Iperborea: Gli Iperborei
L'ora di Agathe
Anne Cathrine Bomann
Libro: Libro in brossura
editore: Iperborea
anno edizione: 2019
pagine: 153
In una cittadina francese degli anni Quaranta, uno psicanalista fa il conto alla rovescia, con puntiglio maniacale, delle ore che lo separano dalla pensione. Scapolo e senza amici, la sua vita si divide tra lo studio, dove ascolta svogliatamente i pazienti fingendo di prendere appunti mentre disegna caricature di uccelli, e la casa d'infanzia in cui ancora abita e si rintana dal mondo, origliando dai muri la vita del vicino che non ha mai visto. Qualcosa cambia quando una giovane tedesca di nome Agathe insiste per essere presa in cura da lui. Costretto ad accettarla suo malgrado e nonostante l'imminente ritiro, il medico scopre che dietro quell'aspetto fragile si nasconde una donna forte, sagace, pronta a scavare nel suo passato per affrontare il trauma inconfessabile che le ha imbrigliato l'esistenza. Una donna che lo affascina e lo sfida cogliendo in lui quel male di vivere che li accomuna e li lega in un'intesa sottile. Una paziente capace di girare lo specchio e invertire i ruoli, obbligando lui, lo psichiatra a fine carriera, il vecchio disilluso, a guardare dentro la sua stessa infelicità e a mettere in discussione, solo ora e per la prima volta, la sua vita. "L'ora di Agathe" è il racconto di una tardiva quanto fervida educazione sentimentale, il diario di una lotta interiore tra il desiderio di intimità con gli altri e con il mondo e la paura di perseguirlo, una storia che ci costringe a rallentare il ritmo, ad affinare i sensi e i pensieri, trascinandoci dolcemente nel percorso dei due protagonisti, inseguendo la speranza di essere sempre in tempo per ricominciare.
Uomini e troll
Selma Lagerlöf
Libro: Libro in brossura
editore: Iperborea
anno edizione: 2018
pagine: 140
I reami della fantasia e le pieghe più sottili dell'animo umano: è tra questi due orizzonti che si muove l'affascinante universo narrativo di Selma Lagerlöf. Che racconti di creature fatate dei boschi o di avventure quotidiane che si colorano di leggenda, che si ispiri a personaggi storici, alle misteriose forze della natura o al ricco immaginario popolare del Nord, ogni storia di questa raccolta è un'indagine poetica sull'uomo, le sue paure, il suo destreggiarsi tra desideri e disillusioni. Il giovane calzolaio che ruba un pugno di terra dal cimitero per ritrovarsi accanto uno spirito servitore; il patto tra il folletto protettore di una fattoria e il padrone che si è giocato tutto il podere ai dadi; le antiche credenze sui troll che scambiano i bambini nella culla e occupano le malghe abbandonate nei mesi invernali; la parabola di Mathilda Wrede, baronessa che abbandona ogni agio e ogni ricchezza per votarsi all'assistenza e riabilitazione dei carcerati. Attingendo alla vivace tradizione orale della sua terra, la grande scrittrice svedese riprende storie imparate nell'infanzia e tramandate per generazioni e le trasforma in perle letterarie di dirompente modernità e grazia narrativa, che avvolgono in atmosfere epiche e fiabesche una fine riflessione sulla condizione umana. E rifiutando ogni ricetta morale e rassicurante lieto fine, si interroga sull'eterno confronto tra realtà e immaginazione, ricerca spirituale e superstizione, uomini e troll.
Fiabe faroesi
Libro: Libro in brossura
editore: Iperborea
anno edizione: 2018
pagine: 157
Dalle isole verdi del Nord Atlantico, sospese tra paesaggi primigeni e tradizioni immemori, un'antologia che raccoglie le più antiche fiabe tramandate a queste latitudini. Storie di orchesse che catturano i bambini e di troll a sette teste che rapiscono principesse, di giovani orfani come Senza-Papà e Figlia di Tizio o incompresi come Ceneraccio e Fanfarone che superano ogni prova di astuzia, coraggio e generosità, meritando l'aiuto di animali fatati che ribaltano le loro sorti. Storie di sirene incantatrici, giganti del mare, regni degli abissi e isole abitate da leoni, ispirate dall'oceano che con i suoi imprevisti e misteri circonda il piccolo arcipelago delle Faroe. Raccontate per secoli attorno al focolare nelle lunghe sere d'inverno, di solito da anziane narratrici nubili e prive di contatti con il mondo esterno, queste fiabe brillano spesso di un'originalità autoctona. Riprendendo motivi universalmente diffusi, li rimaneggiano e li intrecciano tra loro in avventure funamboliche, che mescolano humour, poesia e sangue, in cui si affacciano antiche saghe, miti pagani e leggende sui demoni, i folletti e le altre creature invisibili di cui è ricco l'immaginario faroese. Trascritte nell'Ottocento, quando i letterati romantici di tutta Europa ricercarono nel patrimonio orale le radici nazionali di ciascun paese, le fiabe faroesi hanno contribuito all'autodeterminazione di un popolo a lungo «provincia» del Regno di Danimarca, che attraverso la fantasia e un gusto contagioso per il narrare ha lottato per la propria identità culturale e indipendenza linguistica.
