Sellerio Editore Palermo: La memoria
Animali in giallo
Andrej Longo, Alicia Giménez-Bartlett, Marco Malvaldi, Gaetano Savatteri, Simona Tanzini, Luca Mercadante, Samantha Bruzzone
Libro: Libro in brossura
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2024
pagine: 384
Animali assassinati o assassini; bestie domestiche, di allevamento o di laboratorio; macchine semoventi come voleva Cartesio o persone antropomorfizzate; usati come copertura di misfatti o bersaglio di delitti; esempio di una natura violentata o membri effettivi dell'antropocene; sono l'Altro del crimine, l'innocenza assoluta. I sette splendidi tori da corrida sono stati fucilati con tiro preciso per mascherare l'omicidio del loro guardiano o è il contrario? Questo è il dilemma di Marta e Berta Miralles, le disparate sorelle poliziotto di Alicia Giménez-Bartlett, con cui inizia questa raccolta di racconti. Saverio Lamanna è alle prese con il grosso Socrate, un altro povero cane garrotato, e una signora scomparsa: piste che permettono all'ironico Gaetano Savatteri, il creatore della coppia Lamanna-Piccionello, di imbastire un giallo brillante. Domenico Cigno, giornalista molto sovrappeso nato dalla penna di Luca Mercadante, fa il suo esordio in questa raccolta (e un nuovo romanzo uscirà presto per i nostri tipi): un bracciante senegalese è morto nel casertano, dilaniato da un branco di cani, il «Mucchio randagio», o così sembra; si apre la caccia e, dietro il massacro annunciato, Cigno con inutile pietà scopre un'altra verità. Una scia di morti sbranati indica al candido e sveglio agente Acanfora - il detective napoletano di Andrej Longo - un'ipotesi di strana vendetta. Un asino e una capra, il primo placido e l'altra birichina come natura comanda, osservano l'inchiesta della giornalista Viola - la protagonista dei gialli scritti da Simona Tanzini affetta da un pittorico disturbo della percezione -; lei scava in un odio antico, finito nel sangue per bizzarre cause naturali. Una specie di racconto della camera chiusa è quello di Marco Malvaldi e Samantha Bruzzone: mentre la chimica Serena è in Giappone in viaggio di piacere, la sua amica poliziotta Corinna la coinvolge da lontano in un caso di omicidio dentro un laboratorio, perché Serena sa di veleni, precisamente di «batracotossine». Nella Casa di Ringhiera, protagonista ambientale delle ciniche storie condominial-criminali della penna di Francesco Recami, una massaggiatrice cinese è stata dilaniata da una forza sovrumana: il commissario Ametrano pensa a un gorilla o a un orangotango come nel racconto di E. A. Poe, in mancanza di altre soluzioni. Il sentiero che questa nuova raccolta di racconti in giallo cerca di percorrere è quello del detective messo di fronte, mentre affronta un mistero criminale, a un mistero ancor più grande e affascinante: il rapporto tra gli uomini e gli altri animali.
Panorama
Tommaso Pincio
Libro: Libro in brossura
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2024
pagine: 344
"Una rapporto epistolare interrotto, una donna improvvisamente scomparsa, il vuoto determinato dall'assenza. Nasce così questo romanzo che attraverso la voce raffinata e malinconica di Tommaso Pincio ci fa guardare il mondo, presente e futuro, senza alcuna retorica, scoprire paure e fragilità, speranze e disillusioni. Tutto in questo libro è una dichiarazione d'amore: alla letteratura, alla lettura, alla vita che sempre sorprende, all'atto stesso di amare. «Per circa quattro anni ho avuto un rapporto epistolare con una ragazza fuori del comune. Lettrice vorace ma senza particolari ambizioni letterarie, era piena di stranezze e sofferenze ma anche molto affascinante. Panorama ha cominciato a nascere nel momento in cui lei, senza preavviso, ha disattivato il suo profilo. Da un giorno all'altro scomparve dalla mia vita e io ho provato un vuoto, un'angoscia inaspettati. Dopo qualche settimana pensai che un modo di elaborare questo insolito lutto fosse