Il Nuovo Melangolo
Rosso di sera. Piccola filosofia della speranza
Donatella Ferretti
Libro: Copertina morbida
editore: Il Nuovo Melangolo
anno edizione: 2023
pagine: 102
Il tocco del toccare. Filosofia del tuca tuca
Jean-Luc Nancy, Francesca R. Recchia Luciani
Libro: Copertina morbida
editore: Il Nuovo Melangolo
anno edizione: 2023
pagine: 96
La lingua degli dei. L'amore per il greco antico e moderno
Francesca Irene Sensini
Libro: Copertina morbida
editore: Il Nuovo Melangolo
anno edizione: 2023
pagine: 142
Filosofia da divano
Stefano Scrima
Libro: Copertina morbida
editore: Il Nuovo Melangolo
anno edizione: 2023
pagine: 88
Non c'è cosa più dolce. Giovanni Pascoli ed Emma Corcos, lettere
Francesca Sensini
Libro: Libro in brossura
editore: Il Nuovo Melangolo
anno edizione: 2022
pagine: 267
La storia d'amore segreta tra Pascoli e Corcos, ricostruita narrativamente attraverso le lettere inedite tra i due.
Elogio del greco antico
Jacqueline de Romilly, Monique Trédé
Libro: Libro in brossura
editore: Il Nuovo Melangolo
anno edizione: 2017
pagine: 132
Nel corso di sette lezioni sul greco antico le autrici guidano il lettore alla scoperta di questa lingua, non per insegnarne le forme e le regole, ma per esaltarne le bellezze, per far conoscere al grande pubblico il fascino di una lingua che ha dato origine a una delle più grandi letterature del mondo, e per mostrare come il greco sia stato determinante e contribuisca ancora oggi alla formazione del nostro vocabolario scientifico.
La visione di parallasse
Slavoj Zizek
Libro: Copertina morbida
editore: Il Nuovo Melangolo
anno edizione: 2013
pagine: 564
"Il problema principale è che la 'legge' base del materialismo dialettico, la lotta tra gli opposti, è stata colonizzata/offuscata dall'idea New Age della polarità degli opposti (yin-yang, e così via). La prima mossa critica è sostituire questo tema della polarità degli opposti con il concetto di 'tensione' interna, scarto, non-coincidenza dell'Uno stesso. Questo libro si fonda sulla strategica decisione politico-filosofica di definire questo scarto che separa l'Uno da se stesso con il termine parallasse. Sarebbe facile perdersi in un'illustrazione non sistematica della moltitudine degli scarti parallattici. Qui il mio obiettivo è quello di introdurre un minimo di ordine concettuale in questa moltitudine concentrandomi sulle sue tre modalità principali: filosofica, scientifica e politica. In primo luogo, c'è la differenza ontologica come parallasse ultima che condiziona il nostro accesso alla realtà; c'è poi la parallasse scientifica, lo scarto irriducibile tra l'esperienza fenomenica della realtà e la sua spiegazione e ricostruzione scientifica; da ultima, non meno importante, c'è la parallasse politica, l'antagonismo sociale che produce l'assenza di terreno comune fra gli agenti in conflitto (una volta si parlava di 'lotta di classe'). Dopo aver scritto molte pagine in cui mi sono confrontato con l'opera di Jacques Derrida, è forse giunto il momento, ora che la moda derridiana sta svanendo, di onorare la sua memoria sottolineando la prossimità di questa 'differenza minima'..."
Francesco Biamonti. Le parole, il silenzio
BIAMONTI
Libro: Copertina morbida
editore: Il Nuovo Melangolo
anno edizione: 2005
pagine: 192
Il lavoro critico su Biamonti, avviato da tempo, assume una fisionomia per la prima volta organica e completa. Ci sono autori per i quali la valutazione dei critici è alla fine secondaria e che contano solo sulla fedeltà del loro pubblico; e altri che hanno o continuano ad avere un (grande o piccolo) pubblico se e quando trovano critici attenti e intelligenti. L'impressione è che Biamonti appartenga a questa seconda categoria, soprattutto ora che non c'è più lui in prima persona ad alimentare, con la sua figura dolce e malinconica, con la sua parola pacata e intensa, la curiosità e la partecipazione dei lettori.
Il paradiso sulla terra. La religione di Dostoevskij e Tolstoj
Isabella Adinolfi, Giorgio Brianese
Libro
editore: Il Nuovo Melangolo
anno edizione: 2024
pagine: 200
Nietzsche l'iperboreo. Dal superuomo a Elon Musk
Paolo Ercolani
Libro: Libro in brossura
editore: Il Nuovo Melangolo
anno edizione: 2022
pagine: 416
Il pensatore più suggestivo ma anche controverso della Storia, colui che ha saputo inquadrare la condizione umana da altezze mai raggiunte prima. Questo è stato Nietzsche, «iperboreo» proprio per la capacità di innalzarsi al di sopra dell'aurora boreale delle illusioni con cui l'uomo abbellisce la tragicità del proprio esistere. Da quella vetta ha gettato lo sguardo sull'abisso in cui abita l'umanità, fissando negli occhi mostri agli altri invisibili, che gli hanno suggerito il pensiero più irriverente, cinico e distruttivo mai concepito da un filosofo. Ma qui finisce il «problema» di Nietzsche e inizia il nostro, quello di viandanti di un'epoca in cui il suo pensiero antiumano e nichilistico si è fatto carne viva e sanguinante. Ossia si è tradotto in procedure concrete (economiche, politiche, sociali e culturali), in grado di mettere a repentaglio la prosecuzione stessa della specie umana. Colui che proclamò la «morte di Dio», infatti, è alla base della società a trazione tecno-finanziaria con cui si sta procedendo spediti verso la morte dell'uomo. «L'uomo è un qualcosa che deve essere superato» — scriveva Nietzsche — e nel nostro tempo transumanesimo e artefici dell'intelligenza artificiale stanno lavorando alacremente — oltre che con grande utilizzo di risorse economiche — per far evolvere la specie umana verso una stirpe di superuomini (o «oltreuomini»): i cyborg. Ma come si è arrivati dalla morte di Dio a quella dell'uomo? Come ha potuto il filosofo del male per eccellenza ispirare il nazifascismo novecentesco e al tempo stesso innervare il transumanesimo odierno, cioè i due movimenti che più hanno lavorato o lavorano per la costruzione di una nuova umanità considerata di ordine superiore? Quali elementi legano il pensatore più inquietante di ogni tempo a figure come Steve Jobs, Larry Page e Elon Musk? O le teorie della «volontà di potenza» e del «Superuomo» alla «Superintelligenza» artificiale e ai robot? L'obiettivo del libro è proprio di voler ricostruire questa storia, al tempo stesso inedita, affascinante e dai contorni inquietanti. Ma anche individuare il modo con cui invertire il cammino apparentemente inesorabile che conduce alla morte dell'uomo. A cominciare dall'affermazione che «Dio è risorto!».
Come insultavano gli antichi. Dire le parolacce in greco e in latino. Testo greco e latino a fronte
Libro: Copertina morbida
editore: Il Nuovo Melangolo
anno edizione: 2017
pagine: 103
L'insulto può essere considerato un vero e proprio genere, praticato fin dall'antichità. Questa piccola raccolta, realizzata saccheggiando i più grandi autori greci e latini, dimostrerà al lettore di oggi come anche le ingiurie e le espressioni oscene rientrino a pieno titolo nella nostra tradizione letteraria.