Cucinare un orso
Mikael Niemi
Libro: Libro in brossura
editore: Iperborea
anno edizione: 2018
pagine: 507
Corre l'anno 1852 e nel profondo nord della Svezia tuona la parola di Laestadius, carismatico pastore di origini sami che ha fondato un rivoluzionario movimento spirituale in lotta con le autorità libertine del distretto. Al suo fianco Jussi, un ragazzo lappone dal tragico passato che lui ha accolto e istruito come un figlio ma che tutti chiamano con timore e disprezzo "noaidi", lo sciamano. La tensione tra il pastore e i suoi nemici sale quando una giovane serva viene trovata morta nella foresta. Il giudice Brahe dichiara subito che è stato un orso, ma Laestadius, che è anche un esperto botanico, abituato a osservare i più minuziosi dettagli del paesaggio, trova diverse tracce riconducibili a un assassino. Uomo di fede e di ragione, letterato e biologo teso a indagare la natura quanto l'anima per elevare lo spirito umano, il predicatore si fa ingegnoso detective per ricercare la verità, mentre il male che vi si annida travolge sempre più Jussi - il diverso, l'indifeso, il capro espiatorio designato - facendo vacillare ogni fiducia nella giustizia umana e divina. Le atmosfere del "Nome della rosa" rivivono in questo romanzo ispirato da un personaggio storico che attraverso l'istruzione e il potere della parola scritta ha cercato di dare voce e riscatto alla bistrattata minoranza sami.
La morte di Murat Idrissi
Tommy Wieringa
Libro: Libro in brossura
editore: Iperborea
anno edizione: 2018
pagine: 124
Il traghetto da Tangeri attraversa lo Stretto di Gibilterra in una torrida mattina di fine estate. Non appena tocca il suolo europeo Ilham e Thouraya, due ragazze olandesi di origini marocchine, recuperano l'auto nella stiva e scoprono che il giovane clandestino che vi avevano nascosto è morto soffocato. Davanti a loro si stende rossa e sterminata la terra spagnola, che le due amiche devono attraversare con quel corpo nel bagagliaio, cercando il coraggio di disfarsene, in un disperato viaggio di ritorno a casa e dentro se stesse, i loro sentimenti, la loro storia personale. Era stato lui a supplicarle di aiutarlo a fuggire dalla misera baraccopoli dove lo avevano incontrato alla fine della loro vacanza in Marocco: come potevano negargli quell'unica possibilità di costruirsi una vita quando loro avevano avuto la fortuna di nascere in Olanda da una famiglia fuggita da quella stessa miseria? Affrontando un problema cruciale del nostro tempo, Tommy Wieringa ci cala nell'identità spezzata di due giovani donne immigrate di seconda generazione, straniere e incomprese tanto nel Paese dove sono nate quanto in quello d'origine, divise tra la perenne lotta per un'integrazione autentica, la ribellione al mondo patriarcale dei genitori e un inguaribile senso di sradicamento. E racconta la storia di uno delle centinaia di morti anonimi che ogni anno vengono ritrovati lungo le strade spagnole, vittime di una fuga fallita attraverso quel piccolo stretto che separa sempre più il continente africano dall'Occidente.
