O Barra O Edizioni: In Asia
All'ombra del baniano
Vaddey Ratner
Libro: Copertina morbida
editore: O Barra O Edizioni
anno edizione: 2021
pagine: 392
Raami ha sette anni quando il 17 aprile 1975 i khmer rossi entrano a Phnom Penh inaugurando la pagina più tragica della storia della Cambogia. Figlia di un poeta, principe di sangue reale, Raami vive nell'agio circondata dall'affetto della sua ampia famiglia, ma nel giro di poche ore la sua esistenza e quella di un intero popolo vengono stravolte. Phnom Penh viene evacuata e ha inizio la deportazione nelle campagne per la rieducazione. Durante i successivi quattro anni del nuovo regime, Raami dovrà affrontare lo sradicamento, la progressiva scomparsa dei familiari, atrocità e privazioni quotidiane. Eppure, anche in un Paese ridotto a un grande campo di concentramento, in un mondo che sopprime ogni traccia di bellezza e di umanità, la piccola protagonista trova una salvifica via di fuga nell'immaginazione, alimentata dalle storie piene di poesia, miti ed esempi morali che un tempo le raccontava il padre. Vaddey Ratner, attingendo alla sua esperienza autobiografica, attraversa l'inferno rivoluzionario della Kampuchea Democratica con gli occhi e la fragile grazia di una bambina privata dell'infanzia, e ci dona una storia di coraggio e resistenza.
La guerra dell'oppio. La lettura cinese del conflitto
Libro
editore: O Barra O Edizioni
anno edizione: 2021
pagine: 128
La Guerra dell'Oppio (1840-1842) rappresenta una svolta nei rapporti tra Oriente e Occidente. Dà inizio a quello che in Cina è considerato "il secolo della vergogna", il drammatico ingresso nell'era moderna attraverso regole scritte da altri, quei "trattati ineguali" che sancirono la supremazia delle potenze coloniali. Molte pagine sono state scritte dagli storici occidentali, ma quasi nulla sappiamo del modo in cui gli storici della Repubblica Popolare cinese hanno interpretato tali eventi. Questo libro, uscito nel 1979, consente di colmare le lacuna. Sotto la lente della dottrina maoista la Guerra dell'Oppio assurge a evento fondatore della Cina contemporanea. Il conflitto è visto come "l'inizio della rivoluzione democratica messa in atto dal popolo cinese contro l'imperialismo e il feudalesimo", come "testimonianza dell'indomabile spirito di resistenza del popolo cinese" che ha rifiutato di inchinarsi davanti agli "invasori britannici, rapaci insaziabili". Una lettura certamente di parte, senza sfumature, ma che offre spunti per capire l'odierno orizzonte ideologico cinese. L'introduzione della sinologa Alessandra Lavagnino permette di ben comprendere il contesto sociopolitico in cui è nato il testo.

