“Versi freschi e lievi” di Santo Atanasio: il canto delle emozioni.
Nota di lettura della prof.ssa Franca Di Vagno
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Leggendo la silloge "Versi freschi e lievi" del poeta Santo Atanasio, si respira aria di antica saggezza: la saggezza di chi ha saputo sedimentare e custodire dentro di sè, con tenace gelosia, l'incanto dei sogni e delle illusioni giovanili e il disincanto delle amarezze e delle delusioni. Sentimenti che si fondono in un nodo inestricabile con i volti amici, con il sole e la pioggia, il vento e la quiete, il cielo e il mare, i colori e i profumi della Sicilia. Il poeta testardo tenta di scalfire quel nodo, fino a quando frammenti e schegge si staccano, si liberano e lui, felice, li riconosce, li riporta alla luce e li restituisce alla vita in un canto "fresco e lieve".
Particolarmente suggestivi sono i versi delle ultime due sezioni; in essi si ricapitolano tutti i temi della poetica dell'autore Santo Atanasio, perché sono un'unica, commossa dichiarazione d'amore alla su donna, ai suoi affetti più cari, all'Amore, alla sua città, ai suoi monti, alla sua Sicilia.
Il saggio poeta sa che la sua casa è là, il suo posto è là, tra gli affetti più sinceri, caldi, appassionanti ed eterni: tra le "cose" belle che danno un senso vero alla vita.
Santo Atanasio, “Versi freschi e lievi”.
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Versi, quelli del mio amico poeta, che tornano sempre sulla parola – scrigno di valori, essenze e sentimenti; che danno voce e respiro creativo all’anima umana. Umanità che in ogni affanno, sofferenza, dramma, decadenza, lutto sa cogliere nella bellezza e nella fresca vitalità della natura la primavera che illumina l’autunno. La levità e musicalità della parola dà armonia alle relazioni, agli affetti perfino ai fenomeni terrei della natura e della società.
Poesia: grazie.
Angelo Ciolino

