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Rubbettino: Saggi

Cercatori di libertà

Cercatori di libertà

Lorenzo Infantino

Libro: Copertina morbida

editore: Rubbettino

anno edizione: 2019

pagine: 252

Come è stato efficacemente sintetizzato, «se esistessero uomini onniscienti, se potessimo sapere non solo tutto quanto tocca la soddisfazione dei nostri desideri dí oggi, ma pure i bisogni e le aspirazioni future, resterebbe ben poco da dire a favore della libertà». Questo volume è un viaggio attraverso pensatori che, nell'accertata ignoranza e fallibilità degli esseri umani, hanno visto la ragione della libertà individuale di scelta. Si sono perciò impegnati a "isolare" le condizioni che rendono possibile o impossibile tale libertà, la cui istituzionalizzazione permette la mobilitazione di conoscenze e risorse altamente disperse all'interno della società, accende cioè un esteso processo di esplorazione dell'ignoto e di correzione degli errori. L'autore si rifà soprattutto a quella tradizione anglo-austriaca che, da Bernard de Mandeville, David Hume, Adam Smith, giunge a Carl Menger e Friedrich A. von Hayek. La prosa è matura e scorrevole. I concetti sono comprensibili, oltre che agli addetti ai lavori, al vasto pubblico. Si percorre così un itinerario che consente di individuare i "motivi" che impongono di allargare, quanto più possibile, il territorio della cooperazione sociale volontaria. Il che limita la sfera d'intervento delle pubbliche autorità, a cui, viene attribuita la circoscritta funzione di complemento delle attività liberamente intraprese dai cittadini. È questo l'unico modo per difendersi dall'autoreferenzialità del potere pubblico e dall'utilizzo arbitrario e dilapidatorio delle risorse sociali. Ciò significa che la libertà individuale di scelta sta alla base della crescita e del benessere collettivo. In appendice al volume, vengono raccolti due scritti su Luigi Einaudi, anch'egli esponente della famiglia dei "cercatori di libertà": il primo riguarda i suoi rapporti culturali con la Scuola austriaca di economia, il secondo il suo progetto europeista.
18,00 €

Congedo da Goethe

Congedo da Goethe

Constantin Noica

Libro: Copertina morbida

editore: Rubbettino

anno edizione: 2019

pagine: 311

Relegato senza motivi concreti al confino in un piccolo paese della pianura valacca dal regime stalinista rumeno nel 1949, il filosofo Constantin Noica può portare con sé solo l'opera omnia di Goethe e pochi altri libri. Nella solitudine e nell'estrema povertà del luogo comincia a scrivere un'originale monografia sul gigante di Weimar nonché una molto personale interpretazione del Faust. Noica dichiara la sua ammirazione per Goethe (e chi potrebbe mai negargli ammirazione?) ma lo coglie nel suo unico, benché decisivo, punto debole: non ha senso filosofico, se, come fa, dice di sì a tutto. Questo atteggiamento si rivela nella concezione goethiana della natura, delle scienze e dell'uomo ovvero della cultura. In ogni campo Goethe tocca ma non supera mai il limite oltre al quale inizia la filosofia, intesa come riconoscimento della caduta del mondo, e quindi del suo disordine, e della necessità di ritrovare o postulare un ordine, che potrà essere pensato in qualunque modo, ma che non può essere pensato se non dalla ragione e trovarsi perciò conforme ad essa. Per Noica il "Faust" dimostra, che ne fosse cosciente il suo autore oppure no, come si vive quando il pensiero non trova alcuna necessità nella sua libertà: si vive nel possibile, nella neutralità, nel regno in cui si è rifugiato il diavolo, dopo la moderna abolizione dell'inferno. Il vero protagonista della Tragedia (che tragedia però non è, né può essere, mancando l'aspetto della necessità) si rivela essere Mefistofele. L'ultimo capitolo del libro di Noica prova ad illustrare una via d'uscita dalla dimensione del solo possibile nella quale ha vissuto il Novecento europeo.
24,00 €

