'artista e una sommaria traccia della sua attività, non priva di alcune proposte anche a riguardo di opportunità cronologiche e di stile. Poi, il metodo informativo si alza nuovamente a ridosso della proposta di indagare a riguardo dei maestri della prospettiva e soprattutto di Leon Battista Alberti, nel cui magistero parallelo e incisivo le parole di Focillon sembrano trovare già l'interesse tematico che, nel dopoguerra, sarà Chastel ad approfondire nel mondo fiorentino e nel neoplatonismo. Ora, il lettore potrà segnare i punti del suo indubitabile interesse, come è giusto che si faccia, sfogliando le pagine di una così intensa ed elegante proposta di studio e di approfondimento. È inutile, di fronte a una tessitura che è insieme propositiva e definitiva, che si perseguano in questo scritto di informazione tutte le qualità che il testo evidenzia con nitore nel corso della lettura. Analisi come quelle dedicate all'ossessione del pittoresco, del romanzesco e del contenuto; individuazioni di metodo come quella della nozione di evento; assaggi appena suggeriti in direzione di classificazioni tipologiche o psicologiche; oppure, infine, l'offerta didattica di ciò che lega architettura, paesaggio e senso del tempo; sono solo brevi appunti che ognuno potrà meglio attivare e colmare, magari correndo proprio a riaprire le pagine un po' ingiallite di quel singolare, fruttuoso e interminabile libretto che è dedicato alla «Vita delle forme». Il folto succedersi di acquisizioni e di nozioni che si è addossato negli anni su un tema fondamentale come quello di Piero rende disagevole dire in quale positivo luogo sosti, quanto a filologia stretta, il vantaggio di questo scritto. E soccorre tuttavia dire che la base spesso magistrale delle sue pagine offre al lettore una vera, mobilissima capacità di interpretazione. La ricchezza dei moduli di questa materia imponente si propone in maniera spontanea, e in fondo la chiarezza dell'impianto conoscitivo è già essa materia sufficiente per un alto ingresso critico nel problema. Alla fine di una serie di ore di lavoro passate insieme a Henri Focillon tra le opere di Piero, nel corso di un ideale seminario di analisi e di studio, ci si accorge che la qualità delle informazioni è insolitamente elevata e che il passo del maestro, la sua stessa pacata parola, si sono appena allontanati da noi, lasciandoci immersi in una consistente ammirazione. (Dallo scritto di Andrea Emiliani)
20,00

L'arco di Costantino o della decadenza della forma

L'arco di Costantino o della decadenza della forma

Bernard Berenson

Libro: Copertina morbida

editore: Abscondita

anno edizione: 2021

pagine: 136

«La condizione ideale, per chi voglia condurre una indagine sulla decadenza e la rinascita delle arti figurative, sarebbe di studiarle in un ambiente storico-geografico nel quale l'evoluzione si sia prodotta simultaneamente in ogni parte. Questa situazione ideale poté forse verificarsi in età remote - così remote che né caratteristiche locali né tanto meno genialità individuali potevano avere un peso. Ma anche lo studio delle arti preistoriche - aurignaciane, maddaleniane, solutreane, e quanti altri nomi si danno alle fasi aurorali dell'umana civiltà - ci è precluso. Malgrado dunque il desiderio d'investigare il problema della decadenza e rinascita delle arti in astratto, prescindendo da contingenze storiche, dobbiamo rassegnarci a studiarlo in concreto, in un periodo abbastanza vicino a noi, perché la storia ci sia più generosa in quantità e qualità di materiale superstite. E un tale periodo lo possiamo trovare nei dodici secoli circa di arte eurasiatica che vanno da Costantino il Grande a Carlo V. Le nostre ricerche si appunteranno perciò su questo lasso di tempo. Volta a volta, cominceremo con l'esaminare gli elementi decorativi dell'opera d'arte, e durante tale esame ignoreremo la storia - materiale, spirituale, politica e sociale - del suo tempo. La nostra attenzione non si fermerà, se non fuggevolmente, su questioni tecniche e su interpretazioni etiche o metafisiche. Ci dedicheremo interamente ad appurare la successione dei mutamenti che ebbero luogo nella produzione artistica dei dodici secoli sopra indicati. Quando tale successione sembri promettente, faremo qualche incursione in regioni o epoche diverse, per controllare se anche là si verifica la medesima evoluzione. In caso affermativo, potremo lasciarci tentare a concludere che certe sequenze tendono a ripetersi secondo un medesimo ordine in qualsiasi luogo».
19,00

