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Il problema gnoseologico in Agostino d'Ippona

Il problema gnoseologico in Agostino d'Ippona
Titolo Il problema gnoseologico in Agostino d'Ippona
Autore
Argomento Scienze umane Filosofia
Editore Calabria Letteraria
Formato
Formato Libro Libro: Libro in brossura
Pagine 140
Pubblicazione 04/2025
ISBN 9788875744861
 
16,00

 
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presso Libreria L'ippogrifo (Piazza Europa, 3)
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presso L' Ippogrifo Bookstore (C.so Nizza, 1)
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Qual è la vera conoscenza? Cosa posso conoscere? Come? Intorno a questi interrogativi fondanti di ogni vera corrente gnoseologica, l’autore, un giovanissimo ragazzo di diciassette anni, costruisce una serrata e metodologica argomentazione in riferimento all’opera di Agostino d’Ippona, filosofo della tarda antichità, che sentì l’esigenza di unire al notum della filosofia classica il novum della vivificante esperienza cristiana. Così, sulle orme platoniche, l’atto conoscitivo si trasforma in un itinerarium mentis ad Mentem; in un viaggio che, iniziato con i sensi – rivalutati rispetto all’ottica parmenidea – e sostenuto dall’intelletto, giunge fino alla forma intellegibile di Dio. D’altra parte, il presente lavoro offre una limpida teoresi che si articola intorno a precisi concetti elaborati dall’autore, quali la presenza in Agostino di un innatismo moderato in chiave trascendentale; l’elaborazione della teoria del ponte gnoseologico che basa sull’intuizione la certezza dell’essere contingente e trascendente; la divisione di un’ontologia teologica in causale ed effettuale, che introduce il lettore alla gnoseologia dell’amore. Tutto è sostenuto da un’ampia introduzione sulle forze fondamentali di questo viatico intellettuale: l’intreccio di fides e ratio, che, lette in un’ottica ermeneutica e gadameriana, alla luce dell’intero pensiero filosofico, anche posteriore ad Agostino, offrono quella sinfonia, mai disarmonica, tra mente e cuore, per conoscere quelle ragioni che la ragione non conosce. Resta da giustificare come una tale opera sia stata scritta da un liceale nel pieno della sua adolescenza. L’autore risponde con una frase agostiniana di Julien Green: «Finché si è inquieti, si può star tranquilli!».
 
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