Re Nudo (Milano)
Mitologie felici
Franco Bolelli, Matteo Guarnaccia
Libro: Libro in brossura
editore: Re Nudo (Milano)
pagine: 244
Macondo, la storia di un luogo magico
Mauro Rostagno
Libro: Libro in brossura
editore: Re Nudo (Milano)
pagine: 208
Il ritorno di Marylin
Elisa Recchi
Libro
editore: Re Nudo (Milano)
anno edizione: 2026
pagine: 232
A 100 anni dalla nascita - 1 giugno 1926 - questo romanzo biografico dedicato a Marilyn Monroe si sviluppa con un crescendo di
La porta delle parole
Linda Montecchiani
Libro: Libro in brossura
editore: Re Nudo (Milano)
anno edizione: 2025
pagine: 176
Tre voci si alternano e si sovrappongono nel racconto di una particolare esperienza di vita: la scoperta da parte di una dei protagonisti di essere affetta da Sclerosi Multipla e la successiva convivenza con la malattia. Linda, 44 anni, ex attrice di prosa, è la moglie di Nanni e la madre di Ludmilla, avuta da una precedente relazione, adolescente. I tre protagonisti, ciascuno con la propria voce narrante, raccontano l’impatto che la Sclerosi Multipla di Linda ha avuto sulle loro vite. Vengono ricostruite le fasi fondamentali di questo viaggio, dalla diagnosi alla progressione della malattia, fino ad oggi. La storia, un vero inno all’amore, diventa anche l’occasione per una riflessione sulla gioia familiare, quella di cui gli autori riescono a godere nonostante l’evoluzione della malattia imponga continui cambiamenti, rinunce e sacrifici. Ad ogni nuova tappa del viaggio, Linda, Nanni e Ludmilla scoprono modi nuovi per celebrare la vita stessa nel segno della consapevolezza dell’adesso. Prefazione di Elena Mearini.
Parco Lambro. Si giocava a fare Woodstock
Libro: Libro in brossura
editore: Re Nudo (Milano)
anno edizione: 2025
pagine: 152
I Festival di Re Nudo sono stati un evento simbolo della controcultura italiana degli anni Settanta. Nacquero come una versione italiana dei grandi raduni musicali e politici ispirati a Woodstock, ma assunsero ben presto un significato più complesso e contraddittorio. Quelli organizzati al Parco Lambro di Milano tra il 1974 e il 1976, hanno rappresentato il punto di incontro tra le varie anime del movimento giovanile dell’epoca: dagli hippie ai militanti dell’ultrasinistra, dai freak ai libertari. Sono stati un tentativo di creare una comunità alternativa basata su musica, condivisione e valori anticapitalisti. Non sono stati solo dei festival musicali, ma eventi con un forte connotato politico. Il volume raccoglie le foto scattate da Fabio Maria Minotti durante le tre edizioni milanesi e vogliono essere una testimonianza, a futura memoria, di musicisti, gruppi e artisti che proprio in quel periodo vivevano una stagione particolarmente creativa e in un certo senso irripetibile nel panorama della musica italiana. Prefazione di Eugenio Finardi.
Peace&love non era uno slogan. Storia e segreti del movimento hippie
Luca Pollini
Libro: Libro in brossura
editore: Re Nudo (Milano)
anno edizione: 2024
pagine: 320
Movimento nato più di cinquant'anni fa e che ancora oggi riesce a far parlare di sé. Gli hippie, a metà degli anni Sessanta hanno vissuto un grande sogno: sono riusciti a liberarsi dei pregiudizi, a fuggire dal consumismo, ad affermarsi in campo artistico e hanno lottato per un mondo liberato dalla violenza, senza barriere razziali e discriminazioni. Un'ideologia – fatta soprattutto dall'amore, inteso come modo di porsi di fronte alle cose, alle persone, alla vita – che ha sedotto giovani e intellettuali, rockstar e gente comune. Tra storie, leggende e aneddoti, questo libro racconta i quattro anni chiave del movimento: dal 1965 al 1969. Prefazione di Francesco Morace.
