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Neri Pozza: I colibrì

Green. Da Celentano a Greta. Storia avventurosa degli ecologisti

Green. Da Celentano a Greta. Storia avventurosa degli ecologisti

Mauro Suttora

Libro: Libro in brossura

editore: Neri Pozza

anno edizione: 2025

pagine: 256

Nel gennaio 1966 Adriano Celentano canta a Sanremo la prima canzone ecologista d’Italia: Il ragazzo della via Gluck. Sei mesi dopo, Fulco Pratesi fonda la sezione italiana del Wwf. Queste date possono essere considerate l’inizio del movimento verde italiano, anche se già dal 1955 Italia Nostra si batte per un’urbanistica rispettosa dell’ambiente. Negli anni Settanta viene pubblicato il rapporto I limiti dello sviluppo del Club di Roma, che denuncia lo sfruttamento delle risorse limitate della Terra. I primi partiti verdi europei approdano nei parlamenti, in Italia nell’87. Il disastro di Černobyl’ ha dato vigore alle lotte antinucleari, che sfociano in Italia nel referendum contro l’energia atomica. Da allora gli ecologisti, in politica, ottengono risultati altalenanti. Mentre in Francia e Germania toccano punte del 20% dei voti, in Italia si fermano al 6% nel 1989. Dopo la conferenza del 1992 a Rio de Janeiro la lotta contro l’inquinamento si amplia: prende di mira tutte le emissioni di CO 2, accusate di provocare riscaldamento globale e cambiamento climatico. La keniota Wangari Maathai, prima ministra ambientalista in Africa, nel 2004 vince il Nobel per la Pace. Che tre anni dopo va all’ex vicepresidente Usa Al Gore, anch’egli ecologista. Nel 2018 esplode il fenomeno Greta Thunberg e nuove generazioni si danno all’attivismo, con azioni dirette nonviolente ma anche vandalismi che originano polemiche. Il Green Deal in Europa e nel mondo gli accordi di Kyoto e Parigi dettano legge: i governi impongono la transizione energetica, causando grossi problemi a settori dell’economia e la defezione di Stati negazionisti, come gli Stati Uniti di Donald Trump.
20,00

L'amore che non osa dire il suo nome. James Pratt e John Smith: una storia di pregiudizio e morte

L'amore che non osa dire il suo nome. James Pratt e John Smith: una storia di pregiudizio e morte

Chris Bryant

Libro: Libro in brossura

editore: Neri Pozza

anno edizione: 2025

pagine: 368

L’ultima, drammatica vicenda di condanna a morte per sodomia nella “civilissima” Inghilterra del 1835. James Pratt e John Smith vennero sorpresi in atteggiamento intimo in un locale dove si erano appartati. Spiati da una fessura che si apriva sul tetto, vennero denunciati, arrestati e a lungo detenuti prima di essere processati e condannati alla pena capitale. Nonostante le molte proteste e le prese di posizione a favore di un gesto di clemenza, i due furono impiccati per «reato contro la natura». Il processo fu una farsa, senza alcun rispetto per la loro sfera privata, senza un avvocato difensore. La vicenda riassume in modo drammatico le contraddizioni dell’Inghilterra di metà Ottocento, perché la loro esecuzione ebbe luogo proprio mentre la società britannica andava incontro a grandi cambiamenti. Sono anni di svolta nella vita sociale del Regno Unito: il governo pose fine alla schiavitù, bonificò i quartieri malfamati delle grandi città, regolò il lavoro minorile, aprì alle associazioni operaie, riconobbe il matrimonio civile e riformò il Codice penale, derubricando quasi duecento reati considerati capitali. Si aprì addirittura un dibattito sulla liceità della pena di morte e vi furono centinaia di condannati graziati. Con Pratt e Smith, tuttavia, la giustizia e l’opinione pubblica rimasero inflessibili: il boia tornò in attività dopo due anni e il loro trasferimento al patibolo venne accompagnato da urla e gesti di scherno. Attraverso una accurata ricerca d’archivio, Bryant offre un appassionante quadro della vita degli ultimi due giustiziati per sodomia, che diviene anche l’occasione per riflettere sul difficile percorso dei diritti civili. "Ecco il motivo per il quale ho scritto questo libro: per ricordare come non sia affatto scontato che le libertà di cui oggi godiamo siano irreversibili. Ricostruendo il mondo nel quale James Pratt e John Smith vissero, spero di restituire loro la vita, ma soprattutto di denunciare l’ingiustizia che hanno subito".
23,00

