DeriveApprodi
Il potere ai soviet. L'ombra dell'ottobre '17 e la democrazia diretta
Pierre Dardot, Christian Laval
Libro: Libro in brossura
editore: DeriveApprodi
anno edizione: 2017
pagine: 174
Il 1917, la Rivoluzione sovietica: una pratica di democrazia radicale, diretta e consigliare, che si dà forma espressiva nei soviet. Dagli scioperi di Parigi ai sindacati operai americani, dalla rivoluzione messicana agli anarchici spagnoli, l'esperienza della democrazia espressa agli albori della rivoluzione è ciò che ne ha sancito anche il successo mondiale. Ed è proprio ciò che Lenin requisisce col partito bolscevico, trasformando queste istituzioni politiche in organi inerti. A prevalere saranno così lo Stato, il partito, l'organizzazione militare, la burocrazia e la disciplina, che nei socialismi realizzati annienteranno le forme di autogoverno degli albori della rivoluzione. Ripartire dall'esperienza dei soviet significa immaginare le forme presenti e a venire di una rivoluzione che ha anzitutto cercato un'emancipazione nella pratica della democrazia diretta, tornando a leggere quell'ombra dell'ottobre '17 per contrastare, oggi, le nostalgie reazionarie per Stato e nazione, populismi e forme autoritarie della politica. In questo senso, il fallimento dei comunismi va inteso come il collasso di un potere centralista, statalista, verticista che non smette di riproporsi nel pieno dei sistemi politici neoliberali. Oggi, «potere ai soviet» significa dunque immaginare le forme di autogoverno che animano le richieste di democrazia e partecipazione dei movimenti e delle pratiche del comune emerse negli ultimi decenni.
Ai confini del diritto. Poteri, istituzioni e soggettività
Libro: Libro in brossura
editore: DeriveApprodi
anno edizione: 2017
pagine: 159
Se oggi viviamo in tempi di crisi, ciò che più è in crisi è la nostra capacità di immaginare un'alternativa, non solo rispetto allo specifico contesto politico e istituzionale, ma soprattutto rispetto al dato sistemico della società capitalistica. Questo libro ripercorre alcuni temi classici del rapporto tra governati e governanti, riaprendoli alle questioni più attuali e al rinnovato interesse per il linguaggio proprio del diritto. I saggi qui presenti, pensati nel confronto tra la scienza giuridica, la storia e la filosofia, intendono rispondere ad alcune grandi questioni del presente. Cosa significa l'attuale «uso politico del diritto»? Quale rapporto tra i movimenti e le istituzioni? Che relazione tra l'ambiguità della dimensione del potere e la fondazione di nuove istituzioni non statali? Cosa accade quando lo Stato non detiene più il monopolio della produzione del diritto? Se da un lato, le istituzioni, i dispositivi rappresentativi, le procedure di legittimazione attraversano una profonda crisi, dall'altro, l'epoca presente non ha ancora trovato le forme adeguate per rispondere a questo mutamento. La ricerca diviene allora un lavoro di immaginazione politica.
L'ho sempre saputo
Barbara Balzerani
Libro: Libro in brossura
editore: DeriveApprodi
anno edizione: 2017
pagine: 108
«Un dialogo e un confronto tra due donne nella cella di un carcere, due storie diverse, due donne nate su sponde opposte del Mediterraneo, una rivoluzionaria comunista e una donna in fuga dalla miseria che riattraversano il percorso umano nel racconto di una vita in gestazione. Da questo racconto salgono voci che narrano altri modi di stare al mondo, incompatibili e irriducibili all'universalismo coloniale dell'Occidente, che nel suo passo di conquista non ha cancellato, ma solo occultato - e lo ha fatto con grande padronanza e capacità di seduzione, oltre che con la forza - una memoria millenaria, un codice genetico che porta impresse "altre modalità di esistenza", che possono farci percepire quanto abbiamo disimparato a sentire, guardare, a saper fare, a saper stare sulla terra senza distruggerla e distruggerci, in nome di qualcosa che abbiamo chiamato progresso.» (Silvia De Bernardinis)
Potere del consumo e rivolte sociali. Verso una libertà radicale
Massimo Ilardi
Libro: Libro in brossura
editore: DeriveApprodi
anno edizione: 2017
pagine: 128
«È con la semplicità, la brutalità e la rapidità dello stato di necessità che la cultura del consumo ha combattuto e vinto la sua guerra. E l'unica regola di questa cultura è che non ha regole, né prescrizioni morali, né valori da indicare. La cultura del consumo si impone perché costituisce il laboratorio dove si formano modi di essere, capacità, attitudini, affettività della società metropolitana e che il capitale trasforma poi in risorse produttive. Certo, questo è il suo capolavoro ma questa è anche la sua debolezza che lo costringerà alla fine a una di quelle drastiche innovazioni, che hanno sempre accompagnato la sua storia, per governare il conflitto dentro i rapporti di produzione. II consumo, come anche il lavoro, la produzione e la legge, è puro stato di necessità e nulla può nascere fuori da questo campo di energia che come fatto materiale riconduce l'individuo a un legame ferreo con il mondo. II consumo ha una forza centripeta notevole. È il contrario della fuga: è l'accettazione del mondo, di questo mondo perché fuori da qui non c'è nulla. Accettazione del mondo ma non delle sue regole. Stato di necessità che richiede urgenza di libertà e, in alcuni casi, l'illimitata violenza del 'tutto è permesso'». È sempre sul consumo che si scatena il conflitto sul territorio.
