Il tuo browser non supporta JavaScript!
Vai al contenuto della pagina

Un toscano a Parigi. Ascesa e declino di Giuseppe Cambini: l'uomo, il compositore, lo scrittore di musica

Un toscano a Parigi. Ascesa e declino di Giuseppe Cambini: l'uomo, il compositore, lo scrittore di musica
Titolo Un toscano a Parigi. Ascesa e declino di Giuseppe Cambini: l'uomo, il compositore, lo scrittore di musica
Autore
Argomento Arti, cinema e spettacolo Musica
Collana MUSICATOSCANA. STUDI E TESTI, 1
Editore LIM
Formato
Formato Libro Libro
Pagine 432
Pubblicazione 2026
ISBN 9788855434775
 
40,00

 
0 copie disponibili
presso Libreria L'ippogrifo (Piazza Europa, 3)
0 copie disponibili
presso L' Ippogrifo Bookstore (C.so Nizza, 1)
Ordinabile
Quando intorno al 1770 Giuseppe Cambini arriva a Parigi (dopo avere vissuto - si dice - un periodo di schiavitù), è già un musicista esperto; ma con chi si sia formato il compositore toscano (originario non di Livorno, ma di Montelupo Fiorentino) resta incerto: le fonti coeve lo danno allievo di Nardini e di Manfredi per il violino, di padre Martini, di Piccinni e di Haydn per la composizione. Del rapporto coi primi due scrisse egli stesso nel noto articolo del 1804 sull'esecuzione quartettistica nel quale racconta l'esperienza giovanile come viola del "Quartetto Toscano". Abbandonata la carriera solistica, Cambini passa alla composizione di musiche concertanti, riscuotendo grande successo presso gli amateurs. Nel 1776 esordisce nel teatro con Les Romans, ma l'opera cade schiacciata dall'Alceste di Gluck; passato dai piccinnisti ai gluckisti continua a produrre per il teatro ma con esiti per lo più modesti; durante la Rivoluzione compone musiche patriottiche e una grande opera 'rivoluzionaria', Nantilde et Dagobert. Poi inizia il declino: escluso dalle istituzioni musicali, le sue musiche non sono né eseguite né pubblicate; sopravvive lavorando come adattatore e, si sospetta, come falsario per editori musicali. Tuttavia riesce a pubblicare sei quartetti di ammirevole fattura e collabora con due periodici musicali, esprimendosi contro i compositori che non gradisce con una veemenza tale da procurargli ostilità. Dal 1816 si perdono le sue tracce e la sua fine resta misteriosa: le fonti lo danno morto in miseria, forse suicida. Nei decenni seguenti di lui sopravvive la fama di compositore abile ma mediocre, e di uomo dissoluto e infido, che tramò contro Mozart e si mostrò servile con Gluck. Se i lavori di Brook e di Trimpert (1962 e 1967) ne hanno rivalutato la musica e il ruolo storico, questo volume ne ricostruisce la carriera e gli ambienti in cui si è sviluppata e offre una ricostruzione dettagliata dell'opera e delle fonti.
 

Libri dello stesso autore

Chi ha cercato questo ha cercato anche...

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.