Rubbettino: Saggi
Storia del mondo post occidentale. Cosa resta dell'età globale?
Eugenio Capozzi
Libro: Libro in brossura
editore: Rubbettino
anno edizione: 2023
pagine: 192
La fase storica successiva alla guerra fredda, prevalentemente definita “età della globalizzazione”, cominciava con la diffusa aspettativa di una affermazione del modello politico, economico e culturale occidentale a livello planetario, rispecchiata da un assetto di potenza unipolare a guida statunitense. A distanza di più di un trentennio, il bilancio storico del periodo smentisce totalmente quella previsione. L’aspirazione unipolarista si è infranta davanti al riemergere di conflitti etnico-nazionalistici, religiosi e di civiltà, ed è stata sostituita dalla realtà complessa di un mondo strutturalmente multipolare, in cui l’Occidente si è decisamente ridimensionato, ed è tornata in luce con forza la geopolitica.
La lezione del realismo. Scritti brevi sulla politica internazionale, l’Europa, la storia (1945-2000)
Gianfranco Miglio
Libro: Libro in brossura
editore: Rubbettino
anno edizione: 2022
pagine: 448
Il nome di Gianfranco Miglio è legato principalmente agli studi di storia delle istituzioni moderne, alla sua «teoria pura» della politica, alle proposte di revisione della Costituzione e all'impegno per una riforma federale. Miglio fu però anche «uno studioso dei problemi internazionali». Aveva in effetti iniziato la propria carriera accademica indagando le origini e le trasformazioni del sistema interstatale europeo. Anche in seguito continuò inoltre a osservare quanto avveniva sulla scena internazionale e a interrogarsi sulle prospettive future dell'unificazione europea. E negli anni Ottanta tornò infine a dare una sistemazione relativamente organica alle ipotesi sulla guerra e le limitazioni della sovranità. Il volume punta a ricostruire questo aspetto della riflessione dello studioso italiano, raccogliendo in modo sistematico gli scritti brevi dedicati, nell'arco di quasi sessant'anni (dal 1945 al 2000) alle questioni di politica internazionale e al possibile ruolo dell'Europa nella trasformazione del sistema globale. Leggendo questi interventi - alcuni dei quali sono rimasti finora inediti, mentre altri, dopo essere stati totalmente dimenticati per decenni, vengono riproposti qui per la prima volta dopo la loro pubblicazione - si possono innanzitutto fissare le sequenze delle esplorazioni compiute da Miglio nei territori della politica internazionale. Ma, soprattutto, diventa possibile identificare gli elementi distintivi della visione che Miglio aveva delle dinamiche internazionali e delle «"regolarità" della guerra».
Dialoghi sul clima. Tra emergenza e conoscenza
Libro: Libro in brossura
editore: Rubbettino
anno edizione: 2022
pagine: XVIII-367
"Il dibattito sul clima ha assunto una nuova dimensione legata, soprattutto, a quanto è avvenuto negli ultimi 40 anni, ovvero da quando il tema clima è stato "ribattezzato" Global Warming, passando da prevalente argomento di interesse scientifico a dibattito politico-finanziario. La costituzione dell'Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) nel 1988, sotto l'egida dell'ONU, come organo indirizzato a fornire una chiara visione scientifica del potenziale impatto sociale ed economico del Cambiamento climatico antropico, ha sottratto definitivamente alla scienza il confronto e il dibattito, spostandolo verso i media e il sistema di comunicazione, assumendo quindi una esclusiva dimensione politico-finanziaria. Questo volume nasce con il preciso obiettivo di riaprire un dibattito attraverso un confronto aperto, libero e plurale. L'idea di fornire informazioni razionali, corredate di dati e riferimenti scientifici, è stata accolta da molti scienziati ed esperti i quali affrontano, in questo volume, la complessa tematica ambientale da molteplici punti di vista, con il necessario rigore scientifico." (Alberto Prestininzi). Presentazioni di Gabriele Scarascia Mugnozza, Guus Berkhout, Enzo Siviero.
