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Laterza: Saggi tascabili Laterza

Il seme dell'intolleranza. Ebrei, eretici, selvaggi: Granada 1492

Il seme dell'intolleranza. Ebrei, eretici, selvaggi: Granada 1492

Adriano Prosperi

Libro: Copertina morbida

editore: Laterza

anno edizione: 2011

pagine: 180

L'anno 1492 segna tradizionalmente una cesura epocale importante: con la scoperta dell'America e l'avvio dell'unificazione del mondo per opera degli europei si considera concluso il Medioevo e iniziata l'età moderna. In quello stesso anno accadono cose che fissano alcuni meccanismi di identità e di esclusione tipicamente moderni. In Spagna, la conquista dell'ultimo regno musulmano e l'espulsione della minoranza ebraica avviano la formazione di uno stato fortemente caratterizzato dall'unità religiosa. Non solo, alle altre figure già codificate dell'alterità umana, l'eretico, il giudeo,l'espansione extra-europea aggiunge la figura del selvaggio. È su di loro che si esercitarono i dispositivi di potere creati nella penisola iberica, in modo particolare quello dell'Inquisizione. In una realtà sociale come quella spagnola, divisa per lingue, culture, tradizioni e religioni, lo Stato moderno nasce issando le barriere dell'intolleranza e creando categorie di 'diversi' su cui si esercitano i meccanismi dell'esclusione o dello sfruttamento: si va dall'assoggettamento dei popoli extraeuropei (i 'selvaggi') all'eliminazione dell'eretico e dell'ebreo. In tutti questi casi la religione offre la legittimazione all'esercizio del potere. Sugli ebrei in particolare si registra un passaggio carico di un pesante futuro: quello dalla tradizione dell'antigiudaismo cristiano del Medioevo a base religiosa alle nuove forme di antisemitismo a base 'naturale', fondato sulla presunta differenza di sangue.
12,00

L'anticittà

L'anticittà

Stefano Boeri

Libro: Libro in brossura

editore: Laterza

anno edizione: 2011

pagine: XVI-155

Nelle città europee sta crescendo una vera e propria "anti-città": migliaia di persone, giovani, coppie, anziani, tagliati fuori dalla vita culturale, dagli scambi economici, dalle relazioni istituzionali. Le caratteristiche principali dell'anti-città sono la frustrazione e l'omologazione: la frustrazione di una anti-società illegale e senza sbocchi che scopre che la mobilità sociale è un miraggio e l'omologazione di migliaia di concittadini resi simili nelle credenze, nelle aspettative e negli stili di vita. Sono loro gli abitanti dell'anticittà: sono, ad esempio, le diciassette mila famiglie che a Napoli dichiarano reddito zero o i dieci mila senza fissa dimora delle fabbriche dismesse di Milano, parenti stretti dei bambini che abitano i sotterranei di Bucarest, delle famiglie che vivono nel cimitero del Cairo o delle migliaia di immigrati di Dubai. Gli anticorpi contro tutto questo stanno in una architettura che cambi gli spazi abitati per cambiare le relazioni e con esse la qualità della vita. Questo libro parla di come lo spazio sia un protagonista determinante della politica, perché lo spazio fa, disfa, condiziona, promuove, distrugge. È necessario riscoprire il significato civile dell'architettura, la sua dimensione politica, perché è grazie ai progetti architettonici, ai piani urbanistici, alle proposte di design che lo spazio divide e connette pezzi di società, toglie e attribuisce loro risorse, nega o consente relazioni culturali ed economiche.
12,00

Clandestinità (e altri errori di destra e di sinistra)

Clandestinità (e altri errori di destra e di sinistra)