quello di scrivere un racconto su di lei ma nel quale io non comparissi». Così ha raccontato Tommaso Pincio rivelando nella realtà di eventi personali l'origine di Panorama, uscito nel 2015 per NN Editore e diventato presto un caso editoriale e un libro di culto. Da quella realtà personale sono scaturiti vicende e personaggi di una storia vertiginosa. Ecco allora Ottavio Tondi, la sua ossessione per la lettura come implacabile e marginale ragione di vita, il suo talento speciale «nel non incidere sulle cose», il conflitto col padre, fino alla piega inattesa dell'esistenza: l'incontro con il direttore editoriale di una importante casa editrice, la lettura di manoscritti su manoscritti, poi il successo improvviso, i bestseller, il potere di decidere della fortuna di un romanzo, i festival letterari tra l'adorazione del pubblico e l'invidia di molti. Ed ecco Maddalena, con cui Ottavio avvia una relazione in cui convivono molte cose, «forse perfino l'amore». E Ligeia, che conosce sul social network «Panorama», con la quale per quattro anni si manda messaggi. Le ore trascorse in una utilitaria, a vagare sul grande anello che circonda la città, e il silenzio di un letto vuoto e disfatto, o di risposte che non arrivano. Mentre il tempo tutto travolge e trasforma, e i libri diventano una passione clandestina e pericolosa. Questa nuova edizione contiene anche l'opera di uno dei suoi personaggi, Acque chete di Mario Esquilino, irreperibile per anni perché autoprodotta. Accompagnati dalla voce raffinata e malinconica di Pincio nelle pagine di Panorama guardiamo il mondo, presente e futuro, senza alcuna retorica, scopriamo paure e fragilità, speranze e disillusioni. Tutto in questo libro è una dichiarazione d'amore: alla letteratura, alla lettura, alla vita che sempre sorprende, all'atto stesso di amare."
Romanzo russo
Alessandro Barbero
Libro: Libro in brossura
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2024
pagine: 704
Chi si ricorda, oggi, che cos'era la Russia di Gorbaciov? Quando la glasnost, la trasparenza, dava improvvisamente voce al dissenso, quando si aprivano gli archivi e affiorava la memoria sepolta delle tragedie del passato, quando esisteva ancora l'Unione Sovietica e nell'immenso paese convivevano, senza sforzo apparente, russi e ucraini, azeri e armeni, e sotto la facciata del comunismo ortodosso ribolliva di tutto, dall'affarismo mafioso all'integralismo islamico. In quella Russia in bilico fra ingenue speranze e oscuri presentimenti si muovono la giovane storica Tanja, impegnata in una tesi su un argomento fino a poco tempo prima proibito; il giudice Nazar, che cerca di non perdere la sua umanità mentre indaga su crimini efferati; e l'attore Mark, ossessionato dal romanzo che sta scrivendo sullo sterminio degli ebrei di Odessa. Tre trame in apparenza separate che finiranno tutte per riunirsi, come in un intrigo di le Carré, svelando verità nascoste e lasciando intuire i torbidi che avanzano. Alessandro Barbero racconta questa storia con un ritmo e un modo di rivolgersi al lettore che ricorda volutamente i grandi russi, come Gogol' e Bulgakov. La firma del Barbero narratore di Storia e inventore di storie si legge nell'immersione dei fatti nel tessuto fitto dei tempi in cui sono ambientati. Con lo straordinario risultato di mostrare un'epoca attraverso il vissuto più quotidiano, i personaggi più svariati, i pensieri e le memorie, così consueti e diversi; attraverso lo spessore delle lenzuola dei letti, l'umidità delle pareti, le strategie amorose, il pigiarsi della folla in metropolitana, la congestione della novità delle riunioni aperte, gli sguardi scambiati nei giardini pubblici. Così Romanzo russo racconta l'ultimo ambiguo decennio dell'Unione Sovietica: dove alla conclusione delle storie di Tanja, del giudice Nazar Kallistratovič e di Mark Kaufman sarà inevitabile fiutare, come ammonisce un verso del poeta Mandel'štam, vittima di Stalin, «i futuri supplizi».
