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Longo Angelo

Il lettore di provincia. Volume Vol. 150

Il lettore di provincia. Volume Vol. 150

Libro: Libro in brossura

editore: Longo Angelo

anno edizione: 2018

pagine: 148

Testi di A. Albanese, F. Ambroso, A. Amerio, P. Civitareale, A. Dematteis, F. Nasi, A. Pagani, B. Pompili, L. Pozzoni, C. Rolli.
25,00

Letture classensi. Volume 47

Letture classensi. Volume 47

Libro: Copertina morbida

editore: Longo Angelo

anno edizione: 2018

pagine: 112

Il volume contiene contributi di: Giorgio Inglese, Sonia Gentili, Falzone Paolo, Alfredo Cottignoli, Marco Petoletti.
20,00

Capanni in erbe palustri

Capanni in erbe palustri

Libro: Copertina morbida

editore: Longo Angelo

anno edizione: 2018

pagine: 154

Il libro affronta il tema dei capanni in erbe palustri, nell'idioma ravennate capén, manufatti del litorale romagnolo ed alto-adriatico realizzati con fibre vegetali tratte dagli specchi acquei retrodunali o valli, ultime e deperibili testimonianze ancestrali ed archetipiche di un mirabile rapporto tra sapienza costruttiva ed ambiente. Lo studio degli esemplari presenti, per la salvaguardia e trasmissione verso le future generazioni, è condotto con il rigore riservato a manufatti a torto ritenuti più aulici e si articola in sezioni quali individuazione, conoscenza, conservazione, valorizzazione, dove professionalità diverse danno letture intrecciate del fenomeno: paesaggio, tematiche bioecologiche, storiche su capanni singolari, conservative e di metodo, artigianato e design, rapporto con strumenti pianificatori, interviste sul campo con nomi e suoni autentici, luoghi e protagonisti, atmosfere. Schede di catalogo, su criteri dell'Istituto Centrale Catalogo e Documentazione del MiBACT, con foto e rilievi, restituiscono numero, luogo e tipologia dei capanni. Il portato di questa memoria è dato scientifico utile a testimoniare ed insegnare alle nuove generazioni, volenterose di apprendere e recuperare antichi mestieri, tecniche per future ed al momento inconoscibili reinterpretazioni, in una relazione più consapevole con l'ambiente. L'operatività della prassi manutentiva, passando al gesto formativo, conduce sul versante del patrimonio immateriale e della necessità della trasmissione e del ravvivamento dei vari aspetti, ricreati con senso di partecipazione dalla comunità civile e dai gruppi, prim'ancora che dalle istituzioni. In tale direzione vanno la catalogazione e questa pubblicazione, realizzate con service del Rotary Club Ravenna che riconosce questi manufatti come parte del patrimonio espressivo dell'identità della Romagna, per trasmettere alle generazioni future un superstite sapere millenario quale alimento di prassi maggiormente consapevoli ed etiche.
22,00

Rodolfo Salvagiani Cooperatore 1897-1979

Rodolfo Salvagiani Cooperatore 1897-1979

Luigi Martini

Libro: Copertina morbida

editore: Longo Angelo

anno edizione: 2018

pagine: 208

15,00

Vita del serafico et glorioso S. Francesco-Le vittorie di Francesco il Serafico. Li passi gloriosi della diva Chiara

Vita del serafico et glorioso S. Francesco-Le vittorie di Francesco il Serafico. Li passi gloriosi della diva Chiara

