Passigli: Imperi e nazioni in Europa XVIII XX sec.
Il conflitto tra Armenia e Azerbaigian. Storia, diritto, mediazione
Ilgar Mammadov, Tofik Musayev
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2015
pagine: 268
Nella letteratura storica l'Armenia viene ricordata come un'area geografica situata nel territorio che abbracciava le rive dei fiumi Tigri ed Eufrate ed attorno al lago Van, molto lontana dal Caucaso del Sud. Il suo popolo, oggi conosciuto come 'armeni' ma il cui il nome originario era 'hai', non solo non aveva alcun legame con il Caucaso del Sud, ma nemmeno con l'odierna Armenia, dove si era trasferito partendo dai Balcani. Nel Sud-Est Caucasico gli armeni hanno cominciato a stanziarsi in modo strutturato solo dal XIX secolo, quando vi furono trasferiti dall'Iran e dall'Impero ottomano. Alla base dell'approccio della comunità internazionale vi è la convinzione che la questione delle minoranze non può e non debba portare alla creazione di uno stato frutto di pulizia etnica. Nel contesto della posizione della comunità internazionale sul conflitto tra Armenia e Azerbaigian, si può concludere con certezza che l'Armenia possa coltivare poche speranze affinché le venga riconosciuta l'occupazione di territorio di uno Stato sovrano.
Azerbaigian. Una lunga storia
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2012
pagine: 177
Il volume "Azerbaigian. Una lunga storia" rappresenta il risultato dell'interesse specifico di un gruppo di giovani studiosi impegnati negli ultimi anni ad approfondire la storia e le dinamiche politiche contemporanee dei Paesi caucasici, già al centro di numerosi incontri organizzati presso Università degli studi di Roma "La Sapienza". L'obiettivo dei due curatori, coadiuvati da altri ricercatori formati scientificamente dal Dottorato di ricerca in "Storia d'Europa" dell'Ateneo romano e coinvolti nel Progetto di ricerca di rilevante interesse nazionale "Imperi e nazioni in Europa dal XVIII al XX secolo", è stato quello di realizzare il primo lavoro di sintesi, in italiano, sulle evoluzioni politiche, economiche e sociali dei territori attualmente ricompresi nella Repubblica dell'Azerbaigian. Dall'antica Albania caucasica alle invasioni delle popolazioni turche, passando per il dominio zarista, l'esaltante periodo della prima indipendenza dopo il 1918 e il settantennio sovietico, fino a giungere alla seconda indipendenza del 1991 e alla guerra del Nagorno Karabakh. La storia dell'Azerbaigian è un appassionante e, talvolta, drammatico racconto dell'incontro tra popoli e culture differenti. Nel ventennale della ritrovata indipendenza l'Azerbaigian, grazie anche al possesso di risorse naturali e alla sua collocazione spaziale strategica, ha incrementato il proprio peso nel Grande Medio Oriente. Prefazione di Giovanna Motta. Introduzione di Antonello Folco Biagini.
Chernobyl. L’assenza
Elena Dundovich
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2013
pagine: 217
L'incidente avvenuto in Ucraina il 26 aprile 1986 ad uno dei quattro reattori della centrale nucleare della cittadina di Pripiat', poco distante dalla più nota Chernobyl, ha rappresentato un evento di importanza fondamentale sia dal punto di vista degli equilibri internazionali allora esistenti sia sotto il profilo dell'ormai irreversibile declino dell'esperienza sovietica. Per quanto riguarda l'Europa, la reazione dei paesi della Comunità, i più esposti direttamente al rischio di radiazioni, fu debole e priva di un reale coordinamento. Le carte inedite di Sir Christopher Audland, conservate presso gli Archivi Storici delle Comunità Europee di Firenze, che dal 1981 era stato nominato Direttore Generale per l'Energia all'interno della Commissione Europea, documentano gli sforzi compiuti dalla Commissione Delors per elaborare insieme all'Agenzia Internazionale per l'Energia atomica una linea politica comune a livello europeo non solo per fronteggiare gli effetti immediati dell'incidente, ma anche per elaborare una linea politica da seguire per il futuro. Ma danno conto anche di una Comunità Europea fiaccata da anni di difficoltà economica e di tensioni politiche dinanzi alle quali gli stati membri sembravano ormai propensi a rispondere unilateralmente con iniziative nazionali.