La salita
Ludwig Hohl
Libro: Libro in brossura
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2024
pagine: 136
Seduti in un rifugio «al punto di congiunzione di due valli», due uomini sono in procinto di affrontare un'impresa a lungo immaginata: scalare, in coppia, una delle vette più minacciose delle Alpi svizzere. Ull e Johann sono due alpinisti profondamente diversi, come diverse sono le motivazioni che li muovono: il primo è alla ricerca di una sfida (con se stesso, con la Natura, con i propri limiti); Johann, invece, ha in mente un'escursione di piacere, impegnativa sì, ma più meditativa. Dopo poche ore, però, l'ascesa inizia a farsi sempre più dura, i rifugi sommersi dalla neve sono inospitali e sembrano infestati, il vento soffia instancabile, le fioche candele proiettano ombre inquietanti, mentre la montagna incombe su di loro, presenza ostile che li osserva notte e giorno. Cosa fare? Proseguire nell'impresa e affrontare ghiacciai e seracchi, come vorrebbe Ull, oppure venire a patti con i propri limiti e rinunciare, come suggerisce Johann? Ludwig Hohl, l'illustre scrittore svizzero che ha stregato autori del calibro di Dürrenmatt, Canetti e Handke, ha lavorato per quarantanove anni alla stesura di queste pagine, cesellando ogni dettaglio, scrivendo e rielaborando frasi, capitoli, scene. Come ricorda Davide Longo nella Prefazione, "La salita" è ben più che una novella di montagna. È un romanzo in cui «le lanterne producono più ombre che luce», è uno «specchio per le allodole, un gioco ben giocato». La narrazione gradualmente muta, si rivela come qualcosa d'altro, e da racconto di montagna fatto di paeselli, fiumiciattoli e valli verdeggianti si fa improvvisamente «fiaba filosofica e paradosso», riflessione acutissima sull'essere umano e sul sublime, sull'amicizia e sulla fragilità della volontà di potenza di fronte a una Natura impenetrabile e indomabile.
Il passato è un morto senza cadavere
Antonio Manzini
Libro: Libro in brossura
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2024
pagine: 576
Quando viene chiamato su una strada di montagna, al vicequestore Rocco Schiavone basta uno sguardo per capire di trovarsi di fronte a una rottura del decimo livello della sua personalissima classifica. Un ciclista, infatti, è stato vittima di un incidente. Il morto si chiama Paolo Sanna, un cinquantenne che da un po' di tempo abita in zona ma che apparentemente nessuno conosce. Dai primi accertamenti risultano subito delle stranezze. Sanna era abbiente se non addirittura ricco, ma senza occupazione, nel tempo aveva cambiato periodicamente residenze in tutto il Nord Italia, sporadiche e superficiali amicizie, qualche amore senza conseguenze, parenti lontani e poco frequentati: insomma, «una specie di ectoplasma ai margini della società». A complicare le cose, c'è il rebus del taccuino trovato nella sua abitazione, una lista di nomi, sigle e numeri indecifrabili. Il quadro è quello di un uomo in fuga. Ma una fuga lunga, senza fine, se non fosse stato per quell'urto in montagna. Per vederci chiaro bisogna indagare nel passato, andando il più a fondo possibile, un passato che fa sprofondare il vicequestore di Aosta negli anni di gioventù di un gruppetto affiatato. Rocco vorrebbe procedere come al solito, pesante come un pugno e sottile come uno stiletto, ma è di sottigliezza che ha soprattutto bisogno, anche perché si fa sempre più drammatico il timore per la scomparsa inspiegabile di una persona, una donna, a cui qualcosa di intenso lo lega.
Bebelplatz. La notte dei libri bruciati
Fabio Stassi
Libro: Libro in brossura
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2024
pagine: 320
10 maggio 1933. A Bebelplatz, nel centro di Berlino, allo scoccare della mezzanotte migliaia di libri vengono dati alle fiamme. Joseph Goebbels proclama: «L'uomo tedesco del futuro non sarà più un uomo fatto di libri, ma un uomo di carattere». Su tutta l'Europa si sparge un odore di benzina e di cenere. 24 febbraio 2022. La Russia invade l'Ucraina, e di lì a qualche mese un nuovo conflitto devasterà la striscia di Gaza. Durante un tour negli istituti di cultura italiani da Amburgo a Monaco, Fabio Stassi attraversa le piazze delle Bücherverbrennungen, i roghi di libri, e risale a ritmo incalzante la memoria del fuoco e delle censure, dei primi bombardamenti aerei sui civili, del saccheggio di librerie e biblioteche. Studia mappe e resoconti, si interroga sul ruolo della cultura e sulla cecità della guerra, indaga l'istinto di sopraffazione degli esseri umani. Alla fine compone un piccolo atlante della letteratura «dannosa e indesiderata» e rintraccia cinque scrittori italiani destinati alle fiamme dai nazisti: Pietro Aretino, il cantore della libertà rinascimentale; Giuseppe Antonio Borgese, cittadino del mondo e inguaribile utopista; Emilio Salgari, antimperialista amato in Sudamerica; Ignazio Silone, antifascista radicale, e Maria Volpi, unica donna della lista, disinibita narratrice del piacere e dell'indipendenza femminile. Quello di Stassi è un appassionato discorso in difesa di tutto ciò che trasgredisce la norma, un viaggio ricco di corrispondenze, colpi di scena e nuove interpretazioni, da Ovidio a Cervantes, da Arendt a Canetti, Sebald, Morante, Bernhard: un invito a disseppellire la biblioteca di Don Chisciotte. Perché la ribellione si impara leggendo, e ogni lettore, per qualsiasi potere, «è sempre una minaccia». Come scrive Alberto Manguel nell'Introduzione: «Da qualche parte nel mondo una mente sta ideando parole da tracciare con la mano e da decifrare con gli occhi in mezzo al fumo e alle ceneri».