Demopatìa. Sintomi, diagnosi e terapie del malessere democratico

Demopatìa. Sintomi, diagnosi e terapie del malessere democratico

Luigi Di Gregorio

Libro: Copertina morbida

editore: Rubbettino

anno edizione: 2019

pagine: 314

Cosa è successo alle nostre democrazie? Perché vivono una crisi di legittimità e di performance proprio quando sembravano indiscutibilmente vincenti? A partire da numerosi sintomi, diffusi in tutto l'Occidente, il volume giunge a una diagnosi a largo spettro e perviene alla conclusione che la democrazia è affetta da demopatìa. È malata perché è malato il demos. E il demos si è ammalato "inevitabilmente", per una sorta di patologia autoimmune e degenerativa, che è il prodotto di mutamenti fortemente voluti in tutto l'Occidente. Il malessere democratico è il derivato della lunga transizione alla postmodernità: individualizzazione, perdita di senso sociale, fine delle metanarrazioni, crisi del sapere, delle istituzioni e delle autorità cognitive, narcisismo, nuove percezioni e concezioni di tempo e spazio, trionfo della sindrome consumistica e della logica totalizzante dell'"usa e getta" che ormai si applica in ogni ambito esistenziale. I grandi motori di questo cambiamento sono i mass media e le innovazioni tecnologiche. Hanno accelerato la transizione postmoderna, incrementando le logiche della società dei consumi: istinti, istanti, immaginario, neoreale mediatico più rilevante del reale "empirico", politiche simboliche che dominano sulle politiche reali, verità "diffuse" e personalizzate. La democrazia che ne deriva, mediatizzata e psicologica, sembra una sondocrazia permanente, i cui leader assumono le caratteristiche dei follower (inseguitori dell'opinione pubblica) e in cui l'opinione si fa emozione pubblica, tanto è diventata volatile e volubile in una dinamica istantanea. Le terapie proposte fin qui, per uscire dalla crisi, sembrano spesso velleitarie. Non si salva la democrazia immaginando retromarce della storia, evocando il ritorno a una presunta età dell'oro o confidando in individui iper-razionali che non esistono. C'è una sola strada percorribile: fare i conti con noi stessi. Se non si parte dal demos, non esiste cura democratica.
18,00 €

Declino e tramonto della civiltà occidentale. Studi sulla caduta dell'idea di progresso nella cultura europea

Declino e tramonto della civiltà occidentale. Studi sulla caduta dell'idea di progresso nella cultura europea

Giuseppe Bedeschi

Libro: Copertina morbida

editore: Rubbettino

anno edizione: 2019

pagine: 146

Per alcuni secoli la cultura occidentale ha nutrito, con poche eccezioni, una ferma fede nel progresso: cioè essa ha creduto che il cammino della nostra civiltà fosse un cammino ascendente e inarrestabile, che avrebbe accumulato conquiste (non solo scientifiche e tecniche, ma anche morali e politiche) sempre più elevate. Sarebbe sorto così un mondo sempre più degno dell'uomo. Nel Settecento l'idea di progresso si è imposta largamente nel modo di concepire la storia, grazie all'Illuminismo. Nella prima metà dell'Ottocento tale idea si è rafforzata, e ha finito per dominare quasi tutte le manifestazioni della cultura occidentale (basti pensare alle dottrine di Hegel, di Marx, di Saint-Simon, di Comte). Ma già nella seconda metà dell'Ottocento tale idea è entrata in crisi (per Burckhardt la storia non ha un fine né una meta), e tale crisi si è aggravata nel Novecento, il secolo che ha avuto due spaventose guerre mondiali e che ha visto la tragica parabola dei totalitarismi. Questo libro documenta la demolizione dell'idea di progresso fatta da pensatori del calibro di Max Weber, Freud, Pareto, Ortega y Gasset, Jaspers, Nietzsche, Spengler, Adorno e Horkheimer, per giungere a Benedetto Croce e a Raymond Aron. Ne esce un quadro di enorme interesse, nel quale si intrecciano motivi più che mai attuali per noi che viviamo nel XXI secolo, foriero di nuove tragedie e di nuove inquietudini.
15,00 €

