Tararà
Il paesaggio dei giardini del Lago Maggiore. Conoscenza, tutela e valorizzazione
Libro
editore: Tararà
anno edizione: 2003
pagine: 149
Geo Chavez, il primo trasvolatore delle Alpi
Luciano Martini
Libro: Libro in brossura
editore: Tararà
anno edizione: 2003
pagine: 384
Andar per laghi. Novantacinque sentieri azzurri tra Verbano e Sempione
Tullio Bagnati, Giancarlo Martini
Libro
editore: Tararà
anno edizione: 2003
pagine: 270
L'alto Verbano. Umgebung, Wanderwege, Kultur
Paolo Crosa Lenz
Libro
editore: Tararà
anno edizione: 2003
pagine: 118
Al Nanga Parbat
Fritz Bechtold
Libro: Libro in brossura
editore: Tararà
anno edizione: 2002
pagine: 136
Io sono qui tra le righe di un libro. Storie del Ceo
Antonio Buttol
Libro
editore: Tararà
anno edizione: 2002
pagine: 203
Mal di Valgrande
Nino Chiovini
Libro: Libro in brossura
editore: Tararà
anno edizione: 2002
pagine: 190
Paradiso della regina Sibilla. Testo originale a fronte
Antoine de La Sale
Libro: Libro in brossura
editore: Tararà
anno edizione: 2002
pagine: 214
Un viaggio verso un luogo mitico, il monte Sibilla, un viaggio non proteso verso la vetta, ma che abbassa lo sguardo in direzione delle viscere della terra, nella grotta dove la leggenda vuole che vivesse la Sibilla Appenninica, personaggio mitico dotato di capacità divinatorie. L’aura di mistero che da sempre permea il luogo ha portato il cavaliere Antoine de La Sale ad avventurarsi verso la montagna e a scrivere un diario di viaggio che viene riproposto in questo libro, con il testo originale a fronte. Siamo nel 1420 e, se da una parte possiamo forse considerare De La Sale il primo scrittore di speleologia, il suo racconto è quanto di più lontano dall’esplorazione delle profondità terrestri in senso ludico sportivo: l’antro della sibilla è ancora, nelle sue parole, il regno del meraviglioso, un “lato oscuro” del mondo capace di inghiottire chi vi si avventura ma anche di regalare talora inaspettata saggezza. Un luogo dove il bello si fonde con il peccaminoso, un luogo che attira proprio perché buio. Nonostante De La Sale si diverta a raccogliere e commentare leggende e racconti legati a questo luogo esprimendo il suo scetticismo, riesce a restituirci una dimensione di incanto oggi irrimediabilmente perduta. La grotta, infatti, fu, in tempi molto più recenti, oggetto di interventi pseudo archeologici decisamente maldestri, se si pensa che venne utilizzato addirittura dell’esplosivo; interventi che portarono, insieme ai rovinosi crolli successivi, alla inaccessibilità dell’antro. E all’inevitabile perdita.