Paolo Borgna

Libro: Copertina morbida

editore: Laterza

anno edizione: 2011

pagine: 93

Sono le piccole storie che ci fanno capire come sta volgendo la Storia. E sono piccole storie di cittadini stranieri (la badante, lo schiavista di baby pusher, il giardiniere irregolare, la ragazza sfruttata) quelle che Paolo Borgna racconta. Attraverso di loro si capisce perché l'Italia non ha saputo inviare, a partire dai primi anni '90 il messaggio preciso di cui c'era bisogno: "vogliamo essere un Paese d'accoglienza e allo stesso tempo garantire che l'immigrazione non provochi il degrado dei diritti, delle regole, dei servizi sociali della nostra comunità. Promuoveremo la massima espansione dei diritti a chi cerca in Italia nuove opportunità di crescita, di lavoro e di speranze per sé e i propri figli. Affinchè ciò sia possibile, saremo intransigenti contro la criminalità: che è il primo nemico dell'immigrazione e dell'interazione tra culture diverse. La nostra politica e il nostro sistema giudiziario non sono state all'altezza di questa sfida. Abbiamo detto e fatto cose contraddittorie: formulato proclami che si afflosciavano alla prima prova; minacciato sanzioni esagerate che avevano la credibilità di grida manzoniane. Abbiamo mostrato la faccia feroce e spaventato i deboli e i timorosi della legge e siamo stati deboli con i prevaricatori. Non abbiamo contrastato i criminali incalliti e poi ce la siamo presa con i lavavetri". Siamo ancora in tempo a rimediare. Possiamo prosciugare la palude che produce clandestinità sostiene Borgna - sottraendovi tutti i casi di irregolarità.
12,00

La bella e la bestia: arte e neuroscienze

La bella e la bestia: arte e neuroscienze

Ludovica Lumer, Semir Zeki

Libro: Copertina morbida

editore: Laterza

anno edizione: 2011

pagine: 129

"Il processo di studio della relazione tra l'individuo e quello che vede e più ancora tra il sé e lo spazio circostante, le relazioni sociali e le situazioni non usuali è proprio quello che l'arte contemporanea enfatizza come mai precedentemente nella storia. Ed è sorprendente come le questioni approcciate dall'arte di oggi siano esattamente le stesse che sfidano le neuroscienze." Le neuroscienze mettono oggi a disposizione un'enorme quantità di dati sul funzionamento di varie parti del sistema nervoso, dati che raccontano storie, più o meno esaustive, su come gli esseri umani vivono, interagiscono e si muovono nel mondo. Allo stesso modo l'arte, una delle più elevate modalità di rappresentare sensazioni ed emozioni, ci fornisce preziosi documenti sul funzionamento del cervello e in ultima istanza dell'uomo. In particolare l'arte contemporanea, nel suo essere in bilico tra progettualità e azione, tra idea e gesto creativo, esplora e rivela le capacità percettive del sistema nervoso. L'opera d'arte e il processo creativo diventano quindi per lo scienziato il racconto esplicito e diretto delle esperienze percettive, emotive e comportamentali.
12,00

La fine della città

La fine della città

Leonardo Benevolo, Francesco Erbani

Libro: Copertina morbida

editore: Laterza

anno edizione: 2011

pagine: 159

Sotto i nostri occhi sta avvenendo una trasformazione radicale della città. Nessuno riesce a definire con certezza quale possa essere il suo destino, perché ha perso una delle caratteristiche che l'ha sempre contraddistinta: l'essere circoscritta. Non si sa che cosa diverrà proprio nel momento in cui diventa il luogo di vita della maggioranza degli abitanti del mondo. La città perde la sua fisionomia e invade il territorio circostante, che non acquista caratteri di urbanità, ma non è neanche più campagna. Il fenomeno è planetario e interessa sia i paesi industrializzati che quelli più poveri, anche se le forme di questo cambiamento sono molto diverse in Europa rispetto al Sud America o all'Africa. Ma questa lunga conversazione con Francesco Erbani, giornalista e scrittore, non è solo un bilancio dell'architettura e dell'urbanistica contemporanee. È anche un'autobiografia intellettuale e politica dove Benevolo racconta se stesso, la propria formazione, la crescita delle città italiane dal dopoguerra, le anomalie del nostro paese, le battaglie per la difesa del paesaggio da una speculazione aggressiva, i risultati raggiunti e le sconfitte, a Roma e a Palermo, a Venezia, a Urbino e a Brescia. E dove con passione sostiene la pratica di un'urbanistica che coniughi saperi diversi, slancio ideale e concretezza nelle realizzazioni, senza risparmiare giudizi "fuori dai denti" dei grandi protagonisti della scena internazionale.
12,00