Pittura e scultura futuriste

Pittura e scultura futuriste

Umberto Boccioni

Libro: Copertina morbida

editore: Abscondita

anno edizione: 2021

pagine: 208

"È questo un testo capitale nella storia delle avanguardie artistiche del Novecento. È un testo che si pone con una propria fisionomia accanto a quelli di Kandinsky, Malevic, Mondrian. Il senso generale che se ne può enucleare è quello, nello sfacelo dei valori ottocenteschi degenerati, alla cui rovina Boccioni stesso collaborò come ogni altro artista d'avanguardia, di un artista che ha saputo intuire il pericolo del frammentismo impressionistico da una parte e dell'arabesco della pittura pura dall'altra. Per questo il suo sforzo creativo e teorico ha coinciso con la ricerca di un centro che sostituisse il crollo dei vecchi valori con una concezione unitaria che rinsanguasse con un contenuto nuovo il puro plasticismo. Nel suo pensiero lo «stato d'animo plastico», rimedio al rischio di «perdersi nell'astrazione», doveva essere proprio questo centro: «Il riassunto definitivo di tutte le ricerche plastiche ed espressionistiche». Non solo quindi una sintesi dei valori formali divisionisti e cubisti, ma anche dei valori emozionali: «È l'emozione» egli scrive «che dà la misura, frena l'analisi, legittima l'arbitrio e crea il dinamismo». Come si vede siamo assai lontani da quell'«estetica della macchina» ch'era stata enunciata da Marinetti. La tendenza di Boccioni era più ricca e complessa. L'elemento alogico, intuizionistico di Boccioni, nelle sue opere più tipiche, si rivela come una sorta di ebbrezza drammatica che rompe i limiti angusti di una concezione positivistica, pur mantenendo un corposo rapporto con la realtà. Oltre le sue contraddizioni, in Boccioni era soprattutto viva l'urgenza di essere un artista presente nell'ansioso dramma della vita moderna, non in maniera esterna, estemporanea, ma come un lievito attivo. Questo era il modo per essere dentro la realtà in atto, un modo che poneva nuovi e più ardui problemi d'espressione. Ma questo, caduta ogni altra circostanza negativa, è appunto il nucleo più autentico e fruttuoso del primo Futurismo, che in Boccioni ha avuto senz'altro il suo esponente più alto." (Dallo scritto di Mario De Micheli)
23,00

Eugène Delacroix

Eugène Delacroix

Charles Baudelaire

Libro: Copertina morbida

editore: Abscondita

anno edizione: 2021

pagine: 176

«Delacroix è decisamente il pittore più originale del passato e dell'era moderna. È proprio così, che possiamo farci? Nessuno dei suoi amici, persino i più entusiasti, ha osato proclamarlo con la nostra impudica sincerità. Grazie alla giustizia tardiva del tempo che smorza rancori, stupefazioni e cattive volontà, togliendo lentamente di mezzo con la morte ogni ostacolo, oggi non ci troviamo più a vivere nell'epoca in cui gli "artisti retrogradi" si facevano il segno della croce al nome di Delacroix, nome che, del resto, costituiva un segno di riconoscimento per tutti i suoi oppositori, intelligenti e sciocchi. Quel "tempo delizioso" è ormai trascorso. Ma Delacroix verrà sempre contestato, almeno quanto basta ad aggiungere lampi alla sua aureola. Meglio così! Ha il diritto di restare sempre giovane; infatti, lui non ci ha ingannato, non ci ha mentito come hanno fatto certi idoli ingrati accolti nei nostri panteon. Delacroix non fa ancora parte dell'Accademia, pur troneggiandovi moralmente; ormai da molti anni ha già detto tutto, proprio tutto quello che è indispensabile per primeggiare - ne conveniamo; e - prodigiosa impresa di un genio sempre alla ricerca del nuovo - non gli rimane che progredire sulla retta via - là dove si è sempre mantenuto».
21,00

