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Il potenziale delle industrie culturali e creative in Alto Adige

Il potenziale delle industrie culturali e creative in Alto Adige
Titolo Il potenziale delle industrie culturali e creative in Alto Adige
Curatore
Collana Motus. Studi sulla società
Editore Meltemi
Formato
Formato Libro Libro: Copertina morbida
Pagine 274
Pubblicazione 12/2022
ISBN 9788855196352
 
24,00

 
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presso Libreria L'ippogrifo (Piazza Europa, 3)
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presso L' Ippogrifo Bookstore (C.so Nizza, 1)
Ordinabile
Il volume raccoglie i risultati di un progetto di ricerca sulle industrie culturali e creative nella Provincia Autonoma di Bolzano. Il lavoro si compone di tre parti. Nella prima vengono offerti interventi critici e teorici che contribuiscono al dibattito su diversi approcci metodologici e disciplinari, dall'analisi del capitale umano e sociale nelle industrie culturali e creative alla rilettura dell'economia creativa attraverso la teoria della complessità. Nella seconda parte viene presentato il cuore della ricerca empirica, contestualizzandone il perimetro d'indagine e presentando i risultati dell'analisi quantitativa e qualitativa. In particolare, viene approfondita una delle filiere più lunghe e rappresentative del territorio, quella del legno, di cui l'Alto Adige risulta la prima provincia a livello nazionale in termini di produzione. Il caso della filiera del legno è preliminare all'esplorazione di tutti gli stadi della catena: dalla produzione della materia prima alla sua lavorazione a livello industriale, fino alle espressioni del design, dell'artigianato artistico e dell'arte contemporanea degli scultori e artisti gardenesi. L'ultima parte del volume dà voce a rappresentanti e studiosi dei settori creativi della comunicazione, del design e dell'architettura. Attraverso i capitoli finali viene restituito un racconto di come questo territorio - nonostante una reputazione legata alle tradizioni locali, al turismo e alla montagna - da anni si stia proiettando verso una dimensione contemporanea (grazie a iniziative artistiche longeve e ormai molto consolidate, come le biennali dell'arte e i festival) e abbia creato strutture nuove (i creative hubs, insediati in aree rurali) in grado di coniugare creatività locale e innovazione imprenditoriale, favorendo l'ibridazione tra settori creativi e micro-filiere produttive.
 
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