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Passaggio a Trieste

in uscita
Passaggio a Trieste
Titolo Passaggio a Trieste
Autore
Argomenti Poesia e studi letterari Saggistica
Medicina Altre branche della medicina
Medicina Clinica e medicina interna
Società, scienze sociali e politica Società e cultura: argomenti d'interesse generale
Collana Letture Einaudi
Editore Einaudi
Formato
Formato Libro Libro
Pagine 368
Pubblicazione 2026
ISBN 9788806274740
 
22,00 €

 
0 copie disponibili
presso Libreria L'ippogrifo (Piazza Europa, 3)
0 copie disponibili
presso L' Ippogrifo Bookstore (C.so Nizza, 1)
Il libro è di prossima pubblicazione
Di prossima pubblicazione
«Non si può curare chi soffre, si può soltanto prendersene cura». Passaggio a Trieste racconta il soggiorno di Fabrizia Ramondino presso il Centro Donna Salute Mentale di Trieste, sorto dall'eredità di Franco Basaglia. La scrittrice vi trascorse due lunghi periodi con l'intento di conoscere dall'interno la realtà quotidiana di questa microsocietà toccata dal dolore, ma anche dall'entusiasmo e dall'impegno umano. Nacque cosí questo romanzo-diario intenso e corale, in cui le voci di molte donne si intrecciano alle riflessioni dell'autrice. Storie di ossessioni, sradicamenti e solitudini convivono con desideri, nostalgie, progetti e inattese forme di solidarietà. Ramondino ascolta, registra, osserva; e il suo diario si apre a meditazioni sempre piú fitte in cui la letteratura, l'arte, il cinema, il mito, la politica sembrano prendere, a fronte di una realtà concreta cosí difficile, significati diversi dai soliti, e piú profondi. "Per chi, come me a vent'anni, è andato a Trieste per assorbire quella rivoluzione e poi diventare psichiatra, il libro di Ramondino ha l'intensità di una memoria personale e collettiva. Nel parlare di una città parla di una vocazione, di un'epoca, di un modo di toccare il dolore mentale che ha cambiato la nostra scienza e la nostra storia. MaPassaggio a Trieste non va letto solo perché racconta di Basaglia e della sua eredità. Va letto perché la scrittura di Ramondino aderisce alla realtà e, nello stesso tempo, la presta al romanzo, alla visione, al teatro dei teatri interiori. Il Centro Donna diventa un racconto di corpi fisici e mentali, paesaggi umani, comunità femminili: ciascuna con un nome, una fisionomia, una voce. Sono donne e pazienti psichiatriche; alcune povere, altre migranti; alcune prostitute, altre segnate dalla guerra, dalla famiglia, dalla maternità, dall'abbandono, dal sesso. Ramondino riunisce ciò che spesso la clinica separa: diagnosi e biografia, corpo e storia, follia e povertà, genere e violenza, parola e silenzio." (Dalla prefazione di Vittorio Lingiardi)
 

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