Piemme: Saggi PM
Giocando a calcio a Kabul
Awista Ayub
Libro: Copertina morbida
editore: Piemme
anno edizione: 2010
pagine: 247
Anche se quando è fuggita con la sua famiglia non aveva che due anni, Avvista non ha mai dimenticato le sue origini. Ha studiato nel suo nuovo paese, intanto, e ha sempre praticato sport. Così il giorno in cui decide che è tempo di iniziare la sua battaglia per aiutare le donne afgane, sceglie il gioco che ama di più, il calcio, per dare vita alla sua piccola rivoluzione. Ancora sotto il regime talebano, la giovane Avvista riesce a portare in America otto ragazze per formare una squadra. Per Samira, Robina, Miriam e le altre non è solo l'occasione di praticare ciò che a casa loro a ogni donna è tenacemente proibito, lo sport, ma di conquistare sicurezza e autostima. Quelle otto ragazze, che hanno dovuto superare problemi enormi e affrontare la condanna di parenti e amici, una volta tornate in patria diffondono la loro passione. E poco dopo decine di giovanissime donne chiederanno di fare altrettanto. Se si tiene conto che ancora oggi in Afghanistan mogli, madri, figlie e sorelle sono spesso private delle più elementari libertà, a partire da quella di frequentare la scuola, si capisce di quanto coraggio siano capaci queste ragazze, che affrontano rischi inimmaginabili per conquistare ciò che altrove pare scontato. Questa è la loro storia, la storia di un sogno coltivato con incrollabile tenacia, una storia di speranza e determinazione. Perché come dice un proverbio afgano, per quanto sia alta la montagna, c'è sempre un sentiero per arrivare in cima.
La cacciatrice di terroristi
Anonima
Libro: Copertina morbida
editore: Piemme
anno edizione: 2004
pagine: 431
L'autrice, una giovane ebrea-irachena costretta a nascondere la propria identità, ha visto i suoi famigliari oppressi, torturati, uccisi dal regime di Baghdad. Fuggita in Iran, poi in Israele e quindi emigrata negli Stati Uniti, ha utilizzato la sua conoscenza della lingua e del mondo arabo per infiltrarsi nei gruppi fondamentalisti islamici attivi in America. Ha scoperto come gli USA allevino nel ventre del paese i più pericolosi terroristi, ha individuato la rete di al-Qaeda sul territorio americano, ha smascherato le pesanti responsabilità del governo saudita. Ma I'FBI, la CIA, il Dipartimento di Stato hanno ripetutamente ignorato o sottovalutato le sue informazioni, fino a quando l'attacco non ha raggiunto il cuore stesso della nazione.
Il saladino. Una storia di crociati e saraceni
Franco Cardini
Libro
editore: Piemme
anno edizione: 1999
pagine: 208
Il libro racconta la storia del sultano curdo che strappò per sempre il Santo Sepolcro ai cavalieri cristiani. E' la storia di al-Malik an-Nasir Salh ad-Din Yusuf ibn Ayyub, quello che noi occidentali chiamiamo il Saladino, il grande avversario di Riccardo Cuor di Leone. Sullo sfondo della seconda metà del favoloso XII secolo, l'autore narra le vicende di un eroe e della guerra che lo rese immortale, tanto che ancora oggi, nel mondo musulmano, la sua figura sta a simboleggiare il desiderio di rivalsa nei confronti dell'Occidente.
Il ragionevole dubbio di Garlasco. Un giudice nel labirinto del caso di cronaca più discusso d'Italia
Stefano Vitelli
Libro: Libro rilegato
editore: Piemme
anno edizione: 2026
pagine: 144
Ci sono fatti di cronaca destinati a rimanere per sempre nell'immaginario collettivo, storie capaci di dividere l'opinione pubblica e toccare corde insospettate. Il caso Garlasco è uno di questi: un delitto che ha segnato il Paese, una storia giudiziaria solo apparentemente conclusa e che oggi torna con nuovi interrogativi e nuove ombre. Per anni l'unico indagato è Alberto Stasi, compagno della vittima, il «biondino dagli occhi di ghiaccio». Viene condannato a sedici anni di carcere, eppure manca il movente, le testimonianze vanno in un'altra direzione, il suo alibi viene accertato. Si può dire che sia colpevole oltre ogni ragionevole dubbio? La risposta è no. Da qui parte il racconto di Stefano Vitelli, il magistrato che nel 2009 assolse Stasi in primo grado, in un libro che ripercorre - umanamente e giudiziariamente, con elementi del processo mai raccontati al grande pubblico - tutta la vicenda: dalla telefonata al 118 alle analisi informatiche compromesse, dalle macchie di sangue alle nuove perizie che riscrivono ciò che si credeva acquisito, fino al movente fantasma e all'assunto per cui «meglio un colpevole fuori che un innocente dentro». Dubbi, verifiche, domande senza risposta, ma anche la responsabilità di chi deve giudicare sapendo che non si può scommettere sulla colpevolezza dell'imputato: la posta in gioco è troppo alta, un errore simile potrebbe segnare per sempre la vita di un innocente. Una narrazione immersiva, che dal caso di cronaca più discusso di sempre si apre a una riflessione universale sul potere, la conoscenza e il limite umano.

