Guaraldi: Antologieminime
Giardini. «Il faut cultiver notre jardin»
Libro: Libro in brossura
editore: Guaraldi
anno edizione: 2014
pagine: 43
Il giardino è luogo d'utopia e di scrittura. Che sia reale o narrato, in esso ciò che è naturale si piega al simbolico e si fa struttura. Per questo, coltivare un giardino è come scrivere, come leggere, a regola d'arte. Scegliere il tempo giusto per piantare; saper sfrondare le pagine che servono. Quelle di tutti i giardini in cui passeggerà il lettore di questa piccola antologia: giardini perduti e rimpianti, giardini della memoria, della mente, del cuore e dell'anima.
Io, l'altro (drammaturgie del doppio)
Libro: Copertina morbida
editore: Guaraldi
anno edizione: 2014
pagine: 51
Il tema dello sdoppiamento, della scissione, della metamorfosi è una costante che attraversa epoche e culture, dando adito a infinite letture antropologiche e psicoanalitiche. La figura del doppio incarna la crisi dell'idea unitaria dell'Io e ossessiona da sempre la letteratura, così da diventare una formidabile macchina generatrice di racconti. Ma lo sdoppiamento non è forse il procedimento principe della lettura e della scrittura? Scrivere come crearsi un altro Io. Leggere come identificarsi in soggettività altre.
Souvenir (il brusio delle cose)
Libro: Copertina morbida
editore: Guaraldi
anno edizione: 2014
pagine: 73
Che cosa è un Souvenir? Verrebbe facile liquidarlo tra le "buone cose di pessimo gusto". Eppure - come da etimologia - è lì a rappresentare tutte le cose che sub veniunt, ci fan da spalla. Nella memoria, nell'identità, nel quotidiano. Acchiapparle, interpretarne il brusio chiede un discorrere, zigzagante qua e là, e di intessere una rete, larga di saperi originari. E non solo perché la riflessione sugli oggetti ha accompagnato la cultura del Novecento. È proprio che, in principio, c'era una Cosa.
Zoologica (d'animali e d'anime)
Libro: Copertina morbida
editore: Guaraldi
anno edizione: 2014
pagine: 58
La domanda "cos'è un uomo?" nella nostra cultura implica la domanda "cos'è un animale?". Ma non è facile rispondere, senza cadere nel paradosso. Eppure i primi simboli furono animali e non è irragionevole supporre che fosse animale anche la prima metafora. Senza contare quanto per noi le cose si sono complicate da quando Darwin ci ha tolti dal centro del mondo vivente. Così che forse oggi la figura più appropriata per noi - esseri del tra - è il Tobia biblico, sempre in viaggio tra un Angelo e un cane.

