Il Saggiatore
Patria 1978-2010
Enrico Deaglio
Libro: Copertina morbida
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2010
pagine: 1035
Ma davvero è successo tutto questo? In un libro di novecento pagine, una cavalcata in quel vero romanzo che è stata l'Italia degli ultimi trent'anni. È come guardare un film sulla nostra vita, in cui gli avvenimenti sono raccontati mentre succedono. Si comincia con Aldo Moro nella prigione del popolo, nell'anno che ha cambiato tutto. E poi, l'ascesa della mafia, il rapporto stretto tra crimine e potere, la guerra e i segreti di Cosa Nostra, i morti e i soldi che li hanno accompagnati. I grandi condottieri dell'industria tra sogni e corruzione, la fine ingloriosa della Prima repubblica, l'ascesa della televisione e del suo magnate, il Nord conquistato dalla Lega, il nuovo potere del Vaticano, la rivalutazione del fascismo, la crisi e la deriva. La nostra storia in cinquecento storie: anno per anno, i protagonisti, i fatti, le parole, le vittime e i vincitori, le resistenze, la musica e le idee che hanno costruito il nostro paese. Un libro per ricordare quanto è successo e per scoprire che - molto spesso - le cose non erano andate proprio così.
Lo spazio letterario
Maurice Blanchot
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2018
pagine: 303
«Chi scava il verso incontra l'assenza degli dèi»: così Maurice Blanchot dà voce a chi ha avuto il privilegio e insieme la sventura di essere colpito dall'anatema della letteratura. Blanchot scende negli abissi della disperazione di Mallarmé, indaga le contraddizioni di un Kafka annientato dalla solitudine, scandaglia l'infinito mormorio della scrittura automatica surrealista, si smarrisce insieme a Rilke e al suo Orfeo, simbolo dell'orgogliosa trascendenza poetica. Saggio di lapidaria verticalità filosofica, "Lo spazio letterario" si interroga sul significato dell'opera, sull'identità dello scrittore, sull'ispirazione poetica. Enigmi al cospetto dei quali, lo si avverte fin dalle prime pagine, Blanchot lotta come fossero i suoi demoni, con lucida ossessione, e che finisce per consegnare purificati alla loro nuda essenza. Il punto di partenza coincide con quello di arrivo, ovvero lo scacco dello scrittore: l'origine dell'opera è irraggiungibile per chi scrive e il desiderio di avvicinarne il centro diventa vocazione, imperativo, tormento, perché trascina in una regione estranea al mondo e a se stessi. Una regione in cui non si può dire «io», in cui bisogna abbandonare tutto e morire di morte anonima per dare alla luce un'opera che nel suo essere è già altro da sé. Apparso nel 1955 e ora presentato dal Saggiatore in una nuova traduzione e con uno scritto di Stefano Agosti, Lo spazio letterario ha fatto del suo autore la punta di diamante della critica letteraria del Novecento e una figura di riferimento per intellettuali come Barthes, Foucault, Lacan e Derrida. Il suo fascino non manca ancora oggi di spalancare la riflessione sulla scrittura, sul difficile ruolo di chi si trova a duellare con l'impossibilità della parola, a spingersi in quell'esperienza che è incessante ricerca e mai approdo. Cancellato l'autore, destituito il lettore, quel che resta è il silenzio dell'opera.
L'arte di essere felici. Come sopravvivere alle avversità e riscoprire il valore della vita
Pierre Zaoui
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2016
pagine: 270
Sentirsi disarmati di fronte a una delusione amorosa. Avere paura di non superare un esame. Chiedersi quando finalmente si addolcirà il dolore del distacco. Ci sono occasioni in cui la sfortuna sembra farsi beffe di noi, giorni in cui lo sconforto ci lascia intorpiditi, frustrati; giorni in cui il mondo appare svuotato di senso. Come provare a essere felici nonostante le avversità? Come sopravvivere alla vita? Si può continuare a vivere e ad amare, quando ci si scopre risucchiati nel turbine dei piccoli e grandi problemi dell'esistenza? Questo libro di Pierre Zaoui - una delle voci francesi più autorevoli del pensiero contemporaneo, già autore dell'Arte di scomparire - è un piccolo, irrinunciabile manuale di sopravvivenza: convinto che l'ultima ancora di salvezza contro l'assurdità dell'esistenza sia il pensiero, Zaoui ci guida in una passeggiata filosofica nei territori più impervi della vita, affacciandosi con coraggio persino sugli scoscesi precipizi davanti a cui tanto spesso i sedicenti "intellettuali" arretrano timorosi: l'amore e le sue vertigini, il timore della fine, il dolore del lutto. Con la sensibilità del flàneur, e insieme il rigore del grande filosofo, Zaoui procede per svolte improvvise e accostamenti subitanei, oscilla tra Nietzsche e Flaubert, dirige il suo sguardo sui minuti dettagli del quotidiano che - sommersi dagli stimoli - non sappiamo più apprezzare: i piccoli momenti di tranquillità dell'anima, il piacere del silenzio, i fiori - i più belli - della generosità umana.