La nuova oggettività tedesca

La nuova oggettività tedesca

Libro: Copertina morbida

editore: Abscondita

anno edizione: 2021

pagine: 144

Nel 1918 la Germania esce sconfitta dalla guerra; l'imperatore Guglielmo II abdica e fugge, mentre focolai di insurrezione (e poi di reazione e quindi di guerra civile) si accendono in tutte le maggiori città; lo stato tedesco, che nel 1919 si costituisce in Repubblica di Weimar, è costretto dai vincitori a restituire schiaccianti debiti di guerra e si trova così a fronteggiare un'inflazione incontrollabile e con essa una disoccupazione dilagante e una criminalità atroce. È su questo scenario drammatico che si delinea il movimento della Nuova Oggettività, a cui si possono ricondurre artisti come Dix, Grosz, Schad, Schrimpf, Beckmann, Schlichter e molti altri, dei quali questo libro raccoglie le dichiarazioni di poetica. Realtà, naturalismo, verismo sono le loro parole d'ordine. All'afflato lirico e dionisiaco dell'espressionismo, che voleva porre l'individuo al centro dell'universo, subentra una dichiarazione di sfiducia nei confronti dell'io e un appello alle cose, alla dura lezione dei fatti. All'arte non si chiede più un'interpretazione o una trasfigurazione della natura, ma una descrizione esatta, impersonale, fotografica. Per questo si parla di «impassibilità», «asciuttezza», «sobrietà», «precisione», «chiarezza», «fedeltà al dato». Si cerca un linguaggio che non comunichi emozioni, ma informazioni e assecondi non l'effusione dei sentimenti, ma il loro superamento. Franz Roh, nel suo libro Realismo magico (1925), sostiene che la bellezza dipende «dalla forza gelida dell'immobilità, dal sottrarsi implacabile a ogni movimento». E Max Beckmann già nel 1918 scrive: «Amo la pittura, credo, perché costringe a essere oggettivi... L'unica cosa che può dare un senso alla nostra esistenza è dare agli uomini un'immagine del loro destino».
19,00

Le carceri

Le carceri

Giovanni Battista Piranesi

Libro: Libro in brossura

editore: Abscondita

anno edizione: 2021

pagine: 148

“Piranesi fu uno dei pochi geni tragici d’Italia, avendo a soli compagni Dante e Michelangelo. E ciascuno di questi geni era tragico, perché con lui si chiudeva un’epoca, un ciclo. Con Dante il Medioevo e secoli di violenza, di amor cortese e di visioni mistiche erano giudicati e riassunti in una costruzione apocalittica. Con Michelangelo il Rinascimento, e un mondo di esaltati titani vacillava sull’orlo della stanchezza, e la voluttà di Leda si mutava nel languore tenebroso della Notte. Ma con Piranesi tutto quello che l’Italia aveva avuto di civiltà, di sublimità di moli magnifiche, di gloria d’imperatori e di pontefici, di apparati festivi di gaie scenografie, di pompe funebri di solenni esequie, trovava il suo monumentale epitaffio.” (Dall’introduzione di Mario Praz). Con uno scritto di Henri Focillon.
20,00

Viaggio nei Paesi Bassi

Viaggio nei Paesi Bassi

Albrecht Dürer

Libro: Copertina morbida

editore: Abscondita

anno edizione: 2021

pagine: 192

"Le note di viaggio che Albrecht Dürer scrive nel momento in cui si reca nei Paesi Bassi, nel 1520, sono un documento straordinario capace di riassumere il clima spirituale, gli interessi, le curiosità, le paure di un determinato momento e insieme tutti i particolari della vita quotidiana, il modo di viaggiare, di vestirsi, le cortesie e i rapporti tra le persone. Tutto questo riflesso dalla sensibilità e dall'esperienza di un artista che visita le città e i loro monumenti, ma anche le rarità e le meraviglie che possono attirare un viaggiatore comune. È un testo a tratti incalzante come un elenco, essenziale, pieno di nomi di città, villaggi, castelli, posti di frontiera, persone incontrate, annotazioni di spese, guadagni, commenti sulla qualità del cibo e delle locande, i prezzi per i trasporti. In più chi scrive ha un occhio straordinario e un giudizio sicuro, che applica ai monumenti, all'aspetto delle città, alle opere degli artisti contemporanei o di quelli più vicini nel tempo, con una precisione e un'attenzione tali da farne la più complessa fonte di storiografia artistica, e la prima sugli artisti fiamminghi della grande stagione quattrocentesca, se si escludono gli accenni di Bartolomeo Facio e van Eyck e van der Weyden. Un documento unico per il Nord Europa, ma sicuramente anche per l'Italia prima di Vasari, per andare a sondare il modo di guardare le opere, i particolari sui quali si costruisce il giudizio critico di un osservatore profondamente coinvolto, come è l'artista." (Dalla postfazione di Adalgisa Lugli). Con uno scritto di Enrico Castelnuovo.
22,00

