Il tuo browser non supporta JavaScript!
Vai al contenuto della pagina

Passigli: Fondaz. Cesifin. Percorsi e Prospettive

La cultura negli anni '30

La cultura negli anni '30

Libro: Copertina morbida

editore: Passigli

anno edizione: 2014

pagine: 300

La cultura è lo specchio di un'epoca e ripensare un'epoca è stato il percorso del ciclo di conferenze "La cultura negli Anni 30", promosso dalla Fondazione CESIFIN Alberto Predieri, dalla Fondazione Palazzo Strozzi e da Banca CR Firenze, che si è tenuto a Palazzo Strozzi in occasione della Mostra "Anni '30. Arti in Italia oltre il fascismo". Sono molti i profili di eccellenza che in Italia emersero in quel periodo, soprattutto nel campo del sapere, dalla scienza alla tecnica, dalla cultura istituzionale a quella economica. Il volume offre una rilettura di quegli anni superando il pregiudizio nei riguardi di un periodo totalmente segnato dal regime fascista. Una riflessione sul significato di circolarità del sapere che la cultura incarna, un "humus" collettivo ben rappresentato dalle molte voci che hanno animato gli Anni '30. Sono di quegli anni i successi dell'industria aeronautica, automobilistica e navale, così come gli straordinari risultati dei "ragazzi di via Panisperna", o l'avvio di processi economici lungimiranti come la costituzione di IMI e IRI. Sono anni che rivelano il loro ruolo di ponte verso la cultura istituzionale del dopoguerra e che hanno posto le basi di riflessioni politiche, giuridiche, sociali ed economiche che ancora oggi ci toccano da vicino e che qui sono ripercorsi attraverso contributi di esponenti del mondo accademico.
28,00

L'informazione: il percorso di una libertà

L'informazione: il percorso di una libertà

Libro: Copertina morbida

editore: Passigli

anno edizione: 2013

pagine: 405

Il tema oggetto dei vari saggi è la libertà di informazione e dunque il presente volume si pone in perfetta continuità col primo volume, di cui mantiene il titolo, apparso a tutti particolarmente felice, e di cui conserva il taglio complessivo, arricchendo di ulteriori elementi l'analisi di quel "percorso di una libertà", che l'incontro del 2010 ha avviato. A questo secondo volume hanno contribuito gli allievi diretti o indiretti di Barile, attraverso una nutrita serie di saggi, dedicati anche ai profili più attuali della libertà di informazione, quali: l'informazione via Internet; la disciplina internazionale del 'governo' della rete; la autorità per le garanzie nelle comunicazioni; la informazione radiotelevisiva; il diritto d'autore; il diritto dell'Unione europea e la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo; il tema dei rapporti fra libertà di informazione e autorità giudiziaria; l'ordine dei giornalisti; la stampa di partito e le forme di controllo sociale sulla stampa.
32,00

Salvare l'Europa salvare l'euro

Salvare l'Europa salvare l'euro

Giuseppe Guarino

Libro: Copertina morbida

editore: Passigli

anno edizione: 2013

pagine: 180

Tre Paesi euro, Francia, Germania, Italia, sono stati i primi nel mondo per lo sviluppo (media del 4%) nei quattro decenni dal 1950 al 1990. Con il 1991 si è posto mano alla creazione, completata nel 2004 con l'adesione di ventisette Paesi, del più ricco mercato del mondo, terzo per popolazione. Le previsioni per il 2013 danno una crescita di appena qualche decimale superiore allo 0% per l'Europa occidentale, mentre un buon numero di Paesi supererà il 7% e popolazioni di parecchi miliardi supereranno il 10%. Come ha fatto l'Europa a cadere così in basso? Le cause individuabili sono almeno tre. L'avere immaginato che ventisette Paesi con strutture consolidate, simili ma diverse, potessero essere tenuti insieme con regole astratte, rinunciando alla formula storica di un governo politico, democraticamente eletto, con poteri estesi all'intera area comune. L'avere abbandonato il disegno originario di un'unica moneta per l'intero mercato. Nel mercato UE le monete sono undici, l'euro comune a diciassette Stati, dieci gli Stati con moneta nazionale. Dati statistici dimostrano che l'euro è entrato in fase depressiva a partire dal 1° gennaio 1999, data di lancio dell'euro, ma non a causa dell'euro. All'opposto. Per quanto possa sembrare inverosimile, con un regolamento, il n. 1466/97, quasi del tutto sconosciuto, si è modificato il TUE (Maastricht). Al parametro dell'indebitamento annuo del 3% si è sostituito il vincolo del pareggio del bilancio, pari all'indebitamento annuo dello 0%...
24,00