Il giardino e la cenere. Israele e Palestina nel racconto di un albergo leggendario
Alberto Stabile
Libro: Libro in brossura
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2024
pagine: 240
Un libro necessario, a un anno dal massacro del 7 ottobre, per comprendere i rapporti tra Israele e Palestina attraverso le storie e i personaggi di un albergo nel cuore del conflitto, l'American Colony Hotel. «Per me, che sono stato cronista itinerante, mandato a Gerusalemme per lunghi periodi, l'Hotel American Colony è stato molto più che un luogo di prolungati soggiorni e d'incontri estemporanei. È stato una finestra spalancata su una realtà complicata che non conoscevo». La realtà è quella della nuova, e tremenda, fase dello scontro tra israeliani e palestinesi, apertasi secondo l'autore con l'Intifada del 1988 e culminata il giorno in cui «tutti gli schemi, le analisi, le verità e le previsioni sono saltati», il 7 ottobre 2023. Una realtà a cui questo libro dà un'anima nella mente del lettore mantenendo fisse sempre insieme due prospettive. Innanzitutto i dettagli e le figure della vita corrente di questi lunghi anni: «le immagini, le situazioni, i personaggi», i tanti momenti e fatti, indimenticabili per chi li vive e i primi a essere dimenticati dalle storiografie maggiori (storie quotidiane, come l'invincibile, tenace nostalgia del profugo che lascia appese le chiavi alla porta della casa che deve abbandonare perché il soldato non la scardini; o come l'umiliazione dell'apartheid linguistico, del passante che si arrangia a un posto di blocco, costretto «a sorridere al soldatino di origini russe che non parla una parola di arabo né di inglese»). La seconda prospettiva è il racconto degli occhi stessi che guardano: l'avventura che cambia tutto nella vita e nell'essere dei grandi reporter e dei corrispondenti esteri che si proiettavano dagli agi del Colony verso gli scenari di guerra; erano i «Jerusalem Boys and Girls» che subito introiettavano quanto la loro testimonianza sarebbe stata sempre davanti al giudizio della storia; per molti di loro stare al Colony e andare alla prova del fuoco era una specie di temerario funambolismo etico, alla Hemingway, alla Greene. Nella narrazione di Alberto Stabile vibra sempre una particolare sensibilità per i luoghi, il talento spesso malinconico di far parlare lo spazio, tra i giardini e le ceneri. Ed è dominata da una dolorosa lucidità: «Nel momento in cui la terra su cui ambivano vivere e progredire è diventata essa stessa un simbolo della fede e, proprio in quanto simbolo, indivisibile, l'equilibrio della convivenza è saltato, facendo spazio al conflitto. Il conflitto, dunque, è l'essenza non dichiarata di questo libro».
La magna via
Gaetano Savatteri
Libro: Libro in brossura
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2024
pagine: 296
Saverio Lamanna deve lasciare il riposante mare di Màkari. Suo padre, il Professore, spinto dall'amico Mimì, è partito, in barba all'età, per un pellegrinaggio a piedi da Palermo ad Agrigento, seguendo le regie trazzere che datano fino dai tempi di Federico II. Saverio se ne va all'inseguimento dei due come Stanley fece con Livingstone, e sa che piomberà come «dentro a una commedia francese nella quale tutti sembrano felicemente matti». E infatti la spedizione si completa con la partecipazione dell'incauto Piccionello e la sua ghirlanda di infradito, e della saggia Suleima alla logistica. Nei paesini più interni che si vanno spopolando svuotati da una costante emigrazione, nel ventre della campagna di una Sicilia remota e arcaica - che è poi la Sicilia di cui «non sarei mai riuscito a liberarmi neanche fuggendo via» -, lontani dal mare, lontani dalle città, i personaggi e le situazioni offrono un'avventura on the road, che accarezza a ogni strano incontro la comicità e il mistero, per restare sempre ambiguamente sull'orlo di questo: quasi in un'immagine tremolante, di sogno. Perché, nell'evasione, nel divertimento, nell'impertinenza dei dialoghi e nel paradosso degli imprevisti, cresce il desiderio del protagonista Saverio Lamanna di andare a rivivere la sua infanzia e di recuperare, prima che sia troppo tardi, il vero rapporto con il padre.