Lucrezia Marinella

Libro: Copertina morbida

editore: Longo Angelo

anno edizione: 2018

pagine: 306

"Vita del serafico et glorioso S. Francesco" (prima ed. 1597) e "Le vittorie di Francesco il Serafico. Li passi gloriosi della diva Chiara" (1643) di Lucrezia Marinella non sono soltanto due esempi importanti della letteratura agiografica italiana, ma rappresentano anche due tappe essenziali nella poetica della più grande scrittrice italiana tra Cinquecento e Seicento, che vide nella scrittura religiosa la sua area espressiva più completa, sebbene si sia occupata con risultati spesso felici di molti altri generi letterari. Quasi mezzo secolo trascorse tra la prima opera in versi e la seconda sterminata riscrittura in prosa, a testimonianza della fondamentale importanza che la figura del Poverello esercitò sia sulla scrittrice sia più in generale sulla cultura italiana controriformistica. Marinella si avvicina al genere agiografico con un approccio sperimentale e un intento di contaminazione letteraria in cui epica, novellistica, mitologia antica, trattatistica filosofica, teologica e mistica vengono a fondersi con risultati sorprendenti. Come già aveva fatto nella sua agiografia in prosa su S. Caterina da Siena, Marinella dà al testo un tono meditativo, nel senso che utilizza la scrittura per un personale processo di contemplazione degli eventi che è in procinto di narrare. Il risultato è un paradossale allontanarsi dal narrato vero e proprio e un focalizzarsi sugli stati emotivi che un particolare evento suscita nella scrittrice e quindi nel lettore. Tuttavia, spesso questo astrarsi dal testo rende il tessuto narrativo opaco al punto di essere di ardua comprensione. Una scelta antologica delle Vittorie è il modo migliore per facilitare un approccio a un testo che è stato essenzialmente ignorato dalla critica per le sue notevoli difficoltà. Questo volume è il risultato della collaborazione tra Armando Maggi e un gruppo di dottorandi della University of Chicago, dove Maggi insegna da molti anni.
25,00

Sacro e profano. Le arti tra '500 e '600. Catalogo della mostra (Castrocaro Terme, 10 marzo-17 giugno 2018)

Sacro e profano. Le arti tra '500 e '600. Catalogo della mostra (Castrocaro Terme, 10 marzo-17 giugno 2018)

Libro: Libro in brossura

editore: Longo Angelo

anno edizione: 2018

pagine: 104

"Sacro e Profano. Le arti tra '500 e '600" è il titolo della sesta mostra a cura di Longlife Formula Sri e GVM Care & Research, con la collaborazione della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, ospitata presso lo storico Padiglione delle Feste all'interno del complesso termale di Castrocaro.
20,00

La collezione dei mosaici contemporanei. Museo d'arte della città di Ravenna

La collezione dei mosaici contemporanei. Museo d'arte della città di Ravenna

Libro: Copertina morbida

editore: Longo Angelo

anno edizione: 2018

pagine: 288

Dai Maestri del Gruppo Mosaicisti nascono i capolavori della "Mostra di Mosaici Moderni", del 1959, trasposizione in linguaggio musivo delle opere dei migliori artisti del momento, da Chagall a Guttuso, da Vedova a Capogrossi, Afro, Cagli, Moreni, Mirko, Birolli, Saetti, Santomaso e Corpora, fino a Mathieu che sperimenta la creazione autonoma e senza cartone. Grazie a questo evento, Ravenna si afferma come la Città del mosaico, non solo per i capolavori tardo-antichi custoditi nelle sue chiese, ma per la rinascita dell'arte musiva che si compie nelle sue botteghe, una sorta di Officina ravennate. Se la Mostra costituisce il primo nucleo della Collezione musiva permanente del MAR, nei decenni successivi si aggiungono tante opere autonome: i mosaici di Saltelli, De Luca, Bravura, Nittolo, Racagni, Tinarelli, Notturni, Santi e Marzi fino agli esiti più recenti, firmati da giovani artisti che dell'antica tecnica musiva utilizzano soprattutto i concetti e la sintassi, ampliandone di fatto il campo di applicazione nel panorama dell'arte contemporanea. Seguendo una suddivisione per nuclei tematici, in parte corrispondente all'ordine espositivo della collezione, il volume illustra non solo le opere attualmente esposte, ma anche quelle che sono temporaneamente conservate nei depositi del museo.
28,00

Il genio delle acque. Scavi nelle piazze di Ravenna

Il genio delle acque. Scavi nelle piazze di Ravenna

Libro: Copertina morbida

editore: Longo Angelo

anno edizione: 2018

pagine: 373

Il volume rende noto quanto rinvenuto in due scavi realizzati in tempi diversi a Ravenna ma entrambi accumunati da un tema: la presenza delle acque all'interno della città. Lo scavo realizzato nel 2011 in piazza Anita Garibaldi, che aveva come punto d'interesse la verifica della presenza della Fossa Augusta, ha invece permesso di portare in luce una stratificazione assai complessa caratterizzata dall'iniziale presenza di due domus con pavimenti a mosaico, poi accorpate; questa ultima domus ebbe una straordinaria continuità di vita, fino alle soglie del VII secolo quando sui suoi resti venne eretto un edificio a destinazione cultuale. Durante il medioevo l'area fu destinata ad orti probabilmente in relazione con il vicino monastero di S. Giovanni Evangelista; infine nel 1827 questa zona venne in parte occupata dall'ospedale cittadino e poi dal Liceo Classico "Dante Alighieri". L'intervento svoltosi in piazza Andrea Costa nel 2009, andava invece ad incidere un ambito dove secondo la letteratura si incontravano il canale Padenna e il Flumisellum Padennae. In questo caso l'intervento archeologico ha verosimilmente evidenziato la presenza delle acque ancora in epoca medievale, oltre ad attestare alcune porzioni di edifici fra cui, in particolare, l'antica residenza che ospitò la Casa Matha, sede della Pescheria cittadina fino alla fine dell'Ottocento, poi sostituita con lo stabile per la vendita del pesce noto come Esedra Vignuzzi. Presentazioni di Michele De Pascale, Giorgio Cozzolino, Luigi Malnati, Tomaso Tommasi di Vignano e Giuseppe Sassatelli.
28,00

