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AGE Edizioni

Un pezzetto di mondo lo hai cambiato pure tu. Breve storia di un'impresa solitaria

Un pezzetto di mondo lo hai cambiato pure tu. Breve storia di un'impresa solitaria

Remo Fusco

Libro: Libro in brossura

editore: AGE Edizioni

anno edizione: 2025

pagine: 101

All'inizio della stagione scolastica 1974-75 lo Stato italiano diede avvio a una prima e graduale forma di inserimento dei bambini "diversi" nelle classi ordinarie, con la conseguente progressiva chiusura delle classi "differenziali". Angelina Linda Zammataro (conosciuta all'epoca come Linda Fusco) dovette affrontare la complessa questione dell'inserimento di un bambino zingaro all'interno della propria classe, in una scuola in cui dominava un sistema di insegnamento tradizionale e refrattario a ogni innovazione e sperimentazione. L'impostazione del suo metodo pedagogico, basata su una stretta connessione tra i tre elementi Scuola - Famiglia - Territorio, la spinse a prendere contatto con l'ambiente della vicina via del Mandrione, dove da molti anni era stanziata una comunità di Rom italiani e dalla quale sarebbero giunti i bambini da inserire nella "Giovanni Cagliero". Roulotte senza ruote e baracche immerse nel fango e prive di acqua corrente, assenza di servizi igienici e sporcizia ovunque: per Linda Zammataro non era possibile pensare a un'integrazione dei bambini zingari nella scuola senza prima affrontare il grave problema della casa. Grazie alla sua opera e con il pieno interessamento del sindaco Giulio Carlo Argan e del presidente della IX Circoscrizione Peroni, nel 1980 il Comune di Roma (sindaco, nel frattempo, era divenuto Luigi Petroselli) assegnò ai Rom del Mandrione (e agli altri baraccati non-zingari, che beneficiarono egualmente del progetto) delle case popolari situate nel quartiere Spinaceto. Per evitare che altri senzatetto potessero occupare le numerose baracche presenti in via del Mandrione, Linda Zammataro ne chiese e ottenne dal Comune il completo abbattimento, sovrintendendo personalmente a tutta l'operazione. Per tutto l'anno successivo all'assegnazione delle case prese parte – sempre in forma volontaria e non retribuita – alle assemblee condominiali dello stabile nel quale erano andati ad abitare i Rom e gli altri ex baraccati del Mandrione, al fine di favorire il loro inserimento nel tessuto sociale del quartiere Spinaceto. In alcune occasioni, chiamata per risolvere questioni e liti insorte tra gli ex baraccati non-zingari del Mandrione e i membri della comunità Rom, Linda Zammataro ebbe occasione di constatare che i primi avversari dei Rom e i primi a esercitare su di loro forme di razzismo erano proprio gli ex baraccati non-zingari. Questi ultimi, infatti, pur avendo condiviso con i Rom lo stesso ambiente degradato del Mandrione e pur avendo beneficiato di un progetto che Zammataro aveva concepito per tutelare, innanzitutto, i bambini Rom che crescevano nel fango e nell'immondizia, rivendicavano nei confronti degli zingari una sprezzante, marcata superiorità sociale. Con l'abbattimento delle baracche prese avvio la fase di risanamento e riqualificazione urbana di via del Mandrione, che oggi è pienamente restituita alla vita civile della città. Spinto dalla potenza dei ricordi e soprattutto dall'esempio di un monumento vivente tra le mura di casa, Remo Fusco, il figlio di Linda Zammataro, ripercorre una storia forse ancora poco raccontata. Quella di una donna che in solitudine, "armata" solo di amore e preparazione psicopedagogica, è riuscita a cambiare un pezzo della sua città. E quindi del mondo.
13,00

Leadership, politica, diplomazia, service. Il Rotary italiano nel periodo fra le due guerre mondiali

Leadership, politica, diplomazia, service. Il Rotary italiano nel periodo fra le due guerre mondiali

Luigi Schiffino

Libro: Libro in brossura

editore: AGE Edizioni

anno edizione: 2024

pagine: 1232

"Ragionare intorno alle vicende d'una associazione, può esser cosa di minimo rilievo, o diventare addirittura un aspetto molto espressivo della storia civile. Quando uomini eccellenti formano un sodalizio intraprendente e di vita tenacissima, narrare le loro speranze, le loro prove e le loro opere non è mai infruttuoso". Così scrive Armando Frumento, Presidente del R.C. Milano Centro, nella prefazione al suo libro sul Rotary in Italia. Questo come altri altrettanto autorevoli testi dimostrano quanto gli approfondimenti relativi a questo sodalizio siano di notevole interesse nella storia italiana, in particolare circa il ventennio fascista. Periodo, peraltro, ancora non compreso esaurientemente quanto all'intento di un gruppo di uomini, appartenenti alla élite economico-finanziaria e politica della nazione, riuniti sotto l'egida di una associazione internazionale e rispondenti a regole ed obiettivi, talvolta non in perfetta sintonia con quelli che regolamentavano la vita del paese, ma il cui fine era la creazione di una rete mondiale sempre più ampia di legami amicali, creati all'interno dello stesso raggruppamento: il cosiddetto Club, monade costitutiva e base del nucleo fondamentale dell'Associazione. Legami che poi si sono allargati in ambito mondiale per mettersi al servizio della società con le proprie professionalità e competenze e poter contribuire ad una maggiore comprensione dei reciproci interessi materiali e spirituali, promuovendo efficacemente una migliore convivenza fra i popoli. Il filo conduttore alla base dell'associazionismo rotariano ruota intorno al termine servire (una traduzione non perfettamente appropriata dell'originale service ma che le esigenze nazionalistiche imponevano). L'imponente ricerca dell'Autore indaga proprio gli sviluppi del verbo servire declinandolo in merito alla presenza del Rotary in Italia. Lungi dal sostenere collusioni con il fascismo o pensare a parentele massoniche, il Rotary in Italia nasce come associazione aristocratica "nel senso della competenza, della educazione, della influenza degli individui". A distanza di quasi un secolo dalla nascita di quel Rotary, a ben vedere fu forse quella l'unica strada percorribile in quel contesto storico, e la forma più valida per resistere per moltissimi anni agli sfrenati attacchi che, a ondate, provennero dalle frange più estremiste del fascismo. Costituita con quelle fondamenta, fu una associazione forte che se da una parte sopravvisse ben 15 anni ad un regime che non ammetteva alcun tipo di sodalizio se non quelli creati e gestiti in proprio, dall'altro produsse moltissimo in termini di attività sia in ambito locale che nazionale e internazionale.
45,00

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