Bollati Boringhieri
Longevità
Umberto Veronesi
Libro
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2026
pagine: 80
«Cosa ci spinge a vivere se non la curiosità? [
Maschi a pezzi
Eliza Clark
Libro
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2026
pagine: 252
Irina, 28 anni, fotografa, scatta ossessivamente ritratti espliciti di uomini dall'aspetto normale che convince a posare per l
La vita uccide in prosa. Le indagini di Norberto Melis
Hans Tuzzi
Libro
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2026
pagine: 160
Settembre 1988
La democrazia non esiste in natura. Lezioni di storia politica in difesa dei valori comuni
Luciano Violante, Marta Cartabia
Libro
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2026
pagine: 240
Nel periodo storico che stiamo vivendo, la democrazia appare in forte crisi
La fine della fine della storia. Abitare la scomodità del mondo
Gabriele Segre
Libro
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2026
pagine: 176
Per trent'anni in Occidente ci siamo raccontati una storia rassicurante: la storia era finita
La matematica della creatività. Come i numeri danno forma al mondo
Marcus Du Sautoy
Libro
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2026
pagine: 368
Molti artisti non sono consapevoli della matematica che ribolle sotto la superficie delle loro opere, altri la utilizzano inte
Margo ha problemi di soldi
Rufi Thorpe
Libro
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2026
pagine: 320
Margo ha problemi di soldi racconta la storia di una ventenne studentessa californiana, che un giorno scopre di aspettare un b
Il barattolo dei pastelli
Barbara Cortinovis
Libro
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2026
pagine: 240
Renata è una donna fragile, ma tenace
Ti voglio bene, mi manchi
Susie Boyt
Libro
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2026
pagine: 192
Ruth, madre single, affronta con determinazione le complessità della maternità, divisa tra il difficile rapporto con sua figli
Lidia Poët e le prime avvocate
Alberto Nicòtina
Libro: Libro in brossura
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2026
pagine: 224
Torino, aprile 1884: la Corte di Cassazione nega alla ventottenne valdese Lidia Poët il diritto di esercitare la professione di avvocato perché donna. Sul momento, la vicenda sembra destinata all'oblio, ma il giovane giurista belga Louis Frank si imbatte nel caso e capisce che questa non è solo una storia individuale, ma il riflesso di un'Europa che esclude le donne dal diritto e dai diritti. Ben presto Frank diventa il fulcro di una rete transnazionale che collega Torino a Bruxelles, Parigi e Bucarest, intrecciando la vita di Lidia Poët con quella di donne altrettanto determinate a entrare nelle aule di tribunale: Marie Popelin, Jeanne Chauvin e Sarmiza Bilcescu. Se in Italia, Belgio e Francia le donne restano a lungo fuori dalle porte del Foro, in Romania Bilcescu riesce a infrangere il tabù, mostrando come quel divieto non fosse una necessità, ma una scelta politica. Le donne, in quell'epoca, «potevano anche dimostrare competenza, eloquenza, intelligenza, ma erano, semplicemente, fuori posto»: trattate come anomalie da una comunità, quella degli avvocati di fine Ottocento, chiusa, maschilista e refrattaria al cambiamento. Attraverso documenti d'archivio – tra cui un'autobiografia inedita di Lidia Poët – Alberto Nicòtina racconta la sfida organizzata al conservatorismo forense delle prime avvocate d'Europa. Una battaglia che, partendo dai tribunali, ha contribuito in modo decisivo a ridefinire il ruolo delle donne nella società. Il testo è arricchito dalla ricostruzione degli scambi epistolari tra Louis Frank e le protagoniste di questa vicenda: lettere che restituiscono il carattere umano, più che giudiziario, di un'impresa troppo a lungo dimenticata. A emergere dalla narrazione non è tanto il primato di singole «eroine», ma la fecondità degli scambi intellettuali e delle alleanze che hanno permesso a un piccolo gruppo di donne di assicurare un diritto per tutte. «È solo alla luce di questo cammino collettivo» – ribadisce l'autore –«che ha senso chiedersi chi sia stata la “prima”».
