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I templari a Viterbo

I templari a Viterbo
Titolo I templari a Viterbo
Autore
Argomento Scienze umane Religione e fede
Editore Intermedia Edizioni
Formato
Formato Libro Libro: Libro in brossura
Pagine 200
Pubblicazione 01/2021
ISBN 9788831410960
 
12,00

 
0 copie disponibili
presso Libreria L'ippogrifo (Piazza Europa, 3)
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presso L' Ippogrifo Bookstore (C.so Nizza, 1)
Viterbo e i Templari hanno molti punti di contatto fin dall'origine dell'Ordine, vantando la città quasi una «primogenitura templare» in Europa. Tutto ciò è dovuto a papa Eugenio III, cresciuto nella solitaria e austera vita cistercense, più volte in Viterbo in esilio da Roma. Da Viterbo sabato 7 aprile 1145, papa Eugenio III, con la bolla Milita Dei, consente all'Ordine Templari di raccogliere decime, pagamenti e tasse di sepoltura. I cavalieri ottengono il permesso di possedere proprie chiese e propri cimiteri. Sempre da Viterbo, sabato 1 dicembre 1145, Eugenio III, avendo avuto la notizia della cattura della città assira di Edessa per opera del turco Imad al-Din Zengi, in risposta all'appassionata azione predicatoria messa in atto da Bernard de Clairvaux, con la bolla Quantum praedecessores, indice la seconda Crociata. A Natale di quell'anno il papa torna a Roma. A Parigi, martedì 22 aprile 1147, Eugenio III presiede al capitulum generale di centotrenta Cavalieri Templari sotto il comando di Evrard des Barrès. Al termine di questo capitulum generale, domenica 27 aprile 1147 papa Eugenio III ufficializza l'adozione della croce patente quale simbolo dei templari.
 
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