Il corpo di Mussolini. Odissea di un cadavere

Il corpo di Mussolini. Odissea di un cadavere

Ugo Savoia

Libro: Libro in brossura

editore: Neri Pozza

anno edizione: 2025

pagine: 304

A fine aprile 1945, dopo i fatti di piazzale Loreto, il corpo dell’ex duce del fascismo viene inumato in un campo anonimo del cimitero di Musocco, a Milano. Esattamente un anno dopo, tre giovani nostalgici lo riesumano e di fatto lo rapiscono: chiedono che lo Stato italiano tributi a Mussolini gli onori che, secondo loro, si merita. La notizia piomba nelle redazioni dei giornali italiani e stranieri come una bomba e la stampa sembra fare a gara a chi la spara più grossa. Il cadavere viene segnalato contemporaneamente in vari luoghi del Paese. C’è chi dà per certo che sia stato prelevato per ordine di Churchill e c’è addirittura chi giura di averlo visto vivo aggirarsi per le italiche contrade. In realtà, da quel momento quei resti mortali vagano tra un convento e l’altro della Lombardia, senza che si sappia dove sono nascosti. Il governo della neonata Repubblica, guidato da Alcide De Gasperi, vuole evitare che il luogo della sepoltura si trasformi in una sorta di tempio di fanatica venerazione. I tre protagonisti del trafugamento, guidati da Domenico Leccisi, trovano l’appoggio di padre Enrico Zucca, superiore del convento dei frati cappuccini di piazza Sant’Angelo, e di padre Alberto Parini, fratello dell’ex podestà di Milano. E mentre il ministro dell’Interno Romita muove anche i servizi segreti per scoprire dove si trova la salma, quel che resta del corpo viaggia ancora, in un’odissea degna di un romanzo, che troverà il suo epilogo oltre dieci anni dopo, nel 1957, nella tomba di famiglia a Predappio.
20,00

Incursori del re. La vera storia della X MAS

Incursori del re. La vera storia della X MAS

Alfio Caruso

Libro: Libro in brossura

editore: Neri Pozza

anno edizione: 2025

pagine: 304

C’è un prima e c’è un dopo, nella storia della X flottiglia Mas della Regia Marina Italiana, e lo spartiacque è l’8 settembre 1943, quando il comandante Junio Valerio Borghese raduna i suoi incursori e annuncia di volersi schierare al fianco della Repubblica sociale e dei nazisti. Lo seguiranno in pochi, macchiando però per sempre quella che era stata fino ad allora una gloriosa storia militare, una storia di lealtà e coraggio, di patriottismo, disciplina ed eroismo. Prima di tutto questo, a cavalcioni dei celebri «maiali», e a differenza di tanti ammiragli, che nonostante le corazzate di cui disponevano non sfidarono mai gli inglesi in battaglia, gli uomini della X Mas assaltarono per tre anni le due principali roccheforti nemiche nel Mediterraneo, Gibilterra e Alessandria, e s’immolarono a Malta proprio per supplire alle deficienze della Marina. Le piccole storie private di ciascuno di loro svelano che ne avrebbero fatto volentieri a meno. Lontani da ogni ideologia (i fascisti erano una minuscola minoranza), intrisi di sincero patriottismo risorgimentale, si batterono in una guerra che sapevano già di perdere. Trentun medaglie d’oro raccontano il loro comportamento meglio di tante parole. Paradossalmente furono gli inglesi i cantori delle imprese della X flottiglia Mas. Lionel Crabb, leggendario agente dell’MI6, numero uno dei sub britannici e responsabile della squadra anti-incursori di Gibilterra, onorava i caduti italiani lanciando in mare corone di fiori, e dopo l’armistizio dell’8 settembre ’43, andò a cercare i vecchi nemici per arruolarli nella guerra contro i nazifascisti. Da de la Penne a Straulino, da Birindelli a Forza, l’ultimo comandante della X, in tanti accorsero all’appello della nuova Italia, e stavolta a saltare per aria furono i navigli tedeschi a Genova, a La Spezia, a Imperia. Il modo migliore di ripristinare il prestigio di un reparto infangato da Borghese e dai suoi marò.
20,00

