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Limina: Storie e miti

Il curioso caso di Ciro Ferrara

Il curioso caso di Ciro Ferrara

Matteo Musso

Libro: Libro in brossura

editore: Limina

anno edizione: 2010

pagine: 250

Ci sono persone baciate dal dio Talento, che vengono al mondo con tutto l'occorrente per il successo, e ci sono persone che nascono con un feroce desiderio di migliorarsi, per le quali l'obiettivo raggiunto è solo un punto di partenza verso un'altra avventura da affrontare con rinnovata determinazione e coraggio. Ciro Ferrara appartiene a quest'ultima tipologia di uomini. Caso più unico che raro, è stato il primo allenatore al mondo a difendere la società che lo stava licenziando. Una Juventus accusata di non aver accompagnato e protetto come si conveniva il suo giovane comandante in uno dei periodi più delicati della sua storia. L'autore esamina il fallimento della stagione bianconera ripercorrendo la gestione Ferrara tra rapide impennate e brusche discese: infortuni in serie, giocatori incapaci di reagire di fronte alle difficoltà, una società senza più timone. Ma la storia di Ferrara è anche altro, e parte da lontano: è la storia di un giocatore che, insieme a stelle come Maradona, Zola, Zidane e Del Piero, ha fatto la storia del Napoli e della Juventus, del calcio italiano e di una fetta di quello mondiale, da Stoccarda a Tokyo, passando per Lecce, Udine e Berlino. Una storia che non è certo finita in una fredda notte di Milano. Il ritratto a più voci del calciatore-allenatore si salda strettamente con quello dell'uomo Ciro Ferrara, campione sui campi di calcio e persona perbene nella vita di tutti i giorni. (Prefazione di Darwin Pastorin)
19,90

Un Biscione piccolo piccolo. 1993-94: l'Inter quasi in B vince la Coppa Uefa

Un Biscione piccolo piccolo. 1993-94: l'Inter quasi in B vince la Coppa Uefa

Sergio Taccone

Libro: Libro in brossura

editore: Limina

anno edizione: 2010

pagine: 103

Inaugurato con "Quando il Milan era un Piccolo Diavolo", prosegue il viaggio di Sergio Taccone nelle stagioni più buie delle grandi squadre del calcio italiano. In "Un Biscione piccolo piccolo" l'Autore ricostruisce nei dettagli la difficile annata 1993-94 dell'Internazionale Football Club. La squadra nerazzurra, guidata da Osvaldo Bagnoli prima, e da Giampiero Marini poi, non riuscì ad esprimersi ai livelli sperati. Partita con l'appellativo di principale antagonista del Milan nella corsa scudetto, si perse presto per strada nonostante una campagna acquisti sontuosa, impreziosita dall'arrivo del fuoriclasse olandese Dennis Bergkamp (il colpo più consistente del calciomercato) e del suo connazionale Wim Jonk. Precipitata in zona retrocessione, l'Inter centrò la salvezza per un solo punto, frutto di un risicato pareggio interno contro la Roma. Tra i migliori giocatori di quella stagione, spiccò l'uruguaiano Ruben Sosa. Il riscatto arrivò in Coppa Uefa, dove il Biscione interista riuscì ad arrivare fino in fondo battendo in finale gli austriaci del Casino Salisburgo. Pochi mesi dopo cominciava l'era di Massimo Moratti alla presidenza della società nerazzurra. Tra cronaca, storia e rievocazione sentimentale, il libro di Taccone ci aiuta a non dimenticare quanto è labile il confine, anche nel football, tra il paradiso e l'inferno.
18,00

Una vita da Capello

Una vita da Capello

Stefano Boldrini

Libro: Libro in brossura

editore: Limina

anno edizione: 2010

pagine: 213

Capello è un testimone importante degli ultimi 60 anni di vita italiana. Ma Capello è qualcosa di più, è anche il simbolo di un italiano che ce l'ha fatta. Lui, figlio del maestro elementare Guerrino, nato a Pieris, cresciuto all'ombra della cortina di ferro, venuto su tra pallone e immersioni nel fiume Isonzo per cacciare le anguille, diventato uomo a Ferrara e calciatore importante a Roma, conquistati successi e fama a Torino e Milano, gavetta da allenatore nelle giovanili del Milan, scudetti e Coppa dei Campioni a Milano, Madrid, Roma e Torino, lui, Fabio Capello, sale sul trono della Nazionale inglese. E riscopre l'altra Inghilterra, quella che cova sempre sotto traccia e che continua a considerare gli Italians "camerieri". È l'ennesimo giro di giostra della vita di Capello. Lui va avanti, tiene duro, non molla e non è solo una questione di soldi. Il calcio per lui è qualcosa di più: è una sfida continua.
19,90

