Filosofia
Trattato sull'emendazione dell'intelletto
Baruch Spinoza
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2021
pagine: 240
«Dopo che l’esperienza mi ebbe insegnato» così Spinoza apre il Trattato sull’emendazione dell’intelletto «che tutto ciò che spesso ci si presenta nella vita comune è vano e futile – e vedendo come tutto ciò che temevo direttamente o indirettamente non aveva in sé niente di buono né di cattivo se non in quanto l’animo ne veniva commosso, decisi infine di ricercare se ci fosse qualcosa di veramente buono e capace di comunicarsi e da cui solo, respinti tutti gli altri falsi beni, l’animo potesse venire affetto; meglio ancora, se ci fosse qualcosa tale che, trovatolo ed acquisitolo, potessi godere in eterno di continua e grandissima felicità». I tre scritti che qui presentiamo sono le prime tappe di questa grandiosa ricerca di Spinoza, ispirata dall’«amore per una cosa eterna e infinita che nutre l’animo di sola letizia, priva di ogni tristezza». Due di essi furono editi dallo stesso Spinoza: i Princìpi della filosofia cartesiana vennero infatti pubblicati ad Amsterdam nel 1663, in un volume del quale facevano parte anche i Pensieri metafisici, presentati come appendice dello scritto precedente. Fu questa l’unica pubblicazione che uscì sotto il nome di Spinoza durante la vita dell’autore. L’altra opera edita durante la sua vita, il Trattato teologico-politico (1670), uscirà infatti anonima. Il terzo scritto qui tradotto, il Trattato sull’emendazione dell’intelletto, venne pubblicato per la prima volta tra le Opere postume di Spinoza (Amsterdam 1677) dagli amici dell’autore, insieme con l’Etica, il Trattato politico, alcune lettere e una grammatica ebraica. Il breve, ma importantissimo scritto era rimasto incompiuto. Gli editori, nel presentarlo, invitavano il lettore a scusarne ciò che vi si sarebbe incontrato di non rifinito, di oscuro, di appena abbozzato. Malgrado questo, il Trattato rappresenta una delle vette del pensiero seicentesco.
Scritti filosofici e politici
Gianni Vattimo
Libro: Libro rilegato
editore: La nave di Teseo +
anno edizione: 2021
pagine: 2500
La vocazione filosofica di Gianni Vattimo, uscito dalla maturità come “proletario alfabetizzato”, trova la sua radice in una educazione religiosa sensibile agli aspetti sociali e politici, in un contesto storico culturale, a metà degli anni ’50 del secolo scorso, contrassegnato soprattutto dall’individualismo liberale e dal collettivismo marxista. Iscrivendosi alla facoltà di Filosofia dell’Università di Torino, Vattimo, sotto la guida di Luigi Pareyson, si pone l’obiettivo di “contribuire alla formazione di un nuovo umanesimo cristiano”. Il suo percorso di ricerca, dopo gli imprescindibili Maritain e Mounier e i diversamente complementari aedi della Scuola di Francoforte, approda a Heidelberg, accanto a H. G. Gadamer, per una piena immersione nel nichilismo di Nietzsche e nell’esistenzialismo di Heidegger. Ambedue antimoderni e anticristiani, lo riconducono “paradossalmente alla fede cristiana o a qualcosa che le assomiglia molto”, una fede, più propriamente, “secolarizzata”, che si identifica con il principio della caritas. Gadamer, come già Pareyson, induce Vattimo ad approfondire il suo interesse per l’ermeneutica, un approccio interpretativo universale da applicare anche in campo politico. Vattimo darà risonanza al maestro e alla disciplina, anche nel nostro paese, con la traduzione di Verità e metodo (1972), ormai un classico. Delle decine di pubblicazioni, di cui le più importanti sono presenti in questa silloge, quella che ha destato più scalpore e ha dato a Vattimo un’ancora maggiore riconoscibilità internazionale è stato il volume collettaneo, curato con P. A. Rovatti, Il pensiero debole (1983), testo di riferimento del postmodernismo, la cui prima matrice è da ascriversi a Essere e tempo di Heidegger. Tout se tient. Questo volume raccoglie per la prima volta gli scritti filosofici e politici di Gianni Vattimo, presentati da Gaetano Chiurazzi con una introduzione di Antonio Gnoli, e ripercorre la traiettoria del suo pensiero, dalle riflessioni sui grandi maestri del Novecento alle nuove prospettive dell’ermeneutica filosofica e del pensiero debole.