Fairy legends. Racconti di fate e tradizioni irlandesi

Fairy legends. Racconti di fate e tradizioni irlandesi

Thomas Crofton Croker

Libro: Libro in brossura

editore: Neri Pozza

anno edizione: 2024

pagine: 720

Irlanda! Terra di ribelli e sognatori, di intricati misteri e conflitti sanguinosi, di creature fantastiche e temibili che aleggiano su ogni sorgente, vallata, altura. Un’isola dalla natura impetuosa, il cui carattere modella quello della sua gente, ancora oggi intimamente legata ai suoi antichi costumi. Per questo, il volume che avete tra le mani non è solo il riflesso dell’anima di un popolo, ma anche una mappa dell’identità irlandese, il tassello mancante nella storia della letteratura europea. Pubblicata nel 1825, e tradotta subito in tedesco dai fratelli Grimm, Fairy Legends è la prima raccolta organica di leggende della tradizione orale irlandese, curata da T. Crofton Croker, geniale pioniere e protagonista ingiustamente dimenticato del Romanticismo. Fu Croker infatti a inventare un vero e proprio metodo per sistematizzare queste storie, tramandate prima di lui solo dai narratori della nobile tradizione celtica dello seanchaí. Così le creature magiche dell’isola verde escono dalla pagina e diventano immortali: fate, gnomi, elfi e banshee sono i protagonisti indiscussi della narrazione, nonché, forse, i primi veri abitanti di quel luogo incantato. In questa edizione completa a cura di Francesca Diano, corredata da un esemplare apparato critico e arricchita da uno scritto dei Grimm inedito in Italia, Fairy Legends riunisce per la prima volta le tre parti dell’opera a cui Croker ha dedicato la vita, avverando il suo sogno di un unico testo fondativo. A duecento anni dalla prima edizione, l’omaggio a una terra amata, l’antologia esaustiva che ha saputo dare forma compiuta e longevità alle voci d’Irlanda.
30,00

Le spie di Stalin. I ragazzi di Cambridge che cambiarono la storia

Le spie di Stalin. I ragazzi di Cambridge che cambiarono la storia

Giorgio Ferrari

Libro: Libro in brossura

editore: Neri Pozza

anno edizione: 2024

pagine: 320

Dai primi anni Trenta fino ai momenti cruciali della Guerra Fredda, un folto gruppo di giovani idealisti europei e americani – da Klaus Fuchs a Bruno Pontecorvo ai coniugi Rosenberg – lavorò sotto traccia infiltrandosi per conto dell’Unione Sovietica nei gangli più delicati del potere e della sicurezza nazionale con l’obiettivo di consegnare a Mosca i segreti dell’energia atomica. Tra essi spiccava un quintetto di blasonati studenti di Cambridge, cinque giovani appartenenti all’élite intellettuale e alla upper class inglese – Kim Philby, Donald Maclean, Guy Burgess, Anthony Blunt e John Cairncross, meglio noti come i Cinque di Cambridge – che tradirono la Corona britannica sposando l’ideologia comunista e idealizzando Iosif Stalin come l’unico leader in grado di contrastare l’avanzata dei fascismi e del nazismo. Ma il sospetto che a guidare l’epica barricadera di quella privilegiata jeunesse dorée uscita dal Trinity College di Cambridge sia stato un nonsoché di estetico, una sorta di religione personale ritagliata su misura del proprio ego e del proprio narcisismo, rimane forte: dietro al grande tradimento che questi giovani (insieme a tante altre spie britanniche, molte delle quali rimaste tuttora sconosciute) avevano assunto come compito morale c’era ben altro. Una società, quella post-vittoriana, uscita malconcia dalla Grande Guerra, in cerca di un’identità e che tentava di scrollarsi di dosso un’ipocrisia antica avviandosi verso una scintillante modernità. Una porzione della quale sembra essersi riversata nell’estasi del tradimento praticata da quei caricaturali “esteti armati”. La loro sorte, fra l’alcolismo e un torbido esilio sovietico, ha il sapore acre del finale di un dramma elisabettiano.
20,00