Moda futurista. Eleganza e seduzione

Moda futurista. Eleganza e seduzione

Libro: Libro in brossura

editore: Abscondita

anno edizione: 2021

pagine: 221

“«Moda futurista» non si limita ad una ricostruzione storica della moda del futurismo, a raccontare o descrivere avvenimenti ed episodi collegati alle ardite creazioni sartoriali dell’avanguardia marinettiana. Attraverso la collazione a livello cronologico di manifesti teorici, di proclami, delle stroncature e di testi anche erotici e pruriginosi legati al vestiario futurista, affronta l’analisi del linguaggio letterario e comportamentale fondato su modelli e prototipi di abiti creati esclusivamente da stilisti e da artisti futuristi prestati al mondo della moda. Questa ricerca non verte né sull’aspetto decorativo dell’abito futurista, né sul suo linguaggio, e quindi sulle tendenze dello stile futurista, bensì sulla traduzione dell’uno nell’altro e viceversa, con il riconoscimento del fenomeno della moda del futurismo quale efficace sistema di significazione: un sistema di senso entro cui si producono le raffigurazioni culturali ed estetiche del corpo rivestito secondo i princìpi creativi del futurismo. L’abito futurista è descritto nei suoi dettagli artistici, tecnici e sartoriali, analizzato nel suo contesto e studiato per il suo potere di significazione simbolica, sociale, ideologica, creativa e al tempo stesso erotica. Per questo il vestito futurista è letto e interpretato in qualità di eccezionale strumento di comunicazione, di habitus, di dress code e di objet d’art diventato, al tempo stesso, uno speciale oggetto d’uso quotidiano.” (Guido Andrea Pautasso)
23,00

Memorie

Memorie

Georgia O'Keeffe

Libro: Libro in brossura

editore: Abscondita

anno edizione: 2021

pagine: 121

«Il significato di una parola non ha per me la stessa precisione di quello di un colore. Colori e forme hanno la capacità di affermare in un modo più definito rispetto alle parole. Lo dico perché, con le parole, sono state fatte operazioni strane su di me. Spesso mi è stato detto cosa dipingere. E spesso sono rimasta allibita di fronte alle parole, scritte e parlate, con cui mi si diceva cosa avevo dipinto. Intraprendo questo sforzo di scrittura poiché nessuno, oltre a me, può sapere come nascono i miei quadri. Dove sono nata e dove e come ho vissuto è irrilevante. È quello che ho fatto dei luoghi e dei modi in cui sono vissuta che dovrebbe suscitare interesse».
19,00

Il Calendario dei mesi e le miniature delle «Très Riches Heures» del duca di Berry

Il Calendario dei mesi e le miniature delle «Très Riches Heures» del duca di Berry

Autori vari

Libro

editore: Abscondita

anno edizione: 2021

"I fogli delle «Très Riches Heures» di Chantilly miniati dai fratelli Limbourg si caratterizzano per una preziosità incredibile, come se il libro fosse uno scrigno di gioielli, tanto scintillano gli ornati d'oro e i colori scelti fra le tonalità più vivide e primaverili di azzurri lapislazzuli, di rosa, di verdi, di violetti. Tutto è grazioso e pittoresco insieme. Qualcuno potrà considerare sacrilego guardare al Calendario delle «Très Riches Heures» di Chantilly come a un documento della moda e del costume; eppure non c'è dubbio che una parte del fascino straordinario di fogli come quelli di Gennaio, Aprile, Maggio o Agosto si deve anche alla moda. Una moda che è del resto in stretta simbiosi con gli ideali figurativi del momento: si pensi a quanto il gusto per la calligrafia, così diffuso negli anni del gotico estremo, si esalti in quelle vesti lunghe, leggere e ridondanti di pieghe o nella silhouette di una figura in profilo che indossi l'abito con l'alto colletto a campanula". (Dallo scritto di Luciano Bellosi)
22,00

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