I Simpson e la filosofia. Come capire il mondo grazie a Homer, Nietzsche e soci
William Irwin, Mark T. Conard, Aeon J. Skoble
Libro: Libro rilegato
editore: Blackie
anno edizione: 2020
pagine: 400
Nietzsche vedrebbe di buon occhio le mascalzonate di Bart? Lisa è un’insopportabile socratica? Homer è una brava persona, anche se ha offerto la sua famiglia agli alieni per salvarsi la pelle? Marge sembra così rassicurante perché, di fatto, è una donna di casa machista? Possiamo imparare qualcosa sulla felicità attraverso le miserie del signor Burns? Questo libro non è solo un’analisi filosofica dell’ultimo grande artefatto culturale della nostra epoca: I Simpson, la serie tv che da oltre trent’anni racconta glorie e bassezze di una famiglia gialla che ci assomiglia molto. È piuttosto un’introduzione, divertente e al tempo stesso rigorosissima, all’opera di pensatori come Aristotele, Kant, Heidegger, Sartre e molti altri. Dice la leggenda che non succede più nulla che non sia già accaduto in una puntata dei Simpson. Se è vero, mentre impariamo qualcosa di più su di loro possiamo imparare qualcosa di più anche sul nostro mondo.
L'utilità dell'inutile. Manifesto
Nuccio Ordine
Libro: Libro in brossura
editore: Bompiani
anno edizione: 2020
pagine: 272
Non è vero - neanche in tempi di crisi - che è utile solo ciò che produce profitto. Esistono, nelle democrazie mercantili, saperi ritenuti "inutili" che invece si rivelano di una straordinaria utilità. In questo saggio, Nuccio Ordine attira la nostra attenzione sull'utilità dell'inutile e sull'inutilità dell'utile. Attraverso le riflessioni di grandi filosofi (Platone, Aristotele, Zhuang-zi, Pico della Mirandola, Montaigne, Bruno, Kant, Tocqueville, Newman, Heidegger) e di grandi scrittori (Ovidio, Dante, Petrarca, Boccaccio, Ariosto, Cervantes, Lessing, Dickens, Gautiér, Kakuzo Okakura, Garcia Lorca, Garcia Màrquez, Ionesco, Calvino), Nuccio Ordine mostra come l'ossessione del possesso e il culto dell'utilità finiscono per inaridire lo spirito, mettendo in pericolo non solo le scuole e le università, l'arte e la creatività, ma anche alcuni valori fondamentali come la dignità, l'amore e la verità.
Filosofo anche tu. Siamo filosofi senza saperlo
Ermanno Bencivenga
Libro: Copertina morbida
editore: Giunti Editore
anno edizione: 2018
pagine: 144
La filosofia è un'attività pubblica, nella quale siamo tutti coinvolti, consapevolmente o meno. Che discutiamo di vaccini o di unioni civili, delle condizioni di salute di Totò Riina o delle fandonie di Donald Trump, le posizioni che difendiamo e quelle che avversiamo riepilogano le teorie di Platone o di Nietzsche, di Hobbes o Rousseau, di Aristotele o Kant. Rendercene conto permette di capire e articolare meglio quel che crediamo e di conferire maggiore dignità ai nostri interlocutori; trasforma una potenziale rissa in una conversazione rispettosa e razionale, da cui tutti possono imparare. Questo libro ci aiuta, con esempi tratti da occasioni e controversie quotidiane, a scoprire le nobili idee in cui ci rispecchiamo, le filosofie che adottiamo, spesso senza saperlo.
Le forme del bello
Remo Bodei
Libro: Libro in brossura
editore: Il Mulino
anno edizione: 2017
pagine: 227
Dal modello classico all'estetica dell'assenza di regole: la storia dell'idea di bellezza è segnata dal progressivo disgregarsi del paradigma armonico di un perfetto ordine cosmico in cui il bello si collega al vero e al bene. Se in età moderna si fa esperienza del molteplice e dell'individuale, a fine Settecento si approda a una netta rivincita del sublime e del brutto. Ma è soprattutto il Novecento che rivendica il valore estetico della deformità e delle dissonanze come generatori di ordini sconosciuti. Malgrado il discredito che in alcune teorie colpisce oggi il concetto di bello, sorprendentemente esso continua a rinnovarsi, sottraendosi a qualunque definizione univoca e conclusiva.