Storia di Ásta
Jón Kalman Stefánsson
Libro: Libro in brossura
editore: Iperborea
anno edizione: 2018
pagine: 479
Reykjavík, primi anni Cinquanta. In un piccolo appartamento seminterrato Sigvaldi e Helga toccano il cielo con un dito abbandonandosi alla loro giovane e travolgente passione e decidono di chiamare la figlia Ásta. Ásta come una grande eroina della letteratura nordica, Asta perché "ást" in islandese vuol dire amore. Sedici anni dopo Ásta scopre il sentimento di cui porta il nome in una fattoria negli aspri Fiordi Occidentali dove trascorre l'estate. Lo impara a conoscere dalla storia tormentata tra un uomo e una donna uniti dalla solitudine e divisi dalla dura vita contadina; lo impara a capire dalla vecchia Kristín che ogni tanto, al mattino, si sveglia in un'altra epoca del suo passato e può così rimediare ai rimpianti che le ha lasciato la vita; lo vive sulla propria pelle insieme a Jósef, il ragazzo che le cambierà l'esistenza. Eppure sono tutte promesse di felicità non mantenute ad avvicendarsi in questa impetuosa storia famigliare, segnata per sempre dal giorno in cui Helga si rivela uno spirito troppo libero e assetato di emozioni per non ribellarsi alla soffocante routine domestica e abbandonare marito e figlie, lasciando Ásta con un'inquietudine, un'ansia di fuga, una paura di seguire fino in fondo i propri sogni. In un romanzo lirico, sensuale e corale, che si compone a puzzle seguendo i ricordi dei personaggi e le associazioni poetiche dei loro sentimenti, Steansson racconta l'urgenza e l'incapacità di amare, la ricerca di se stessi nell'eterna e insidiosa corsa alla felicità, e quel fiume di desideri e nostalgia che accompagna il destino di ognuno, sempre pronto a rompere gli argini e a scompaginare un'esistenza.
Jungle Rudy
Jan Brokken
Libro: Libro in brossura
editore: Iperborea
anno edizione: 2018
pagine: 319
Per decenni il suo nome fa il giro del mondo come una leggenda: Jungle Rudy, il pioniere che vive tra gli indios del Venezuela ascoltando Mozart e ospitando Werner Herzog, il primo ad aver esplorato quel «mondo perduto» a sud dell'Orinoco che ispirò la fantasia di Conan Doyle. Affascinato dal personaggio e dalla sua aura di mistero, Jan Brokken si mette in viaggio per ricostruire la vera storia di Rudolf Truffino, avventuriero olandese di origini italiane. Approdato nella Caracas ricca di petroldollari degli anni Cinquanta, Rudy trova il suo eden nella Gran Sabana, lo sconfinato altopiano nel sudest del paese dove torreggiano i tepui, solitarie montagne a cima piatta con cascate e canyon mozzafiato e specie endemiche uniche al mondo. Una terra selvaggia e ancora sconosciuta se non per il resoconto che ne diede Humboldt nell'800, da sempre avvolta nel mito e meta di spericolate corse all'oro - come quella che negli anni Trenta portò un bush pilot a scoprire il Salto Angel. Imparato ogni segreto della giungla vivendo con le tribù pemón, Rudy dedica la vita a mappare la regione e a rivelarla al mondo, aprirvi le prime vie d'accesso e guidare preziose spedizioni scientifiche, finché i suoi piani non si scontrano con gli interessi dello Stato. Rintracciando fonti e testimonianze dirette di famigliari e compagni di avventure, rievocando imprese epiche e missioni adrenaliniche, Brokken compone l'incalzante ritratto di un eroe visionario con il fascino di un Fitzcarraldo, colto e selvatico, passionale e misantropo, che con l'egoismo inconsapevole degli idealisti cresce le tre figlie nell'isolamento della Gran Sabana, e finisce per pagare i suoi sogni con un'incompresa solitudine.
