Odoya
Tomahawk. Trent'anni di guerre nelle pianure
Paul I. Wellman
Libro
editore: Odoya
pagine: 252
Nel 1834 la "questione indiana" risultava risolta. Con la firma del trattato, gli Indiani accettavano un vasto territorio dove avrebbero potuto vivere in libertà. Poi esplosero le ribellioni, le prime battaglie. Che cosa aveva provocato la svolta nei rapporti fra i bianchi e gli Indiani? La storia non ha dubbi: i conquistatori europei non avevano rispettato i patti. La loro avidità li aveva spinti a forzare i confini, a penetrare nel territorio indiano e conquistarlo con la forza. Le tribù disseppellirono l'ascia di guerra. Le cronache individuano due eventi in particolare: il massacro del Minnesota, nel 1862, e la battaglia di Wounded Knee, nel 1890. Tra questi si snoda un sanguinolento trentennio di agguati, scontri e carneficine. Di questo periodo, l'autore ci fornisce un quadro completo, passando in rassegna le grandi battaglie, come Washita o Little Bighorn, e dedicando pagine memorabili ai leggendari capi guerrieri come Cavallo Pazzo, Nuvola Rossa, Giuseppe, Toro Seduto. Ma la miccia che diede fuoco alle polveri non fu soltanto il dominio delle terre, bensì un'antitetica concezione della vita: per i Sioux, i Cheyenne, gli Ute, i Comanche, gli Apache, i Nasi Forati o gli Arapaho, la guerra serviva a dar prova del loro coraggio individuale. Per gli usurpatori europei, invece, era un'operazione da concludere in fretta, attraverso lo sterminio "scientifico" del nemico. Le fasi di quella epopea sono raccontate da Wellman con grande perspicacia storica, ma non senza una viva partecipazione, rendendo il libro un contributo doveroso alle tribù degli Indiani, la cui unica colpa fu quella di difendere la propria dignità e la propria libertà.
La cultura underground
Mario Maffi
Libro
editore: Odoya
pagine: 416
La beat generation e il Movement, i problemi dell'individuo e della droga, la politica e la guerra nel Vietnam, i gruppi pacifisti, gay e femministi, le organizzazioni delle minoranze etniche e del dissenso più radicale, le sperimentazioni del cinema e del teatro, la produzione musicale. Mario Maffi passa in rassegna gli aspetti sociali e culturali di un'intera epoca, sondandone le origini e le profonde motivazioni individuali e collettive: dai beats agli hippies, dall'action painting alla Pop Art, da Bill Haley ed Elvis Presley ai Fugs e Frank Zappa, dal Living Theatre al Bread and Puppet Theatre e al Teatro Campesino, dalle avanguardie cinematografiche al documentario di denuncia, dal superamento dei "confini della percezione" al partito delle Pantere Nere e ai Weathermen Underground - e le derive ed evoluzioni successive. "La cultura underground" è il racconto di un viaggio che ha segnato profondamente le generazioni degli ultimi decenni, desiderose di emanciparsi, con idee e identità diverse, dal "peggiore dei mondi possibili" uscito dalla seconda guerra mondiale: fra l'alienazione degli anni Cinquanta, le illusioni degli anni Sessanta e le prime avvisaglie della crisi di metà anni Settanta.