Il cielo è sempre più blu. La valigia dei sogni di Giampaolo Pazzini
19,90

La sua Africa. Storia di Samuel Eto'o

La sua Africa. Storia di Samuel Eto'o

Alberto Figliolia, Davide Grassi

Libro: Libro in brossura

editore: Limina

anno edizione: 2010

pagine: 150

"Io lavoro in Europa, ma sogno in Africa". Con questa frase Samuel Eto'o ha sintetizzato il legame inscindibile con la terra delle sue origini. Quasi a voler sottolineare che, sì, gioca, vince e guadagna nel Vecchio Continente, ma, quando sogna, il suo cuore torna in Camerun. Questo libro è, così, un omaggio al giocatore Eto'o, ai gol con il Maiorca - la squadra del cuore -, ai trionfi con il Barcellona, alle vittorie con l'Inter. Ma, già nel titolo, è anche un omaggio a un continente contraddittorio, bello e povero, affascinante e dimenticato, ricco di umanità e tormentato da guerre. Un continente pieno di luci e ombre, proprio come Eto'o, giocatore di gran classe, "capitano coraggioso" dei Leoni Indomabili del Camerun, protagonista di battaglie contro il razzismo e di una fondazione per aiutare i bambini del suo Paese. Ma anche dell'aggressione a un giornalista in sala stampa e di qualche caduta di stile nella vita privata. L'essenza di Eto'o è però forse nel gesto con cui, dopo il gol, esulta. Corre felice, il camerunese, e nello stesso tempo batte dei colpi con la mano destra sulle vene del braccio sinistro. "Es el sangre de mi padre", "E il sangue di mio padre", spiega. Con quel gesto Eto'o vuole ricordare da dove proviene il suo sangue. Sì, lui si è affermato in Spagna, con il Barcellona è salito sul tetto d'Europa, e in Italia, con l'Inter, ha vinto tutto, scudetto, Coppa Italia e Champions League... Ma il suo sangue è nero, lui è un figlio del Continente africano. Prefazione di Darwin Pastorin.
19,90

La coscienza del diavolo. Leonardo o il lato umano del calcio

La coscienza del diavolo. Leonardo o il lato umano del calcio

Cesare Rizzi

Libro: Libro in brossura

editore: Limina

anno edizione: 2010

pagine: 165

Coraggio e dignità. Anche quando c'è da ammettere di essere diversi, forse incompatibili. Incompatibili con un calcio in cui il lato umano è un po' messo da parte. In cui i sentimenti finiscono in secondo piano. Leonardo Nascimento de Araujo è un uomo che vive di sentimenti. Ha vinto un Mondiale da calciatore ma ha anche studiato da manager, spinto da un innato desiderio d'imparare, retaggio della adolescenza in una famiglia che ha sempre avuto a cuore gli studi. La sua stella polare però resta il cuore. Un cuore che ha spesso battuto per il Milan, la società che ha storicamente contraccambiato di più l'affetto di Leo. "Nice guys finish last": così titolano i Green Day in una loro canzone, utilizzando quello che per un vecchio combattente del tennis come l'americano Brad Gilbert era diventato un aforisma. Leonardo è quello che definiremmo un bravo ragazzo, per la sua correttezza e la sua lealtà. Ma non arriva ultimo, perché ha il coraggio delle proprie idee, pur rispettando profondamente quelle altrui. Perché a il coraggio, spesso, di ragionare col cuore. I giocatori l'hanno capito, pur in una stagione difficile. I tifosi l'hanno sovente applaudito, nonostante due derby persi male. Il popolo del Milan ha preso una coscienza diversa. La coscienza del Diavolo.
19,90