Esclusi. La globalizzazione neoliberista del colonialismo di insediamento
Libro: Libro in brossura
editore: DeriveApprodi
anno edizione: 2017
pagine: 234
Perché oggi è importante analizzare il colonialismo di insediamento? Perché è dall'unione di un gruppo di ex insediamenti coloniali, gli Stati Uniti, che si è sviluppata l'incontestata potenza egemone globale. Perché il colonialismo di insediamento, come forma specifica di dominio, definisce molti degli ordinamenti politici attuali. Come i popoli indigeni esposti all'assalto del colonialismo di insediamento, gli espulsi dalla produzione sono anch'essi marcati come inutili perché superflui. Popolazioni da liquidare: accumulazione senza riproduzione. Non solo biopolitica, ma necropolitica. Occorre comprendere a fondo questa nuova realtà, per reagire a un potere che assoggetta tutti. Ne deriva la necessità di stringere alleanze tra espulsi per un progetto di co-resistenza.
Sulla povertà della psichiatria
Benedetto Saraceno
Libro: Libro in brossura
editore: DeriveApprodi
anno edizione: 2017
pagine: 188
Il grande dibattito sull'esistenza o la non esistenza della malattia mentale e sulla funzione normalizzatrice della psichiatria che ha attraversato gli anni Sessanta e Settanta oggi si è spento. La cultura delle neuroscienze prevale, alimentando l'egemonia del modello biomedico o bio-psico-medico. L'ambizione di questo libro non è soltanto quella di formulare una critica della psichiatria contemporanea, ma anche di indicare strade possibili perché essa possa uscire dal vicolo cieco nel quale è intrappolata. Superare l'impasse significa uscire dai limiti disciplinari della psichiatria biologica e avventurarsi nella complessità. Occuparsi di malattia mentale significa allora rompere lo schema salute/malattia e confrontarsi con la sofferenza, quando ciò avviene all'incrocio tra l'intimo delle storie di ciascuno e i luoghi pubblici che abitiamo. Occorre così ripartire dall'ascolto e dalla clinica individuale del paziente, attraversando territori via via più complessi e sociali, fino a incontrare le contraddizioni e le sfide della comunità politica.
Lo sciopero umano e l'arte di creare la libertà
Claire Fontaine
Libro: Libro in brossura
editore: DeriveApprodi
anno edizione: 2017
pagine: 294
Claire Fontaine è il nome singolare e femminile di un «artista collettivo» attivo soprattutto tra Francia, Italia e Stati Uniti dall'inizio degli anni Duemila. Con la sua arte concettuale e politica, Claire Fontaine si è affermata tanto fra musei e gallerie d'arte contemporanea quanto fra pratiche militanti in cerca di nuovi immaginari della sovversione. Migrazioni, società di controllo, rapporti tra i generi, sessualità, individualità, lavoro, movimenti sociali, rivoluzioni, arte, statuto delle merci, praticabilità dell'amore, reclusione nella famiglia... sono alcuni dei temi che Claire Fontaine tratta con le sue opere ormai diffuse nei musei di tutto il mondo. Ma, prima di essere artista, Claire Fontaine è un'entità pensante, capace di una scrittura suggestiva che questo libro raccoglie. Con 35 brevi testi che affinano le armi della critica dell'esistente e della produzione di concetti: lo «sciopero umano» per pensare le condizioni dell'emancipazione quando ogni spazio di libertà sembra precluso; l'artista ready-made scagliato contro l'identità individuale come unica forma di riconoscimento sociale; un nuovo femminismo per vivere l'amore. Un libro dove la pratica teorica intreccia neologismi e suggestioni grazie a un'arte di creare con la scrittura che maneggia con perizia immagini, teoria, poetica. E vita.
Rifare il mondo... del lavoro. Un’alternativa alla uberizzazione dell’economia
Sandrino Graceffa
Libro: Libro in brossura
editore: DeriveApprodi
anno edizione: 2017
pagine: 109
In Europa il mondo del lavoro è stretto tra due alternative: liberalizzazione selvaggia alla Uber o difesa di diritti che ormai riguardano solo delle minoranze. Esiste una terza via? In questo libro l’amministratore delegato di SMart, cooperativa di lavoro europea - una realtà che ha radunato migliaia di lavoratori autonomi di vari settori in un’organizzazione mutualistica - ne illustra i profili: innovazione sociale, economia quaternaria, reddito universale, cooperazione, mutualismo, democrazia e partecipazione. Prefazione di Sergio Bologna.