L'emigrazione italiana nel Rio Grande do Sul brasiliano (1875-1914). Fonti diplomatiche

L'emigrazione italiana nel Rio Grande do Sul brasiliano (1875-1914). Fonti diplomatiche

Gianpaolo Romanato, Vania Beatriz Merlotti Heredia

Libro: Libro in brossura

editore: Longo Angelo

anno edizione: 2018

pagine: 817

La grande emigrazione dall'Italia di fine Ottocento coincise con la richiesta di emigranti da parte del Brasile, un Paese enorme, spopolato, poco coeso. Una parte di quanti arrivavano in Brasile dall'Italia furono smistati nel Rio Grande do Sul, il territorio più meridionale e abbandonato. Qui, nella zona di montagna, in un'area boschiva e disabitata, estesa approssimativamente come la Valle Padana, furono delimitate quattro zone coloniali, destinate esclusivamente ai nostri immigrati, dove affluirono, tra fine '800 e inizi del '900, più di centomila italiani, provenienti per la maggior parte dal Veneto. Erano contadini, artigiani, braccianti, molti analfabeti, tutti dialettofoni, che furono quasi abbandonati a se stessi. Per sopravvivere dovettero difendersi dagli animali selvatici, disboscare la foresta, costruire le case, avviare le coltivazioni, aprire delle strade, creare una rete commerciale. La solitudine rafforzò l'unione di questi coloni che da allora hanno conservato fino a oggi tutte le peculiarità dei primi arrivati, a partire dalla lingua: il dialetto veneto, che si è mescolato al portoghese e ha dato vita ad una koinè linguistica tutta particolare. Si tratta di un caso che ha pochi uguali nella storia migratoria, non soltanto italiana: un gruppo sociale che si è perfettamente integrato nel Paese d'arrivo, il Brasile, di cui oggi rappresenta l'élite, mantenendo però le caratteristiche e le particolarità del Paese d'origine e soprattutto della regione di provenienza, il Veneto. L'odissea di questa comunità fu seguita attentamente dalle autorità diplomatiche italiane. Le loro relazioni, apparse allora su pubblicazioni del Ministero degli Esteri, vengono qui riproposte integralmente, come testimonianza diretta e drammatica di una pagina di eroismi e sofferenze della quale possono andare fieri tanto l'Italia quanto il Brasile. Presentazione di Roberto Ciambetti.
24,00

Dante a Verona 2015-2021

Dante a Verona 2015-2021

Libro: Copertina morbida

editore: Longo Angelo

anno edizione: 2018

pagine: 320

Verona è la città che più a lungo ha visto Dante quale ospite, nel primo esilio, allorché sono maturate le opere del "Convivio" e del "De vulgari eloqnentia", e più tardi, durante la scrittura del "Paradiso" e della "Questio de aqua et terra", sotto le ali protettive di Cangrande della Scala. A Verona Dante potè forse approfondire i propri studi filosofici e letterari attraverso la frequentazione della celebre Biblioteca Capitolare. A Verona prenderanno dimora i suoi discendenti, primo fra tutti il giudice Pietro, cultore e commentatore dell'opera del padre. La presenza di Dante fu uno stimolo prezioso per la promozione degli studi locali sulla sua opera e sulla sua biografia, prodromi a una fortuna che nei secoli successivi si allargherà ad ambiti disciplinari e cronologici diversi, alla letteratura moderna e contemporanea, sino ad abbracciare il cinema e il teatro. Il volume ricostruisce puntigliosamente le tappe del primo esilio di Dante, il suo complesso rapporto con la realtà e le istituzioni cittadine veronesi (la tradizione comunale, il clero, il notariato), il suo dialogo con il contesto culturale che lo accolse (gli ambienti legati alla Capitolare). D'altra parte amplia l'orizzonte allo sviluppo degli studi intorno alla sua figura e alla sua opera (Dionisi, Perazzini, Del Lungo, Singleton, Apollonio, De Robertis), ne indaga la fortuna editoriale nei primi secoli della stampa, ne analizza il reimpiego e la riemersione in autori, aree e discipline diverse (Ruskin, Modena, Pasolini).
25,00