Parigi 1919. Nazione e ordine postbellico
Libro: Copertina morbida
editore: Rubbettino
anno edizione: 2022
pagine: 200
«Ad ogni nuova fase della guerra ci chiariamo meglio che cosa intendiamo compiere attraverso essa [...] perché ci sono fini che non abbiamo determinato noi. Essi sono emersi dalla natura stessa e dalle circostanze di questo conflitto» (Woodrow Wilson, 16.4.1918). La Grande guerra, iniziata dalle Parti senza chiare motivazioni e senza obiettivi ben definiti, fu combattuta nella sua parte finale sul piano propagandistico non meno che al fronte; si voleva rinsaldare la tenuta morale del proprio campo e indebolire quella del campo nemico con un'immagine della pace che giustificasse ex post gli anni di guerra. A questo fine si dimostrò efficace il ricorso al principio dell'autodeterminazione delle nazioni. Per stabilire più adeguati rapporti fra nazioni e frontiere e promuovere un nuovo tipo di collaborazione internazionale occorreva che fossero riconosciuti negli Stati e fra gli Stati i "diritti" delle nazioni. Ma cosa dovesse intendersi per nazione era ciò che faceva la differenza, potendosi declinare questo termine secondo il vocabolario democratico-wilsoniano, storico-asburgico, rivoluzionario-bolscevico, ideologico-nazionalista. Durante i mesi della Conferenza della Pace la definizione politica di nazione fu spesso al centro del dibattito e in parte ne influenzò le decisioni. Il volume, promosso dalla Società di Studi Trentini di Scienze Storiche, intende approfondire questa tematica sia dal lato delle proposte sul mercato politico del tempo, sia da quello dei suoi riflessi sull'ordine postbellico.
La storia dei concetti politici e sociali
Melvin Richter
Libro: Copertina morbida
editore: Rubbettino
anno edizione: 2022
pagine: 310
Disponibile per la prima volta in edizione italiana, dopo la sua pubblicazione originaria nel 1995, La storia dei concetti politici e sociali rappresenta l'opera di Melvin Richter più conosciuta a livello internazionale. Con essa l'autore si propone di introdurre criticamente quel processo di rifondazione metodologica che ha investito lo studio del pensiero politico in prospettiva storica, a partire dagli anni Sessanta del Novecento, in diverse aree linguistico-culturali. Quali sono i tratti distintivi della storia concettuale? In che misura differiscono o si assomigliano la Begriffsgeschichte tedesca e l'analisi delle idee e dei discorsi politici sviluppata da autori come J.G.A. Pocock, John Dunn, Quentin Skinner e Richard Tuck? Attraverso una riflessione comparativa originale, Richter afferma, infine, la necessità di un progetto analogo a quello della Begriffsgeschichte anche per ricostruire la storia dei concetti sociali e politici delle società di lingua inglese.
Alle origini delle scienze sociali
Lorenzo Infantino
Libro: Copertina morbida
editore: Rubbettino
anno edizione: 2022
pagine: 182
Quella che viene spesso chiamata «epoca della società» è stata un periodo in cui alcuni straordinari pensatori si sono dati il compito di affrancarci dalla credenza, dominante nella storia dell'umanità, secondo cui gli eventi sociali sono la conseguenza diretta della volontà di un qualche attore: un convincimento che porta ad attribuire all'intervento di altre entità quel che non è possibile imputare alla nostra azione. I fenomeni che non sono il risultato immediato dell'intenzionalità degli esseri umani (e che tuttavia sono determinati dal loro agire) vengono in tal modo trasformati nel prodotto voluto da una popolazione di forze invisibili che, evocate o di loro spontanea iniziativa, prendono parte, nel bene e nel male, alle vicende della quotidianità. Il vuoto lasciato all'abbattimento di tale credenza è stato preso dal rapporto intersoggettivo. Si è compreso che, a causa dell'interazione sociale, l'azione umana genera, accanto o in sostituzione di esiti intenzionalmente perseguiti, una sequenza di esiti non programmati. È questa la maniera in cui sono nate norme e costellazioni di norme come il linguaggio, la famiglia, lo Stato, la moneta, il diritto, il mercato. Ciò impone lo studio delle conseguenze inintenzionali prodotte dalle nostre azioni; conseguenze che possono essere di carattere negativo e positivo. Per correggere i nostri errori, è necessario individuare le condizioni che danno origine alle prime; per avvantaggiare lo svolgimento della vita sociale, è necessario individuare le condizioni che danno origine alle altre. L'analisi di queste ultime, oltre a gettare luce sul processo che ha portato alla nascita delle più importanti istituzioni sociali, ha reso possibile la «scoperta» di un modo radicalmente nuovo di rendere compatibili le azioni umane: quello in cui la scelta individuale prende il posto della prescrizione di una singola mente ordinatrice. L'autore rivisita in particolare le opere di Pierre Bayle, Bernard de Mandeville, David Hume, Charles-Louis de Montesquieu, Adam Smith; e mostra al lettore il percorso da cui sono nate le scienze sociali.