Antifragile. Prosperare nel disordine
Nassim Nicholas Taleb
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2013
pagine: 576
Questo libro offre una nuova visione del mondo. La prospettiva che cambierà le nostre idee sulla società e ispirerà le nostre scelte quotidiane. Ci aiuterà a comprendere come il nostro corpo si protegge dalle malattie e le specie viventi si evolvono, come la libertà d'impresa crea prosperità e il genio si trasforma in innovazione. La chiave di tutto è l'antifragilità. Sappiamo che la nostra incapacità di comprendere a fondo i fenomeni umani e naturali ci espone al rischio degli eventi inaspettati. Ma l'incertezza non è solo una fonte di pericoli da cui difendersi: possiamo trarre vantaggio dalla volatilità e dal disordine, persino dagli errori, ed essere quindi antifragili. Medicina, alimentazione, architettura, tecnologia, informazione, politica, economia, gestione dei risparmi: sono solo alcuni dei campi di applicazione pratica in cui Nassim Nicholas Taleb ci accompagna, con l'ironia e la verve polemica che lo hanno reso celebre. Attingendo da uno sconfinato repertorio di episodi storici, fenomeni biologici e naturali, curiose esperienze personali, unendo la logica alla scettica saggezza degli antichi e allo spirito pratico dell'uomo della strada, Taleb è riuscito nel tentativo di creare una guida eclettica, scanzonata e iconoclasta per orientarsi in un mondo imprevedibile e dominato dal caos, il mondo del Cigno nero.
Le suites per violoncello. Da Johann Sebastian Bach a Pablo Casals: storia e misteri di un capolavoro barocco
Eric Siblin
Libro: Copertina morbida
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2011
pagine: 310
Una sera d'autunno, poco dopo aver terminato il suo dovere di critico di musica pop, Eric Siblin assiste all'esecuzione delle Suites per violoncello di Johann Sebastian Bach. E accade l'inaspettato. Si innamora. Biografia, saggio di storia della musica, caccia al mistero, Le Suites per violoncello intreccia tre racconti: la vita di Bach e la scomparsa del manoscritto originale, la leggendaria riscoperta delle Suites da parte di Pablo Casals, la storia dell'amore di Siblin per questa musica. L'avventura di Siblin parte da Barcellona, sulle vie percorse da Pablo Casals quando, tredicenne, gira per negozi di musica di seconda mano alla ricerca di spartiti per esercitarsi con il violoncello e, fra carte ammuffite, scopre la partitura delle Sei Sonate o Suites per violoncello solo di Johann Sebastian Bach. Anche per lui l'amore è istantaneo, totale. Casals suona le Suites ogni giorno, per dodici anni, fino a che, nel 1902, con la prima esecuzione pubblica, rivela al mondo quale capolavoro sia stato ignorato per quasi due secoli. Un capolavoro il cui cammino non si è più interrotto. Bach aveva scritto le Suites per uno strumento, il violoncello, che agli inizi del Settecento era ancora in cerca di se stesso. La scelta si rivelò precorritrice. Siblin lascia Barcellona per consultare nuovi archivi, ascoltare e intervistare grandi esecutori e persino prendere lezioni di violoncello, all'inseguimento di un mistero che aleggia sul mondo musicale dalla morte di Bach.
Le miniere dell'imperatore
Lindsey Davis
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2010
pagine: 322
Roma, A.D. 70. La città langue sotto lo spietato sole d'agosto. Marco Didio Falco, investigatore privato di simpatie repubblicane, non ha molte prospettive e tira avanti sopperendo con l'ironia alla cronica mancanza di denaro. Un giorno, nel Foro, si imbatte in Sosia Camillina, una fanciulla in fuga da due loschi personaggi che hanno cercato di rapirla. Aiutandola, Falco scoprirà un traffico di lingotti d'argento le cui tracce lo portano fino alla lontana Britannia. Ma conosce anche la bella e intelligente Elena Giustina, figlia di un senatore, che lo aiuterà nelle indagini. Un giallo storico, ricco di spunti ironici e un personaggio che ricorda un Philip Marlowe dell'antica Roma.
La nostra Odissea
Andrea Pezzi
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2026
pagine: 250
La nave è in frantumi sugli scogli, dove l’hanno scagliata venti impazziti. I nostri compagni sono spariti, alcuni divorati vivi, altri annegati, mentre i sopravvissuti grugniscono a quattro zampe tra il fango e la rena. Sono decenni che manchiamo da casa e i volti dei nostri cari sono un’immagine sbiadita avvolta da un ricordo. È tempo di tornare. È da qui che parte il nostro viaggio: dal momento di confusione e disperante incertezza in cui ci hanno gettato le guerre del presente, la crisi climatica e gli inquietanti domani disegnati dall’intelligenza artificiale. Ed è proprio adesso il momento di tornare tutte e tutti all’umano, a ciò che ha contraddistinto il nostro percorso e definito i nostri desideri permettendoci di riconoscerci, comprenderci, spingerci più in là. Appoggiandosi alla saggezza racchiusa nell’Odissea, Andrea Pezzi ci accompagna in un cammino a ritroso nella storia del pensiero attraverso le idee di figure quali Parmenide e Platone, Agostino e Lao-Tse, in cui le varie tappe sono raccontate con i capitoli del poema omerico: dai dogmi che ottundono la mente come i fiori dei Lotofagi alla devastazione operata dai Ciclopi del capitalismo; dai pericolosi Lestrigoni del pensiero duale alla tecnologia che ci seduce come la maga Circe. Facendosi largo tra pessimismi più o meno giustificati, La nostra Odissea ci invita a ritrovare la speranza, ridefinendo il nostro ruolo e il nostro spazio nel mondo in funzione di un nuovo «Umanesimo perenne», guidato da empatia, logica, intuizione, astrazione e trascendenza. Abbracciando queste qualità, infatti, è ancora possibile abitare con coscienza il nostro tempo, liberandoci da ogni sudditanza individuale e ritrovandoci insieme come collettività. Perché se il vagabondaggio di Ulisse si conclude con l'approdo a Itaca, anche il nostro può avere un esito felice. È il momento di ripartire.