La critica letteraria nell'Italia del Settecento. Forme e problemi

La critica letteraria nell'Italia del Settecento. Forme e problemi

Libro: Copertina morbida

editore: Longo Angelo

anno edizione: 2018

pagine: 192

Negli ultimi decenni del Seicento l'Italia si trovò a fare i conti con gli albori di una critica letteraria di stampo europeo che, pur richiamandosi ai modelli classici (Aristotele, Orazio, il trattato Del sublime), mostrava sul piano delle forme e dei contenuti caratteri in gran parte nuovi e ad essa sconosciuti. È però nel corso del secolo successivo che, accettato il confronto con il prestigio acquisito dalle altre nazioni (Francia e Inghilterra soprattutto), letterati, eruditi e critici italiani si impegnarono più decisamente a ripensare categorie e modalità riflessive ereditate dalla tradizione. Il dibattito sulla letteratura ne uscì rinnovato tanto nelle categorie critiche che nel progressivo ampliamento dei generi testuali: al dialogo e al trattato succedono l'articolo di giornale, il pamphlet, la lettera satirica, il dialogo immaginario, il saggio monografico, la parodia metaletteraria. Accanto a queste nuove tipologie di intervento critico, frutto di un'ansia di rottura col passato ma anche di umori e idiosincrasie personali, l'erudizione e la filologia del Settecento hanno portato a compimento iniziative editoriali ancor oggi preziose e ineguagliate. Gli undici saggi che compongono il volume, frutto di due giornate di studio svoltesi all'Università di Losanna nell'ottobre 2016, gettano luce su queste forme di ripensamento o di sistemazione della nostra tradizione letteraria, nonché al sorgere di nuovi interrogativi sul ruolo della letteratura e del letterato nell'età dei Lumi.
18,00

La consolazione della letteratura. Un itinerario fra Dante e Boccaccio

La consolazione della letteratura. Un itinerario fra Dante e Boccaccio

Sebastiana Nobili

Libro: Copertina morbida

editore: Longo Angelo

anno edizione: 2018

pagine: 257

La stesura del capolavoro, sia per Dante che per Boccaccio, nasce da un trauma: l'esilio nel primo caso, la peste nel secondo. Entrambi cercano nella scrittura una forma di riparazione e, nel segno del comune maestro Boezio, attingono al potere consolatorio della parola che nasce dalla privazione e dal lutto. Per questo, nei due grandi autori del nostro Trecento il motivo delle lacrime si rivela decisivo, a partire dalle grandi allegorie della Commedia come il Veglio di Creta e il gigante Lucifero, per passare poi attraverso la condanna della guerra e delle sue conseguenze dolorose e giungere infine al tema - evidentemente correlato - della sofferenza dei giusti, siano essi i limbicoli all'Inferno o, nel Decameron, i magnanimi della tragica quarta giornata. Il confronto con gli storiografi - Salimbene per Dante, i cronisti della peste per Boccaccio - si rivela decisivo per comprendere il rapporto dei due scrittori con la storia, e con gli eventi drammatici che hanno innescato il processo consolatorio attraverso la scrittura. Nella seconda metà del libro, da un esame tematico dei testi si passa a una prospettiva più strettamente retorica: quali strutture Boccaccio, sulla scia di Dante, utilizza per sostanziare la sua idea di letteratura? Come affronta il problema degli incipit e perché si serve delle cosiddette "cornici", di lettere dedicatorie e di complicati prologhi concentrici? Dal primo romanzo in prosa della letteratura italiana, il Filocolo, fino al tardo trattato umanistico sulla Genealogia degli dèi pagani, che si innesta sulla riflessione centrale del Decameron, Giovanni Boccaccio innova radicalmente un repertorio già codificato dalla letteratura classica e da quella mediolatina e romanza, immaginando l'opera dello scrittore come una grande mappa, scritta e a un tempo illustrata, dentro la quale il lettore sensibile saprà trovare, riconoscendosi, la chiave della sua personale consolazione.
25,00

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