Minerva Edizioni (Bologna): Egida
Il creatore di alibi
Sara Croci
Libro
editore: Minerva Edizioni (Bologna)
anno edizione: 2026
pagine: 144
Edoardo conduce una doppia vita: di giorno lavora in un esclusivo club, di notte crea alibi perfetti
Solitudine
Giacomo Battara
Libro
editore: Minerva Edizioni (Bologna)
anno edizione: 2026
pagine: 232
Insicurezza, orgoglio, determinazione, umiltà, dolore, caratterizzano le vicende private di personalità unite fra loro in forz
Il caso Alinovi. Quando il cielo precipitò su Bologna
Maurizio Garuti
Libro
editore: Minerva Edizioni (Bologna)
anno edizione: 2026
pagine: 208
Una storia veramente accaduta
L'ultimo treno
Dario Colombo
Libro
editore: Minerva Edizioni (Bologna)
anno edizione: 2026
pagine: 320
È il 10 settembre 1919 e il trattato di Saint Germain sancisce ufficialmente il termine della Grande Guerra
La lezione del granchio
Luca Buzzonetti, Giorgia Ghittoni
Libro
editore: Minerva Edizioni (Bologna)
anno edizione: 2026
pagine: 304
Come è difficile mantenere l'obiettività quando i sentimenti hanno il sopravvento, separare gli obblighi professionali dalle e
Rosso siciliano
Guido G. Guerrera
Libro: Libro in brossura
editore: Minerva Edizioni (Bologna)
anno edizione: 2025
pagine: 208
"Rosso Siciliano" è un romanzo di formazione con protagoniste tre donne legate assieme da un destino bizzarro. Amelia Sole, la zia Saruzza e Agatina la Rossa sono tre donne i cui destini si incrociano e fondono, pur prendendo e seguendo percorsi totalmente diversi. Tutte e tre vengono da esperienze dolorose, che segnano e portano fatalmente a seguire la propria stella, anche fino alle estreme conseguenze. La vicenda, anzi le vicende si svolgono in una Sicilia degli anni Sessanta, dove pregiudizio, violenze e misure estreme nei riguardi di chi viene ritenuto troppo originale. Saruzza scopre di essere inconsciamente innamorata della nipote Amelia, che giovanissima, dopo aver subìto la violenza da parte del padre, scappa dall’isola e di lei non si avranno per lungo tempo notizie. Ma di Amelia rimane un diario che Saruzza leggerà e adorerà come un feticcio, facendolo diventare motivo di una vita parallela, virtuale come si usa dire adesso. Negli scritti si rivelano cose futili, quotidiane, quasi insignificanti… ma anche brucianti segreti e soprattutto il rapporto di Amelia con la strega del paese chiamata Agatina la Rossa. Sarà però proprio quest’ultima a pagare nel modo più crudele e brutale la sua diversità, andando a finire in quel manicomio di Agrigento, dalla cui chiusura prese l’avvio il nuovo ordinamento. Il ritorno di Amelia, al termine del suo lungo viaggiare come inviata di giornale, dopo la morte della zia nella casa del quartiere Annunziata di Messina chiude il cerchio e allude al contempo a un ciclo pronto a ripetersi.
La testa del Duce. Il mistero della statua allo stadio Littoriale
Beppe Boni
Libro: Libro in brossura
editore: Minerva Edizioni (Bologna)
anno edizione: 2025
pagine: 192
Nelle pieghe della storia che sta a monte dello stadio Dall'Ara dove oggi i calciatori del Bologna corrono su un tappeto d'erba perfetto perfino nel color verde smeraldo aleggia una vicenda in chiaroscuro sulla testa di Benito Mussolini. Lo stadio, allora Littoriale, venne inaugurato con lo scenografico ingresso del Duce a cavallo nel 1926, tre anni dopo nel 1929 fu scoperta sotto la Torre di Maratona, simbolo del vigore atletico, la statua equestre che ricordava proprio quell'avvenimento. Ma il 25 luglio 1943 cambiò la storia d'Italia, cadde il fascismo, il Duce fu sfrattato da Palazzo Venezia e arrestato, poi arrivò la Repubblica sociale italiana. Quel giorno la gigantesca statua equestre voluta dal Ras di Bologna Leandro Arpinati, che era pure presidente della Federazione italiana gioco calcio, fu devastata dalla rabbia popolare perché simbolo del regime fascista. E qui comincia il giallo, forse oggi concluso, forse no. La statua venne spezzata in tre dalla rabbia di parte dei bolognesi. La testa dopo un finto funerale lungo le vie della città entrò in un cono di mistero. Come nella ballata di thriller fu trafugata, nascosta, forse rubata, divenne oggetto del desiderio di collezionisti e trafficanti. E oggi dopo quasi cento anni riemerge. Sullo sfondo si grana la controversa vicenda umana e politica di Leandro Arpinati, prima squadrista, ministro fascista sempre critico verso il regime, poi arrestato da Mussolini e ucciso dai partigiani durante gli ultimi lampi di guerra nella sua tenuta di Malacappa insieme all'amico socialista di una vita, Torquato Nanni.