Re nudo. Volume Vol. 6
Libro: Libro in brossura
editore: Re Nudo (Milano)
anno edizione: 2024
pagine: 128
Re nudo. Volume Vol. 5
Luca Pollini
Libro: Libro in brossura
editore: Re Nudo (Milano)
anno edizione: 2024
pagine: 130
«Cosa si aspettano i giovani dal lavoro? Soldi? No. Da un'indagine commissionata da una rappresentanza sindacale emerge che al primo posto mettono la qualità delle relazioni; al secondo il significato e il valore, personale e sociale, di ciò che andranno a fare. Solo al terzo posto arriva la questione del compenso, tra l'altro a pari merito con la possibilità di armonizzare tempi di vita e tempi di lavoro per dedicarsi anche a momenti personali. Tutto ciò ha semplicemente del clamoroso, perché pur avendo i salari più bassi d'Europa i giovani italiani non cercano primariamente retribuzioni alte. Con un mercato del lavoro sostanzialmente bloccato e comunque imprevedibile, una scuola incapace non solo di preparare al domani, ma anche di interpretare il presente si capisce perché ai giovani non rimangano che le relazioni, i valori personali, il tempo libero. Tutti aspetti che rientrano nella cosiddetta "qualità della vita". Sicuramente il vissuto della pandemia con l'isolamento sociale e la conseguente esperienza dello smart working hanno accelerato la crescita di una nuova centralità dei valori personali, della qualità delle relazioni, del fattore tempo e della necessità di perseguire il benessere nel modo più completo possibile, però è in atto una presa di coscienza che il lavoro, invece di "nobilitare l'uomo", lo avvilisce. (...) È per questo motivo che oggi c'è sempre più l'esigenza di avere tempo "disoccupato-disponibile" per costruire la propria identità personale e sociale, un "tempo" che si trasforma in una variabile rilevante delle relazioni sociali, rapporti che prima si costruivano in ufficio o in fabbrica. Le generazioni precedenti hanno vissuto in un altro clima, oggi si vive il lavoro in gran parte come esperienza di sradicamento dal vincolo sociale, prima era il luogo della sua costruzione. I tempi cambiano, e qui da noi non sempre in meglio. In Italia ai trentenni dicono di lavorare gratis per imparare, in Francia li fanno primi ministri» (Luca Pollini)
Re nudo. Volume Vol. 3
Libro: Libro in brossura
editore: Re Nudo (Milano)
anno edizione: 2023
pagine: 128
Ogni giorno, tutto il giorno, intorno a noi le parole vengono violentate. Per sciatteria, per malafede, per veri e propri crimini. Non sono linguisti a farlo, ma politici, comunicatori, personaggi televisivi e influencer, per quel poco che scrivono e parlano. Chi maltratta quello spazio condiviso che è il linguaggio, maltratta la comunità, la cosa pubblica: usarlo con cura è politica, quella vera, quella nobile, quella che possiamo e dobbiamo fare tutti. È vero che altro non siamo che le parole che usiamo ma siamo anche, purtroppo, quelle che ascoltiamo: gli insulti, le bugie, le inesattezze, le manipolazioni e quella presunta schiettezza popolana che, forse, è il più adulterato dei linguaggi. Troppo spesso media e politica riversano su di noi parole vuote, falsità, spazzatura letterale e sensazionalismo basato sul nulla, lo fanno perché si sentono minacciati da una possibile rivoluzione poetica, letteraria: è un modo malevolo per toglierci “le armi”, parole e cultura. Oggi nulla è più rivoluzionario che rispettare e utilizzare le parole con cognizione di causa. Soprattutto rispettarle in forma scritta, modalità frequente con cui ogni giorno comunichiamo. La letteratura e la poesia, se usate con consapevolezza, possono fare sbriciolare fino a distruggere il muro dell'ignoranza, della supponenza, dell'arroganza e della prepotenza perché rappresentano vita, rivoluzione, conoscenza, affetto, libertà. I politici e i cosiddetti opinionisti e comunicatori hanno paura delle parole, le temono perché raccontano verità e diffondono informazioni che possono dare fastidio e fare traballare lo status quo. Come accadde nella seconda metà degli anni Sessanta negli Stati Uniti - e negli anni Settanta in alcune nazioni europee tra cui l'Italia- quando parole lette sulle pagine di romanzi e poesie o ascoltate tra i solchi di un in vinile hanno accomunato un'intera generazione di giovani intorno a un unico ideale. L'eredità di questa rivoluzione poetica letteraria continua anche oggi, senza necessitare di troppa visibilità, scorre sotterranea come ha sempre fatto. Underground. Le parole sono importanti non è uno slogan da intellettuali radical chic ma una verità da prendere anche molto seriamente, perché tutte hanno un significato ben preciso. Tutte parlano, solo che per pronunciarne alcune ci vuole più coraggio. Ad esempio "amore", "libertà", "rispetto", "uguaglianza", "tolleranza" una volta dette non possono più smettere di esistere. Qualunque cosa accada. Riprendiamocele, le parole, maneggiamole con cautela, brandiamole con il rispetto che meritano. E che meritiamo.
