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Nuova Cultura

Creazioni del lavoratore dipendente e codice di priorità industriale
2,50

La spiritualità di san Silvestro alle origini del Medioevo

La spiritualità di san Silvestro alle origini del Medioevo

Marco Ciampani

Libro: Copertina morbida

editore: Nuova Cultura

anno edizione: 2005

pagine: 80

7,20

Metodi e strategie dell'apprendimento linguistico

Metodi e strategie dell'apprendimento linguistico

Susanne Lippert

Libro: Copertina morbida

editore: Nuova Cultura

anno edizione: 2005

pagine: 115

8,50

Il vizio assurdo

Il vizio assurdo

Diego Fabbri, Davide Lajolo

Libro

editore: Nuova Cultura

anno edizione: 2004

pagine: 150

10,00

Rivista di studi bizantini e neoellenici. Ediz. anastatica. Volume 29

Rivista di studi bizantini e neoellenici. Ediz. anastatica. Volume 29

Libro: Copertina morbida

editore: Nuova Cultura

anno edizione: 1992

pagine: 336


La moda si fa storia. Borghesi, rivoluzionari, ruoli e identità nazionali

La moda si fa storia. Borghesi, rivoluzionari, ruoli e identità nazionali

Giovanna Motta

Libro: Libro in brossura

editore: Nuova Cultura

anno edizione: 1900

pagine: 392

Ogni tempo scrive il suo segno in molti modi mostrando gli elementi costitutivi del modello che meglio ne rappresenta l’ideologia, nella politica, nell’economia, nelle dinamiche internazionali. Così la Moda, vista nella sua sequenza cronologica, attesta idee, valori, simboli attraverso i quali afferma la centralità dell’abbigliamento che nel divenire della storia diventa un vero e proprio linguaggio, un segno aggiuntivo del potere, testimonianza del rango, della consistenza economica, del livello culturale. Dalla nobiltà di antica origine alle molte borghesie emergenti, agli abiti dei rivoluzionari e dei lavoratori, il vestito diventa uno dei tanti modi di rappresentare le tipologie umane, di esprimerle attraverso segni evidenti o metafore che disegnano prototipi fisici e sociali. Il percorso delineato nel volume proposto all’attenzione degli studiosi è un cammino straordinario fra documenti d’archivio, dipinti d’epoca, Case di moda, maîtres e stilisti, che tesse una storia ricca e affascinante, un altro modo di raccontare le molte storie d’Europa.
67,00

Canti popolari palestinesi. Fonti e tipologie

Canti popolari palestinesi. Fonti e tipologie

Paola Vardaro

Libro: Copertina morbida

editore: Nuova Cultura

pagine: 30

«Il canto popolare palestinese è un fenomeno relativamente poco studiato. Soprattutto in ambito occidentale la quantità di studi dedicati all'argomento è sorprendentemente inferiore alla sua portata. Questo aspetto del patrimonio popolare, infatti, nonostante le complicate vicende storiche vissute dai Palestinesi, ha mantenuto una posizione considerevole nella cultura e nella vita delle genti che lo hanno generato. Si direbbe che negli studiosi arabi l'interesse verso le forme della propria cultura popolare, ed in particolare verso il canto, sia stato piuttosto limitato o che questo interesse raramente si sia tradotto in studi sistematici di ampio respiro e reale valore scientifico. Ancora più limitato, come si diceva, si presenta il quadro degli studi in materia da parte dagli autori occidentali, forse scoraggiati dall'esiguità del materiale esistente e dalle difficoltà per reperirlo, o forse perché essi hanno preferito dedicare maggiore attenzione allo studio di altri aspetti culturali ritenuti più degni di tale denominazione, data la scarsa considerazione in qualche caso riservata agli studi demologici. Un altro elemento che caratterizza il materiale sul canto popolare palestinese è la quasi totale assenza di raccolte di testi, di antologie di canti, come avviene in questo filone di studi in altre parti del mondo. Ne consegue che il materiale reperibile è costituito da monografie sul canto nelle quali i testi sono inseriti in una cornice d'insieme che li divide in base ad alcune caratteristiche, per lo più di tipo strutturale, ovvero da opere di carattere più generale riguardanti le tradizioni e le arti popolari in Palestina, dove ai canti si dedica una sezione determinata, limitandosi di solito ad indicazioni abbastanza generiche. Temi più specifici sono invece affrontati da articoli che hanno preso in considerazione singoli aspetti del canto. In questo contributo si presenteranno dunque le fonti esistenti, divise in fonti arabe e fonti occidentali e, ove possibile, distinguendo gli studi dalle raccolte di canti in forma antologica...» (l'autrice)

