Aragno
Dante e il suo secolo. Scritti danteschi 1853-1904
Giosuè Carducci
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2023
Da Madesimo, il 14 agosto 1904, Giosue Carducci scriveva a Cesare Zanichelli in occasione della pubblicazione del saggio su Tre donne intorno al cor mi son venute: "Sono oggimai quarant'anni, o Cesare, ch'io co 'l discorso delle Rime di Dante posi il piè fermo nel campo dello scrivere italiano; ed ora stanco ne lo ritraggo con questo saggio su la più nobile canzone di Dante: da lui cominciai, con lui finisco". La dedizione a Dante fu per Carducci il centro della sua biografia intellettuale. Dal tema dantesco, scritto per l'accesso alla Scuola Normale di Pisa, al saggio sulle Rime del 1865, dai discorsi sulla Varia fortuna e su L'opera di Dante fino al saggio del 1904, il dantismo carducciano si dispiegò tra erudizione e storia, rievocazione poetica e analisi saggistica, polemica civile e politica, tra recensioni e commenti, tra memoria domestica e impegno civile, insomma tra culto interno, com'egli diceva, e culto esterno: la lunga fedeltà al poeta della Commedia - per coerenza, per varietà e rigore - viene ora riproposta al lettore in tutta la sua latitudine, nelle pagine che Carducci gli dedicò in vita: testimonianza plurima di chi volle essere e fu un "dantista dantesco".
Provinciali di mondo
Piero Dadone
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2023
Da millenni i "furbi" d'Europa amano suffragare l'idea della loro superiorità sbertucciando quei compatrioti che considerano ingenui e sciocchi. I pensatori ateniesi commiseravano i traci di Abdèra, per gli inglesi il luogo dei "fooles" era Ghotam, per i tedeschi Schilda, in Olanda Kampen, in Romania Caracal, per i danesi Mols, in Svezia Södertälje, Nazaret per gli antichi ebrei. A Stendhal fu sufficiente trascorrere una notte a Cuneo nel 1818 per bollare i residenti come "beoti". La celebre battuta di Totò è tuttora eloquente in merito. Un dizionario tedesco del 1920 colloca Cuneo ai vertici di un triangolo con le "sciocche" Abdera e Schilda. Lo sviluppo delle città portò poi a identificare i sempliciotti con i provinciali, gente arretrata, costretta a inseguire la modernità. Con la globalizzazione ampie strati di provinciali arrivano a imitare il way of life metropolitano, intanto che fasce ancora più larghe di metropolitani si provincializzano. Adottando comportamenti che prima ritenevano ridicoli, mentre certi modi di fare ormai à la page in Occidente sono ben più grotteschi delle storielle sui provinciali. L'ossessione per il "look", la mania di fare "ciao ciao" con la manina in tv, gli esodi di massa nei week end, gli strafalcioni grammaticali: non manifestano forse una tendenza della collettività a uniformarsi all'imbecillità attribuita a noi provinciali? Che assistiamo perplessi alla provincializzazione del globo terracqueo.
La Banca d'Italia. Un'istituzione «speciale»
Pierluigi Ciocca
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2022
pagine: 176
Pierluigi Ciocca, una carriera brillante in Banca d'Italia, ripercorre il pensiero e l'azione della Banca dal dopoguerra a oggi. Lo fa sulla scorta delle "Considerazioni finali" con cui i Governatori che si sono avvicendati al vertice dell'Istituto, sin da Einaudi nel 1947, hanno riassunto e concluso la loro annuale Relazione agli azionisti e al Paese. Dalla sintesi di Ciocca emergono le luci e le ombre della vicenda storica dell'Italia lungo tre quarti di secolo: la straordinaria ricostruzione dalla guerra perduta; il miracolo economico e i suoi limiti; gli eccessi salariali, il prezzo del petrolio, il debito della Repubblica e, quindi, l'inflazione; la disinflazione, tuttavia seguita dal ristagno e dalle recessioni che hanno impoverito tanti cittadini lungo i due de-cenni sfociati nel Covid-19 del 2020, nell'inflazione internazionale dal 2021 e nel-le ricadute economiche del conflitto fra la Russia e l'Ucraina del 2022. Emerge altresì, autonoma dalla politica e dal mondo degli affari, la figura istituzionale della Banca d'Italia: le analisi, l'impegno operativo, le proposte per contenere l'instabilità e favorire la crescita dell'economia. Per qualità delle analisi, per intensità e difficoltà dell'impegno, la Banca d'Italia risalta nel mondo delle banche centrali. Se le sue proposte non verranno disattese la società italiana potrà tornare a percorrere la strada del benessere.