Per un nuovo concetto di fenomeno. Muovendo da Heidegger e Severino
ANTIMO LUCARELLI
Libro: Copertina morbida
editore: Rubbettino
anno edizione: 2021
Questo lavoro si prefigge un obbiettivo innegabilmente ambizioso: proporre, come recita il titolo, un nuovo concetto di «fenomeno ». Con «fenomeno» l'autore dichiara subito di volere intendere non un qualsiasi correlato della nostra coscienza, bensì quegli enti che sono suscettibili di essere «intuiti» (come il tavolo su cui è appoggiato il computer di cui mi servo per scrivere queste righe, ma anche l'ego stesso). Ricalcando un gesto di Severino - uno dei due autori a cui l'autore si ispira e con cui si confronta -, Lucarelli vuole richiamarsi al senso del «phainómenon» greco, che ha la sua radice in «phôs», rappresentando perciò non semplicemente quel che «si mostra», bensì quel che «si mostra in luce» o in piena luce, secondo una peculiare differenza dal modo in cui si mostra ciò che è avvolto da una luce «lunare », per così dire, o «indiretta». (Dalla prefazione di Carmine di Martino)
Le donne nella Bibbia. Per una completa rilettura al femminile
Maria Corrias Corona
Libro: Libro in brossura
editore: Rubbettino
anno edizione: 2021
pagine: 286
Il volume affronta l'esame completo di tutte le figure femminili, dalla creazione fino all'Apocalisse, a conferma che la lotta per l'emancipazione e la liberazione della donna ha costituito un importante tassello nello sviluppo dei diritti umani partendo da quelli civili (non vi sono diritti politici in una società teocratica), sino ai diritti sociali. Il ruolo e l'influenza della condizione femminile si sono esercitati per millenni non soltanto nelle vicende del popolo eletto, ma anche in tutte le religioni derivate da quel ceppo originario della spiritualità umana. Le più recenti e documentate interpretazioni nulla possono incidere su quella che è stata per secoli e secoli la reale versione della Bibbia che tanto ha condizionato generazioni di credenti, del tutto prive di un'ottica di genere.
Lo spleen di Pietroburgo. Dostoevskij e la doppia identità russa
Roberto Valle
Libro: Copertina morbida
editore: Rubbettino
anno edizione: 2021
pagine: 366
Nell'opera letteraria e pubblicistica di Dostoevskij, l'immagine di Pietroburgo non scaturisce dalla arbitrarietà creativa, ma indica il destino dell'imperialismo tragico, quale luogo di transizione dell'identità russa. Pietroburgo vive un'esistenza misteriosa dettata dalla tragedia della doppia identità della Russia. Il doppio non è una categoria psicologica, ma istoriosofica, perché derivante dallo spleen che svela i retroscena dell'esperienza storica. Lo spleen di Pietroburgo, quale capitale del pensiero russo, è la prima ipostasi della riflessione istoriosofica e politica di Dostoevskij che è orientata sia a disvelare gli sdoppiamenti del periodo pietroburghese della storia russa, sia a stabilire un confronto con le altre capitali del XIX secolo, Londra e Parigi. Mentre Pietroburgo è una capitale astratta e premeditata, Londra e Parigi appaiono come una profezia dell'apocalisse e il Palazzo di Cristallo è l'emblema della negatività stagnante del mondo post-storico.
