E/O: Dal mondo
Le ore fragili
Virginie Grimaldi
Libro: Libro in brossura
editore: E/O
anno edizione: 2025
pagine: 256
La storia di un rapporto intenso tra madre e figlia, entrambe impegnate a combattere i propri fantasmi, ma legate da un amore incrollabile. Un viaggio tutto al femminile nei meandri dell’adolescenza raccontato con umorismo, profondità e spigliatezza dall’inconfondibile penna di Virginie Grimaldi. Diane ha sempre avuto sogni semplici. Un marito, due figli e un lavoro che le piace è più di quanto avesse osato sperare. Il giorno in cui Seb la lascia il suo mondo vacilla. Concentrata sul proprio dolore, non vede la tragedia che si sta svolgendo altrove. Accanto a lei, nella camera di fronte alla sua, le risate della figlia si estinguono. Lou ha sedici anni e paura di crescere, e la sua prima pena d’amore le strappa qualcosa di più che semplici lacrime. Quando Diane lo capisce è pronta a tutto per aiutarla, anche a tornare verso un passato da cui era fuggita. Insieme, madre e figlia camminano su un filo teso. Sotto di loro, il torrente della vita ribolle e porta via con sé le ore fragili.
Una storia russa
Jevhenija Kononenko
Libro: Libro in brossura
editore: E/O
anno edizione: 2025
pagine: 144
In che modo la letteratura ci influenza come singoli e come società? Kononenko gioca con trame e citazioni, in un viaggio tra libri e continenti. Una storia profondamente ucraina, ironicamente a dispetto del suo titolo. Jevhen Samars’kyj scopre se stesso e il proprio paese, l’Ucraina, negli anni della caduta dell’Unione Sovietica, da ragazzo, prima di vedersi costretto a emigrare negli Stati Uniti, dove le comodità materiali e qualche soddisfazione professionale non basteranno a farlo sentire realmente felice. Ma a determinare il suo destino è qualcosa di tanto astratto quanto concreto: la letteratura russa, con i suoi archetipi e le sue pastoie. In Una storia russa, scritto nel 2012, due anni prima dell’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, Jevhenija Kononenko riflette con l’ironia e la maestria così tipiche della sua scrittura sulla complessità di ogni identità, su un colonialismo politico e culturale ampiamente e lungamente ignorato e sulla forza della parola e delle storie. Tra scelte e fatalismo, modernità e radici, kitsch e liricità, Jevhen vaga tra Kyjiv, la provincia ucraina e il Midwest alla ricerca di se stesso e di una casa vera, scappando da Puškin e dai suoi personaggi, senza riuscire veramente a liberarsene. In che modo la letteratura ci influenza come singoli e come società, influendo sulle nostre decisioni e instradandoci a nostra insaputa? In un libro che allo stesso tempo esalta la scrittura e dissacra l’aura dei classici, Kononenko gioca con trame e citazioni, ibridandole e ricomponendole, in un viaggio tra libri, epoche e continenti che è anche un invito a esplorare la cultura ucraina e i suoi molti volti. Una storia profondamente ucraina, ironicamente a dispetto del suo titolo.