Edizioni Scientifiche Italiane: L'Europa del diritto
Una difesa (moderata) della sentenza. Lisbona della Corte costituzionale tedesca
Agustín J. Menéndez
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Scientifiche Italiane
anno edizione: 2012
pagine: 44
Le istituzioni dell'Unione Europea si sono vieppiù arrogate poteri e competenze che sembravano un tempo appannaggio esclusivo della sovranità statale. Ciò è stato innanzitutto il risultato di una serie costante (e crescente in intensità e pretese) di decisioni giudiziali della Corte Europea con sede in Lussemburgo. A partire dalla dottrina dell'effetto diretto e della supremazia del diritto comunitario primario (in origine il Trattato di Roma) il tribunale del Lussemburgo si è pensato ed ha agito come una sorta di corte costituzionale capace di valutare la legislazione ordinaria nella sua conformità alle norme comunitarie. Ciò ovviamente non poteva non avere un impatto profondo e vasto sulla dinamica e la cultura costituzionale degli Stati membri.
Per un'ontologia post-metafisica del diritto
Valentin Patev
Libro: Copertina morbida
editore: Edizioni Scientifiche Italiane
anno edizione: 2016
pagine: 44
I mutamenti dettati dai processi di globalizzazione hanno prodotto una nuova forma di pluralismo giuridico, caratterizzata da un'estesa e diffusa normatività, che coinvolge una molteplicità di attori sociali e prefigura una policentricità dei luoghi di produzione legislativa. L'analisi di una realtà complessa come quella odierna è sviluppata da Valentin Petev attraverso la configurazione di un'ontologia post-metafisica, per la quale il diritto si prospetta come un'ampia istituzione sociale, comprensiva di elementi normativi, aspetti organizzativi e fattori valoriali. La natura sociale ed etica del diritto, derivante dai discorsi politici razionali fondati sui principi dell'argomentazione, costituisce poi la base per la costruzione, all'interno di un ordine politico ispirato ai principi di democrazia, di un sistema di giustizia sociale, inteso in termini socio-assiologici, e pertanto capace di limitare i rilievi critici degli schemi proposti dalle concezioni politiche come quella di Rawls. Si traccia, in tal modo, la strada per pervenire alla formazione di un modello articolato di società globale, diretto all'attuazione dei valori di libertà, eticità e solidarietà, al fine di consentire all'uomo del tempo attuale di condurre una vita buona.
Una critica dei principi del diritto
Larry Alexander, Kenneth Kress
Libro: Copertina morbida
editore: Edizioni Scientifiche Italiane
anno edizione: 2014
pagine: 104
La teoria del diritto degli ultimi decenni si è sviluppata a partire da una rinnovata riflessione sulla categoria dei principi del diritto. Questi sono stati così contrapposti alle "regole", e considerati come portatori di densi ed intensi contenuti normativi, tali da sconfinare nella sfera dei valori e criteri morali. Ciò metterebbe in scacco il positivismo giuridico, arroccato com'è in una rigida separazione di diritto e morale. E si riaprirebbe l'attenzione per un'argomentazione giuridica non più stretta nell'alternativa secca tra deduzione o interpretazione letterale o intenzionale e decisione o discrezione. È questa, com'è noto, la strada battuta da due dei maggiori giusfilosofi di questi ultimi anni, Ronald Dworkin e Robert Alexy. Larry Alexander (con Kenneth Kress) è avverso ad imboccare questa pista. E si presenta alla ribalta del dibattito come uno dei più intransigenti e raffinati critici della nozione dei principi giuridici come categoria autonomamente significativa.
Stato di diritto e diritti fondamentali in Germania
Bodo Pieroth
Libro: Copertina morbida
editore: Edizioni Scientifiche Italiane
anno edizione: 2013
pagine: 48
Si pubblicano qui due lezioni del Professor Bodo Pieroth. Si tratta di presentazioni ed elaborazioni che affrontano il tema della configurazione dello Stato di diritto e dei diritti fondamentali a partire innanzitutto dall'esperienza storica del costituzionalismo germanico. Da questa ci giungono insegnamenti rilevanti per ciò che concerne la forza normativa dell'impero della legge e rispetto alla natura basicamente materiale dei diritti umani recepiti nei documenti costituzionali dell'Europa contemporanea. Bodo Pieroth è un giurista assai attento al dato tecnico-giuridico, ma non può non sottolineare il senso politico della costruzione costituzionale. Egli ci rappresenta bene la natura evolutiva ed allo stesso tempo controversa dei concetti che danno il suo senso più specifico alla costituzione dello Stato democratico. Ciò è tanto più importante oggi, in un'epoca in cui sia lo Stato, la sfera pubblica, sia i diritti dei cittadini, l'autonomia e il potere dei consociati, sembrano farsi vieppiù sottili dinanzi alle sfide ed agli assalti della storia politica ed economica ormai irrimediabilmente globalizzata.