Trolley
Gabriele Canè
Libro: Libro in brossura
editore: Minerva Edizioni (Bologna)
anno edizione: 2025
pagine: 112
In fabbrica, sul nastro trasportatore, aveva sentito le operaie parlare dell’Italia: si sta bene, dicevano, ci sono un sacco di cinesi, è come stare a casa. Così, quando scoprì che era proprio quella la sua destinazione, ne fu felice. Un Trolley, comunque, non è mai solo. Nel ripostiglio, o in giro con il padrone. Lui, poi, non era un Trolley qualsiasi: era curioso, attento, guardava, chiedeva. E nel corso degli anni ne vide e sentì tante. Sugli scaffali dello sgabuzzino i cibi tradizionali sparirono, ad esempio, e tutto fu bio, etno. Peccato: con gli spaghetti si parlava, ma questo Tofu non spiaccicava una parola. In giro poi… Capì che quando le donne dicevano “amore”, non era mai il marito o il fidanzato, ma un’amica o il cane. A proposito di cani, a spasso per marciapiedi ne incontrò sempre di più. Una canea. Una sera ne vide addirittura uno con luci a intermittenza sul dorso e un giubbotto fosforescente: siccome era piccolo e nero gli avevano messo gli addobbi e una pettorina come quelle degli addetti alla raccolta rifiuti. Marco, il padrone di Trolley, non amava viaggiare. Ma Giuliana, la fidanzata, sì. Adorava soprattutto il trekking, e ogni settimana partivano per un Cammino. L’Italia era piena di Cammini dove non era affatto sicuro che qualcuno in passato avesse camminato, ma che avevano nomi storici, epici. In città, invece, era tutto nuovo. Gli uomini non avevano più la borsa da lavoro: giravano con gli zaini come quando andavano a scuola, e anche gli zaini avevano le ruote. Tanto che il Trolley si era adeguato: non ne aveva più solo due, il che obbligava il viaggiatore a trascinarselo dietro facendo strage di piedi e caviglie, ma quattro e ruotanti, così se lo teneva a fianco come un cagnolino. Nelle città tutto era cambiato. Anche i cittadini. Nel suo palazzo cambiavano quasi ogni giorno. Arrivavano da ogni parte d’Italia e del mondo. Non suonavano al campanello, che non c’era più, ma digitavano a una tastiera. E se capitava di averlo dimenticato, si avvicinava uno che per qualche spicciolo glielo sussurrava in un orecchio: il pusher del codice. Anche a notte fonda, quando le macchine si fermavano, in città non calava mai il silenzio. Restava sempre un rombo di sottofondo, sordo, costante. Il rumore del nuovo mondo: il mondo Trolley.