Perché ci ostiniamo
Fredrik Sjöberg
Libro: Libro in brossura
editore: Iperborea
anno edizione: 2018
pagine: 184
Entomologo, affabulatore e audace pensatore, Fredrik Sjöberg ci accompagna in nove viaggi di scoperta seguendo il suo fiuto per le storie d'eccezione che si nascondono dietro i dettagli più marginali. Un'escursione sulle tracce di un tiglio centenario o un nome trovato sul retro di un raro autoscatto di Strindberg diventano il punto di partenza per funamboliche avventure attraverso la storia, la natura, l'arte, tra aneddoti bizzarri e personaggi tanto curiosi quanto sconosciuti, all'insegna di quel gusto per la ricerca e per il «pezzo unico» che lo Sjöberg collezionista sa tradurre in letteratura. Dalla battuta di caccia di Theodore Roosevelt che lanciò il popolare orsacchiotto Teddy Bear alla passione per l'arte che a inizio '900 trasformò un impiegato delle poste di Göteborg in un collezionista d'avanguardia, dall'incontro tra Lenin e la pioniera dell'ambientalismo svedese Anna Lindhagen al ruolo che ha avuto l'invenzione della borsa, nella lontana preistoria, per l'evoluzione umana: di racconto in divagazione ci ritroviamo a osservare il mondo con lo sguardo di uno scienziato-umanista e fine provocatore, che in ogni campo rivendica l'importanza, oggi trascurata o data per scontata, della bellezza. Quella bellezza che di rado si affaccia nella ricerca estetica contemporanea e di cui non si parla mai nelle politiche ambientali, così tese a proteggere la biodiversità da perdere di vista il valore poetico di uno splendido paesaggio. Facendo incontrare natura e cultura nella leggerezza ironica delle sue pagine, Sjöberg ci porta lungo quel crinale, come lo definì Nabokov, che congiunge il versante del sapere scientifico con quello opposto dell'immaginazione artistica.
Uno scià alla corte d'Europa
Kader Abdolah
Libro: Libro in brossura
editore: Iperborea
anno edizione: 2018
pagine: 506
Orientalista all'Università di Amsterdam, Seyed Jamal ritrova il diario di viaggio di uno scià che a fine '800 lascia la Persia e con un infinito stuolo di principi, funzionari e mogli dell'harem intraprende il suo Grand Tour alla scoperta dell'Europa. Armato di curiosità e ironia, Seyed si unisce alla carovana del re e come una moderna Sherazade, fondendo realtà storica e fiaba orientale, narra le mille e un'avventura di questo viaggiatore d'eccezione, despota crudele e ingenuo, colto e infantile, facile preda del Grande Gioco europeo per il controllo del Medioriente, sovrano di un regno millenario e retrogrado a confronto con il progresso vorticoso che cambierà il mondo e plasmerà il nostro presente. Accolto come un vecchio amico dagli zar e dalla regina Vittoria, con cui condivide la via del tramonto in un decadente rituale di corte, lo scià attraversa la Germania di Bismarck e la Francia repubblicana, incontra Tolstoj, il padre di Stalin, Debussy e Monet, testa l'aspirina della Bayer e sperimenta le scoperte di Siemens e di Pasteur, capisce la portata rivoluzionaria della catena di montaggio e delle industrie inglesi, e assiste impotente alla ribellione di Banu, sua moglie prediletta, che ha letto, pensato e sognato troppo per non cercare in questo viaggio una fuga verso la libertà. Ma lo smarrimento dello scià di fronte al formarsi dell'Europa moderna si riflette in quello di Seyed per la crisi dell'Europa attuale, dove la storia, con la stessa inesorabilità, lungo lo stesso tragitto seguito dal re persiano, conduce ondate di profughi intrecciando sempre più i destini di Oriente e Occidente, e dove uno scrittore rifugiato come Kader Abdolah, che con la «magia dell'immigrazione» si è ricostruito un'identità, cerca nella letteratura nuovi territori di incontro.
1947
Elisabeth Åsbrink
Libro: Libro in brossura
editore: Iperborea
anno edizione: 2018
pagine: 314
Dove comincia il presente? Quando nascono le forze,i conflitti e le idee che governano la nostra epoca? Inseguendo le tracce della famiglia che non ha mai potuto conoscere, Elisabeth Asbrink ci trasporta in un anno cruciale del '900, nel momento in cui l'Occidente, reduce dal secondo conflitto mondiale, è di fronte a una serie di bivi e possibilità ancora aperte, e compie scelte decisive per i nostri giorni. È il 1947 quando scoppia la Guerra fredda, viene istituita la CIA e Kalasnikov inventa l'arma oggi più diffusa al mondo; l'ONU riconosce lo Stato di Israele e il figlio di un orologiaio egiziano lancia il moderno jihad. È solo nel '47 che viene redatta la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, prima sconosciuti all'umanità quanto il termine «genocidio», coniato da un giurista polacco che ha perso la famiglia nei Lager. E mentre una rete clandestina di organizzazioni internazionali mette in salvo i gerarchi del Reich e rilancia gli ideali fascisti, Primo Levi riesce a pubblicare "Se questo è un uomo", un disilluso George Orwell scrive il profetico "1984" e Christian Dior crea il suo controverso New Look. In mezzo a tutto questo, tra le masse di profughi ebrei che attraversano l'Europa in cerca di una nuova vita, c'è il padre dell'autrice, un orfano ungherese di dieci anni, davanti a una scelta che deciderà il suo futuro. In un racconto poetico e documentatissimo, che ci cala nei destini di personaggi d'eccezione e persone comuni, Asbrink ricompone il puzzle di un anno emblematico per la sua identità personale e per quella collettiva. E scavando nei retroscena degli eventi, fino agli istanti in cui la storia avrebbe potuto prendere un altro corso, arriva all'origine di quei nodi che non abbiamo ancora sciolto.