Valore e valori della comunità nel mondo che cambia
Giovanni Quaglia
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2022
Giovanni Quaglia, già dirigente scolastico e docente di Economia e Direzione delle Imprese presso il Dipartimento di Management dell'Università di Torino, giornalista pubblicista e revisore contabile, è Presidente di Fondazione CRT, della Consulta delle Fondazioni di origine bancaria del Piemonte e della Liguria, di REAM SGR S.p.A. e del Comitato di Supporto di Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. È stato Sindaco di Genola (CN), Consigliere regionale del Piemonte, Presidente della Provincia di Cuneo dal 1988 al 2004. È stato ed è Presidente, Amministratore e Sindaco di Società, quotate e non, operanti in ambito finanziario, infrastrutturale e trasportistico. È componente di Associazioni culturali e di promozione territoriale. È stato insignito di numerose onorificenze e cittadinanze onorarie. È autore di numerose pubblicazioni.
Aforismi
Marina Cvetaeva
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2022
In questo libro viene offerta una raccolta di aforismi di Marina Cvetaeva, tratti dal volume in due tomi di Inediti, in cui sono raccolti quindici taccuini della poetessa russa che coprono un arco di tempo che va dal 1913 al 1939. Si tratta molto spesso di materiali di natura intima e privata che restituiscono un'immagine ben definita della sua anima tormentata e complessa e al contempo rendono una chiara testimonianza della sua personale ricerca di verità e di autenticità portata avanti con coraggio e con lucidità durante il corso di tutta la sua esistenza.
Non siate anime morte... Scritti spirituali inediti
Nikolaj Gogol'
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2022
pagine: 180
I testi di Gogol', che vengono presentati in questo volume per la prima volta in traduzione italiana, comprendono un gruppo di opere di argomento morale e spirituale dove lo scrittore descrive in maniera piuttosto analitica le passioni che infiammano e agitano l'animo umano - dall'ira al timore, dall'insicurezza all'abbattimento fino alla terribile depressione. Allo stesso tempo l'autore delle «avventure di Cicikov» propone il rimedio che egli indica nel dominio di sé ottenuto mediante la preghiera, la fede e l'affidamento a Dio. Sono scritti significativi proprio del periodo successivo alla pubblicazione de Le anime morte (1842), nei quali emerge la figura di un "secondo Gogol'", impegnato nella costruzione e nel disegno di un personale itinerario della mente che lo avrebbe portato, non senza clamore e stupore nel suo pubblico di lettori, alla conversione incondizionata al Vangelo di Cristo.
Il bignamino. Le parole indispensabili per la sopravvivenza nella crisi finanziaria
Beppe Ghisolfi
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2022
pagine: 50
Note su Baudelaire
Jules Laforgue
Libro: Copertina morbida
editore: Aragno
anno edizione: 2022
pagine: 102
Baudelaire letto da uno dei suoi critici più acuti: il più sensibile verso l'esprimibile dei suoi versi. Le Note che Laforgue vi dedica ne auscultano i rimbalzi fonemici, gli spasimi, le immagini: a essere colto non è mai altro che un'approssimazione. L'imprecisione connaturata al transitorio, al fuggitivo, al contingente che pervade la poesia di Baudelaire sembra imporre un esercizio interpretativo che nessun altro come Laforgue sembra essere riuscito a realizzare. Autore anch'egli di versi che sono "briciole di frasi", sa che le assonanze e le risonanze delle parole hanno una virtù ispiratrice tanto scintillante quanto enigmatica e che talora, per coglierla, è necessario che il commento resti estraneo ad ogni volontà definitoria, anche a costo di ridursi a brandelli: ad un flatus senza quasi più un senso.
Lettere. Volume Vol. 1
Friedrich Hegel
Libro: Libro in brossura
editore: Aragno
anno edizione: 2022
pagine: 268
«[…] niente ci persuade maggiormente di ciò, che la cultura sconfigge la brutalità e lo spirito ha la meglio sull'intelletto senza spirito e le sofisticherie». (G.W.F. Hegel) «[…] per noi e l'umanità sarebbe stato forse più onorevole se un'eresia, una qualunque, condannata da simboli e concili, si fosse sviluppata fino a diventare un sistema di fede pubblico, piuttosto che assistere al sopravvento del sistema ortodosso». (G.W.F. Hegel). Ho voluto chiudere questo primo volume delle Lettere col periodo di Jena per rompere con l'impostazione degli editori tedeschi e dare il giusto risalto a un momento che non ha uguali in tutta la produzione hegeliana. A Jena nasce e si struttura il più significativo sistema di pensiero dell'epoca moderna - una fonte filosofica inesauribile, che non cessa di offrirsi alla riflessione e agli usi politici della con-temporaneità. (G.R.)