La tomba di San Pietro. La storia dimenticata di Margherita Guarducci
Tiziana Lupi
Libro: Libro in brossura
editore: Minerva Edizioni (Bologna)
anno edizione: 2025
pagine: 160
Per secoli la tradizione ci ha detto che la basilica di San Pietro era stata edificata sopra la tomba dell’Apostolo, morto a Roma durante la grande e feroce persecuzione contro i cristiani ordinata dall’imperatore Nerone nel 67 d.C., dopo il terribile incendio che aveva distrutto la città. Fino alla prima metà del secolo scorso, però, i suoi resti non erano ancora stati trovati. E, forse, non lo sarebbero mai stati se non fosse per la competenza e la tenacia di Margherita Guarducci, la più grande esperta di epigrafia greca della storia italiana nonché la prima a identificare il significato di un graffito trovato nelle Grotte Vaticane – «Πετρος ενι», cioè “Pietro è qui” – guadagnandosi la possibilità di scavare lì sotto, unica donna in un mondo esclusivamente maschile. È stata lei a consegnare alla Chiesa un dono “preziosissimo” e la storia del ritrovamento delle reliquie è uno dei gialli archeologici (ma anche geopolitici e religiosi) più rilevanti del XX secolo. Eppure Margherita non è mai stata celebrata appieno né ha mai avuto il riconoscimento mediatico meritato. Se fosse stata un uomo, probabilmente, le sarebbero state dedicate piazze, strade e scuole e, invece, non esiste nulla che la ricordi. Ripercorrendo la storia del suo straordinario lavoro e del ritrovamento delle ossa del Pescatore di Galilea in forma di romanzo, questo libro vuole restituire a Margherita Guarducci l’onore che le spetta. «A Margherita Guarducci dobbiamo il ritrovamento delle ossa di san Pietro. Una donna di cui si è dimenticato il nome e che solo gli studiosi ricordano. Perché di lei esistono così poche tracce nella cultura italiana e nella storia del Vaticano? Perché ci siamo dimenticati di lei?» (Dalla prefazione di Marco Spagnoli)
L'eroe e il traditore
Maurizio Garuti
Libro: Libro in brossura
editore: Minerva Edizioni (Bologna)
anno edizione: 2025
pagine: 160
Cinque partigiani cadono in una imboscata e vengono catturati dalla Gestapo e da militi della Repubblica di Salò. Siamo a Genova, primavera 1944. Fra i partigiani c’è un Traditore, è lui che ha fornito le informazioni per la cattura dei compagni. Ma c’è anche un Eroe, il capitano Alberto Li Gobbi, che affronta prigionia e tortura senza cedimenti. Entrambi sono ex ufficiali del disciolto esercito regio. Da quel momento il Traditore, dilaniato da un assillante senso di colpa, segue passo dopo passo le vicende dell’Eroe raccontandone la vita e le imprese, creando un implicito confronto con la propria vita di funzionario adagiato nel tornaconto e nel conformismo. Le vite parallele dei due ufficiali proseguono anche nel dopoguerra, nella forze armate della Repubblica italiana. Un testo dal ritmo incalzante, aderente ai fatti storici, denso di risonanze morali, che chiama in causa i lettori di tutte le età e il loro senso civico. Il generale Alberto Li Gobbi (1914-2011), medaglia d’oro al valore militare, eroe della Resistenza, è stato uno degli ufficiali di maggiore spicco nella storia d’Italia del secolo scorso, con importanti riconoscimenti anche all’estero.
Gelo profondo. La nuova era glaciale
Andrea Segrè
Libro: Libro in brossura
editore: Minerva Edizioni (Bologna)
anno edizione: 2025
pagine: 304
Giorgio Pani, il giovane ricercatore protagonista di "Globesity. La fame di potere", torna con una nuova avventura mozzafiato. Dopo la farina al glucone che scatena una bulimia globale, ancora in circolazione da qualche parte del mondo, Giorgio deve fronteggiare i pericoli di una nuova, rivoluzionaria, scoperta scientifica. Un innovativo impianto capace di catturare enormi quantità di anidride carbonica provocando un raffreddamento globale. Un’organizzazione scientifica segreta, ramificata in tutto il mondo, è pronta a portare il pianeta in una nuova era glaciale.
Nebbia
Andrea Veronese
Libro: Libro in brossura
editore: Minerva Edizioni (Bologna)
anno edizione: 2025
pagine: 304
Arresa alla nostalgia della sua Storia, quanto alla nebbia delle sue «vie piane, grandi come fiumane», la Ferrara in cui scorre la vicenda del romanzo di esordio di Andrea Veronese si consuma nel breve volgere di alcune settimane, nell'autunno del 1954. Ed è una città apatica e fatalistica, quanto sensuale e violenta, che cova, sotto le ceneri della pace, le braci della guerra civile fra "rossi" e "neri", ancor calde. In questo luogo, "in cui non capita mai niente", gli eventi catturano il protagonista, il giornalista Stefan Jugovic, prima nell'indagine per un inspiegabile assassinio, poi in una travolgente passione d'amore, fino all'inaspettata soluzione del mistero. Si scateneranno allora, con dirompente violenza, le certezze dell'ideologia in lotta contro le complicità dei sensi, in un mondo solo in apparenza così lontano dal nostro. Avvince nelle pagine di Nebbia, fra sottile riflessione e controllato lirismo, grazie a figure di indimenticabile carica poetica come Paola, una ricostruzione storica meticolosa fin nei più minuti dettagli onomastici e linguistici, in cui si incastrano senza forzatura gli eventi, grazie ad una macchina narrativa che sa accelerare sempre più il ritmo, fino all'illuminante, imprevedibile finale.

