Abscondita: Carte d'artisti
Scritti e pensieri sull'arte
Henri Matisse
Libro
editore: Abscondita
anno edizione: 2026
pagine: 304
«Ogni arte degna di questo nome è religiosa
La Gioconda. L'illustre incompresa
André Chastel
Libro
editore: Abscondita
anno edizione: 2026
pagine: 128
"L'irresistibile evoluzione della fama della Gioconda illumina in profondità le esigenze e la povertà della cultura di massa
Architettura organica. L'architettura della democrazia
Frank Lloyd Wright
Libro
editore: Abscondita
anno edizione: 2026
pagine: 144
«Percorrendo la varia, vasta superficie della nostra madre terra, ho visto che solo laddove l'uomo edificò le sue opere miglio
Scritti e pensieri
Antoni Gaudì
Libro
editore: Abscondita
anno edizione: 2026
pagine: 192
«Le grandi chiese non sono mai state l'opera di una sola persona
Cercle et Carré. Arte e architettura a Parigi nel 1930
Libro
editore: Abscondita
anno edizione: 2026
pagine: 160
Nel 1930 due outsider della scena artistica parigina, il critico belga Michel Seuphor e il pittore uruguaiano Joaquín Torres-G
Il solennissimo maestro Pedro Berruguete
Roberto Longhi
Libro: Libro in brossura
editore: Abscondita
anno edizione: 2025
pagine: 176
Si presenta al pubblico questo saggio inedito di Roberto Longhi dedicato al pittore Pedro Berruguete e composto all’inizio degli anni venti – decennio in cui al castigliano fu dedicata un’attenzione crescente – e che, descritto come “in uscita” nel ’27, per ragioni che è arduo ricostruire rimase nel cassetto.
Caravaggio. Delle sue incongruenze e della sua fama
Bernard Berenson
Libro: Libro in brossura
editore: Abscondita
anno edizione: 2025
pagine: 176
«Questa volta mi occuperò del Caravaggio. Finora, sia me ne mancasse l’agio, sia la mia curiosità non fosse stimolata abbastanza, o forse per la combinazione delle due cause, non mi sono mai dato la pena di entrare in dimestichezza col Caravaggio. Accade, nella vita, di sentir parlare di questa o quella persona che gli amici reputano affascinante, e tuttavia essa non viene a far parte della nostra intima cerchia anche dopo ripetuti incontri. Poi, un caso fortunato dissipa il velo opaco che ci tratteneva dall’approfondire quei rapporti saltuari, e viene il gusto e la voglia di contatti più stretti e di una conoscenza completa. Comincerò con l’esaminare le opere superstiti del nostro pittore. Fino a pochi decenni or sono, la sua personalità di artista era nebulosa come quella di un Leonardo o di un Giorgione prima degli studi morelliani. Qualsiasi tela presentasse, in forti contrasti di luce, volgari e obesi giganti sacrilegamente atteggiati a Cristo o ad apostoli, figure con piumacci, baraonde di uomini e di donne dall’aspetto vizioso e alticcio, giovinastri occupati a giocare ai dadi o a barare alle carte, o più dignitose scene di concerti, veniva senz’altro attribuita a lui. Non così oggi. Il Caravaggio ha cessato d’essere una categoria o una specie, e ha riacquistato una personalità artistica definita quanto quella di Leonardo, o almeno quanto quella di Giorgione. Studierò soltanto i quadri che gli appartengono in modo indiscusso, secondo il giudizio dei più competenti. Intorno a essi mi lascerò andare a dire qualunque cosa mi passi per la testa, una testa che ha meditato per molti anni sull’arte, dal punto di vista estetico, storico, morale. E, infine, mi prenderò la libertà di esprimere quanti pensieri l’esame dell’opera caravaggesca mi ha suggerito».
Noa Noa e lettere da Tahiti (1891-1893)
Paul Gauguin
Libro: Libro in brossura
editore: Abscondita
anno edizione: 2025
pagine: 144
È il 1° aprile del 1891 quando Gauguin salpa da Marsiglia alla volta di Papeete, dove, tra difficoltà finanziarie, passioni, scoperte e delusioni, rimane due lunghi anni. Per Gauguin, e soprattutto per la sua pittura, è un’esperienza decisiva, è come tornare alle radici dell’esistenza, a un mondo fatto di istinto, di genuinità, di ritmi naturali e di silenzi. Ed è questa realtà che Gauguin ritrae nelle sue tele e racconta nelle pagine di un quaderno che intitola semplicemente Noa Noa, profumo. Un taccuino d’impressioni, che l’artista trascrive una volta rientrato a Parigi: «Preparo un libro su Tahiti» scrive alla moglie nell’autunno del 1893 «che sarà molto utile per far capire la mia pittura». Una sorta di memoriale, dunque, a supporto della sua arte, a rafforzare quel desiderio di purezza, quel sentimento di primitività così nuovo e così difficile da far comprendere ai moderni europei.