La pensée politique de la Rome républicaine et les traités de philosophie politique de Cicéron
Jean-Louis Ferrary
Libro: Libro in brossura
editore: Aragno
anno edizione: 2022
pagine: 456
Dopo due volumi miscellanei (Recherches sur les lois comitiales et sur le droit public romain, Pavia, 2012 e Rome et le monde grec. Choix d'écrits, Paris 2017), Jean-Louis Ferrary aveva deciso di riunire dieci studi editi tra il 1974 e il 2012, rivisti e aggiornati, concernenti il pensiero politico e filosofico di Cicerone, soprattutto nel De re publica e nel De legibus, e il suo rapporto con Platone. A questi aveva deciso di aggiungere un undicesimo contributo sulle Antiquitates Romanae di Paolo Manuzio, considerate in rapporto con le opere di Gaspare Contarini, Niccolò Machiavelli e Carlo Sigonio. «Les érudits que j'ai étudiés dans cette communication», afferma nell'Avant-propos, «sont donc à l'origine d'une longue réflexion sur la pensée politique de la Rome républicaine, et de Cicéron en particulier». Jean-Louis Ferrary aveva curato una quasi definitiva revisione dei saggi che qui si presentano tenendo conto anche degli appunti recuperati nel settembre 2020 e delle indicazioni che lo studioso aveva comunicato durante la fase di allestimento dell'opera, a partire dal 2017.
L'avanguardia in bermuda. La formidabile avventura del Gruppo '63
Angelo Guglielmi, Carmelo Caruso
Libro: Libro in brossura
editore: Aragno
anno edizione: 2022
pagine: 108
"Eravamo degli sprovveduti? Per niente. Avevamo ragione? Assolutamente sì. Abbiamo avuto fortuna? Mah. Il successo di pubblico non pensavamo di pretenderlo. I critici letterari? Per un anno li abbiamo sfidati e perfino sostituiti. Avevamo preso il loro posto. Io stesso avevo preso il posto del "papa" Emilio Cecchi sul Corriere della Sera. Non si può insomma dire che la nostra piccola rivoluzione sia stata piccola (…) Noi eravamo sperimentali. Il movimento che in letteratura ha preso il nome di Gruppo '63, questo incendio che per una manciata di anni ha seminato il panico nel mondo della letteratura, terrorizzato i lettori, allarmato Leonardo Sciascia, incuriosito Alberto Moravia e divertito Italo Calvino…" (Angelo Guglielmi)
Benedetto Croce. Una vita per la nuova Italia
Emanuele Cutinelli-Rèndina
Libro: Libro in brossura
editore: Aragno
anno edizione: 2022
pagine: 772
"Che per uno dei massimi protagonisti della cultura europea della prima metà del Novecento sia opportuna una nuova biografia è da tempo giudizio corrente tra gli studiosi. In effetti appare ormai per più versi inadeguata quella pubblicata nel decennale della morte da chi per mezzo secolo fu accanto a Benedetto Croce come collaboratore, segretario e amico. La biografia di Fausto Nicolini, uscita nel 1962, era a monte, e pertanto inevitabilmente ignara, di un imponente lavoro critico e documentario venuto alla luce nel corso dei decenni seguenti, una volta peraltro estinto il vincolo ventennale da Croce imposto alla consultazione del proprio archivio. I sessant'anni trascorsi dalla pubblicazione della biografia di Nicolini non sarebbero stati comunque molti se nel frattempo la figura di Croce si fosse in qualche modo ristretta a un episodio, importante quanto si voglia ma ormai archiviato, del Novecento italiano, come in qualche modo avrebbe potuto far presagire la tenace ostilità a cui essa andò incontro dagli anni Quaranta in poi (di ostilità a dire il vero ne incontrò sempre, ma variamente intonata, e quella del lungo secondo dopoguerra ebbe motivi suoi propri, e già allora se ne poteva avvertire il carattere ideologico più che critico, e soprattutto il tratto provinciale che rimproverava al proprio bersaglio). Sono invece tanti se, com'è appunto avvenuto e a dispetto di quell'ostilità, si è sentito il bisogno di continuare a lavorare intorno alla sua opera e ai molteplici aspetti della sua azione. Cosicché l'interesse complessivo non ha cessato di crescere, affrancandosi in maniera sempre più decisa da una vicenda di adesioni e di ripulse che in nessun caso può più essere la nostra, perché semmai richiede, tale vicenda, di divenire oggetto di una pacata storicizzazione." (dalla Prefazione)