La regina dei sentieri
Marco Malvaldi, Samantha Bruzzone
Libro: Libro in brossura
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2024
pagine: 352
Serena, mamma di due figlie, casalinga ultraindaffarata, chimica con il «superpotere» dell'olfatto formidabile e professionalmente coltivato nel suo ultimo lavoro da sommelier. E Corinna, sovrintendente di polizia, alta un metro e novanta e con un carattere ruvido, opposto a quello irruente e solare di Serena, ma con lei da subito in sintonia. A riunire l'irresistibile coppia è un caso che coinvolge il mondo vitivinicolo del borgo toscano di Bolgheri. È stato ritrovato il motocarro del marchese Crisante Olivieri Frangipane, patriarca di una antichissima famiglia di produttori di vino, scomparso anni fa in circostanze misteriose. Una sera di ottobre del 2013 il conte si allontana con il suo Ape coupé e non farà mai ritorno. Il ritrovamento del mezzo durante il drenaggio di un bacino artificiale della tenuta Tegolaia fa scattare immediatamente nuove indagini e riaccende vecchie scintille tra le due proprietà. La tenuta Tegolaia, passata dalla famiglia Colantoni ad una multinazionale olandese, era diventata bersaglio degli scherzi pungenti in perfetto stile toscanaccio del vecchio Crisante. A loro volta, attraverso il manager italiano, Walter Gori, gli olandesi si lanciavano in continue minacce di azioni legali o, peggio ancora, di azioni fisiche contro la persona. Quando all'interno della tenuta riaffiora anche il corpo del conte, alle due argute investigatrici appare chiaro che la risoluzione dell'enigma deve trovarsi all'interno di queste schermaglie. E nella memoria di Andrea Pace, ora nuovo proprietario della tenuta Tegolaia, nonché nel 2013 enologo della famiglia Olivieri Frangipane. L'umorismo, i colori, i profumi e i sapori della campagna toscana, in un intrigo giallo in cui emerge con forza la sensibilità femminile delle due protagoniste.
Tanta gente, Mariana
Maria Judite Carvalho de
Libro: Libro in brossura
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2024
pagine: 208
«Ho urlato quando le regole più elementari imponevano di parlare piano, ho taciuto quando dovevo assolutamente dire qualcosa, non ho saputo stare al mondo. Ecco, non ho mai saputo stare al mondo. Ho sempre scelto a sproposito le occasioni per parlare o per stare zitta. Ho ingarbugliato tutto, ho confuso tutte le cose fino a non potermi più ritrovare». Sono parole di Mariana Toledo, la protagonista del primo lungo racconto che dà il titolo, e insieme il passo, a questa raccolta. Mariana ricorda la sua vita di donna messa da parte - l'abbandono del marito per una nuova relazione, il figlio non avuto - ed esplora se stessa, quasi si ferisce, in una lucida autoanalisi. Pubblicato in Portogallo nel 1959, quando regnavano la dittatura di Salazar e i rigidi editti della Chiesa cattolica, Tanta gente, Mariana fece scalpore. I racconti che compongono questo libro appartengono a un momento storico e a un paese, ma li trascendono, sono pagine che potrebbero essere state scritte oggi, nella precisione chirurgica con cui ritraggono l'eterno paradosso della vita umana. Maria Judite de Carvalho, scrittrice segreta di una grande letteratura segreta, mette in scena la mediocrità e l'indifferenza della società di fronte a situazioni limite come il rapimento, lo stupro, il tradimento, l'aborto, il suicidio. Sono storie di donne e uomini perennemente in conflitto: con le loro famiglie, con se stessi, con la prospettiva di un futuro migliore, o di qualsiasi futuro. Sono resoconti duri e inflessibili di donne intrappolate da una cultura che le valorizza come lavoratrici o mogli, mai come persone, mentre l'orizzonte della sessualità oscilla pericolosamente tra la libera scelta e l'inganno. La prosa crudele ed elegante di de Carvalho esibisce un sublime senso dell'umorismo nel raccontare l'amore e il disamore, il desiderio, l'attesa e la rovina privata, tuffandosi nelle profondità dei suoi protagonisti alla deriva nelle trame della vita quotidiana. Difficile attraversare le storie di questi otto racconti, e restare indenni. «In tempi come quelli odierni», ha scritto Giulia Caminito nella sua luminosa postfazione, «dove si ha spesso paura a spaventare il lettore e la lettrice, e dove si cerca persino nella scrittura risoluzione, accomodamento, salvezza, per fortuna esistono scrittrici del passato come de Carvalho che del confronto con gli abissi non hanno avuto alcuna paura».
