L'autore, sulla lunghezza d'onda di tale documento, che ne è diventato una specie di manifesto letterario, ha sintonizzato la sua successiva indagine e produzione letteraria, prestandosi al gioco ("serio al pari di un lavoro") di ri-creazione - in questo caso - del sommo poema della lingua italiana, operando all'insegna dell'"est omen in nomine?": ipotesi verosimile, se si dà atto che i messaggi ricavati da anagrammi trovano effettivo riscontro nella realtà del poema, escludendo categoricamente ogni velleità mantica, come quella messa in atto da coloro che "presunsero trar segni divini / dando presagio d'impostura onusto", per citare l'autore stesso, in un sonetto riferito agli indovini condannati da Dante nel canto XX dell'Inferno.
Do idee. Han vel di italici anagrammi
| Titolo | Do idee. Han vel di italici anagrammi |
| Autore | Giuseppe Grangetto |
| Curatore | A. Metta (cur.) |
| Editore | Mjm Editore |
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| Pagine | 372 |
| Pubblicazione | 03/2010 |
| ISBN | 9788896696309 |