La decisione di guerra. Dalla Triplice Alleanza al Patto di Londra

La decisione di guerra. Dalla Triplice Alleanza al Patto di Londra

Giuseppe Astuto

Libro: Copertina morbida

editore: Rubbettino

anno edizione: 2019

pagine: 577

In occasione del centenario della Prima guerra mondiale, si ricostruisce, con un approccio multidisciplinare, il processo decisionale che coinvolge i vertici istituzionali, le forze politiche e i movimenti di opinione. I mesi che vanno dal luglio 1914 al maggio 1915 costituiscono uno degli snodi decisivi della storia italiana contemporanea, poiché l'ingresso nel conflitto comporta il passaggio dalla Triplice Alleanza alla Triplice Intesa. L'autore, perciò, esamina la nascita e la crisi della Triplice Alleanza e la politica estera, condotta dai vari governi sin dall'Unità, sul ruolo dell'Italia nell'Adriatico e nel Mediterraneo. Nel volume, sorretto da uno stile narrativo e da una rigorosa analisi delle fonti, si coglie anche il dramma umano dei protagonisti di fronte alla difficile scelta dell'ingresso in guerra: San Giuliano fino alla sua morte, Sonnino, Salandra, Giolitti e Vittorio Emanuele III, chiamato alla fine del percorso a decidere per tutti, a seguito della crisi del sistema politico e delle fratture esistenti all'interno della classe dirigente.
25,00 €

Introduzione alla società della disinformazione. Per una pedagogia della comunicazione

Introduzione alla società della disinformazione. Per una pedagogia della comunicazione

Mario Caligiuri

Libro: Libro in brossura

editore: Rubbettino

anno edizione: 2018

pagine: 159

La tendenza dominante del nostro tempo potrebbe essere identificata con la disinformazione, che rappresenta l'emergenza educativa e democratica più drammatica dell'inizio del XXI secolo. L'eccesso di informazioni ha sostituito la censura ma gli effetti sono gli stessi, con persone che non comprendono la realtà, diventando manovrabili consumatori e inconsapevoli elettori. Di fronte ai problemi dell'Occidente, dal fenomeno dell'immigrazione ai rischi ambientali, dall'invadenza della criminalità alla crisi della democrazia, dai pericoli del cyberspazio all'avvento dei robot, la risposta è sempre uguale: c'è bisogno di maggiore istruzione. Ma questa invocazione raramente si traduce in iniziative di profondo respiro. Partendo dall'insufficienza dei sistemi educativi, questo libro prospetta una profonda ricostruzione delle scienze dell'educazione basata sulla pedagogia della comunicazione per individuare le informazioni rilevanti che aiutino a comprendere quanto davvero accade. Come cinquant'anni fa, occorre una rivolta dei giovani per pretendere scuole e università meno facili per resistere alle sfide della società della disinformazione.
16,00 €

Politiche, povertà familiari e legami sociali a Napoli

Politiche, povertà familiari e legami sociali a Napoli

Emanuela Chiodo, Emanuela Pascuzzi

Libro

editore: Rubbettino

anno edizione: 2018

pagine: 260

Il volume indaga la povertà delle famiglie con figli minori nella più grande metropoli del Mezzogiorno, Napoli, e in particolare nei quartieri di Barra e San Giovanni a Teduccio e nel Rione Sanità. L'indagine è costruita a partire dalla categoria del legame sociale, osservandone la dinamica in diversi ambiti (famiglia, scuola, lavoro, vicinato, quartiere, cittadinanza). Un'attenzione specifica è stata riservata ai processi di costruzione e decostruzione del legame sociale e all'analisi di alcune politiche locali e del loro peso nel contrasto alla povertà. Le opportunità, così come le minacce, per la coesione sociale sono inscritte in ciascuno degli ambiti osservati, nella combinazione variabile delle risorse di riconoscimento e protezione che in essi circolano e che, in maniera non scontata, definiscono percorsi e traiettorie della povertà.
18,00 €

