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Gianpistone. Arte come partecipazione sociale

Gianpistone. Arte come partecipazione sociale
Titolo Gianpistone. Arte come partecipazione sociale
Curatori ,
Argomenti Arti, cinema e spettacolo Storia dell'arte: stili artistici
Arti, cinema e spettacolo Forme d'arte
Arti, cinema e spettacolo Arti: soggetti e temi specifici
Editore Scienze e Lettere
Formato
Formato Libro Libro
Pagine 288
Pubblicazione 2026
ISBN 9788866873273
 
60,00 €

 
0 copie disponibili
presso Libreria L'ippogrifo (Piazza Europa, 3)
0 copie disponibili
presso L' Ippogrifo Bookstore (C.so Nizza, 1)
Con la mostra Gianpistone, arte come partecipazione sociale il Circuito Necropoli Portuense - Drugstore Museum porta avanti con coerenza la sua missione di luogo della cultura di prossimità, destinato a ricerche su momenti e fenomeni meno noti della cultura contemporanea e all'erogazione di servizi culturali ai cittadini. La vicenda biografica e artistica di Giovanni Pistone rappresenta un episodio di microstoria urbana sostanzialmente sconosciuto al pubblico, che, tuttavia, non solo si rivela paradigmatico per la storia culturale di una generazione intera di artisti e intellettuali romani, ma conserva ancora oggi un'eccezionale vitalità quale pietra di paragone per pratiche e orientamenti sempre più diffusi e condivisi dalle istituzioni museali, grazie al progressivo radicamento dei principi della Convenzione europea di Faro sul valore del patrimonio culturale per la società. Gianpistone è stato un pioniere di quella che oggi si definisce Arte Pubblica, ovvero un'espressione artistica situata in spazi pubblici o condivisi, pensata quale strumento di interazione sociale su scala urbana, in grado di stimolare processi di rigenerazione e dibattiti critici su temi politici, ambientali e sociali. Il suo laboratorio di Testaccio, aperto già nel 1966, ha rappresentato per decenni un pionieristico modello di rigenerazione sociale e territoriale attraverso il linguaggio e le pratiche artistiche, immediati e in grado di raggiungere e coinvolgere trasversalmente il pubblico in meccanismi creativi partecipati dal basso. Lo studio e la valorizzazione del fenomeno Gianpistone, inoltre, si rivelano tanto più preziosi oggi, in un momento storico che vede il Ministero della cultura fortemente impegnato nel campo della rigenerazione delle periferie e delle aree interne mediante l'attuazione del Piano Olivetti per la cultura. La conoscenza critica delle buone pratiche del recente passato, infatti, non può che rafforzare e fornire indirizzo e suggestioni all'attuale agire quotidiano, nell'ottica di una tradizione dei saperi e del saper fare che sa sempre trarre linfa vitale dalla vita e dalle azioni di chi ci ha preceduto. Questo recupero critico e la relativa mostra non sarebbero stati possibili senza le amorevoli cure e l'abnegazione delle figlie di Giovanni Pistone, Sabina e Susanna, custodi della memoria familiare. La loro determinazione e consapevolezza del valore dell'esperienza umana di Gianpistone le ha spinte a condividere con tutti questo prezioso tesoro di umanesimo contemporaneo, per cui siamo riconoscenti, nella convinzione che l'arte più giusta è sempre quella che trasforma la realtà in un posto migliore.
 

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