Zona: Level 48
DNAct. Tre atti unici e un poemetto
Laura Pugno
Libro: Libro in brossura
editore: Zona
anno edizione: 2008
pagine: 80
Questo libro raccoglie tre atti unici per il teatro N_HS (enne_accaesse), ovvero, Neanderthal e Homo sapiens; cosplayer e were/w insieme al poemetto animal master. Testi diversi nella forma e nella funzione, pensati per la lettura o per la scena, legati tra loro da una rete di rimandi ai temi della definizione della specie umana attraverso il linguaggio, della metamorfosi umana e animale, del travestimento quasi-sciamanico come mezzo di esplorazione e trasformazione dell'identità; e segnati da improvvise accensioni, all'interno del mezzo poetico, di archi voltaici di narrazione, come nella serie aquamarine, che riprende il romanzo Sirene (Einaudi 2007). Tra la scrittura per il teatro, che rappresenta una novità nell'opera di Laura Pugno, e la poesia si stabilisce così un dialogo, alla ricerca di una lingua incapace di mentire, che passi attraverso il corpo.
Neon 80
Lidia Riviello
Libro: Copertina morbida
editore: Zona
anno edizione: 2008
pagine: 60
"Con una nota di Edoardo Sanguineti. Neon 80, materiali sparsi, volutamente accennati e provvisori. Accennati e provvisori come sono stati gli anni Ottanta, nei quali, io bambina e adolescente, mi iniziavo come potevo e soprattutto mi "cominciavo" a scrivere. Il neon era la non-illuminazione che rendeva le nostre città, uffici, i centri commerciali, gli ingressi dei palazzi dei non luoghi, scenografie ripetitive di uno scenario un tempo spento, ora acceso dalle nuove tecniche di illuminazione. Un piatto e lineare "luogo standard" dentro il quale prendevano vita eccentrica i feticci delle nostre società di consumo. Se ci sono stati dei non luoghi ci sarà stata una luce radicalmente "autonoma e immortale" a isolare tempo e spazio. Con questo "gas nobile, inerte, quasi incolore", si spegneva il sole" (Lidia Riviello).
Pertanto
Luca Valerio
Libro: Libro in brossura
editore: Zona
anno edizione: 2018
pagine: 170
"Il metro di Valerio non è classicamente in rapporto con sé stesso: non trasforma la realtà in una struttura retorica, neppure limita a priori i propri temi. Al contrario, funziona come un abnorme fagocitatore, tanto da arrivare a esperire persino modi eccentrici di una metrica mimetica." (dalla prefazione di Guido Caserza). "Quando ti parla Valerio dice un sacco di simpatiche (e grevi) belinate. Per forza. Le parole giuste (pure Hemingway era dello stesso parere) bisogna che le tenga per costruire trappole, armi improprie, buche che sembrino invitanti sentierini boschivi." (dalla postfazione di Gianni Priano)

