24 Ore Cultura: Arte. Saggi
Marina Abramovic. Una biografia visiva
Katya Tylevich, Marina Abramovic
Libro: Libro rilegato
editore: 24 Ore Cultura
anno edizione: 2024
pagine: 496
Combinando interviste inedite, immagini mai viste prima e affascinanti cimeli, questo libro è una testimonianza della vita e del lavoro straordinari di una delle nostre artiste più coraggiose e innovative. Accettando di rispondere a qualsiasi domanda le venisse posta, la Abramovic si è impegnata in 17 mesi di interviste condotte dalla sua amica e confidente Katya Tylevich. Il risultato è una retrospettiva monolitica che ci porta dagli umili inizi di una bambina timida seduta in fondo alla classe, a una pioniera senza paura, che conquista e sovverte il mondo dell’arte con performance che superano i limiti, per concludere con la sua esperienza personale più profonda. Oltre 600 immagini tratte dagli archivi personali della Abramovic incendiano questi ricordi accattivanti, creando un affascinante paesaggio visivo e dimostrando la natura inestricabilmente intrecciata della sua vita e del suo lavoro. Un viaggio intimo e mozzafiato, che ci conduce attraverso deserti, oceani e città per esplorare alti e bassi estremi, meravigliandoci al tempo stesso di come la Abramovic affronti ogni successo e contrattempo con l’umorismo e l’arguzia che la contraddistinguono. Senza mai sottrarsi alla verità, non si lascia nulla di intentato e l’intrepidezza della Abramovic impregna ogni pagina.
La questione del colore
Joel Meyerowitz, Robert Shore
Libro: Libro in brossura
editore: 24 Ore Cultura
anno edizione: 2024
pagine: 224
In questo libro, Meyerowitz racconta la storia dei suoi primi giorni da fotografo, quando gli fu detto che gli artisti seri facevano foto in bianco e nero. “Ma perché”, si chiedeva, “dato che il mondo è a colori?”. Sostenitore della fotografia a colori, Joel Meyerowitz ha influenzato generazioni di artisti, documentando per cinquantotto anni il paesaggio sociale degli Stati Uniti in continua evoluzione. Per un certo periodo, alla fine degli anni Sessanta, Meyerowitz ha portato con sé due macchine fotografiche: una per scattare in bianco e nero, l’altra a colori. Il come, il quando e il perché i fotografi statunitensi siano passati dalla produzione di immagini in bianco e nero, apprezzata all’interno del sistema delle gallerie e delle esposizioni, alla fotografia a colori, un tempo considerata appannaggio dei fotografi da vacanza, è oggetto ancora oggi di molti dibattiti.