La città dalle 100 meraviglie
Filippo De Pisis
Libro: Libro in brossura
editore: Abscondita
anno edizione: 2025
pagine: 208
"Qualcuno ha scritto che nei testi di de Pisis si riconoscono i soggetti, i colori e certe emozioni dei suoi dipinti, cercando una correlazione fra i due linguaggi. È certamente vero perché entrambi fanno parte di un unicum, l’uno nutre l’altro e viceversa. Ma la caratteristica più interessante del personaggio nel suo complesso sta nella dimensione culturale assolutamente fuori dal comune, una dimensione erudita e profonda, da intellettuale raffinatissimo, conoscitore di discipline le più diverse, appassionato di arte antica e studioso di cosiddetti artisti minori, capace di darsi regole di studio severissime per raggiungere l’obiettivo della conoscenza. Tutto ciò fa da substrato fecondo sia della scrittura che della pittura, entrambi linguaggi articolati e di difficile elaborazione, che tuttavia de Pisis trasforma con apparente facilità in un dipanarsi di immagini, scritte o dipinte, che narrano la sua particolare visione del mondo che lo circonda, con un carattere di candore che è un elemento fondamentale del suo modo di leggere gli eventi, anche nei momenti nei quali affermerà, con la levità che gli era propria, la sua omosessualità. Egli ha senza dubbio conservato dentro di sé il pascoliano «fanciullino», attraversando due guerre mondiali senza neppure per una volta prenderne atto in uno scritto o in un quadro; con una levità che fortemente dentro di lui contrasta con il bisogno profondo di conoscenza. È forse questa dicotomia fra il reale vissuto e il reale sognato che lo porterà a una dissociazione interna e alla malattia mentale, facendolo vivere in quella dimensione «metafisica» che aveva cercato per tutta la vita." (dalla nota di Claudia Gian Ferrari)
Sul metodo dell'attribuzione
Bernard Berenson
Libro: Libro in brossura
editore: Abscondita
anno edizione: 2025
pagine: 112
La figura di Bernard Berenson (1865-1959) ha dettato legge in campo artistico dalla fine del XIX secolo, orientando il gusto e le scelte dei maggiori collezionisti internazionali: circa le attribuzioni delle opere d’arte, la sua parola era considerata risolutoria e definitiva, e una buona parte delle sue intuizioni hanno retto alla prova del tempo. Lo studioso lituano, trapiantato negli Stati Uniti e poi a Firenze, affidò ad un saggio della giovinezza – pubblicato nel 1902, ma scritto più di otto anni prima –, il suo «metodo del conoscitore»: un’analisi ludica e schietta che risente del metodo positivista del suo mentore Giovanni Morelli, in cui l’occhio è messo alla prova da diverse prospettive in una sorta di corpo a corpo con l’opera d’arte. Il secondo scritto qui raccolto è dedicato a un caso attributivo risolto da Berenson, la Madonna col Bambino di Alesso Baldovinetti conservata al Louvre, a testimonianza del fatto che il metodo del conoscitore può tradursi dalla teoria alla pratica. Chiude il volume il saggio di Luca Brignoli, che ripercorre il rapporto tra Berenson e la connoisseurship, rievocando le sue principali vittorie critiche, ma anche le sue sconfitte.
Il Neoplasticismo
Piet Mondrian
Libro: Libro in brossura
editore: Abscondita
anno edizione: 2025
pagine: 144
Nel novembre del 1925, dopo molti rinvii, esce per la collana dei quaderni del Bauhaus il numero dedicato agli scritti teorici e programmatici di Piet Mondrian (1872-1944). Un testo fondamentale per comprendere il maturare della posizione «neoplastica» e per la scoperta di una «via astratta» nella pittura del primo Novecento. Mondrian dava molta importanza agli scritti qui raccolti. Vi scorgeva il lento e progressivo articolarsi di un realismo più profondo rispetto a quello, meraviglioso e incantato, degli anni giovanili. In un certo senso, attraverso di essi, la svolta verso l’astrazione e una nuova modalità figurativa si poneva come necessaria agli occhi di Mondrian, non per fuggire in una dimensione altra rispetto alla realtà, ma per arrivare all’essenza stessa del reale, a ciò che permane oltre il cangiare delle figure. Per l’appunto, una nuova plastica della realtà. La pubblicazione di questi scritti è un’occasione importante per attingere al testo originale così come Mondrian l’aveva concepito. Una chiave di lettura fondamentale per comprendere una delle opere più presenti e fraintese della cultura visiva contemporanea.
Musica e pittura
Arnold Schönberg, Vasilij Kandinskij
Libro: Libro in brossura
editore: Abscondita
anno edizione: 2025
pagine: 272
"La musica di Schönberg ci introduce in un nuovo regno, dove le esperienze musicali non sono acustiche bensì puramente psichiche. Qui ha inizio la «musica del futuro»." (Kandinsky, «Lo spirituale nell’arte») "Lei è un uomo talmente pieno di idee che la minima scossa provoca un traboccamento. Sono molto orgoglioso di aver ottenuto la Sua stima e mi rallegro immensamente della Sua amicizia." (Schönberg, lettera a Kandinsky dell’8 marzo 1912)

