Saletta dell'Uva
Enea o la profezia
Pierfranco Bruni
Libro: Libro in brossura
editore: Saletta dell'Uva
anno edizione: 2019
pagine: 133
"La cultura Occidentale è tradizione nella profezia. Ciò è tradizione di un Occidente che non è assolutamente un fatto da legare alla religiosità del sacro. Roma è Occidente sino a quando è rimasta Occidente. Perché? Perché ormai non possiamo creare una cultura della accoglienza della accettazione del bisticcio delle tolleranze delle incomprensioni tout court. Siamo e restiamo un popolo meticciato, ma restiamo Occidente con la nostra tradizione. La letteratura deve necessariamente difendere questi elementi oltre la cattolicità che diventa l'espressione del confondibile tra anima e corpo e dell'inconfondibile tra spiritualità ed eros. Il Mediterraneo è dentro di noi. Il mondo dei Balcani è completamente distante da un Occidente che è stato virgiliano, nei comportamenti e non nelle geografie. Troia è Oriente ma è la fiamma il fuoco la distruzione e anche il tradimento. Se Troia brucia Itaca è un villaggio smarrito. Se Ulisse è mito Enea è profezia. Vado oltre in una civiltà del pensiero che bisogna viverlo come metafisica del tempo dello spazio dell'esistere. La questione, infatti, resta ancora una. Siamo dentro Omero o dentro Virgilio? Il nostro Occidente si dissolve proprio intorno a questa questione che si apre alla fuga e al ritorno. Siamo l'attesa di Penelope e la furbizia di Ulisse e il tradimento di Elena con la grecità del conflitto? O siamo la morte di Didone, il viaggio nella tradizione di Enea e la civiltà latina che vive la profezia dell'annuncio? È vero che Roma si è tratteggiata sulla via della Grecia, ma è anche vero che la Grecia è la sintesi di un Mediterraneo spinto nel mondo asiatico e nei sottili richiami ottomani. Mentre le fiamme di Troia sono la sconfitta di Ulisse, e non il coraggio e la vittoria, mentre il coraggio di Enea vive gli Occidenti inviando messaggi alla latinità che sarà. La verità è che non abbiamo ancora risolto il problema".
La seduzione della follia. Sulla scia di Erasmo da Rotterdam
Francesco Donadio
Libro: Libro in brossura
editore: Saletta dell'Uva
anno edizione: 2018
pagine: 85
Questo saggio è un tentativo di riscrittura in chiave attualizzante del testo classico del Rinascimento europeo, Elogio della follia, di Erasmo da Rotterdam, che è una brillante descrizione di ruoli e comportamenti ispirati dalla Follia, osservandone soprattutto i vantaggi della sua azione sui differenti campi da gioco della vita. Ne consegue un rovesciamento parodistico di condotte di vita che, a un esame approfondito, si rivelano vuoti mascheramenti e scimmiottamenti del buon vivere, capsule d'idiozia incarnate da fantocci in cui si riflette l'assenza della ragione. In effetti, il caleidoscopio di figure e situazioni che si rincorrono nel testo erasmiano sono una sorta di campo di sperimentazione in cui ognuno può vedere riflessa la propria follia e, prendendone atto, volgersi alla via della saggezza. L'intera narrazione ha comunque il sapore dell'ironia e dell'autoironia, che è quel distacco dell'anima che unicamente può alleviare il peso dell'esistenza, la via aurea su cui si annuncia il cammino stesso della ragione, della quale alla fine il testo costituisce un vero inno, perché propriamente non c'è ragione senza ironia.
Il vuoto denso della periferia
Bruno Saviani
Libro: Libro in brossura
editore: Saletta dell'Uva
anno edizione: 2018
pagine: 47
Passeggiare per le vie del centro è come leggere un racconto tra le righe delle persiane, che segnano le finestre. Breve o lungo, il racconto narra una storia vera, complessa e avvincente, che si arricchisce di personaggi ad ogni portone. Ci sembra di poter immaginare i volti, le abitudini, le aspirazioni dei protagonisti facendo caso ai materiali, ai colori e ai decori narrativi. Ad ogni incrocio giriamo pagina e ci incamminiamo lungo ampie descrizioni rilassanti da percorrere a piccoli passi per assaporare ogni aggettivo che qualifica l'ambiente umano; talvolta per caso e per fortuna ci imbattiamo in viottoli stretti e poco illuminati, dove con maggiore attenzione guardiamo l'ombra, dove più evidenti sono i segni del tempo narrato. Il centro della città è un libro di pietra, in cui poter entrare con tutti i sensi e liberamente prendere parte, in silenzio proprio come un abile lettore.

