La Vita Felice
Storie di soldati, foche e samurai
Sergio Toppi
Libro
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2007
pagine: 72
Dove volano gli occhi. Domande per giovani filosofi
Alberto Casiraghy
Libro
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2007
pagine: 64
Discorso sulle donne. Testo tedesco a fronte
Arthur Schopenhauer
Libro
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2007
pagine: 64
Sulla scelta di un'amante e altre bagatelle
Benjamin Franklin
Libro
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2007
pagine: 168
Amnesia del movimento delle nuvole
Maria Attanasio
Libro: Libro in brossura
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2007
pagine: 112
L'originalità e l'energia latente di questo bel libro sembrano matericamente risiedere in una condensazione di elementi eterogenei sinora ritenuti opposti o comunque non passibili di compenetrazione reciproca. Sono ravvisabili difatti mosse di spostamento drasticamente figurate, mescolanti "sofferenza intelligente" e piacere delle risorse linguistiche, ansimare quotidiano e fantasie di mutamento, abbandono alla bellezza della natura e misurazioni psicologicamente acuite di corpi, sentimenti, gesti. Con uno scritto di Giancarlo Majorino.
Amoretti. Testo inglese a fronte
Edmund Spenser
Libro: Libro in brossura
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2007
pagine: 196
"Gli Amoretti sono una raccolta di ottantanove piccole poesie d’amore, o meglio, di “piccoli cupidi verbali”, che non a caso si calano nella veste del sonetto. Spenser, volendo anch’egli scrivere un suo Canzoniere per l’amata Elizabeth, non può fare altro che guardare al Petrarca e ai suoi imitatori. Dal sonetto, dunque, non può prescindere, ma poiché ama intervenire creativamente sulle forme che mutua dai predecessori, ecco che i sonetti di Amoretti presentano elementi di novità e originalità. Per prima cosa, sono veri e propri emblemi, che non hanno bisogno di immagini perché sono essi stessi delle immagini, quasi un festone che richiama i cupidi e gli amorini di tanti dipinti e statue del tempo. [...] Ma gli Amoretti sono anche una struttura costruita con cura e sapienza, anzi un ciclo, che mima il ciclo delle stagioni (con grande rilievo dato naturalmente alla primavera), i tempi dell’anno liturgico (fra i quali spicca quello della Pasqua) e persino quelli nei quali sta prendendo corpo piano piano The Faerie Queene; i temi, pur convenzionali e scontati, si richiamano l’un l’altro con grazia e freschezza, intrecciando festoni concettuali paralleli ai festoni dei “cupidi verbali”." (Dall’introduzione di Bruno Gallo)
Rocky Rude. Duro con i duri
Danilo Maramotti
Libro
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2007
pagine: 96
Della infinità d'amore
d'Aragona Tullia
Libro: Libro in brossura
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2007
pagine: 128
Il dialogo Della Infinità d'Amore è stato stampato nel 1547 ed è dedicato a Cosimo de' Medici. L'opera più famosa di Tullia d'Aragona si innesta in una importante consuetudine cinquecentesca verso i trattati dialogici sull'amore, svelando però un punto di vista "dalla parte delle donne", concreto e critico, che piacque molto sia al pubblico femminile sia ai letterati del Cinquecento. L'Aretino, per esempio, scrive in una lettera, esaltando il Dialogo, che gli era stato appena letto da Nicolò Grazia: "La Tullia ha guadagnato un tesoro, che per sempre spenderlo mai non iscemerà, e l'impudicizia sua per sì fatto onore può meritamente essere invidiata e dalle più pudiche e dalle più fortunate". La nostra casa editrice presenta il testo della riedizione cinquecentesca, pubblicata a Milano nel 1864 per le edizioni Daelli. Il testo è corredato da una vita della "scandalosa" autrice, tratta dalla Storia dei poeti italiani di Alessandro Zilioli.
Il buon uso delle malattie. Testo francese a fronte
Blaise Pascal
Libro: Libro in brossura
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2007
pagine: 64
"La Preghiera per chiedere a Dio il buon uso delle malattie (1648) dovrebbe toccare il cuore della gente di questo secolo, nel quale non c'è casa che non sia stata visitata dal dolore, di questi nostri tempi, nei quali, in mezzo alla cupidigia, e in modo che, a memoria d'uomo, per numero di moltitudini compromesse e accavallarsi di rivolgimenti, non ha riscontro, si son fatti largo l'eroismo e la rassegnazione, di questi anni, nei quali son così visibili, la fralezza e la maestà dell'uomo. La malattia di Pascal era atroce. Più di dieci anni, non gli lasciò requie. Non fu mai udito lamentarsi. [...] Quale umiltà sarà pari a quella di Pascal? Quando, l'esempio del supplizio del Golgota, ha tratto da abissi d'anima umana più prona adorazione e più consapevole?" Giuseppe Ungaretti.