Il partito personale. I due corpi del leader

Il partito personale. I due corpi del leader

Mauro Calise

Libro: Copertina morbida

editore: Laterza

anno edizione: 2010

pagine: 165

"Nella crisi dei partiti, il leader appare ormai privo della corazza della responsabilità collegiale, secolare conquista della civiltà statale. Come gli antichi sovrani, cui sempre più rassomiglia, il capo del partito personale torna a essere nudo". La nuova edizione di un libro che ha lasciato un segno nel dibattito politico italiano, entrando a far parte del nostro lessico quotidiano.
12,00

L'edificazione di sé. Istruzioni sulla vita interiore

L'edificazione di sé. Istruzioni sulla vita interiore

Salvatore Natoli

Libro: Copertina morbida

editore: Laterza

anno edizione: 2010

pagine: 104

È possibile abitare il mondo senza fughe in un'improbabile trascendenza, e senza deliri d'onnipotenza? La forza, la temperanza, il coraggio, in breve tutte quelle che un tempo si chiamavano virtù, esistono ancora? Sembra siano state dimenticate. Tuttavia in una società mobile, complessa, frammentata si sente la necessità di darsi un'identità, di trovare corrispondenza negli altri. E se non si riesce a concedere fiducia, si cerca almeno di evitare la delusione. Per questo le virtù riaffiorano o quanto meno comincia a sentirsene il bisogno. Ma cos'è propriamente virtù? È l'unico modo che abbiamo d'inventarci la vita, di darle 'forma' e divenire, così, padroni di noi stessi e, a pieno titolo, soggetti. Ma virtù è anche saper prendere distanza da sé: come un guardarsi da fuori per poterci giudicare - per quanto possibile spassionatamente e poter guadagnare così uno sguardo privo di pregiudizi e perciò più trasparente sul mondo. Praticare le virtù vuol dire prendersi a cuore, avere cura di sé. Ma ogni nostra azione è sempre relazione, anzi noi stessi lo siamo. Infatti, non si può essere felici da soli. Per questo le condotte personali entrano inevitabilmente in circolo con le pratiche sociali e sono proprio le virtù che allentano le resistenze e permettono l'instaurarsi di rapporti giusti con gli altri. Come diceva Spinoza: nulla è più utile all'uomo che l'uomo stesso. Per questo l'estetica dell'esistenza si coniuga con la realizzazione del bene.
10,00

Centauri. Mito e violenza maschile

Centauri. Mito e violenza maschile

Luigi Zoja

Libro: Copertina morbida

editore: Laterza

anno edizione: 2010

pagine: 99

Centauri: esseri duali. Non soltanto erano insieme uomo e cavallo, avevano una doppia natura: saggi e guaritori, ma anche violenti e stupratori. L'identità maschile è scissa in animale (fecondatore) e civile (paternità) ben più di quanto lo sia quella femminile. La sua polarità sociale non è frutto di lunga evoluzione, ma recente e culturale. Quindi, più precaria. Con lo sprofondare del patriarcato riemerge, nel pieno della postmodernità, il polo "rimosso": la natura animale, simboleggiata dal cavallo. Come nel mito, irrompono patologie quale lo stupro di gruppo, sconosciuto alle specie animali, testimone di una incapacità di relazione risolta con la violenza.
10,00

«Sopporta, cuore...» La scelta di Ulisse

«Sopporta, cuore...» La scelta di Ulisse

Eva Cantarella

Libro: Copertina morbida

editore: Laterza

anno edizione: 2010

pagine: 101

Quando, in quale momento della sua storia, l'essere umano ha cominciato a percepire se stesso come un soggetto libero e capace di autodeterminarsi? Quando ha acquisito la consapevolezza di essere l'autore delle proprie azioni? La cognizione della propria autonomia morale non è un dato innato. Per molto tempo gli esseri umani si sono sentiti in balia di forze esterne, superiori, incontrollabili e invincibili, a cominciare dalle forze della natura, spesso divinizzate. La conoscenza della propria libertà è infatti il risultato di una faticosa presa di coscienza, una fondamentale, lunga e difficile conquista del pensiero, che sta alla base e costituisce il presupposto di concetti etici e successivamente giuridici come "colpa" e "responsabilità". Ulisse è uno dei personaggi la cui storia consente di seguire i passaggi di questa straordinaria "invenzione".
10,00