L'informazione: il percorso di una libertà

L'informazione: il percorso di una libertà

Libro: Copertina morbida

editore: Passigli

anno edizione: 2012

pagine: 205

A dieci anni dalla scomparsa di Paolo Barile i suoi allievi hanno pensato di dedicargli una giornata di studi sulla libertà di informazione, della quale questo volume raccoglie testimonianza, promossa dal Centro di studi giuridici e costituzionali Piero Calamandrei e Paolo Barile assieme alla Facoltà di giurisprudenza fiorentina nella quale Barile ha insegnato per tanti anni e dove ha concluso la sua carriera di docente universitario, lasciando in tutti un ricordo ad oggi ancora vivissimo. Il tema, la libertà di informazione, non è stato scelto a caso in quanto Barile vi ha dedicato un'attenzione particolare, convinto del suo nesso inscindibile con la democraticità stessa del nostro (ma si potrebbe dire di ogni) sistema costituzionale. Una sorta di precondizione, come dirà più tardi la Corte costituzionale, per l'esercizio pieno dei diritti di partecipazione politica. Il volume, partendo dal ripercorrere il prezioso contributo di Barile allo studio dei tanti profili problematici che la disciplina della libertà di informazione presenta (contributo del resto notissimo e attualissimo), si propone di promuovere una riflessione aggiornata su questo tema soprattutto alla luce di due elementi fondamentali: da un lato l'entrata in campo delle nuove tecnologie di comunicazione, dall'altro il rilevantissimo ingresso in questo settore del diritto comunitario.
24,00

La democrazia dei partiti e la democrazia nei partiti

La democrazia dei partiti e la democrazia nei partiti

Libro: Copertina morbida

editore: Passigli

anno edizione: 2009

pagine: 302

L'articolo 49 della Costituzione Italiana attribuisce ai cittadini il diritto di associarsi in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale. Dal 1948 ad oggi, i partiti politici sono stati gli indiscussi protagonisti della politica nazionale. Più difficile è, invece, sostenere che i partiti siano stati gli strumenti attraverso i quali i cittadini hanno attivamente partecipato alla determinazione delle scelte politiche e delle classi dirigenti dei partiti stessi, realizzando quella 'democrazia di massa' che era stata auspicata all'Assemblea Costituente da Elio Basso e da Palmiro Togliatti, da Costantino Mortati e da Aldo Moro. La democrazia dei partiti è sembrata trasformarsi progressivamente in un sistema politico che ha livellato a favore dei partiti quella articolazione democratica e istituzionale che è invece prevista dalla stessa Carta Costituzionale. Dall'altra parte, debolissima, per non dire inesistente, è stata la democrazia all'interno dei partiti, che si è fondata, per decenni, su statuti fondati sul centralismo democratico o su di un sistema. Questo volume, che contiene l'ultimo scritto di Leopoldo Elia a favore di un'approvazione di una legge sui partiti politici, comprende scritti di noti costituzionalisti, politologi e , uomini politici su di un problema che appare sempre più decisivo per una riforma effettiva del sistema democratico del nostro paese.
28,00

Ratificare Lisbona?

Ratificare Lisbona?

Giuseppe Guarino

Libro: Copertina morbida

editore: Passigli

anno edizione: 2008

pagine: 170

Le regole dell'Unione europea sono parecchio stravaganti. Lo comprendiamo se proviamo a riferirle all'Italia. Dove c'è scritto Unione, leggiamo Italia; dove Stati membri, Regioni o Province autonome. Berlusconi, il PDL e la Lega, che sono in grande maggioranza in Parlamento, non potrebbero formare il Governo! I ministri nel numero di ventuno, estranei al Parlamento e destinati a restare in carica per l'intera legislatura, sarebbero designati uno a testa dai presidenti delle Regioni che appartengono, nella maggior parte, alle minoranze sconfitte. I ventuno ministri di designazione regionale determinerebbero il quantum delle risorse annualmente spendibili in ciascuna regione, compresa la Lombardia. Parliamo della Lombardia perché è la regione italiana più popolosa e ricca. Se non ottemperasse alla disciplina sarebbe sanzionata. Le regole della Lombardia sarebbero più rigide di quelle della maggioranza delle altre regioni. Pur tuttavia anche i ministri delle regioni che si avvalgono di normazioni più flessibili concorrerebbero ad impartirle istruzioni, con relative sanzioni. Per la formazione del Governo nazionale il voto dei lombardi varrebbe circa ottanta volte meno di quello dei valdostani, trenta volte meno di quello dei molisani, metà circa di quello dei siciliani e pugliesi, un quinto di quello dei calabresi e così via. Irrazionali differenze tra i cittadini delle varie regioni vi sarebbero anche nel voto per l'elezione del Parlamento e per la formazione del Consiglio.
19,50

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.