Pensieri. Testo greco a fronte
Marco Aurelio
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2016
pagine: XXIII-294
Perenne attualità dei contenuti e immediatezza della forma espressiva hanno garantito nei secoli fama costante ai "Pensieri" di Marco Aurelio. Si tratta di momenti di riflessione e di introspezione, ora profondi ora comuni e quotidiani, in cui l'imperatore esamina – in un quadro di riferimento etico e filosofico di impostazione stoico-cinica – il passato, la propria condotta, la corrispondenza delle azioni da lui compiute con i princìpi che le ispiravano. Gli slanci verso l'infinito, le angosce esistenziali, i bisogni metafisici alimentati o incrinati dalle consapevolezze terrene, l'ansia di liberazione spirituale, il desiderio di interiorità come "rifugio" nella temperie della vita sono segni eloquenti di un intimo colloquio dell'anima con se stessa.
L'arte di essere felici. Come sopravvivere alle avversità e riscoprire il valore della vita
Pierre Zaoui
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2016
pagine: 270
Sentirsi disarmati di fronte a una delusione amorosa. Avere paura di non superare un esame. Chiedersi quando finalmente si addolcirà il dolore del distacco. Ci sono occasioni in cui la sfortuna sembra farsi beffe di noi, giorni in cui lo sconforto ci lascia intorpiditi, frustrati; giorni in cui il mondo appare svuotato di senso. Come provare a essere felici nonostante le avversità? Come sopravvivere alla vita? Si può continuare a vivere e ad amare, quando ci si scopre risucchiati nel turbine dei piccoli e grandi problemi dell'esistenza? Questo libro di Pierre Zaoui - una delle voci francesi più autorevoli del pensiero contemporaneo, già autore dell'Arte di scomparire - è un piccolo, irrinunciabile manuale di sopravvivenza: convinto che l'ultima ancora di salvezza contro l'assurdità dell'esistenza sia il pensiero, Zaoui ci guida in una passeggiata filosofica nei territori più impervi della vita, affacciandosi con coraggio persino sugli scoscesi precipizi davanti a cui tanto spesso i sedicenti "intellettuali" arretrano timorosi: l'amore e le sue vertigini, il timore della fine, il dolore del lutto. Con la sensibilità del flàneur, e insieme il rigore del grande filosofo, Zaoui procede per svolte improvvise e accostamenti subitanei, oscilla tra Nietzsche e Flaubert, dirige il suo sguardo sui minuti dettagli del quotidiano che - sommersi dagli stimoli - non sappiamo più apprezzare: i piccoli momenti di tranquillità dell'anima, il piacere del silenzio, i fiori - i più belli - della generosità umana.
Il postumano. La vita oltre l'individuo, oltre la specie, oltre la morte
Rosi Braidotti
Libro: Libro in brossura
editore: DeriveApprodi
anno edizione: 2014
pagine: 220
La nostra seconda vita negli universi digitali, il cibo geneticamente modificato, le protesi di nuova generazione, le tecnologie riproduttive sono gli aspetti ormai familiari di una condizione postumana. Tutto questo ha cancellato le frontiere tra ciò che è umano e ciò che non lo è, rivelando le fondamenta non naturalistiche dell'umanità contemporanea. Sul piano della teoria politica e filosofica, urge adeguare le categorie di comprensione delle identità individuali e dei fenomeni sociali a partire da questo salto. Sul piano dell'analisi, dopo aver constatato la fine dell'umanesimo, occorre vedere in questa trasformazione le insidie di una colonizzazione della vita nel suo complesso da parte dei mercati e della logica del profitto. Serve dunque aggiornare la teoria ai cambiamenti in atto, senza rimpianti per un'umanità ormai perduta e cogliendo le opportunità offerte dalle forme di neoumanesimo che scaturiscono dagli studi di genere, postcoloniali e dai movimenti ambientali.