Abisso. Cuba 1962. Il mondo a un passo dal conflitto nucleare

Abisso. Cuba 1962. Il mondo a un passo dal conflitto nucleare

Max Hastings

Libro: Libro in brossura

editore: Neri Pozza

anno edizione: 2024

pagine: 608

Furono i tredici giorni più famosi della Storia, tra il 16 e il 28 ottobre 1962, quelli in cui Stati Uniti e Unione Sovietica rischiarono di far esplodere la Guerra fredda in guerra atomica. Nei tre mesi precedenti, Nikita Chruscev aveva schierato segretamente missili balistici nucleari sulla costa nord di Cuba. L’America, dal canto suo, aveva installato i suoi Jupiter in Italia e in Turchia e tentato, senza riuscirci, l’invasione dell’isola per rovesciare Fidel Castro. In quei giorni l’umanità si sporse sull’abisso della totale autodistruzione, e per un soffio non vi cadde dentro. Proprio in quel 1962, infatti, John F. Kennedy, uno dei tre attori in scena insieme al leader sovietico e a quello cubano, si ritrovò spesso a citare il bestseller di Barbara Tuchman I cannoni d’agosto, a proposito della Grande Guerra: nessuna delle potenze belligeranti intendeva scatenare il gigantesco conflitto che sarebbe seguito. Eppure. Con quello che si potrebbe ormai definire “il metodo Hastings” – ossia il modo in cui il giornalista, storico, polemologo da oltre mezzo secolo rende godibile a tutti la grande Storia –, "Abisso" ci fa rivivere in presa diretta i giorni cruciali in cui si discusse se attaccare Cuba, guardare i sovietici marciare dentro Berlino Ovest e poi entrare in una guerra globale. Attraverso lo sguardo di capi di Stato, ufficiali sovietici, contadini cubani, piloti americani, fautori del disarmo britannici, avremo accesso a interviste, documenti d’archivio, registrazioni, diari, testimonianze dirette. Su quell’apocalisse sfiorata ed evitata grazie, in fin dei conti, a singoli uomini che hanno saputo fermarsi. E mai quella storia lontana sessant’anni sembrerà tanto vicina. Pensando alla crisi dei missili, dobbiamo ovviamente sentirci grati per essere ancora qui, oggi, a leggere e a scrivere su di essa. Non possiamo essere certi del fatto che ci andrà sempre così bene, e che i grandi leader sapranno sempre far mostra di altrettanta saggezza.
28,00

Scintille. Storia clandestina della Cina

Scintille. Storia clandestina della Cina

Ian Johnson

Libro: Libro in brossura

editore: Neri Pozza

anno edizione: 2024

pagine: 432

Se qualcosa accomuna tutti i paesi è che la storia diventa sempre più terreno di scontro sul presente. In Cina l’interazione tra passato, presente e futuro è un’ossessione millenaria. Le dinastie imperiali riscrivevano il passato per giustificare il loro dominio e dimostrare l’indegnità dei predecessori. Il marxismo ha modernizzato facendo della storia un processo inarrestabile verso la vittoria del comunismo. Il Partito comunista cinese, forte di questo assunto, da decenni riscrive misfatti e tragedie, giustifica poteri e violenze. A fronte di una storia autorizzata, fin dagli albori della Repubblica popolare, la controstoria era affidata al coraggio di un pugno di dissidenti. Negli ultimi vent’anni, però, a riscrivere la versione del regime è una rete diffusa attraverso il paese: scrittori, artisti, filmmaker, giornalisti, “cronisti” clandestini che, sfruttando la velocità e l’anonimato della tecnologia digitale, sfidano il governo sul suo terreno più sacro, il monopolio del passato. Una documentarista fa un film su un famigerato campo di lavoro dell’era di Mao. Una giornalista studia le vicende di una fanzine studentesca del 1960, Xinghuo (Scintilla), “spenta” subito nel sangue. Un editore elude la polizia segreta e pubblica un periodico samizdat di argomento storico. Una giornalista indipendente dà voce alle sofferenze di milioni di persone per i lockdown a oltranza. Sono alcune delle persone che partecipano di questa testimonianza corale raccolta dal Premio Pulitzer Ian Johnson. "Scintille" dà atto di un cambiamento poderoso in essere: le voci di dissenso stanno incrinando la versione ufficiale, combattono una delle grandi battaglie dell’umanità, memoria contro oblio. Una battaglia che darà forma alla Cina di domani.
24,00