Il fantasma del Galibier. Il Tour di Marco Pantani
18,00

El principe. Diego Milito

El principe. Diego Milito

Nathanya Di Porto

Libro: Libro in brossura

editore: Limina

anno edizione: 2010

pagine: 149

Argentino di nascita, italiano di discendenza, la storia di Diego Milito è la storia di un calciatore che appartiene a due continenti. Se i nonni erano partiti da Terranova di Sibari, provincia di Cosenza, per cercare fortuna in Sud America, lui, al contrario, la sua fortuna l'ha cercata e trovata in Italia. Arrivato con un bel carico di speranze, è riuscito nel Paese delle origini a raggiungere gli obiettivi più ambiziosi. Dagli esordi nel Racing Avellaneda che, dopo 35 anni di astinenza, conquisterà il titolo, al trasferimento al Genoa, grazie alla felice intuizione di Enrico Preziosi. La revoca della promozione in A della squadra ligure, per una storia di tangenti, aprirà al calciatore la parentesi spagnola. Nel Saragozza, in un alternarsi di successi e delusioni, riaffiorerà il vecchio dualismo con il fratello Gabriel, difensore del Barcelona. Ma sarà l'Italia il punto d'arrivo della sua definitiva maturazione e consacrazione. Infatti, dopo un breve ritorno al Genoa, vivrà da protagonista assoluto la grande avventura dell'Inter di Mourinho affamata di titoli: la Coppa Italia, con un suo gol in finale allo stadio Olimpico contro la Roma; lo scudetto, conquistato all'ultima giornata contro il Siena, ancora per merito suo; la Champions League, infine, che l'argentino sigillerà in finale con due reti e che varranno alla Beneamata la conquista del trofeo più prestigioso dopo 45 anni.
19,90

Torride tristezze. Nove storie di ciclismo

Torride tristezze. Nove storie di ciclismo

Marco Bucciantini, Cosimo Cito

Libro: Libro in brossura

editore: Limina

anno edizione: 2010

pagine: 130

Nove biciclette vuote, riposte con cura nel buio della memoria, appese al chiodo della disperazione, nove immagini, coppie di occhi pieni di vento, che videro traguardi e ora, chiusi, fanno paura. Nove racconti di viaggi, di sole andate. La follia di Gaul e l'insondabile buco nel cuore di Ocana, il sole del Ventoux e l'anima di Simpson che se ne va, la scalata folle di Jiménez, le notti di Pantani, i giorni di Vandenbroucke e il male di vivere. Cronache di paure che uccidono, l'ombra della chimica e i fantasmi del dopo, quando si smonta il traguardo, le ruote si fermano ed è silenzio, e tutto finisce e viene la notte. Melanconia, "la gioia del sentirsi tristi", secondo Victor Hugo. Morte e disamore. Discese verticali negli inferi. A precipizio. Nel ciclismo si dice "a tomba aperta". Giù, quasi a occhi chiusi, le dita lontane dai freni, troppo lontane. Giù, a fondo. Ubriachi di veleno. Incontro alla malamorte.
19,90

Il principe di Maranello. Fernando Alonso
19,90

La partita di Cesare. Prandelli, il calcio a misura d'uomo

La partita di Cesare. Prandelli, il calcio a misura d'uomo

Marco Bucciantini, Stefano Prizio

Libro: Libro in brossura

editore: Limina

anno edizione: 2010

pagine: 196

A Cesare Prandelli è affidato il compito arduo di ricostruire quasi da zero un ambiente umiliato e sepolto dalle macerie. Dopo una eliminazione senza vittorie dal Mondiale sudafricano, in un girone tra i più facili che si potessero sperare, il destino ha voluto che quella Nazionale che l'uomo di Orzinuovi andrà ad allenare abbia toccato il suo punto più basso. Ma se la vera vittoria di Cesare a Firenze è stata aiutare una città e la sua squadra a cambiare mentalità, rimettendosi con i piedi in terra e imparando a fare i conti con la realtà, a sognare, certo, ma senza farsi prendere dall'ansia del risultato, forse Prandelli è l'uomo giusto al posto giusto. Un capitano coraggioso e dai modi garbati - mai una parola sopra le righe, mai uno scatto di nervosismo o di frustrazione - un uomo serio, una persona per bene; che sia anche un tecnico tra i migliori in circolazione, non solo in Italia, è quasi un dettaglio. Aver scelto lui significa aver dato un nuovo senso alla Nazionale azzurra. A suo modo un saggio, dotato di intelligenza e di equilibrio. Un uomo, appunto, prima che un allenatore.
19,90

Non dite a mia mamma che faccio il giornalista sportivo (lei mi crede scippatore di vecchiette)

Non dite a mia mamma che faccio il giornalista sportivo (lei mi crede scippatore di vecchiette)

Gian Paolo Ormezzano

Libro: Libro in brossura

editore: Limina

anno edizione: 2010

pagine: 178

E adesso eccomi qui con questo libro, io aspirante killer o quasi di un giornalismo sportivo che pure ho amato e amo, che ha dato da campare a me e alla mia famiglia. È vero, è verissimo che di questo giornalismo penso male, che voglio il suo male. Non sputo nel piatto in cui ho mangiato: lo rompo. Non so se per troppo amore verso una creatura che vorrei perfetta, secondo i miei parametri che mica sono vangelo, o per incoerenza, o per chissacosa, ma sempre più mando al diavolo tutto e tutti nel giornalismo sportivo di adesso: e non nel senso di scocciarmi di ogni cosa e di appartarmi, ritirarmi, ma di sperare di vedere la loro fine, la fine di un certo mondo.
19,90

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