Re nudo. Volume Vol. 2
Libro: Libro in brossura
editore: Re Nudo (Milano)
anno edizione: 2023
pagine: 140
La cultura sta male, molto male. Sono anni che non rientra più tra le priorità del nostro Paese. E il degrado morale, sociale e politico a cui stiamo assistendo – amplificato dai barbari del nostro tempo (politici, giornalisti e opinionisti televisivi, influencer, artisti improvvisati) - non fa certo sperare in un futuro migliore. Durante il ventennio berlusconiano – che ha portato a un rovinoso abbassamento del gusto durante il quale un'intera nazione è stata in parte spettatrice passiva e in maggioranza plaudente e gaudente – è iniziata una discesa verso il basso che sembra non avere fine, che sta condizionando anche chi cerca di resistere, lottare strenuamente per difendere la bellezza e l'arte. È la fine del sentimento collettivo, è la vittoria dell'individualismo, di quell'edonismo nato con la Milano da bere (ancora a proposito di berlusconismo), perché siamo spinti verso un isolamento – sociale e culturale - sempre più amplificato dai social, luoghi di falsa condivisone. La strategia è sempre quella: meglio non fare pensare la gente, meglio offrire banalità e superficialità. A questo punto una domanda sorge spontanea: dove sono finiti gli intellettuali? Perché non si fanno sentire? Possibile che non percepiscano anche loro il clima di sofferenza di una società sempre più mediocre? Possibile che non si siano mai rivoltati nei confronti di tanta ignoranza? Sono anni che abbiamo una classe politica che disprezza la cultura e che, sottraendo preziose risorse, mortifica la ricerca e l'università: ci hanno fatto capire che non le ritengono essenziali per la costruzione di un nuovo modello di società. Questo arretramento – unito al degrado e alla perdita di valori - sta impoverendo implacabilmente le nuove generazioni, impossibilitate a pensare a "domani", a disegnarsi un futuro. Re Nudo chiede a gran voce a donne e uomini di cultura di uscire finalmente allo scoperto, produrre opere e grandi pensieri, mettersi alla testa di una rivolta contro le continue riforme distruttive. Devono colmare quel vuoto occupato dal qualunquismo, dall'ignoranza, dalla volgarità, dal populismo più becero ed entrare nella vita e nella realtà del "popolo", smettendola di parlare solo a loro stessi. Il nostro Paese sta scivolando sempre più verso una buia e triste deriva, perché per la cultura – in tutti i suoi ambiti - non viene più presa in considerazione. Anzi, da fastidio. Eppure una società sempre più mediocre e accecata dall'odio per tutto ciò che è diverso e dissonante, insofferente verso il dissenso, dovrebbe destare qualche preoccupazione non solo per il futuro, anche per il presente. Devono metterci la faccia, non possono più nascondersi.
Re nudo. Volume Vol. 0
Libro: Libro in brossura
editore: Re Nudo (Milano)
anno edizione: 2023
pagine: 108
Gianni Sassi è stato storico operatore culturale. Re Nudo dedica un intero numero scritto da chi ha lavorato al suo fianco con l'intento di far conoscere e valorizzare la sua eredità culturale e che questa risvegli nelle nuove generazioni l'interesse verso il suo lavoro, facendo nascere idee e attivare l'energia necessaria per riaccendere un faro da troppo tempo spento sulla cultura underground.