Politica e città in trasformazione. Il caso di Bari

Politica e città in trasformazione. Il caso di Bari

Antonella Coco

Libro: Copertina morbida

editore: Rubbettino

anno edizione: 2018

pagine: 196

Questo lavoro prende in considerazione le principali salienze della vita politica ed economica della città di Bari, osservando in particolare il sistema politico e quello economico, oltre alle interazioni tra essi rispetto al governo del territorio e alle trasformazioni urbane. La ricostruzione si concentra sul periodo successivo all'introduzione della riforma istituzionale riguardante l'elezione diretta dei sindaci. L'analisi si basa soprattutto sulle rappresentazioni dei testimoni qualificati, appartenenti alle sfere della politica, dell'economia e della cultura, e in special modo su quelle degli attori politici ed economici in riferimento ai loro sistemi di afferenza e al governo del territorio urbano. Gli atteggiamenti e i significati emergenti dalle rappresentazioni sono elementi informativi dei sistemi sociali osservati e consentono di delineare il discorso narrativo sulla città nelle sue trasformazioni. I risultati più interessanti riguardano i caratteri del mutamento politico che ha interessato la città, tra continuità e cambiamento, nell'avvicendarsi delle diverse amministrazioni comunali e dei gruppi dirigenti, il protagonismo dei nuovi leader tra cooptazione e integrazione nell'élite locale, l'offerta di beni collettivi tra stabilizzazione e le tendenze di patronage nell'esercizio del potere.
16,00 €

Il segreto del potere. Alla ricerca di un'ontologia del «politico»

Il segreto del potere. Alla ricerca di un'ontologia del «politico»

Damiano Palano

Libro: Copertina morbida

editore: Rubbettino

anno edizione: 2018

pagine: 297

Il realismo politico ha sempre coltivato l'ambizione di penetrare il segreto più oscuro del potere. La realtà cui allude spesso polemicamente il realismo politico è infatti la cruda realtà del potere e del conflitto: una realtà che soggiace a implacabili «regolarità» e che scaturisce dai caratteri immutabili della «natura umana». Questo volume cerca però di mostrare come ogni progetto che si ispira al realismo politico si trovi lacerato da un paradosso strutturale. Da un lato, il realismo ambisce infatti a far discendere la propria comprensione delle «regolarità» della politica da una conoscenza 'realistica' della «natura umana», intesa come paradigma invariante. Dall'altro, è invece consapevole della pervasività del «politico»: si trova perciò a sospettare che tutti i concetti politici siano concetti polemici e che le logiche del potere plasmino anche il modo di concepire la «natura umana». Ma il mancato riconoscimento della tensione fra natura e cultura rischia di occultare ciò che davvero contrassegna il «politico». E solo assumendo come punto di partenza il paradosso in cui si trova costretto il realismo, diventa invece possibile tornare a interrogarsi sull'ontologia del «politico» e sui i più remoti «segreti del potere».
19,00 €

Nazionalismo banale

Nazionalismo banale

Michael Billing

Libro: Copertina morbida

editore: Rubbettino

anno edizione: 2018

pagine: 351

Il nazionalismo non è morto. Sopravvive alla globalizzazione perché nelle democrazie avanzate spesso abbandona i tratti più marcatamente aggressivi o rivendicativi per comparire sotto le vesti "banali" della bandiera esposta negli uffici pubblici, nei riferimenti culturali diffusi dai mass media, nella simbologia più o meno esplicita delle ritualità sportive. In questo volume, che ormai è divenuto una pietra miliare della riflessione sul nazionalismo, tradotto in diverse lingue, Michael Billig ci porta a osservare come il nazionalismo si riproduca in tutti gli aspetti della nostra vita quotidiana come un fenomeno normalizzato e rassicurante. Occorre rendersene conto per comprendere il mondo in cui viviamo senza ricadere nelle semplificazioni giornalistiche.
20,00 €

