Luiss University Press: Nautilus
Storia delle stelle
Adam Smith
Libro: Libro in brossura
editore: Luiss University Press
anno edizione: 2026
pagine: 164
“La meraviglia, pertanto, e non l’aspettativa di ottenere vantaggi grazie alle sue scoperte, è il primo principio che spinge l’umanità allo studio della Filosofia, la scienza che pretende di svelare i legami nascosti che uniscono le varie apparizioni della natura; e l’umanità persegue questo studio per sé stessa, come piacere o bene originario, senza prendere in considerazione la sua tendenza a procurarle gli strumenti per ottenere altri piaceri.” C’è una forza che attraversa i secoli e i cieli: è la meraviglia, sentimento suscitato da ciò che è nuovo, insolito e straordinario, e che è il propulsore della conoscenza umana. Questa l’idea al fondo della Storia delle stelle (History of Astronomy), che Adam Smith, poco più che ventenne, iniziò a comporre nel 1744 e che vide la luce solo più di mezzo secolo più tardi e dopo la scomparsa del filosofo scozzese, grazie agli amici che curarono l’edizione delle sue carte inedite. La forma apparente di trattato astronomico non deve ingannare: in queste pagine, dense e limpide, Smith osserva i movimenti del firmamento, leggendovi di riflesso la storia di come gli esseri umani cerchino irriducibilmente di placare la loro sete di conoscenza. La storia dell’osservazione degli astri, così, diventa nella Storia delle stelle un piccolo trattato sull’intelletto umano, sulle paure e le aspirazioni della nostra specie, e sulla ricerca d’ordine e di bellezza che guida ogni nostra scoperta. La Storia delle stelle, nelle cui pagine troviamo il primo accenno di Smith alla mano invisibile, rivela un lato poetico e speculativo che pochi conoscono del futuro fondatore della economia politica classica. Sono pagine, queste, in cui già si avverte il respiro lungo dell’illuminismo, la tensione metafisica di chi scruta il cielo non per misurarlo, ma per abitarlo col pensiero. Sono pagine, queste, capaci ancora di restituire a lettrici e lettori contemporanei il bagliore delle stelle che quasi tre secoli fa le hanno ispirate.
La repubblica dei fucili L'America come cultura delle armi e altri saggi
Richard Hofstadter
Libro: Libro in brossura
editore: Luiss University Press
anno edizione: 2024
pagine: 192
È stato scritto che gli Stati Uniti d'America, nati da un progetto politico e filosofico basato su ideali di libertà, democrazia e uguaglianza più che da una tradizione culturale o etnica comune, siano l'unica nazione ideologica al mondo, la "patria dei coraggiosi" e la "terra dei liberi", unica e "indivisibile sotto Dio", dove giustizia e libertà sono sempre a disposizione di tutti. Insieme a un mucchio di armi da fuoco e la possibilità di procurarsele e usarle indiscriminatamente. Questa raccolta di saggi di Richard Hofstadter, tra i massimi storici americani del Ventesimo secolo, raccoglie alcuni tra i suoi scritti più belli sul rapporto ambiguo che la patria di George Washington ha avuto fin dalle origini con pistole e fucili. Hofstadter indaga tale relazione con profondità e rigore, oltre che con la celebre scrittura raffinata e tagliente che gli valse il premio Pulitzer. Introdotto da un saggio in cui Emanuele Bevilacqua mostra come l'immaginario americano sia intriso della violenza delle armi da fuoco, gli scritti di Richard Hofstadter, di inquietante attualità, suonano ancora oggi come un monito che ci ricorda come in America il confine tra giustizia e caos sia spesso sottile come la canna di un fucile.
Il cavaliere artificiale. Italo Calvino e la memoria del futuro
Andrea Prencipe, Massimo Sideri
Libro: Libro in brossura
editore: Luiss University Press
anno edizione: 2025
pagine: 104
Prende spunto dall’opera del grande scrittore, in particolare dal personaggio del Cavaliere inesistente, per esplorare il mondo delle nuove tecnologie e dell'intelligenza artificiale. Il libro indaga il paradosso di queste innovazioni: invisibili e impalpabili, ma capaci di incidere profondamente sulla nostra vita quotidiana, sul lavoro, sulla politica e persino sulla nostra percezione del reale. Come il Cavaliere inesistente, che esiste solo grazie alla sua armatura vuota, l'intelligenza artificiale e le nuove tecnologie vivono in uno spazio virtuale, senza una presenza fisica tangibile. Eppure, proprio come la figura evocata da Calvino, esse esercitano un’influenza concreta e reale. La loro impalpabilità non ne riduce la forza: algoritmi che determinano il nostro consumo di informazioni, sistemi di automazione che trasformano intere industrie, e intelligenze artificiali che simulano emozioni, supportano diagnosi mediche, o curano assistenti digitali. In un dialogo ideale con Calvino, Il cavaliere artificiale esplora come la letteratura possa aiutare a decifrare le dinamiche di questo mondo sempre più complesso e interconnesso. Il libro invita il lettore a interrogarsi: come possiamo fare i conti con l’invisibile che ci circonda? Quali strumenti ci servono per orientarsi in un mondo in cui la realtà fisica è solo una parte della nostra esperienza, e il resto è modellato dai dati e dalle reti che non possiamo vedere?