Prigionieri del castello

Prigionieri del castello

Ben Macintyre

Libro: Libro in brossura

editore: Neri Pozza

anno edizione: 2024

pagine: 432

"Questa è l’incredibile storia vera della prigione più inespugnabile della Germania nazista. Un castello, quello di Colditz in Sassonia, che nel corso dei secoli era stato fortezza medievale, residenza di caccia, sanatorio, sede di gruppi paramilitari, e che infine, durante la Seconda guerra mondiale, fu per quattro anni campo di prigionia per ufficiali alleati ad alto rischio di fuga. Così all’interno di quelle mura – a strapiombo su un fossato oltre il quale comunque non c’era la libertà, ma chilometri e chilometri di terra tedesca – si creò una specie di “università dell’escapismo”, un microcosmo di persone con un unico obiettivo: l’evasione. Ciò, tuttavia, non si tradusse mai in vera e propria unità: ciascun gruppo nazionale, nei pochi anni in cui Colditz fu il campo di massima sicurezza Oflag IV-C, tentò la fuga decine di volte, sovrapponendo gallerie a gallerie, tentativi a tentativi, al punto che si rese addirittura necessaria l’istituzione di un «comitato internazionale per l’evasione», il solo a essere informato di ogni singolo piano, di cui gli spettava specifica autorizzazione. Dei numerosissimi tentativi attuati, in realtà, solo pochi andarono a buon fine, e tutti all’insegna di una certa assurdità: ci fu chi si nascose tra la folla di ritorno da una partita di calcio, chi viaggiò otto giorni in sella a una bicicletta rubata, chi scappò cucito all’interno di un materasso pieno di paglia marcescente. Con Prigionieri del castello, Ben Macintyre ci conduce dietro le quinte di un’intrigante storia del Novecento per offrirci il ritratto di un gruppo di uomini eroici ma fallibili, che pur prigionieri replicavano gli schemi classisti e gli antagonismi della società pre-bellica; il libro definitivo sul mito di Colditz.
24,00

Prequel. Quando l'America rischiò di diventare fascista

Prequel. Quando l'America rischiò di diventare fascista

Rachel Maddow

Libro: Libro in brossura

editore: Neri Pozza

anno edizione: 2024

pagine: 443

"Partiamo dall’epilogo: il complotto di cui leggerete in queste pagine non è andato a buon fine. Il luogo: Stati Uniti. Il tempo: anni Trenta e Quaranta del secolo scorso. L’azione: attacco eversivo alla democrazia americana. Tutto si gioca negli anni cruciali tra l’ascesa al potere di Mussolini e di Hitler in Europa e l’entrata in guerra degli Stati Uniti nel 1941. La Germania, in vista del Reich millenario, investe milioni di marchi per inondare il suolo americano di propaganda e spie. Il terreno, del resto, è fertile. I simpatizzanti dell’ultradestra sono già numerosi, agguerriti, sparpagliati in tutto il Paese. Ci sono le Camicie d’argento di Pelley; c’è padre Coughlin, il prete “radiofonico” cattolico e antisemita; ci sono l’industriale Henry Ford, l’aviatore Charles Lindbergh e l’archistar Philip Johnson; ci sono pure i suprematisti. A questi, noti, si aggiungeranno uomini dei media e degli apparati dello Stato, corrotti dalla visione e dal denaro dei nazisti. Una rete occulta, sostenuta da paramilitari che da anni si preparano all’insurrezione rubando armi dai depositi federali. L’obiettivo: rovesciare il governo di F.D. Roosevelt, entrare in guerra a fianco dell’Asse, instaurare un regime autoritario e razzista. Dall’altra parte, una manciata di uomini delle istituzioni e privati cittadini – pochi, temerari, dimenticati dalla Storia – soli davanti a questo gigantesco complotto, più simile a una trama di Philip K. Dick che alla realtà. Sarà Pearl Harbor, in extremis, a compattare la nazione. "Prequel" è il resoconto di questa lotta feroce, impari, e del manipolo di eroi che l’ha combattuta. "Prequel" è un monito, perché i tentacoli di quella piovra, sconfitta ma in sonno, si allungano fino a noi. "Prequel" è una storia mai letta. La grande lotta dell’America contro il fascismo non si è svolta solo oltreoceano negli anni Quaranta. Gli americani hanno combattuto anche in patria, e le loro storie vi sconvolgeranno."
24,00