Perché è nata la dottrina sociale della Chiesa? Tra magistero e pensiero

Perché è nata la dottrina sociale della Chiesa? Tra magistero e pensiero

Rocco Pezzimenti

Libro: Copertina morbida

editore: Rubbettino

anno edizione: 2018

pagine: 166

Dopo ben oltre un secolo, e con tutti i nuovi elementi che sono emersi, si può sicuramente affermare che la dottrina sociale della Chiesa non è nata solo per motivi di ordine sociale ed economico. Questi furono sicuramente importanti, ma, accanto a questi, non vanno trascurati quelli di natura teologica, politica e pedagogica. In un secolo, come l'Ottocento, segnato da quelle che, poi, verranno chiamate ideologie o "religioni terrene e secolarizzate", Leone XIII intendeva ribadire che il cristianesimo è l'unica possibilità di un'autentica salvezza mentre tutte le altre opportunità sono solo contraffazioni. Dopo l'evento epocale della "presa di Roma", che fu vissuto nel mondo intero con profonde riflessioni e interrogativi, anche e soprattutto da parte di intellettuali non cattolici, mons. Gioacchino Pecci, con il nome di Leone, succede a Pio IX al soglio pontificio, dopo essere stato nel 1843 nunzio apostolico a Bruxelles, città per tanti versi in fermento e dove erano confluiti intellettuali e rivoluzionari di varie estrazioni, dai liberali ai socialisti. Da qui prende le mosse l'insegnamento sociale cristiano del nuovo Pontefice. Questo insegnamento consente di affrontare con serenità ed efficacia le problematiche terrene senza generare frustrazioni e degenerazioni già insite nelle ideologie. Il loro fallimento - sembra già preannunciarci Leone XIII - avrebbe comportato le aberrazioni che tutti vediamo: da una parte un individualismo sfrenato ed egoistico tipico di un liberalismo che approda al libertarismo, dall'altra una rassegnazione priva di speranza che approda al nichilismo. È da tutto ciò che la Dottrina sociale della Chiesa intende metterci in guardia.
15,00 €

Democrazia e contenuti di vita. Riflessioni di filosofia politica

Democrazia e contenuti di vita. Riflessioni di filosofia politica

Giulio De Ligio

Libro

editore: Rubbettino

anno edizione: 2018

pagine: 148

La democrazia sembra riassumere in Europa la promessa di un'umanità immediata e completa, finalmente consapevole delle illusioni collettive della nostra lunga storia. Le crepe spirituali e materiali delle società in cui il suo principio non incontra oggi più limiti sollevano però delle questioni politiche che fatichiamo ad affrontare direttamente. La giustizia del movimento irresistibile di cui parlava Tocqueville resta ancora evidente per coloro che hanno ricevuto in eredità i crimini della menzogna totalitaria. Tuttavia, la pulsione inattesa di popoli esterni e interni all'Europa svela il ritorno di un altro rimosso, di una questione che parrebbe ineludibile ma che sembriamo considerare democraticamente sospetta. Il nostro principio collettivo sembra infatti prescindere da ogni contenuto nazionale, da ogni proposta religiosa, dagli stessi criteri naturali della filosofia. L'indeterminazione collettiva europea appare allora anche l'effetto volontario di una concezione della democrazia che tendiamo a vedere come l'immagine, non più del tutto credibile, del processo autonomo dell'umanità. Le riflessioni di questo libro affrontano alcune ambivalenze della «democratizzazione » che attraversa l'Europa dal caso eminente del 1968. Accettano di porsi nel vortice del suo circolo vizioso: la democrazia permette di porre la questione delle forme e dei contenuti di vita che il suo movimento rischia di dissolvere. Attraverso un confronto con alcuni filosofi che hanno esplorato le condizioni e i fini della vita politica contemporanea, questo libro continua l'interrogazione della «cosa comune» che sembra in Europa illimitata e sterile.
16,00 €

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