Diagnosi psicodinamica e tecnica analitica (1931-1932)
Alfred Adler
Libro: Copertina morbida
editore: Rubbettino
anno edizione: 2021
pagine: 158
Alfred Adler ha scritto solo nel 1928 l'unica opera espressamente dedicata alla sua tecnica analitica e poi, in due conferenze, ha presentato le peculiarità del suo metodo: ai medici di Londra, nel 1931, ha illustrato la tecnica diagnostica, e agli psichiatri di New York, nel 1932, ha fatto il punto su alcuni aspetti tecnici del suo trattamento. Dopo l'incredibile successo di Conoscenza dell'uomo, presentato negli USA come manuale di autoanalisi, e il successo delle sue conferenze rivolte al grande pubblico, era infatti necessario limitare il pericolo di banalizzare il suo metodo analitico e bisognava riproporre con determinazione la centralità dell'analisi, che sola consente di formulare diagnosi specifiche e di effettuare una terapia. Per fare tutto ciò non ci si può semplicemente attenere alle istruzioni dei manuali, ma ci si deve necessariamente formare con una propria analisi personale e didattica. Anche oggi è indispensabile riproporre criticamente questi due lavori per evitare semplificazioni e banalizzazioni del metodo analitico adleriano.
Politica e religione. Saggio filosofico sulla secolarizzazione nella modernità
Rocco Pezzimenti
Libro: Copertina morbida
editore: Rubbettino
anno edizione: 2021
pagine: 408
Politica e religione: binomio apparentemente difficile da coniugare, soprattutto se considerato secondo le facili schematizzazioni della religione intesa come semplice sovrastruttura ideologica da un lato o della "sacralità" del ministero politico dall'altro. Il presente volume propone un'analisi dei rapporti tra pensiero politico e religione così come è sorto dalla modernità - in modo particolare a partire dalle Riforme - cercando di evidenziare le strade, spesso tortuose, che hanno prodotto il processo di secolarizzazione, processo, in realtà, sempre presente nel corso della storia. Si tratta di un fenomeno che può essere considerato da diversi punti di vista e che, se inteso in certo modo, può presentare anche risvolti positivi.
I populismi tra economia e politica
Libro: Libro in brossura
editore: Rubbettino
anno edizione: 2021
pagine: 390
Il volume è il frutto di un lavoro di ricerca empirica e di riflessione teorica sul populismo come un modo di ricerca di legittimità che si manifesta nella lotta per il potere politico, le cui radici fanno riferimento ai processi di mutamento delle basi sociali delle democrazie contemporanee. Studiare il populismo in una prospettiva di sociologia politica richiede di confrontarsi non solo con le molteplici forme assunte da partiti e leader populisti, ma di analizzare la sfida apportata dalle attuali dinamiche della modernizzazione alla democrazia rappresentativa e alla concezione tradizionale della politica. Il libro propone una lettura critica della "struttura di opportunità" in cui emergono i populismi nelle democrazie occidentali, con l'obiettivo di chiarire la natura del fenomeno rispetto ad altri concetti delle scienze sociali, soprattutto in riferimento al processo di personalizzazione della politica. Al pari della relazione fra capitalismo e democrazia, nelle democrazie contemporanee si ripropongono alcuni temi centrali della sociologia, quali la tensione tra potere tecnocratico e comunità politica, il rapporto tra crescita economica e sostenibilità, la rinnovata rilevanza del riconoscimento sociale e del risentimento politico, e l'emergere di una nuova politica identitaria. I capitoli del libro si concentrano su temi rilevanti nella ricerca sociologica sul populismo, tra cui la sua relazione con la democrazia e le istituzioni, il tipo di radici sociali e politiche, le modalità di costruzione del popolo, le dinamiche elettorali, il rapporto tra economia e politica emerso dopo la Grande Regressione del 2008.