Organizzare l'altruismo. Globalizzazione e welfare

Organizzare l'altruismo. Globalizzazione e welfare

Mauro Ceruti, Tiziano Treu

Libro: Libro rilegato

editore: Laterza

anno edizione: 2010

pagine: VIII-177

Gli assetti economici e sociali stanno subendo metamorfosi profonde: dalla globalizzazione dei mercati e dei costumi ai rivolgimenti tecnologici, alle disuguaglianze crescenti in termini di ricchezza e potere fra persone e fra paesi. Il tessuto della convivenza civile mostra segni evidenti di lacerazione, quasi di dissolvimento, che disorientano e impauriscono i singoli e indeboliscono i legami sociali. Questi fenomeni, proprio perché incidono in profondità sui rapporti interpersonali, si riflettono nelle dinamiche della vita sociale e della vita pubblica, e sono all'origine della crisi della socialità e della stessa democrazia. Tiziano Treu e Mauro Ceruti condividono l'idea che tale scenario non sia predeterminato e incorreggibile ma sia possibile agire per sviluppare le capacità personali e il benessere collettivo: si tratta di ricercare nuovi rapporti fra stato, mercato e società, in un'economia sociale di mercato; nuovi orientamenti e nuove strutture del welfare, per adeguarlo alle attuali condizioni della vita umana; una nuova condivisane di responsabilità tra comunità sociale e istituzioni, secondo il principio di sussidiarietà.
12,00

Città senza cultura. Intervista sull'urbanistica

Città senza cultura. Intervista sull'urbanistica

Giuseppe Campos Venuti

Libro: Copertina morbida

editore: Laterza

anno edizione: 2010

pagine: 189

II Bel Paese non gode di ottima salute. Se si volge lo sguardo al paesaggio nella sua interezza il brutto sembra prevalere sul bello e il disordine su un progetto riconoscibile. Cosa ha determinato tutto questo e in che modo è possibile affrontare e risolvere i problemi e le criticità, è l'obiettivo di questo libro-intervista. Con il suo straordinario bagaglio di esperienze di studioso e di amministratore pubblico, Campos Venuti ricostruisce quello che, in questi decenni, è stato fatto dalla politica, la cultura e la stessa urbanistica. E, soprattutto, quello che non è stato fatto. Su ogni tema trattato, l'intervista trae sempre una conclusione di prospettiva e propone una soluzione per le molte problematiche che si affacciano sullo scenario attuale: dal miglioramento della qualità e dell'efficienza delle città e del territorio, al radicale rinnovamento necessario del nostro sistema legislativo, dal modo di affrontare le problematiche della rendita fondiaria urbana alla conferma dell'utilità del piano regolatore.
12,00

La cultura degli italiani

La cultura degli italiani

Tullio De Mauro

Libro: Libro in brossura

editore: Laterza

anno edizione: 2010

pagine: VIII-275

Tullio De Mauro riflette sullo stato della cultura diffusa in Italia e ne definisce il significato in termini più ampi rispetto ad accezioni troppo chiuse in ambiti umanistico-letterari. Fra gli aspetti negativi c'è una arretratezza strutturale verso cui, da un lato, le classi dirigenti dimostrano scarsa attenzione (le politiche scolastiche e formative e i tassi nazionali di alfabetizzazione ne sono una testimonianza diretta), dall'altro, la società dei letterati, autorevole dal punto di vista del suo prestigio sociale, è sempre stata autoreferenziale (con pochi "eretici" al suo interno) e non colma la distanza che la separa dal paese reale. Paradossalmente è stata la televisione a veicolare la prima vera cultura italiana di massa. Con effetti sociali e politici che impongono una seria riflessione intorno a quale sia la "cultura" che esprimono gli italiani. Il testo esce a cinque anni dalla prima edizione nella versione integrale originale arricchita di un capitolo finale che può essere letto come una verifica delle ipotesi avanzate nel 2004, ma che si propone anche come primo tassello di una specie di osservatorio permanente sullo stato della cultura degli italiani. Sui punti di forza. E sui tantissimi punti di debolezza, se non di minorità.
12,00

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