Il detective Kindaichi e la maledizione degli Inugami
Yokomizo Seishi
Libro: Libro in brossura
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2024
pagine: 424
Kindaichi Kōsuke, detective di fama tutto logica e conoscenza della natura, viene avvisato per lettera che una tragedia sta per travolgere l'illustre famiglia degli Inugami. Kōsuke si precipita a Nasu, paesino tra le montagne giapponesi in riva a un idillico lago. È il 1949 e lì, nel suo palazzo, è appena spirato il magnate d'industria Inugami Sahee, il re del tessile. Attorno al letto di morte sta raccolta la folla degli eredi, divisi da odi reciproci: le tre figlie, avute da donne diverse, e i loro tre figli, nipoti del vecchio. E la bella Tamayo, che però non ha legami di sangue con gli Inugami, è la nipote del prete shintoista che accolse Sahee quando era un giovanissimo vagabondo, misero e senza futuro. Per questo e per le sue virtù, Tamayo è stata amatissima, al contrario dei parenti. Il testamento del patriarca non può però essere aperto finché manca all'appello il quarto nipote, Sukekiyo, ancora prigioniero di guerra. E quando finalmente Sukekiyo si presenta, coperto da una maschera che nasconde il suo viso deturpato da una bomba, il contenuto del testamento sgomenta tutti: la guida dell'impero industriale andrà a Tamayo a condizione che sposi uno dei tre nipoti; in caso di morte della giovane, invece, gran parte del patrimonio spetterà a un figlio segreto, e solo la parte restante ai nipoti. È come una sentenza, una maledizione: omicidi rituali, segnati dai tre simboli del casato - l'ascia, il koto e il crisantemo -, eliminano i pretendenti, personaggi oscuri si muovono per il paese, le identità di ciascuno si celano e si confondono. In questo ginepraio, Kindaichi - che è basso, trasandato e un po' buffo, ma che brilla per doti deduttive - esplora piste sempre diverse, abbraccia e abbandona ipotesi di colpevolezza che improvvisi cambi di scena smentiscono. Mentre odio, invidia, onore ferito si mescolano sotto i suoi occhi in un amalgama melmoso. La maledizione degli Inugami contiene la chiave del grande giallo, ovvero l'avvicendarsi senza respiro di situazioni misteriose. E Yokomizo Seishi, uno dei maestri del crime deduttivo giapponese, ha il talento di inserirlo dentro una nuova atmosfera, tanto esotica quanto adatta a dare plasticità a cupezze e inquietudini.
Racconti siciliani
Danilo Dolci
Libro: Libro in brossura
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2024
pagine: 448
La denuncia pacifista di Danilo Dolci, fatta di resistenza passiva, di pratica dell'obiettivo, di scioperi alla rovescia, di digiuni collettivi, di fusione dei diritti sociali nei diritti umani, fu un acuto pungolo che scosse dall'indifferenza le classi dirigenti e i protagonisti delle lotte sindacali. Il suo «metodo» presupponeva che per conoscere i poveri bisognasse condividerne i bisogni materiali e la condizione spirituale; e che per far conoscere i poveri bisognasse render loro la voce. Era ciò che chiamava «l'inchiesta»: la bocca dei piccoli che parla. E sono «inchiesta» questi racconti. Voci, vite vissute. Esse coprono tutto il ventaglio della stratificazione sociale della Sicilia arretrata di allora, e ci giungono in prima persona con un effetto straniante che offre anche il piacere letterario dell'opera di un poeta, quale Dolci era. Un cantore che consegna al lettore l'incanto di personaggi che sanno rappresentare il dolore di storie vissute in sogni magnifici di armonia con il tutto. Postfazione di Giuseppe Barone.

