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Tararà

Il massiccio del Monte Bianco

Il massiccio del Monte Bianco

Eugène Emmanuel Viollet-Le-Duc

Libro: Libro in brossura

editore: Tararà

anno edizione: 2025

pagine: 262

Il volume, finalmente fruibile in traduzione italiana con un ampio testo critico, è curato da Francesca Schepis, architetto e docente di composizione architettonica e urbana nell’Università di Reggio Calabria. È abitudine, tra gli alpinisti, utilizzare il verbo fare al posto di salire. Ho fatto il Monte Rosa, Ho fatto la cima, Ho fatto dieci Quattromila. Nel caso di Viollet-le-Duc, architetto e restauratore francese ottocentesco, e della sua opera II massiccio del Monte Bianco, il verbo fare assume un significato ancora più pregnante. Grande appassionato di montagna, non si limitò a scalare più volte il Monte Bianco ma nel corso di ben dodici anni lo disegnò in oltre seicento tavole, cercando al tempo stesso di capire le strutture morfologiche e gelologiche che costituiscono la montagna più alta d’Europa. Il risultato è un’opera del tutto originale e unica nel suo genere, in cui l’autore guarda alla montagna come a “un grande edificio, le cui parti hanno tutte una ragione di esistere”. Un edificio da restaurare, da riportare alla sua integrità e per il quale trovare una nuova forma di tutela. Nonostante l’obiettivo dell’autore fosse quello di instillare nel maggior numero di persone il desiderio ardente di studiare la natura… i cui insegnamenti sono sempre i più sani e i più proficui per la mente», il libro è rimasto per molto tempo appannaggio di un pubblico ristretto. Oggi, rileggendo le considerazioni di Viollet-le-Duc anche alla luce dell’emergenza ecologica, l’attualità di questo autore è particolarmente evidente. Il libro è corredato da 112 disegni originali e 20 tavole a colori.
28,00 €

Abitare la montagna. Storie per un'antropologia dell'abitare

Abitare la montagna. Storie per un'antropologia dell'abitare

Marco Nifantani

Libro: Libro in brossura

editore: Tararà

anno edizione: 2025

pagine: 141

Una casa, lontana o vicina, nel passato e nel futuro, c’è sempre. Per ognuno. Luogo della narrazione, della tessitura dell’esistenza individuale nella sua interazione con lo spazio-tempo della comunità, dell’ambiente, della storia. Luogo da cui si poteva fondare il mondo, secondo Mircea Eliade, “nel cuore del reale”. Oggi che le abitazioni hanno smesso di essere opera delle mani di chi ci vive per passare in quelle di tecnici sconosciuti a chi le abiterà, anche costruirsi il proprio spazio da soli diventa una virtù. Virtù di quell’uomo-artigiano di cui l’architettura contadina, di pianura e di montagna, rimane una testimonianza luminosa e una traccia da seguire. Questo libro raccoglie chiacchierate fatte con persone incontrate, alcuni amici o amici di amici, anche stranieri, che hanno fatto la scelta di andare a vivere, cercare casa, in luoghi non convenzionali del nostro territorio: oltre la città, risalendo le valli, verso Cicogna o Intragna o verso la valle nascosta di Piaggia, o dalla valle Cannobina sono scese quando l’età non ha più permesso di starci in autonomia, o come vedette dal rifugio del Piancavallone osservano le luci della civiltà, braci accese nelle notti, o sui sentieri guidano altri perché il rito continui ad essere officiato.
17,00 €

Passaggi di speranza. Contrabbandieri, passatori, fuggiaschi e partigiani in Ossola e Verbano

Passaggi di speranza. Contrabbandieri, passatori, fuggiaschi e partigiani in Ossola e Verbano

Andrea Pozzetta

Libro: Libro in brossura

editore: Tararà

anno edizione: 2024

pagine: 170

Che cosa ha rappresentato il confine tra Ossola, Verbano e Svizzera nei primi decenni del Novecento e durante la seconda guerra mondiale? Esso fu allo stesso tempo una linea di separazione e un'area di convergenze, fu un territorio militarizzato, ma anche uno spazio fluido e poroso. Nei venti mesi di guerra partigiana, poi, attorno a quel confine si riversarono perseguitati politici e razziali, fuggiaschi, prigionieri, disertori, renitenti che vennero protetti dalle popolazioni locali e accompagnati in Svizzera dagli esperti degli sconfinamenti clandestini: i contrabbandieri. Valichi alpini da decenni battuti da spalloni e finanzieri si tramutarono in un vero e proprio magnete per esseri umani in fuga. Quello stesso confine divenne nucleo catalizzatore di idee e di esperimenti democratici, tra scambi, interessi, salvataggi, avventure e tragedie. Una storia di contrabbandieri e partigiani, le cui figure, a volte, si confonderanno a vicenda, pur tra contrasti e contraddizioni.
18,00 €

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