Critica della ragion pura
Immanuel Kant
Libro: Libro in brossura
editore: UTET
anno edizione: 2013
pagine: 700
"Quella in cui viviamo è la vera e propria epoca della critica, a cui tutto deve venire sottoposto." Questa frase, tratta dalla prima prefazione alla "Critica della ragion pura", fa intuire la portata rivoluzionaria della prospettiva inaugurata da Immanuel Kant. Il puntiglioso, abitudinario professore di Königsberg, affronta - nel secolo dei Lumi e di Newton l'esigenza di una rifondazione radicale della cultura, muovendo dall'oscura consapevolezza della necessità di far confluire ragione ed esperienza, e arrivando a delimitare nitidamente il raggio d'azione dei vari saperi. Se il metodo della scienza, così fecondo di risultati, alimenta le speranze nel progresso conoscitivo dell'umanità, d'altra parte non è in grado di offrire risposte agli interrogativi più profondi e pressanti, come il problema del libero arbitrio, dell'immortalità dell'anima, di Dio. La "Critica della ragion pura" è il capolavoro filosofico che, più di ogni altro, porta avanti lo spirito e gli ideali dell'Illuminismo: necessario è mostrare i limiti della ragione, perché, credendo di possedere verità assolute, si rischia di cadere nel fanatismo; al contempo, bisogna far valere con forza i diritti della critica razionale, se si vuole evitare che gli uomini siano schiavi di autorità e istituzioni prive di fondamento. "Sapere aude! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza!": l'impulso di questo motto percorre l'intera filosofia di Kant, qui esposta nei suoi principi fondamentali.
Il miracolo della forma. Per un'estetica psicoanalitica
Massimo Recalcati
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori Bruno
anno edizione: 2012
pagine: 264
Questo libro propone una nuova visione dei rapporti tra la psicoanalisi e la pratica dell'arte. L'opera d'arte non è il luogo dove si manifesta il fantasma inconscio del suo autore - secondo una tradizione riduttivamente patografica - né può essere ricondotta meccanicamente alla biografia dell'artista. Piuttosto in essa si manifesta il soggetto dell'inconscio come impossibilità di rendere del tutto decifrabile l'enigma del testo d'arte. Tra la pratica artistica e quella psicoanalitica esiste un punto di prossimità radicale: entrambe sono pratiche di linguaggio che esplorano il limite del linguaggio stesso, il reale impossibile da rappresentare. Il loro problema resta comune: come è possibile dare una forma alla forza (informe) che si manifesta nel reale della pulsione? Questa nuova edizione aggiornata è arricchita da un saggio dedicato a Van Gogh nel quale l'autore sintetizza il suo pensiero originale sulle tendenze fondamentali dell'arte contemporanea.
In cielo come in terra. Storia filosofica del male
Susan Neiman
Libro: Libro in brossura
editore: Laterza
anno edizione: 2011
pagine: XV-351
"Ci chiediamo se spiegare le cose si avvicini troppo a giustificarle e, se è così, dove dovremmo fermarci. Ci preoccupiamo su come mantenere un impegno di giustizia quando il mondo intero non lo fa. Ci chiediamo quale sia lo scopo di dare senso teorico al mondo quando non possiamo dare un senso alla miseria e al terrore. Possiamo farlo con ironia, asciuttezza o passione, ma in ogni caso troviamo il modo per considerare una parte trascurata del problema come il senso stesso della vita. Concentrarsi su tali questioni non consiste nel sostituire il pensiero critico con il buonismo. Al contrario: i testi qui discussi dovrebbero rivelare che poche cose danno adito a un pensiero di profondità e rigore tali da togliere il fiato e che, soprattutto, danno adito al dialogo, il vero inizio della filosofia": da queste considerazioni prende avvio la riflessione di Susan Neiman sul problema del male. Che senso ha un mondo dove gli innocenti soffrono? Quale fede in un potere divino o nell'umano progresso resiste a non catalogare il male? Il male è forte e radicato o banale e mediocre? Fino a quando l'impossibile può divenire possibile in termini di brutalità e violenza? In un serrato confronto con molte voci della filosofia degli ultimi tre secoli - da Voltaire e Rousseau a Kant, da Leibniz a Schopenhauer, passando per Nietzsche e Freud, fino a giungere ai contemporanei Adorno, Camus, Arendt e Rawls - Susan Neiman dimostra come il male non abbia una essenza costante.