Qui non è Nuova York. 100 giorni nell'America profonda

Qui non è Nuova York. 100 giorni nell'America profonda

Maria Teresa Cometto, Glauco Maggi

Libro: Libro in brossura

editore: Neri Pozza

anno edizione: 2024

pagine: 272

Due inviati speciali italiani, marito e moglie che da un quarto di secolo vivono a New York, raccontano gli Stati Uniti in due viaggi in auto coast-to-coast. Il primo è da New York a Portland (Oregon) e ritorno, su due diverse rotte lungo gli stati settentrionali. Il secondo, da New York a San Diego (California), scendendo prima in Georgia lungo l’Atlantico e attraversando poi gli stati meridionali. In tutto 32mila chilometri, 17 parchi nazionali e oasi naturali. È la scoperta dell’«Altra America», la più lontana dai luoghi battuti dai turisti italiani, ma la più vicina al cuore vero della grande nazione, ben diversa da quella che si legge o si vede abitualmente sui media mainstream. Ci sono tanti luoghi «innaturali», come le foreste del Washington State con i pini cresciuti sui tronchi degli alberi segati un secolo e mezzo fa per costruire la Ferrovia del Grande Nord. Siti storici leggendari, come The Lost Colony, la colonia inglese fondata nel 1585 sull’isola di Roanoke, North Carolina, e misteriosamente scomparsa. Curiosità architettoniche, come il campus della Università del Texas a El Paso, disegnato come i templi del Buthan. Paesaggi unici, come i crateri della Luna in Idaho. Laghi e monti che hanno ispirato grandi scrittori, come quelli del Michigan per Hemingway. Bellezze inattese, come il Crystal Bridges Museum immerso nei boschi di Benton - ville, Arkansas, la capitale del gigante dei supermercati Walmart. Ma soprattutto ci sono tante situazioni, idee, umanità. Testimonianze del passato più buio dell’America, come il nuovo Museo del linciaggio a Montgomery, Alabama. Squarci di speranza come la storia di Opal Lee, la novantaseienne afroamericana che da Fort Worth, Texas, ha marciato fino a Washington per rendere festa nazionale il giorno della liberazione dalla schiavitù. E innumerevoli pezzi d’Italia, senza contare i tantissimi italiani di nuova immigrazione incontrati ovunque, come gli scienziati del nasa Jet Propulsion Laboratory a Pasadena, California, o gli insegnanti della nostra lingua, considerata cool nei campus universitari delle città più sperdute.
20,00

Come Praga divenne magica. Il medioevo di una capitale europea

Come Praga divenne magica. Il medioevo di una capitale europea

Franco Cardini

Libro: Libro in brossura

editore: Neri Pozza

anno edizione: 2024

pagine: 208

Praga città d’oro: il Ponte Carlo, il celebre orologio a carillon della Città Vecchia, l’imperatore-mago Rodolfo II, l’Arcimboldo e il Vicolo degli Alchimisti, la leggenda del Golem e il cimitero ebraico, la musica di Mozart e quella di Dvořák, L’insostenibile leggerezza dell’essere di Kundera e gli incubi di Kafka, le viuzze e i caffè di Malá Strana, il sapore della miglior birra del mondo e quello della libertà nella Primavera del Sessantotto. Tutto ha inizio nel VI secolo, quando nell’area dell’Europa centro-orientale in cui erano insediate da un millennio genti celtiche della stirpe dei boi (per questo si sarebbe denominata in latino «Boemia») giunsero nuovi popoli che conosciamo come slavi. Qui affonda le sue radici la città che sarebbe divenuta «magica» e che avrebbe cominciato il suo lungo cammino di faro culturale europeo nell’anno 882 quando il principe slavo Bořivoj, che pretendeva di discendere dal mitico Přemysl fondatore della rocca sulla riva sinistra del fiume Vltava – primo nucleo della futura città –, costruì su un’altura della sponda opposta il Castello. Antico era anche un modesto insediamento presso il fiume, nell’area oggi nota come Malá Strana. Di fronte a esso, sull’opposta riva del fiume, si sviluppò poi un ampio mercato servito da un porto: da lì si sarebbe sviluppato lo Staré Město, la Città Vecchia. Divenuta importante centro commerciale nella seconda metà del X secolo, Praga entrò con l’intera Boemia nell’orbita dei re di Germania. L’acme della sua potenza venne raggiunto sotto il governo dei discendenti dei conti di Lussemburgo con Giovanni che, con la Bolla d’Oro del 1356, riordinò la prassi dell’elezione dei sovrani del Sacro Romano Impero istituendo il collegio dei sette principi elettori. Qui, dopo la crisi del Trecento, vennero gettati, con il predicatore Jan Hus, i prodromi della Riforma religiosa che si sarebbe più tardi imposta con Martin Lutero.
19,00

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