Emilia l'elefante
Arto Paasilinna
Libro: Libro in brossura
editore: Iperborea
anno edizione: 2018
pagine: 251
Se nel picaresco universo di Paasilinna gli animali selvatici sono i paladini di quella libertà irriverente che dà gusto alla vita, è l'elefante Emilia a essere stavolta catapultata nel selvaggio Nord. Corre l'anno 1986 quando al Circo Finlandia, a Kerava, nasce una stella, che a sei mesi sventola già fiera con la proboscide la bandierina finlandese e in pochi anni conquista il Circo di Mosca e parte in tournée sulla Transiberiana, allietando i passeggeri con la danza dei cosacchi. Ma l'Unione Sovietica è ormai al collasso, il circo al tramonto, e l'Europa si mette pure a vietare ogni esibizione di animali esotici, per quanto dotati di ben più talento di tanti umani commedianti. All'intrepida padroncina Lucia Lucander non resta che salire in groppa alla pachidermica compagna di mille ribalte e lanciarsi nel circo del mondo per riportare Emilia tra i suoi simili. Comincia così la loro acrobatica odissea dalle piane del Satakunta alle foreste del Pirkanmaa, dalla regione dei laghi alla Carelia e poi alla volta del Sudafrica, in fuga da eco-complottisti e macellai megalomani, con l'aiuto di un pompiere, un gestore di minimarket e un latifondista in pene d'amore, sotto la benedizione di un prete maniaco-suicida e di un industriale fallito intento a costruirsi un sommergibile per farne un museo sottomarino. La fantasia e il naturismo politicamente scorretto di Paasilinna si scatenano nelle più esilaranti avventure in questo barocco safari afro-finnico, che con il paradosso mette in scena la commedia umana, nella spensierata consapevolezza che se il mondo è pazzo, tanto vale fare di necessità risorsa e godersi a fondo le proprie follie.
Isola
Siri Ranva Hjelm Jacobsen
Libro: Libro in brossura
editore: Iperborea
anno edizione: 2018
pagine: 215
Una giovane ragazza danese ha nostalgia di un'isola verde e impervia battuta dai venti del Nord, un'isola delle Faroe dove non ha mai vissuto ma che ha sempre sentito chiamare «casa», perché da lì emigrò la sua famiglia negli anni Trenta. Comincia così, dall'urgenza di riappropriarsi delle sue origini e di una cultura che ha ereditato ma non le appartiene, il suo viaggio di ritorno a Suduroy, da cui nonno Fritz, pescatore dell'Artico, partì alla ricerca di un destino migliore, e nonna Marita, sognatrice irrequieta, fuggì verso il mondo e la modernità. Un viaggio nella storia di una famiglia e di questo piccolo arcipelago sperduto nell'Atlantico, che è stato coinvolto nel secondo conflitto mondiale e nella guerra fredda e che ha lottato fieramente per una sua autonomia dalla Danimarca. Un viaggio nella memoria e nel mito che perdura in queste terre sospese nel tempo, tra le asprezze di una natura primigenia, dove ogni racconto di vita si colora di leggenda, dall'amore segreto tra Marita e Ragnar il Rosso, falegname filosofo e ribelle che chiama i gabbiani «i proletari del mare», alla roccia incantata nel giardino di zia Beate, che attira sciagure su chi prova a rimuoverla. Romanzo d'ispirazione autobiografica, "Isola" è un canto d'amore alle Faroe e un racconto sulle ripercussioni intime dell'emigrazione, sul ruolo degli affetti e dei legami di sangue nell'identità di una persona, sul bisogno di radici o almeno di un'Itaca dell'anima, un posto che si possa chiamare casa.