New York. Ritratto di una città
Mario Maffi
Libro: Libro in brossura
editore: Odoya
pagine: 288
Anche chi non ha mai messo piede negli Stati Uniti sembra conoscere New York, scenario di migliaia di film, di telefilm, di romanzi, capitale del mondo, città moderna per eccellenza, crogiolo e laboratorio universale. Se non ci siamo mai andati vorremmo andarci, e quando ci arriviamo corriamo a vedere cose che abbiamo visto decine di volte al cinema, in televisione, sui giornali: l'Empire State Building, Broadway e la Fifth Avenue, Harlem e la Statua della Libertà, Little Italy e Central Park, il Metropolitan Museum e il MOMA. New York come immenso déjà vu. Questo volume è una guida colta e appassionata per penetrare i misteri di New York, per coglierne l'inesauribile ricchezza, per sentire il battito della metropoli e insieme leggervi le tracce del suo passato. Un ritratto capace di disegnare la mappa di un luogo dell'immaginario, di muoversi fra il "sopra" dei grattacieli e il "sotto" della metropolitana, fra i tanti villaggi in cui si suddivide la città, fra le migliaia di pagine che gli scrittori le hanno dedicato. Mario Maffi ha studiato, vissuto, amato ogni angolo di New York. La racconta con lo stile brillante ed evocativo del saggista, in questa sorta di enciclopedia vitale e informatissima, viatico per chi vuole comprendere la città, o piuttosto perdersi nei suoi labirinti.
Il libro del jazz. Dal ragtime al XXI secolo
Joachim E. Berendt, Huesmann Günther
Libro: Libro in brossura
editore: Odoya
pagine: 848
Tutti gli stili del jazz: dal Ragtime di fine Ottocento al New Orleans di inizio Novecento, dal Dixieland degli anni Dieci al Chicago degli anni Venti, dallo Swing degli anni Trenta al Bebop dei Quaranta, dal Cool e Hard Bop degli anni Cinquanta al Free Jazz dei Sessanta, per arrivare al Jazz Rock degli anni Settanta, fino alle significative riprese e alle interessanti contaminazioni degli ultimi decenni. I leggendari musicisti e cantanti del jazz: da Louis Armstrong a Bessie Smith, da Bix Beiderbecke a Duke Ellington, da Coleman Hawkins e Lester Young a Charlie Parker e Dizzy Gillespie, da Miles Davis a John Coltrane, da Omette Coleman a John McLaughlin. Tutti gli strumenti del jazz: dalla tromba al trombone, dal clarinetto ai sassofoni, dal flauto al vibrafono, dal pianoforte all'organo, dalle tastiere al sintetizzatore, dalla chitarra al contrabbasso, dal violino alla batteria e agli altri strumenti a percussione. Tutti gli elementi del jazz: dalla formazione del suono al fraseggio, dall'improvvisazione all'arrangiamento, dal blues allo spiritual e al gospel-song, dall'armonia alla melodia, dal ritmo allo swing. Sono gli argomenti di questo manuale, che introduce il lettore nei segreti di un mondo musicale fra i più appassionanti.
Parigi. L'invenzione di una città
Eric Hazan
Libro: Libro in brossura
editore: Odoya
pagine: 496
All'ombra della torre Eiffel, attorno alle guglie di Notre-Dame, nel cuore del quartiere Latino risuona l'eco di una storia antica. È la storia di Parigi, la più stupefacente delle capitali europee, meta obbligata per milioni di turisti che la attraversano distratti, abbagliati da poche tappe da cartolina. "Parigi. L'invenzione di una città" è una guida al mondo variegato dei quartieri, alle strade dimenticate ma brulicanti di vita che il turismo di massa sfiora appena, all'atmosfera da villaggio rurale di Belleville e Ménilmontant, al silenzio del Marais, alle contraddizioni di Montmartre e di Pigalle. Una capitale vibrante e ribelle, che si veste di insoliti colori. Unendo l'abilità del cantastorie al rigore dello storico, Hazan rompe la superficie luccicante della metropoli e ci consegna il ritratto di una città attraverso i suoi splendori e le sue miserie, strizzando l'occhio agli scenari in bianco e nero di Doisneau, maledicendo lo scempio funzionalista di Haussmann - assassino della Parigi medievale - a braccetto con Zola, Balzac, Proust, Baudelaire, Manet. Il sangue dell'invasione prussiana e dei martiri della Comune nel 1871 si mescola all'energia delle rivolte studentesche del maggio 1968 che segnarono il XX secolo. Una "psicogeografia" della prima città moderna, dove una piazzetta, un muro, una curva celano storie di oppressione e gloria, bellezza e morte