Momenti di gioia imperfetta
Catherine Newman
Libro: Libro in brossura
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2026
pagine: 208
Estate dopo estate, ormai da vent'anni, Rachel, detta Rocky, attende con impazienza la settimana di vacanza che trascorre con la famiglia a Cape Cod. Il loro modesto cottage in affitto sulla spiaggia è il confortevole palcoscenico di giornate di sole, nuotate nell'oceano, pasti indimenticabili e anche, naturalmente, di turbolenze di ogni tipo: emotive, coniugali e, a causa delle vecchie tubature, perfino idrauliche. Adesso, a cinquantaquattro anni, Rocky, pur assaporando felice quei pochi giorni da trascorrere tutti insieme, si ritrova stretta tra le esigenze dei figli, non più bambini ma sempre bisognosi di attenzioni, e i genitori anziani pieni di nuove questioni legate all'età che avanza. Per non dire della tempesta ormonale innescata dalla menopausa che la travolge con scatti d'ira, momenti di malinconia, caldane devastanti contro cui nulla può, neppure la brezza oceanica. In questa settimana preziosa tutto è in equilibrio, tutto è in continuo mutamento. E quando Rocky si ritroverà faccia a faccia con il passato e il futuro della sua famiglia, si convincerà di non poter più nascondere i suoi segreti alle persone che ama. Catherine Newman ci regala una narrazione fresca e vivace, capace di incarnare le voci, i silenzi e le contraddizioni di un'intera generazione di donne. Attorno al nucleo della famiglia si intrecciano temi complessi, affrontati con sensibilità e talvolta con necessaria crudezza, ma sempre con uno sguardo di arguta ironia. L'apparente quiete dell'ambientazione si trasforma progressivamente in un teatro di verità nascoste e rivelazioni improvvise dove le memorie della protagonista aiutano a tessere un filo narrativo intriso della tenerezza che avvolge i ricordi lontani.
Le piante non sono animali verdi. L'intelligenza vegetale alla prova dei fatti
Marco Ferrari
Libro: Libro in brossura
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2026
pagine: 240
Piante intelligenti che comunicano tra loro, foreste interconnesse che «ragionano», alberi che si prendono cura dei propri figli, società vegetali più «giuste» della nostra. Da Avatar alle installazioni artistiche, dai fumetti ai romanzi bestseller, negli ultimi anni si è imposta una narrazione accattivante: quella delle piante come esseri straordinariamente sensibili, dotati di una forma di coscienza al pari degli animali o degli esseri umani. Un mondo affascinante, che ha successo proprio perché risponde al nostro bisogno di sentirci al sicuro, di ritrovare armonia e connessione con la natura. Ma questa visione, per quanto seducente, è scientificamente problematica. Le piante non si evolvono per un fine, non ragionano, non hanno coscienza: certo «sentono» – rispondono a stimoli ambientali in modi sofisticati –, ma non nel senso che si lascia intendere in certa letteratura. Con rigore e chiarezza, Marco Ferrari smonta le attuali fortunate mitologie sulla vita vegetale. Perché attribuire ad alberi e funghi comportamenti antropomorfi non è solo un errore scientifico: è un'operazione ideologicamente ambigua, che nasconde un sottile antropocentrismo. L'evoluzione non funziona secondo scale gerarchiche, non c'è bisogno di elevare le piante ad «animali verdi»:la loro è una diversità che va compresa nei suoi meccanismi reali, più che attraverso proiezioni umane. Sostenuto dal confronto con numerosi e autorevoli colleghi, l'autore ricompone con fedeltà i processi naturali e biologici, restituendo la specificità del mondo vegetale e dimostrando che le scorciatoie narrative e le semplificazioni – per quanto utili – finiscono per tradire la complessità del reale. La ricostruzione di Ferrari diventa anche un'indagine sul linguaggio della divulgazione scientifica e sulla necessità di cambiare narrazione, anche a costo di andare controcorrente. Serve una comunicazione informata, che rifugga il consenso del mito e delle mode e rimanga consapevole delle proprie responsabilità nei confronti del pensiero comune.

