66thand2nd: Booksport
Mike Tyson, il più cattivo
Mark Kriegel
Libro
editore: 66thand2nd
anno edizione: 2026
pagine: 420
Nel giugno del 1988 ad Atlantic City, nell'arena vicino al suo albergo, Donald Trump fa da anfitrione a una chiassosa galleria
E se poi guarisco? Viaggio sentimentale di un tifoso in crisi
Michele Bitossi
Libro
editore: 66thand2nd
anno edizione: 2026
pagine: 228
Per tutta la vita Michele Bitossi ha creduto che il tifo fosse una forma d'amore assoluto
Ronaldo, la fine del mondo
Stefano Piri
Libro
editore: 66thand2nd
anno edizione: 2026
pagine: 216
Negli ultimi anni si è diffusa sul web una sorta di Ronaldo-wave - Ronaldo «quello vero», direbbe un millennial con il classic
La migliore delle ipotesi. Undici atleti olimpici e il giorno della vita
Giuseppe Pastore
Libro
editore: 66thand2nd
anno edizione: 2026
pagine: 192
«L'atleta atteso al grande appuntamento deve essere tassativamente ottimista»
Prost, Mansell e Piquet. Adelaide 1986, il Mondiale F1 più incerto di sempre
Diego Alverà
Libro
editore: 66thand2nd
anno edizione: 2026
pagine: 240
Domenica 26 ottobre 1986
Chaltén. Fumo sulla montagna
Marco Lapenna
Libro
editore: 66thand2nd
anno edizione: 2026
pagine: 276
Patagonia, inizio millennio
Tennis paradise
Francesco Longo
Libro
editore: 66thand2nd
anno edizione: 2026
pagine: 168
In Australia, durante lo Slam che apre l'anno tennistico, le alte temperature friggono le uova sulla superficie dei campi
Roger Federer è esistito davvero
Emanuele Atturo
Libro
editore: 66thand2nd
anno edizione: 2026
pagine: 384
Roger col completo bianco immacolato, l'iconica fascia da samurai, la bocca un po' triste e lo sguardo stretto e assorto
Formula Italia. Le auto e i piloti che hanno fatto la storia della F1
Umberto Zapelloni
Libro
editore: 66thand2nd
anno edizione: 2026
pagine: 168
La storia della Formula 1, a guardarla da vicino, è un bel romanzo italiano, iniziato ufficialmente sul circuito di Silverston
Fabrizio Miccoli. Gloria e peccato di un campione
Lorenzo Avola
Libro: Libro in brossura
editore: 66thand2nd
anno edizione: 2026
Fabrizio Miccoli è stato uno dei campioni più amati del calcio italiano. Un numero 10 classico, piccolo di statura, dotato di grande tecnica e visione di gioco: un talento cristallino che non poteva continuare a correre tra i campetti polverosi vicino casa, in provincia di Lecce. E infatti arrivano presto le chiamate delle grandi, prima le giovanili del Milan, poi la Juventus in serie A. Ma il rapporto difficile con la tifoseria e soprattutto con Moggi, che non smette di comprare attaccanti, lo portano prima a emigrare a Lisbona, al Benfica, e poi a trovare la sua dimensione a Palermo, dove il «Romario di Nardò» diventa un beniamino della curva e il miglior marcatore di sempre in maglia rosanera. Il nome di Miccoli è legato però anche a una brutta pagina di cronaca giudiziaria, fatta di violenze, minacce e un’infamante intercettazione telefonica. Una vicenda che ne ha macchiato l’immagine di eroe, con cui ha tradito la città che lo aveva accolto come un dio. In questo libro Miccoli si racconta per la prima volta senza filtri, da uomo libero che ha scontato la propria pena, che ha pagato per i suoi errori, pronto a ripercorrere sia la brillante ascesa nel mondo del calcio, sia la caduta, il dramma del carcere, e poi il percorso di rinascita che lo ha portato a fare i conti con la propria coscienza. Lontano dai riflettori.
Torino, 16 maggio 1976. Un tuffo al cuore, vecchio e granata
Giuseppe Culicchia
Libro: Libro in brossura
editore: 66thand2nd
anno edizione: 2025
pagine: 132
«Noi non lo sapevamo. Non potevamo saperlo. Eravamo bambini. Anche se per la verità non lo sapevano neppure gli adulti. Nessuno poteva immaginarselo. Che cosa, direte. Nessuno poteva immaginarsi che quella sarebbe stata per noi una gioia unica, irripetibile». È la gioia per l’ultimo scudetto del Torino, quello del presidente Orfeo Pianelli, di mister Gigi Radice e dei «gemelli del gol» Pulici e Graziani. Uno scudetto sofferto, meritato, con cui i granata del 1975-76 resero omaggio agli Invincibili di capitan Valentino Mazzola, scomparsi a Superga ventisette anni prima. Il succedersi delle giornate di quel campionato tumultuoso è raccontato qui attraverso gli occhi del piccolo Giuseppe. È un Torino immaginato grazie alle leggendarie radiocronache di Tutto il calcio minuto per minuto, o ai servizi della Domenica Sportiva, che agli occhi del ragazzo assumono dimensioni mitologiche, in cui i derby sono come le battaglie della guerra di Troia. Accanto alle partite di calcio, alle canzonature con i compagni di scuola juventini, e alle chiacchiere ascoltate nel salone di barbiere del padre, si rincorrono gli echi dei fatti di cronaca accaduti tra l’agosto del 1975 e il maggio del 1976, seguiti a pochi mesi di distanza dalla morte del cugino di Giuseppe, l’interista Walter, militante delle Brigate Rosse ucciso in uno scontro a fuoco con la polizia. Nessuno poteva sapere che «non saremmo mai più stati così felici, almeno per quanto riguarda la nostra passione per il calcio. Anzi no: per il Toro».
La bomba. Lo spettacolo di Alberto Tomba
Giuseppe Pastore
Libro: Libro in brossura
editore: 66thand2nd
anno edizione: 2025
pagine: 204
Debordante, incontenibile, esagerato nella fisicità e nei distacchi che infliggeva in pista agli avversari, Alberto Tomba è stato per certi versi il più grande atleta italiano del secolo scorso. Come tutti i migliori, ha indotto (o costretto) a cambiare tutto il mondo che lo circondava: dal suo sport, che a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta ha vissuto un'epoca di improvvisa e imprevista popolarità, fino al rapporto – sempre complicato, sempre conflittuale – tra l'Italia e i suoi figli migliori, un'Italia stravolta dalla vitalità di questo ragazzone di città, per questo motivo alieno a un mondo di montanari silenziosi. Uno sciatore che con il suo rumore ha interrotto persino il rito nazionalpopolare per eccellenza, la finale del Festival di Sanremo. Giuseppe Pastore, con il suo stile vivacissimo e inconfondibile, racconta la leggenda di Tomba la bomba, un'icona dello sport italiano, un campione che è diventato più grande dello sci stesso e ha marcato profondamente l'immaginario dell'ultimo quarto del Novecento.