Periodico di mineralogia. Volume 87\1

Periodico di mineralogia. Volume 87\1

Ballirano Paolo

Libro: Copertina morbida

editore: Nuova Cultura

pagine: 94

Giovanna Rizzo, Salvatore Laurita, Uwe Altenberger - The Timpa delle Murge ophiolitic gabbros, southern Apennines: insights from petrology and geochemistry and consequences to the geodynamic setting - Mahboobeh Jamshidibadr, Alan S. Collins, Gabriel N. Salomao, Mozaniel Costa - U-Pb zircon ages, geochemistry and tectonic setting of felsic and mafic intrusive rocks of Almogholagh complex, NW Iran - Dario Di Giuseppe, Jordi Ibáñez, Massimiliano Melchiorre, Massimo Coltorti - On the potential effect of micronized zeolites on seed germination: a prospective study - Ali I.M. Ismail, Doris Sadek Ghabrial, Wael Abdel Wahab, Mahmoud Eissa, Alberto Cazzaniga, Chiara Zanelli, Michele Dondi - Exploring Syenites from Ring Complexes in the Eastern Desert (Egypt) as Ceramic Raw Materials - Daniela Mauro, Cristian Biagioni, Marco Pasero - Crystal-chemistry of sulfates from Apuan Alps (Tuscany, Italy). I. Crystal structure and hydrogen bond system of melanterite, Fe(H2O)6(SO4)·H2O.

Journal of Mediterranean earth sciences. Volume 10

L'Italia nella politica estera della Romania di Ceausescu. I documenti degli Archivi nazionali di Bucarest (1965-1989)

L'Italia nella politica estera della Romania di Ceausescu. I documenti degli Archivi nazionali di Bucarest (1965-1989)

Ida Libera Valicenti

Libro: Copertina morbida

editore: Nuova Cultura

pagine: 304

Il volume analizza il ruolo svolto dall'Italia nella politica estera della Romania durante il regime comunista di Nicolae Ceausescu, partendo dall'analisi storica dei documenti conservati presso gli Archivi nazionali di Bucarest. Recentemente desegretati, essi forniscono un quadro interessante delle relazioni bilaterali che intercorsero in quegli anni tra i due paesi. Nonostante Italia e Romania fossero parte di due sistemi geopolitici diversi - all'interno dei quali non giocarono un ruolo di primo piano, seppur contribuirono con le loro specificità a facilitare o aggravare alcune situazioni già di per sé complesse - intrattennero singolari relazioni nel nome di una comune origine culturale e linguistica.

Le «ragioni» dell'aggressore. Elementi di psicologia

Le «ragioni» dell'aggressore. Elementi di psicologia

Daria D'Angelo

Libro: Copertina morbida

editore: Nuova Cultura

pagine: 100

La violenza ha da sempre occupato e occupa tutt'ora un ruolo centrale, sia nelle relazioni umane che nella costruzione/distruzione della stessa civiltà umana. Ed è altrettanto scontato oggi più di ieri, affermare che tale violenza non sembra essere il prodotto del libero arbitrio umano, ma che è insita nel suo animo. Sono queste posizioni che hanno da sempre acceso forti dibattiti, spesso dibattiti violenti tra filosofi, intellettuali, teologi della storia sin dalle origini del pensiero occidentale, ovvero, in Grecia, quando fecero la loro comparsa i cinici Diogene e Sinope. Sant'Agostino ha poi riaffermato con veemenza nelle sue Confessioni la natura essenzialmente peccaminosa dell'uomo, Hobbes riprende da Plauto la sentenza homo homini lupus che trova nel suo scritto più conosciuto, Il Leviatano, la più completa teorizzazione: l'uomo è intrinsecamente pericoloso per i suoi simili, dunque deve essere necessariamente governato con qualunque mezzo. Certi intellettuali dell'illuminismo ammettono la presenza di un'inestricabile violenza insita nell'uomo. La schiera di pensatori che vedono nella violenza e nella distruttività una parte della natura umana si infoltisce successivamente nel XIX secolo. Il testo prende in esame il comportamento aggressivo, offre una presentazione sistematica delle varie teorie al riguardo, adottando una prospettiva storica che dà conto della loro formazione e successiva trasformazione in tempi e contesti differenti. I capitoli successivi sono dedicati ai vari paradigmi interpretativi del comportamento aggressivo. Nell'ultimo capitolo il problema viene preso in considerazione dal punto di vista giuridico morale, prendendo in esame il principio della legittima difesa. Scopo di questo lavoro è stato dunque quello di dimostrare che esiste una forma di violenza insita in ogni essere umano di ogni società.

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