Il sorriso dei Khmer Rouge
Romeo Orlandi
Libro: Libro in brossura
editore: DeriveApprodi
anno edizione: 2017
pagine: 125
Nell'ultimo quarto del secolo scorso si intrecciano le vite dei due protagonisti del romanzo. Un medico sfiorato dalla lotta armata negli anni Settanta in Italia e un Khmer rosso nella Cambogia di Poi Pot che credeva nel riscatto verso l'assoluto. Le loro storie sono ispirate da ideali grandi ma intrise di sconfitte. Si incontrano mentre fuggono da un passato ingombrante e doloroso, costellato da violenza e da un assassinio inspiegabile. Le loro esperienze si uniscono in un campo profughi della Croce Rossa. Le differenze politiche e personali saranno terapeutiche per entrambi, mentre il regime di Poi Pot è consegnato alla storia e il mistero di una morte devastante viene finalmente sciolto.
Donne e lotta armata in Italia (1970-1985)
Daniela Bini
Libro: Libro in brossura
editore: DeriveApprodi
anno edizione: 2017
pagine: 384
Questo libro delinea il background socio-culturale e politico di alcune donne militanti nelle Brigate Rosse e in Prima Linea. Ricostruisce i ruoli, i compiti e le funzioni delle militanti nei due gruppi armati e riflette sul rapporto tra donne e violenza politica. Ricostruisce inoltre le modalità attraverso cui posero fine alla propria esperienza di lotta e motiva come, a posteriori, hanno rielaborato le loro scelte. Alle questioni sopraesposte, inerenti ad alcune militanti di due gruppi di estrema sinistra, si aggiunge la ricostruzione del retroterra socio-politico-culturale di Francesca Mambro e il suo ruolo nel gruppo di estrema destra Nuclei Armati Rivoluzionari. La ricerca è stata condotta con l’ausilio di fonti prevalentemente dirette e si è sviluppata in due fasi: la lettura e analisi delle autobiografie scritte da alcune donne membri delle Brigate Rosse e di testi di impianto autobiografico o biografico redatti da altre ex militanti nella sinistra rivoluzionaria; la raccolta di dati attraverso interviste dirette con alcune donne ex militanti e attraverso una ricerca di archivio. La peculiarità dello studio condotto consiste nella scelta del punto di vista delle donne coinvolte e nell’analisi puntuale, e costantemente incrociata, del linguaggio utilizzato dalle ex militanti nelle autobiografie, nelle interviste e nelle testimonianze che, nel tempo, esse hanno scritto e rilasciato e che risulta fonte di interesse per le modalità con cui è stato operato, spesso a distanza di anni, un bilancio del loro vissuto.
Il sapere che viene dai folli
Libro: Libro in brossura
editore: DeriveApprodi
anno edizione: 2017
pagine: VI-520
Quando nel 1967, rivolgendosi a un pubblico di giovani psichiatri dell'ospedale Sainte-Anne di Parigi, Jacques Lacan dichiara che «il folle è l'uomo libero», non ci sta forse insegnando qualcosa sia sulla libertà che sulla follia? Solo il folle sperimenta, in termini di angoscia, il vero prezzo dell'aspirazione alla libertà, della speranza di liberarci da ogni legame. Ci accorgiamo, così, che la follia ci offre la possibilità di tornare a interrogare buona parte delle nostre certezze. Sino a pochi anni or sono, la follia costituiva infatti una fonte d'ispirazione per scrittori e studiosi, che consideravano la parola del cosiddetto "alienato" portatrice di un sapere particolare. I fenomeni che si producono nella follia sembrano far luce anche su molte questioni delle nostre vite. Perché allora la nostra epoca lascia così poco spazio all'insegnamento che da lì può giungere? Insieme alla letteratura e al cinema, la psicanalisi sembra oggi la sola disciplina che accetti di considerare la follia come fonte di nuovi interrogativi. È tangibile, infatti, che essa ha saputo farsi carico delle questioni che il sapere psichiatrico aveva tratto dall'osservazione di coloro che, messi al bando dalla società, si ritrovavano nei manicomi.
Quarant'anni contro il lavoro
Franco «Bifo» Berardi
Libro: Libro in brossura
editore: DeriveApprodi
anno edizione: 2017
pagine: 377
Franco Berardi è noto come «Bifo» da quando, nel 1977, fu accusato di essere tra i principali responsabili dell'«insurrezione creativa» di Bologna. La ricerca di una liberazione possibile del tempo di vita dalla schiavitù del lavoro salariato percorre quarantanni della sua attività teorica: dagli articoli degli anni Settanta, pubblicati su fanzine e libretti autoprodotti, ai saggi sulla formazione della rete negli anni Novanta, fino alle profezie apocalittiche del primo decennio del XXI secolo. Gli scritti raccolti in questo volume affrontano, oltre al lavoro, altrettante questioni fondamentali - la tecnologia e la comunicazione, la poesia, l'arte, la psicanalisi e la psicoterapia -e sono animati da una costante passione per la rivolta etica e politica contro lo sfruttamento e il potere. Partendo dalla constatazione che la tecnologia e il sapere riducono il tempo di lavoro necessario, Bifo elabora una originale visione dei processi tecnici, antropologici e politici, e indica una possibilità di emancipazione nonostante l'involuzione che il neoliberismo ha prodotto nella storia del mondo, e che ora precipita in una forma di fascismo post-moderno.

