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Rubbettino: Saggi brevi letteratura antica e moderna

La luna nel cortile. Capitoli leopardiani

La luna nel cortile. Capitoli leopardiani

Lucio Felici

Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio

editore: Rubbettino

anno edizione: 2006

pagine: 247

Gli scritti che compongono questo libro si articolano in tre percorsi di studio. Scavando tra le pagine dello Zibaldone, si procede anzitutto a un esame sistematico degli appunti e abbozzi poetici, per poi affrontare due temi trasversali: il riso (ossia il comico) che, sentito da Leopardi come manifestazione di insensatezza, va a correlarsi col nulla che ci circonda; la meridionalità da nozione geografica, si trasforma in categoria sovrastorica e si confonde con le stagioni luminose (fanciullezza e prima giovinezza) di ogni creatura umana. Il secondo percorso privilegia invece l'Epistolario, per ricavarne soprattutto la personalissima idea leopardiana del viaggiare, come strumento di conoscenza di sé e non come occasione per descrivere ambienti e paesaggi. Fa da corollario un capitolo, apparentemente eccentrico, su Paolina Leopardi e Matilde Manzoni, due "viaggiatrici immobili" le cui speculari letture e circostanze biografiche costituiscono un caso singolare di "destini incrociati" all'ombra di Giacomo. Seguono alcune indagini sulla fortuna postuma del poeta. Il capitolo su Schopenhauer fa giustizia di un abusato paragone che ha prodotto la generica formula del "pessimismo leopardiano"; mentre quello su Calvino analizza l'ardita tesi, formulata dall'autore delle Cosmicomiche, secondo la quale uno dei padri del romanzo moderno italiano sarebbe il Leopardi delle Operette morali più che il Manzoni dei Promessi sposi.
12,00

La linea siciliana della narrativa moderna. Verga, Pirandello & C.

La linea siciliana della narrativa moderna. Verga, Pirandello & C.

Nicola Merola

Libro: Libro in brossura

editore: Rubbettino

anno edizione: 2007

pagine: 240

Il tema di questo libro è una costante di tutto rilievo nella moderna narrativa italiana, più propriamente quella riconducibile ai proverbiali archetipi di Verga e Pirandello, sullo sfondo però della lunga fortuna della formula definitivamente fissata da loro corregionali quasi altrettanto illustri. Il punto di partenza ideale è il "Verga moderno" che è rimasto a lungo pressoché l'unico esempio nostrano delle innovazioni romanzesche altrimenti riservate alle altre letterature. Dalla sua caratteristica contraddizione, conturbante e classicamente moderna, tra il massimo di immediatezza colloquiale e popolare e la tempra aristocraticamente intellettualistica delle invenzioni e di una proverbiale diffidenza nei confronti delle astrazioni, hanno preso le mosse altri scrittori siciliani, da quelli poco più giovani di Verga, come De Roberto e Pirandello, a quelli delle ultime leve, e un dibattito che ha conosciuto momenti di straordinaria intensità.
12,00

Lo sperimentalismo tra Pasolini e la neoavanguardia (1955-1965)
13,00

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