Teoria del navigatore solitario
Gilles Grelet
Libro: Libro in brossura
editore: Luiss University Press
anno edizione: 2024
pagine: 180
Il pensiero intrattiene con i luoghi un rapporto speciale. Ci sono i pensieri che crescono verticalmente, come gli alberi di una foresta; altri sono saldi, rocciosi come le certezze della terraferma. Esistono anche pensieri burrascosi, inafferrabili come i mari e profondi come gli abissi. Il pensiero di Gilles Grelet appartiene a quest'ultima categoria: è un pensiero vorticoso come le maree, solitario come un navigatore che conduce un'esistenza errante, lungo rotte incerte. Se la filosofia è da sempre il tentativo di garantire un senso stabile all'esistente, quella di Grelet è allora una vera e propria anti-filosofia che si infrange contro ogni certezza per abbracciare la vastità e la mutevolezza della vita. "Teoria del navigatore solitario", impossibile incrocio tra i lavori di Laruelle e Badiou, il diario che Thoreau scrisse a Walden e i romanzi di Herman Melville e Joseph Conrad, è il tentativo di articolare un pensiero all'altezza dell'irrequieto divenire del tutto. Libro "in cui il mare confluisce nella teoria" anziché esserne semplicemente l'oggetto e in cui i pensieri, spesso scritti con stile aforistico e poetico, affiorano taglienti come scogli dal flusso delle pagine, il Navigatore solitario "troppo marino per le persone d'intelletto, che conoscono solo la terra, troppo teorico per la gente di mare, che si appassiona solo alla vita", è un'opera unica che a ogni lettura sembra svelarsi e diventare al contempo più enigmatica, dedicata a tutte quelle persone che, in qualche misura, vi si sono già riconosciute. Introduzione di Robin Mackay.
Il visconte cibernetico. Italo Calvino e il sogno dell'intelligenza artificiale
Andrea Prencipe, Massimo Sideri
Libro: Libro in brossura
editore: Luiss University Press
anno edizione: 2023
pagine: 108
Italo Calvino non è stato soltanto un geniale narratore dalla fantasia sconfinata e un acuto commentatore del presente. Neppure il suo impegno nel mondo editoriale e culturale, la sua dedizione politica e sociale e la sua pugnace presenza nel dibattito sono sufficienti a definire la grandezza e l'estensione della sua influenza. Calvino, infatti, nella intera sua opera ha proposto un vero e proprio metodo - il "Metodo Calvino" qui descritto - che lavorando sugli opposti, la più completa pienezza e l'assoluto vuoto, la leggerezza e la gravosità, la precisione e la più vaga inesattezza, funge da passepartout capace di decrittare ogni complessità. Il "Metodo Calvino", secondo Prencipe e Sideri, è anche la chiave appropriata per comprendere l'era che viviamo, anch'essa fatta di opposti, di benessere diffuso e di tremende disuguaglianze; di profondo, rapidissimo cambiamento e della resistenza umana allo stesso. Con Il visconte cibernetico gli autori mettono l'insegnamento di Calvino alla prova della tecnologia - in particolare, dell'intelligenza artificiale e delle sue implicazioni. Arricchimento dell'umanità o rischio esistenziale? Facilitazione o banalizzazione della conoscenza? Ancora opposti che convivono e che bisogna conoscere per poter maneggiare, con serietà e leggerezza, il nostro stesso futuro.
Summa Technologiae. Scritti sul futuro
Stanislaw Lem
Libro: Libro in brossura
editore: Luiss University Press
anno edizione: 2023
pagine: 432
"E così, le tecnologie m'interessano - come dire? - per forza di cose, giacché una determinata civiltà comprende sia tutto ciò che la collettività aveva desiderato, sia ciò che non era intenzione di nessuno." È il 1964 quando Stanislaw Lem, tra i maggiori scrittori di fantascienza e non solo del Novecento, e il più grande nella sua lingua, il polacco, scrive così nelle prime pagine della Summa Technologiae. Di cosa si trattava? Non di un altro romanzo, ma di una raccolta di riflessioni, saggi e scritti teorici nei quali l'autore di Solaris, coniugando la fantasia e l'eleganza del narratore con la finezza del filosofo e l'esattezza dell'ingegnere, andava a caccia dei segni che avrebbero consentito a lui e ai suoi lettori di decifrare il domani. Un domani che Lem preconizzava permeato dall'enorme sviluppo tecnologico, il cui impatto sull'umanità avrebbe mostrato e anticipato in queste pagine. Dalla "intellettronica" alla "fantomatica", quelle che oggi chiameremmo realtà virtuale e intelligenza artificiale, dal sovraccarico di informazioni alle microtecnologie, dalla relazione tra le macchine e la verità e fino alla possibilità di cercare o creare nuovi mondi, è difficile scorrere le pagine della Summa senza avere la strana sensazione di tenere tra le mani il rapporto scritto magnificamente da un misterioso viaggiatore del tempo, da un personaggio uscito direttamente dalla science fiction tanti anni fa e venuto a visitare la nostra era. E tuttavia il libro di Lem, arguto, profondo, ironico, visionario, non è soltanto una raccolta di profezie che in gran parte si sono avverate (le altre, supponiamo, si realizzeranno nei prossimi decenni). Non è nemmeno una storia fantastica, né uno studio particolarmente lungimirante sulla tecnologia, ma non è nemmeno un'allegoria sociale o una brillante analisi filosofica. È tutte queste cose insieme, e anche di più: è il racconto inesauribile della mente umana alle prese con la più grande risorsa a sua disposizione - il futuro.

