EDIFIR: Problemi di conservazione e restauro
Il futuro del contemporaneo. I cantieri del master in conservazione e restauro delle opere d'arte contemporanee dell'opificio delle pietre dure
Libro: Libro in brossura
editore: EDIFIR
anno edizione: 2014
pagine: 158
Nel 2011 la Scuola di Alta Formazione dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze, grazie ad un finanziamento dell'INPDAP, ha organizzato un Master di I livello, dedicato alla Conservazione delle opere d'arte contemporanee. Delle 1500 ore previste per il corso (60 CF) una parte è stata destinata ai cantieri didattici, svolti presso importanti collezioni e musei toscani come Il Centro Luigi Pecci e il Museo del Tessuto di Prato, La Galleria Continua a San Gimignano e la Fattoria di Celle a Santomato (PT). Questa esperienza, dedicata a varie tipologie di lavoro, dalla documentazione al progetto di restauro, dalle analisi ad interventi di conservazione, ha rappresentato un momento importante di collaborazione fra varie professionalità e di riflessione sulle problematiche dell'arte contemporanea.
Per la conservazione dei dipinti. Esperienze e progetti del laboratorio dell'OPD (2002-2012)
Libro: Libro in brossura
editore: EDIFIR
anno edizione: 2013
pagine: 142
Il volume raccoglie gli Atti della Giornata di Studi in occasione degli 80 anni del Laboratorio di restauro dei dipinti mobili (1932-2012) del 5 dicembre 2012 (Firenze, Auditorium di Sant'Apollonia).
Un arazzo medioevale del Museo del Bargello: l'Assalto finale a Gerusalemme. Storia e restauro
Libro: Libro in brossura
editore: EDIFIR
anno edizione: 2013
pagine: 80
Il restauro dell'"Assalto finale a Gerusalemme" è il risultato di una collaborazione fra l'Opificio delle Pietre Dure e il Mueseo del Bargello, attiva, oltre che nel settore degli arazzi, nell'ambito delle oreficerie, delle terrecotte, dei bronzi, dei materiali lapidei, dei tessili.
Ambrogio Lorenzetti: il trittico di Badia a Rofeno. Studi, restuaro e ricollocazione
Libro: Libro in brossura
editore: EDIFIR
anno edizione: 2012
pagine: 118
L'Opificio delle Pietre Dure di Firenze ha ultimato nei primi mesi del 2011 il restauro del Trittico di Ambrogio Lorenzetti del Museo d'Arte Sacra di Palazzo Corboli a Asciano. Il restauro, reso necessario dal repentino aggravarsi nel dicembre del 2006 delle condizioni dell'opera, presentava gravissimi ed estesi distacchi e sollevamenti del colore. Il dipinto è stato sottoposto alle indagini diagnostiche necessarie per la comprensione dei suoi materiali, della tecnica artistica e delle patologie in atto. Per far fronte ai distacchi ed ai sollevamenti del colore è stato messo a punto un sistema di consolidamento tramite l'impiego del sottovuoto e per poterlo realizzare si è reso necessario separare il Trittico nei suoi elementi costitutivi. Grazie allo smontaggio è stato possibile scoprire le antiche cornici dipinte da Ambrogio, che, insieme agli originari perni di collegamento tra le tre tavole maggiori, dimostrano che esse costituivano fin dall'origine un unico dipinto. Risolti i problemi di adesione del colore, il restauro ha affrontato il risanamento delle strutture lignee; é poi seguita la pulitura della superficie dallo sporco e dalle ridipinture alterate, recuperando sia la raffinata cromia di Ambrogio, sia alcuni dettagli della figurazione. Il restauro ha riconsegnato al pubblico uno dei capolavori indiscussi dell'artista senese.
Il Nano Morgante di Agnolo Bronzino. Un dipinto «a due dritti» restaurato
Libro: Libro in brossura
editore: EDIFIR
anno edizione: 2012
pagine: 96
Il volume documenta il restauro di un particolare dipinto del Bronzino: il Ritratto del nano Morgante in veste di cacciatore dipinto di faccia e di schiena sui due lati della stessa tela, appartenente alla Galleria degli Uffizi. Il Nano Morgante vissuto a Firenze nella seconda metà del XVI secolo, era il più celebre e popolare dei nani di corte di Cosimo I de' Medici. Nato nell'ambito della corte granducale come ricordo di questo particolare personaggio aveva poi assunto un significato ben più profondo del momento di divertissement della corte in rapporto al coevo dibattito artistico, noto come "paragone", volto cioè a dimostrare quale fra la pittura e la scultura fosse superiore. Tale indagine promossa da Benedetto Varchi ci ha consegnato le interessanti opinioni di molti artisti, spesso sotto forma di testimonianza scritta o verbale, mentre il Bronzino impiegò, invece, questo dipinto per dimostrare l'evidente superiorità della pittura la quale, oltre che mostrare la tridimensionalità del soggetto, era in grado di raffigurarlo in due momenti cronologicamente successivi, introducendo cioè il fattore del tempo. In un momento successivo, come hanno dimostrato le ricerche di Diane Kunzelmann, si preferì cambiare il significato dell'opera ed il suo uso, esponendone solo la parte anteriore, ampiamente ridipinta in modo da far conseguire al nano l'iconografia di un Bacco.
Titian's La Bella. Woman in a Blue Dress
Libro: Libro in brossura
editore: EDIFIR
anno edizione: 2011
pagine: 104
Il tabernacolo dei Linaioli del Beato Angelico restaurato. Restituzioni 2011 e A.R.P.A.I. per un capolavoro
Libro: Libro in brossura
editore: EDIFIR
anno edizione: 2011
pagine: 207
Nello spazio perfetto della quattrocentesca biblioteca di Michelozzo del Museo di San Marco, prezioso scrigno delle più alte testimonianze dell'arte del Beato Angelico, ritorna dopo la lunga assenza dettata dai tempi di un restauro quanto mai delicato, un capolavoro assoluto dell'arte del Rinascimento.
Lacuna. Riflessioni sulle esperienze dell'Opificio delle pietre dure
Libro: Libro in brossura
editore: EDIFIR
anno edizione: 2009
pagine: 192
Il restauro della pala di San Zeno di Andrea Mantegna. Studio e conservazione
Libro: Libro in brossura
editore: EDIFIR
anno edizione: 2009
pagine: 320
La croce dipinta dell'Abbazia di Rosano. Visibile e invisibile. Studio e restauro
Libro: Libro in brossura
editore: EDIFIR
anno edizione: 2007
pagine: 208
Il Crocifisso, prodotto e costantemente conservato nell'abbazia di Santa Maria di Rosano (alle soglie occidentali di Firenze, lungo il corso dell'Arno, nel comune di Rignano), "rappresenta forse il dipinto più antico che gli studi hanno attribuito alla scuola fiorentina di pittura (XII secolo)". L'opera ha subito una parziale revisione in ambito controriformista, agli inizi del XVII secolo, dalla quale il recente, emozionante, restauro curato dall'Opificio delle Pietre Dure e Laboratori di Restauro di Firenze la ha emancipata riportandola all'antico splendore. Il libro ne ripercorre con forte impianto scientifico anche la vicenda storica e artistica dando conto al contempo delle fasi del restauro.

