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Giorgio Pozzi Editore: Popoli, società e culture

«Il flagello degli schiavisti». Romolo Gessi in Sudan (1874-1881)

«Il flagello degli schiavisti». Romolo Gessi in Sudan (1874-1881)

Massimo Zaccaria

Libro: Libro in brossura

editore: Giorgio Pozzi Editore

anno edizione: 2022

pagine: 348

Tra i grandi viaggiatori e avventurieri italiani in Africa, Romolo Gessi gode da sempre di una indiscussa popolarità. Giunto in Sudan nel 1874 come funzionario governativo, divenne famoso per la circumnavigazione del lago Alberto. Nel 1878 Charles Gordon, allora governatore generale del Sudan, gli affidò la missione di sconfiggere i «mercanti di schiavi» che dominavano la regione meridionale del paese. Iniziava così un'epica campagna che terminò solo nel 1880 dopo durissimi scontri. Vincitore militarmente ma non politicamente, Gessi, dopo essere stato salutato come «Il flagello degli schiavisti», fu costretto a dimettersi. Nel tentativo di raggiungere la capitale del Sudan rimase intrappolato nelle paludi nilotiche e circa quattrocento uomini del suo seguito perirono di stenti. Lo stesso Gessi fu sul punto di soccombere, e si riebbe solo parzialmente dalle fatiche del viaggio. Ricoverato all'ospedale francese di Suez si spense nell'aprile del 1881. Analizzando criticamente la documentazione disponibile, integrata dalla pubblicazione di numerose lettere, l'autore offre un ritratto di Romolo Gessi più sensibile ai luoghi e alle circostanze in cui si svolse la sua azione.
20,00

Il viaggio in Oriente. Antologia dei resoconti dei viaggiatori italiani nel mondo arabo nel XIX secolo

Il viaggio in Oriente. Antologia dei resoconti dei viaggiatori italiani nel mondo arabo nel XIX secolo

Libro: Libro in brossura

editore: Giorgio Pozzi Editore

anno edizione: 2017

pagine: 109

Questo libro contiene un'ampia scelta di brani significativi tratti da opere di autori italiani che hanno viaggiato nel mondo arabo-musulmano nel corso del XIX secolo. Opere di questo tipo sono numerose in altri paesi europei, dove la letteratura di viaggio è più studiata. I testi dei viaggiatori italiani sono invece poco conosciuti, e spesso non sono più pubblicati da decenni. Si tratta di testi che rivestono un grande interesse proprio se messi a confronto con i più illustri modelli francesi e inglesi, in quanto si rivelano in gran parte portatori di uno sguardo sul mondo arabo più “umanistico” e assai meno “imperiale”. Nei “récits de voyage” francesi e inglesi, infatti, si passa rapidamente dall'immagine benevola del mondo arabo, caratteristica degli illuministi settecenteschi, al brusco distacco operato da Chateaubriand e che sarà dominante, con innumerevoli sfumature, durante tutto il XIX secolo, preannunciando e accompagnando il lungo processo di colonizzazione che comincerà nel 1830 con la conquista dell'Algeria. Nei “récits de voyage” italiani invece si manifesta un'evoluzione molto più difficile, lenta e conflittuale. Nello sguardo disorientato e incerto che questi autori rivolgono al mondo arabo emergono le tracce di una familiarità antica, secolare, segni di un'attitudine universalistica e umanista propria della cultura italiana e, allo stesso tempo, l'esempio inatteso di un approccio all'altro strettamente pragmatico, né ideologico, né pregiudiziale. Tuttavia questo interessante punto di vista sarà abbandonato nel corso dell'Ottocento per modelli più “moderni” e incisivi, e la visione francese e inglese dei rapporti tra Occidente e Oriente finirà per influenzare anche i resoconti di viaggio italiani.
15,00

Storia della scuola italiana in Eritrea

Storia della scuola italiana in Eritrea

G. Paolo Carini, Roberto La Cordara

Libro: Libro in brossura

editore: Giorgio Pozzi Editore

anno edizione: 2014

pagine: 166

La scuola italiana in Eritrea ha più di cento anni di storia: nata nel 1902, rappresenta per questo paese una realtà culturale di riferimento, operando con continuità e riuscendo, come si desume dalla ricostruzione storica di questo volume, a far fronte a momenti di crisi e difficoltà: dal primo colonialismo di fine Ottocento, caratterizzato dalle scuole religiose, ai differenti orientamenti del periodo fascista, fino al tragico epilogo del colonialismo italiano durante la seconda guerra mondiale. Nonostante queste profonde trasformazioni, la scuola italiana ha continuato a operare durante l'amministrazione britannica, nel periodo della federazione tra Etiopia e Eritrea, durante l'occupazione militare del Derg e negli anni successivi all'indipendenza eritrea, sancita dal referendum del 1993, con un'utenza che è passata dall'iniziale preponderanza di studenti italiani a una presenza eritrea di circa l'85% degli iscritti. Al di fuori del nostro paese, la scuola italiana in Eritrea è oggi l'istituzione scolastica più frequentata: le ragioni di questo successo dipendono sia dai forti legami storici con l'Italia sia dalla capacità di adattamento ai bisogni di un paese che, dai tempi della prima diaspora italiana fino all'attuale società eritrea affermatasi all'indomani dell'indipendenza, è profondamente cambiato.
15,00

Anch'io per la tua bandiera. Il V battaglione Ascari in missione sul fronte libico (1912)

Anch'io per la tua bandiera. Il V battaglione Ascari in missione sul fronte libico (1912)

Massimo Zaccaria

Libro: Libro in brossura

editore: Giorgio Pozzi Editore

anno edizione: 2013

pagine: 263

Un battaglione di ascari sul fronte libico e poi in visita premio in Italia nell'estate del 1912, accolto da una folla festante e da una curiosità morbosa. È questo il tema del lavoro che ripercorre i sei mesi di missione del V battaglione ascari, la prima unità eritrea ad aver combattuto sul fronte libico. Il V battaglione fu da subito celebrato dai mezzi d'informazione, e per una stagione breve ma intensa l'Italia sembrò vittima di una misteriosa ascarite acuta. Il re e la sua corte, nobili, generali e ministri, si contesero il V battaglione. La gente comune scese nelle strade e nelle piazze per salutare gli ascari eritrei. Una presenza volutamente rimarcata e celebrata attraverso una politica di deliberata esposizione del battaglione allo sguardo incuriosito della popolazione libica, italiana ed eritrea. Ben lontana dall'essere puramente militare, la missione del V battaglione offre spunti per una più generale riflessione sul modo in cui l'Italia cercò di interpretare il suo ruolo coloniale e sul peso dell'oltremare nell'identità del paese. Ma la vicenda del V battaglione offre anche la possibilità di comprendere fino a che punto l'esperienza di guerra incise profondamente sull'Eritrea e sugli eritrei, e propone una griglia di lettura in cui il colonialismo è una storia con due protagonisti.
17,00

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